La legge nella Bibbia e nell’Antico Testamento

Nella prospettiva cristiana, Gesù non è venuto sulla terra per abolire le leggi dell’Antico Testamento, ma per portarle a compimento. Il Nuovo Testamento getta nuova luce sull’Antico Testamento: certe regole sono state abolite, e altre riconfermate.

Per il cristiano, la questione decisiva non consiste semplicemente nello stabilire quali norme osservare, ma nel comprendere il dono della grazia ricevuto, che rende figli e abilita a vivere nella fede, nella speranza e nella carità, adempiendo non tanto le norme quanto il significato e l’intenzione profonda di tutta la Legge divina. L’amore è il primo comandamento.

Che cosa significa la legge nella Bibbia

La questione del rapporto con la Legge mosaica stabilito da Gesù stesso e quindi dalla tradizione apostolica testimoniata dai testi del Nuovo Testamento è molto complessa. Partiamo dalla frase tratta dal Vangelo di Matteo: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i profeti, non sono venuto ad abolire ma a portare a compimento» (Mt 5,18).

Gesù nega nel modo più assoluto questa possibilità. Per Lui non si tratta di abolire, ma di portare a compimento. Prendendo spunto da questa famosa affermazione di Gesù e tenendo conto di tutta la tradizione del Nuovo Testamento si possono individuare alcune chiavi di lettura e di comprensione.

Ogni legislazione umana è imperfetta. Anche la Legge mosaica, pur essendo legge divina, in quanto è formulata e vissuta da uomini, subisce il fatto di rivelarsi imperfetta, tanto che occorre interpretarla in modo giusto.

La legge può essere aggirata, elusa o violata, può non raggiungere il suo scopo ed essere utilizzata perfino per compiere il male. Essa è intesa a favorire comportamenti buoni, ma può essere interpretata a favore di interessi personali e diventare uno strumento di ingiustizia.

Questo è l’aspetto che Gesù stigmatizza soprattutto nei confronti di coloro che affermano di amare la legge, ma di fatto la usano per i loro interessi, la interpretano a loro favore e, con la legge, favoriscono l’ingiustizia.

Gesù e il compimento della Legge

A proposito della Legge mosaica, occorre risalire all’intenzione buona del Legislatore, altrimenti la legge può essere foriera di grandi ingiustizie. È ciò di cui si incarica Gesù lungo tutto il suo ministero pubblico: riportare la Legge alle sue originali intenzioni.

Nei Vangeli Gesù riprende continuamente le norme alla luce della loro finalità più profonda: «avete inteso che fu detto … ma io vi dico» (Mt 5,21-48); «per la durezza del vostro cuore Mosé vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così» (Mt 19,8).

Alcune leggi bibliche non si applicano più perché Gesù ci ha dato una legge superiore, che si fonda sull’amore al prossimo. Gesù ci dice, ad esempio, che amare i nostri nemici è meglio che cercare vendetta quando ci capita qualcosa di negativo.

Altre leggi, come i Dieci Comandamenti, sono tuttora validi. La Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, aiuta a capire quali leggi si applicano ancora ai cristiani e quali no.

Il cristianesimo non è l’abolizione della Legge mosaica per stabilirne una nuova, magari migliore, ma la partecipazione nel Figlio alla figliolanza divina, che porta a perfezione nella carità ogni legge.

La Legge mosaica e la libertà cristiana

Per il cristiano la grande questione rispetto alla Legge e ai comandamenti non è quali norme o comportamenti ottemperare, altrimenti si ritornerebbe in un regime di schiavitù, ovvero sotto una legge, quantunque cristiana.

La vita cristiana consiste nell’approfondire il dono di grazia ricevuto, che ha reso i credenti figli e li abilita a vivere nella fede, nella speranza e nella carità, adempiendo così non tanto le norme quanto il significato e l’intenzione profonda di tutta la Legge divina.

