Bibbia Diodati e Chiesa cattolica: storia, tradizione e differenze

La Bibbia di Giovanni Diodati è la traduzione classica delle Scritture per il protestantesimo italiano e, in assoluto, la più antica versione italiana che abbia avuto continuità di lettura ininterrotta dalla sua prima pubblicazione fino al giorno d'oggi. La sua traduzione nacque nell'ambito della Riforma protestante e fu pensata per offrire agli italiani un testo comprensibile e fedele agli originali ebraici e greci.

Il rapporto tra Bibbia Diodati e Chiesa cattolica è stato storicamente segnato da una profonda differenza di orientamento ecclesiale e dottrinale: la Diodati appartiene alla tradizione protestante, mentre la Chiesa cattolica ha tradizionalmente privilegiato la Vulgata latina e, successivamente, proprie traduzioni e revisioni bibliche. La Bibbia Diodati fu infatti vietata dalle autorità ecclesiastiche cattoliche e ancora nel 1925 il Sant'Uffizio ne proibiva l'uso.

Chi era Giovanni Diodati

Giovanni Diodati o Deodati (6 Giu 1576 - 3 Ottobre 1649) fu il primo a tradurre la Bibbia in italiano dall'ebraico