Nostro Signore Gesù Cristo, come afferma egli stesso nel Vangelo, ha sottoposto i suoi discepoli al suo giogo soave e al suo lieve peso e ha voluto stabilire l’obbligo di tutto ciò che è raccomandato nelle Scritture canoniche, eccetto i riti che si leggono nei libri di Mosè, riti che rendevano più grave la schiavitù dell’antico popolo e convenivano alle disposizioni del loro cuore e dei tempi profetici in cui esso viveva.

Il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento

La Scrittura è una, in quanto unica è la Parola di Dio, unico il progetto salvifico di Dio e unica l’ispirazione divina di entrambi i Testamenti. L’Antico Testamento prepara il Nuovo e il Nuovo dà compimento all’Antico: i due si illuminano a vicenda.

L’Antico Testamento non è un semplice preludio del Nuovo. Nell’Antico Testamento Dio si rivela come il Creatore e custode del mondo, nonché come guida e maestro dell’umanità.

I libri dell’Antico Testamento sono Parola di Dio e Sacra Scrittura. Senza l’Antico Testamento non possiamo capire Gesù. Nell’Antico Testamento inizia una grande storia di formazione, che prende una svolta decisiva nel Nuovo Testamento e arriva a destinazione con la fine del mondo e la seconda venuta di Cristo.

I comandamenti e le profezie per il popolo dell’Antica Alleanza e le promesse che vi sono contenute per tutti gli uomini non sono mai state revocate. Nei libri dell’Antica Alleanza troviamo un tesoro insostituibile di preghiere e saggezza; in particolare i Salmi sono parte della preghiera quotidiana della Chiesa.

Che cos’è l’Antico Testamento

L’Antico Testamento è un resoconto dei rapporti tra Dio e i suoi figli dell’alleanza dalla Creazione fino a circa quattrocento anni prima della nascita di Gesù Cristo. La parola ebraica tradotta con “testamento” può anche significare “alleanza”.

Nell’Antico Testamento leggiamo la storia del popolo dell’alleanza di Dio. Questa alleanza iniziò con Adamo e continuò tramite i grandi patriarchi. Fu rinnovata tramite Abramo, Isacco e Giacobbe e i loro discendenti, che sono chiamati “casato d’Israele” o “figli d’Israele”.

Gli insegnamenti e le alleanze dell’Antico Testamento hanno guidato i seguaci di Geova sin dal principio. Queste erano le Scritture disponibili ai tempi di Gesù, il quale faceva spesso riferimento agli scritti dell’Antico Testamento durante il suo ministero.

Diversi autori del Nuovo Testamento, come Matteo, Giovanni e Paolo, facevano spesso affidamento sull’Antico Testamento come fondamento per la loro testimonianza del Salvatore. Gli insegnamenti e le alleanze dell’Antico Testamento rimangono fondamentali anche oggi.

Come tutte le Scritture, l’Antico Testamento fornisce insegnamenti su Gesù Cristo e rende testimonianza di Lui. Egli è Geova, il Dio dell’Antico Testamento.

La Legge nei primi libri biblici

Quando fu compendiato l’Antico Testamento, i libri che lo componevano non furono disposti in ordine cronologico, ma raggruppati in base all’argomento di cui trattavano. Anticamente, i libri dell’Antico Testamento erano raggruppati in tre sezioni principali: la Legge, i Profeti e gli Scritti.

La maggior parte delle Bibbie cristiane di oggi organizza i libri dell’Antico Testamento in quattro categorie principali:

CategoriaLibriContenuto
La LeggeGenesi-DeuteronomioLa storia dei rapporti di Dio con i suoi figli dalla creazione della terra fino alla fine della vita di Mosè; contiene la legge di Mosè.
Libri storiciGiosuè-EsterLa storia dei figli d’Israele negli oltre seicento anni successivi a Mosè.
Libri poeticiGiobbe-Cantico dei CanticiInsegnamenti e rivelazioni scritti in forma poetica; i Salmi contengono testi di numerosi brani di musica sacra.
Libri dei profetiIsaia-MalachiaGli insegnamenti dei profeti che svolsero il loro ministero durante o dopo il periodo dei re d’Israele.

La Legge, i profeti e gli Scritti

I libri dalla Genesi al Deuteronomio presentano una storia dei rapporti di Dio con i suoi figli dalla creazione della terra fino alla fine della vita di Mosè. Spesso sono chiamati “la Legge” perché contengono la legge di Mosè.

I libri da Giosuè a Ester proseguono la narrazione della storia dei figli d’Israele negli oltre seicento anni successivi a Mosè. I libri da Giobbe al Cantico dei Cantici sono pieni di insegnamenti e rivelazioni scritti in forma poetica.

I libri da Isaia a Malachia contengono gli insegnamenti dei profeti che svolsero il loro ministero durante o dopo il periodo in cui i re regnarono sul popolo d’Israele. Questi libri non sono disposti in ordine cronologico.

Che cosa significa l’Antico Testamento per i cristiani

Nell’Antico Testamento Dio si rivela come il Creatore e custode del mondo, e come guida e maestro dell’umanità. Senza l’Antico Testamento non possiamo comprendere Gesù.

L’Antico Testamento è molto più che un semplice preludio del Nuovo. I comandamenti e le profezie per il popolo dell’Antica Alleanza e le promesse che vi sono contenute per tutti gli uomini non sono mai state revocate.

Nei libri dell’Antica Alleanza troviamo un tesoro insostituibile di preghiere e saggezza. In particolare, i Salmi sono parte della preghiera quotidiana della Chiesa.

Gesù è tutto quello che Dio vorrebbe dirci. L’intero Antico Testamento prepara all’Incarnazione del Figlio di Dio. Tutte le promesse di Dio trovano il loro compimento in Gesù.

Che cosa significa il Nuovo Testamento per i cristiani

Nel Nuovo Testamento la rivelazione di Dio è conclusa. I quattro Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni sono la colonna portante della Sacra Scrittura e il tesoro più prezioso della Chiesa.

Nei Vangeli il Figlio di Dio si mostra come egli è e incontra l’umanità. Negli Atti degli Apostoli si apprendono gli inizi della Chiesa e l’opera dello Spirito Santo.

Nelle lettere scritte dagli apostoli, tutti gli aspetti della vita umana vengono visti alla luce di Cristo. Nell’Apocalisse viene presentata la fine dei secoli.

Essere cristiani significa unirsi ancor più profondamente alla vita di Cristo. Per far questo si devono leggere e vivere i Vangeli.

Attraverso la sua Parola Dio dice chi è e cosa vuole; lo dice definitivamente e lo dice per ogni singolo giorno. Quando si tiene il libro del Vangelo in mano, si dovrebbe riflettere sul fatto che in esso abita la Parola che vuole diventare carne nell’uomo, desidera prendere possesso di lui, così che possa iniziare una vita nuova in un luogo nuovo, in un nuovo tempo e in un nuovo contesto umano.

La Sacra Scrittura e la verità

La Sacra Scrittura insegna la verità perché Dio stesso è l’autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità necessarie alla salvezza.

Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnare. La fede cristiana, tuttavia, non è «una religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente».

La Bibbia non intende passare informazioni storicamente precise o scoperte scientifiche. Inoltre, gli autori erano figli del loro tempo e le loro forme espressive sono influenzate dalle immagini culturali del mondo attorno a loro, talora inadeguate.

Nonostante ciò, tutto ciò che l’uomo deve sapere su Dio e sul modo in cui Dio lo ha salvato si trova nella Sacra Scrittura con certezza infallibile.

Le leggi dell’Antico Testamento e la loro interpretazione

La distinzione tra le norme dell’Antico Testamento che restano valide e quelle che non vengono più applicate deve essere compresa alla luce dell’intera rivelazione biblica. Il Nuovo Testamento fa nuova luce sull’Antico: certe regole sono state abolite e altre riconfermate.

Le norme rituali dell’antica alleanza non vengono semplicemente trasferite nella vita cristiana. La Legge deve essere letta alla luce del suo fine, dell’intenzione buona del Legislatore e del compimento realizzato da Cristo.

I Dieci Comandamenti restano tuttora validi. Altre disposizioni appartengono invece a un determinato contesto storico, cultuale e sociale dell’antica alleanza.

La Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, aiuta a comprendere quali leggi si applicano ancora ai cristiani e quali no. L’interpretazione cristiana non consiste nel separare arbitrariamente l’Antico dal Nuovo Testamento, perché i due si illuminano a vicenda.

Le parti difficili dell’Antico Testamento

La lettura dell’Antico Testamento presenta episodi difficili, norme legate a società antiche, racconti di guerre, pene severe e descrizioni della violenza. Questi testi non possono essere isolati dal loro genere letterario, dal loro contesto storico e dall’intero sviluppo della rivelazione biblica.

La Bibbia è stata ispirata da Dio a uomini vissuti migliaia di anni fa, prevalentemente di origine ebraica, che scrivevano in un ambito culturale, storico e sociale molto diverso dal nostro. Le loro forme espressive sono influenzate dalle immagini culturali del mondo attorno a loro.

La presenza di racconti violenti nell’Antico Testamento non significa che ogni comportamento narrato sia presentato come modello morale per i cristiani. La narrazione biblica può riferire azioni compiute da uomini, conflitti e giudizi senza trasformare ogni episodio in un comandamento valido per ogni epoca.

La lettura cristiana deve quindi distinguere tra ciò che il testo racconta, ciò che prescrive in un determinato contesto dell’antica alleanza e ciò che il Nuovo Testamento porta a compimento nella persona e nell’insegnamento di Gesù.

La Sacra Scrittura non è un libro da leggere come un romanzo

Leggere la Bibbia non è un’impresa facile. È vero che c’è un filo cronologico abbastanza coerente, ma non è detto che seguendolo si riuscirà a comprendere appieno gli innumerevoli contenuti, suggestioni e contributi forniti nel corso dei secoli dai compilatori che si sono succeduti e alternati nella sua stesura.

La Bibbia non si può leggere come un romanzo, dalla prima all’ultima pagina. Anzi, seguire un ordine rigorosamente cronologico, partendo dalla Genesi, può rivelarsi assai controproducente.

La Genesi e l’Antico Testamento in generale non sono di facile e immediata comprensione per i lettori e i fedeli di oggi, che rischiano di arenarsi davanti a riferimenti ostici e perfino incomprensibili.

Per questo può essere utile accostarsi alla Bibbia partendo dal Nuovo Testamento, più incentrato sul messaggio di salvezza e speranza portato da Gesù agli uomini con la sua vita, la sua missione e la sua morte. Poi, sulla base dei riferimenti trovati nel Nuovo Testamento, si possono approfondire di volta in volta vari aspetti dell’Antico.

Come scegliere un ordine di lettura

Un aspetto affascinante della Bibbia è che si spiega da sola. Ogni riferimento e ogni accenno rimandano a qualcosa che appare altrove, in un’altra pagina o in un altro libro.

Anche i versetti apparentemente più ostici hanno una loro ragione d’essere e una spiegazione nascosta tra le pagine. Una volta presa dimestichezza con questa regola, è possibile andare alla ricerca delle numerose concatenazioni e dei rimandi presenti in ogni pagina.

Da un punto di vista pratico, se ci si vuole accostare alla lettura delle Sacre Scritture, è meglio affidarsi a un progetto di lettura. Ne esistono molti: alcuni prevedono la lettura separata dell’Antico e del Nuovo Testamento, mentre altri li raccolgono in un unico programma.

Una volta stabilito quale piano seguire, quale sembra più vicino alla propria sensibilità e ai propri interessi, è sufficiente seguirlo: esso fornisce una buona base di lavoro e aiuta a non perdersi negli infiniti meandri della Bibbia.

Un possibile percorso nel Nuovo Testamento

Alcuni progetti di lettura suggeriscono di partire dalla Prima Lettera di San Giovanni, un testo molto breve che contiene in modo esemplare la certezza della salvezza, la promessa fatta da Dio Padre a tutti i suoi figli e confermata dalla missione di Gesù fatto uomo.

Alla Prima Lettera di San Giovanni può far seguito il Vangelo di Giovanni, poi il Vangelo di Marco e quindi le Lettere di San Paolo, in un progressivo dipanarsi della visione salvifica della Parola di Dio.

In alternativa, si può optare per un progetto di lettura più attinente ai fatti storici e caratterizzato da una difficoltà crescente, partendo dai libri più semplici per linguaggio e contenuti e passando poi a quelli più complessi.

Un buon punto di partenza in quest’ottica può essere il Vangelo secondo Luca, che offre una narrazione ordinata, scritta in un’ottica storica, delle vicende della vita di Gesù, seguito dagli Atti degli Apostoli, per ricreare una cornice storica dei fatti che hanno portato alla nascita della Chiesa.

Tipo di percorsoOrdine indicativo
Lettura in chiave salvificaPrima Lettera di San Giovanni, Vangelo di Giovanni, Vangelo di Marco, Lettere di San Paolo
Lettura storica a difficoltà crescenteVangelo secondo Luca, Atti degli Apostoli, Vangelo di Giovanni, Lettera di Giacomo, Vangelo di Marco
Approfondimento apostolicoLettere ai Galati, agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, a Filemone, Lettera di Giuda
Approfondimento dottrinaleLettera ai Romani, Prima e Seconda Lettera ai Corinzi, Lettera agli Ebrei, Vangelo secondo Matteo
Lettura finalePrima, Seconda e Terza Lettera di Giovanni, Prima e Seconda Lettera di Pietro, Lettera di Giuda, Apocalisse

Un possibile percorso nell’Antico Testamento

Per quanto riguarda l’Antico Testamento, può essere un’idea partire dai Salmi, che sono straordinariamente moderni nella loro eternità e possono accompagnare costantemente la lettura come piccoli interludi.

È bene poi dedicarsi ai libri sapienziali: Sapienza, Siracide e Proverbi, che offrono insegnamenti utili e vicini al Nuovo Testamento.

Ci sono vari approcci di lettura dell’Antico Testamento: il modello progressivo, che segue l’ordinamento dei libri nella Bibbia; il modello progressivo ebraico, diverso da quello cristiano; e il modello di lettura in uno, due o quattro anni, che prevede il completamento della lettura in un numero di anni variabile a seconda di quanto si legge ogni giorno.

In alternativa si può decidere di affrontare i libri dell’Antico Testamento in ordine cronologico, dalle origini alla venuta di Cristo, ma comunque non prima di aver letto il Nuovo Testamento.

Per ordine cronologico non si intende l’ordine progressivo dei libri, ma l’ordine storico degli avvenimenti narrati. Questo approccio può risultare efficace perché avvicina gradualmente e in modo ordinato il lettore moderno all’ambiente storico, sociale e politico del Medio Oriente nei secoli in cui si svolgevano le vicende bibliche.

PeriodoLettura indicativaAvvenimenti principali
Origini e patriarchiGenesi, GiobbeCreazione della terra, diluvio e arrivo in Egitto dei patriarchi
Esodo e alleanzaEsodo, Levitico, Numeri, DeuteronomioPartenza per la Terra Promessa e legge di Mosè
Conquista e giudiciGiosuè, Giudici, Rut, Prima Samuele 1-8Conquista della Terra Promessa e periodo dei giudici
Origini della monarchiaPrima Samuele 9-31, Seconda Samuele, Prima Cronache, SalmiIstituzione del regno d’Israele e scelta di Saul e Davide come primi re
Regno di SalomonePrima Re 1-11, Seconda Cronache 1-9, Proverbi, Ecclesiaste, Cantico dei CanticiStoria del re Salomone, scritti sapienziali e costruzione del Tempio di Gerusalemme
Profeti e periodo successivoAmos, Osea, Isaia, Michea, Geremia, Ezechiele e altri libri profeticiInsegnamenti e profezie dei profeti d’Israele
Esilio e restaurazioneEsdra, Neemia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, DanieleRitorno, ricostruzione e rinnovamento della comunità
Libri sapienziali e deuterocanoniciTobia, Giuditta, Ester, Siracide, Sapienza, Primo e Secondo Maccabei, BarucPreghiera, sapienza, fedeltà e resistenza nella storia d’Israele

La trasmissione dell’Antico Testamento

In origine, i libri dell’Antico Testamento furono scritti probabilmente su materiale come il cuoio o il papiro. Vennero poi trascritti e preservati in rotoli, scritti per lo più in ebraico.

I manoscritti antichi furono infine compilati in un’unica raccolta conosciuta come la Bibbia ebraica. La parola Bibbia deriva dalla parola greca biblia, che significa “libri”.

Non sono pervenuti manoscritti originali degli autori dell’Antico Testamento. I manoscritti esistenti più antichi dei testi dell’Antico Testamento risalgono al terzo secolo a.C.

Nel corso dei secoli furono portate avanti diverse iniziative importanti per organizzare e preservare gli scritti dell’Antico Testamento. Due di queste opere sono la Septuaginta, o versione dei Settanta, e il testo masoretico.

La Septuaginta era una traduzione greca degli scritti dell’Antico Testamento compilata tra il terzo e il secondo secolo a.C. Era la versione dell’Antico Testamento comunemente usata dai Giudei ai tempi del Salvatore.

Il testo masoretico fu redatto circa tra il settimo e il decimo secolo d.C. da un gruppo di studiosi giudei conosciuti come Masoreti. Le versioni moderne dell’Antico Testamento sono state influenzate dalla Septuaginta e dal testo masoretico.

Varianti, traduzioni e conservazione del testo

Nonostante l’impegno di molte persone fedeli nel preservare il testo biblico, alcuni scritti ispirati non furono inclusi nella Bibbia. Ci sono diversi libri di Scritture menzionati nella Bibbia che sono andati perduti per vari motivi.

Con il tempo cominciarono a verificarsi variazioni nei testi biblici. Spesso queste variazioni erano il risultato di errori di trascrizione o di traduzione.

Nonostante le imperfezioni che esistono nella Bibbia moderna, non si deve trascurare la natura miracolosa della sua conservazione. La Sacra Bibbia è stata scritta e preservata attraverso circa quattromila anni di storia sacra e secolare da profeti, apostoli e uomini di Chiesa ispirati.

Il valore della lettura biblica

La Bibbia non si limita a trasmettere informazioni: presenta una storia di alleanza, una progressiva rivelazione di Dio e una testimonianza di Gesù Cristo. L’Antico Testamento prepara il Nuovo e il Nuovo illumina l’Antico.

Leggere le Scritture significa quindi considerare insieme legge, profezia, sapienza, storia, preghiera e promessa. La Legge trova il suo compimento in Cristo e la sua interpretazione più profonda nell’amore.

Attraverso la lettura e la vita dei Vangeli, il credente si unisce più profondamente alla vita di Cristo. La Parola di Dio, letta nella Chiesa e vissuta nella carità, non rimane una parola scritta e muta, ma diventa una parola viva.

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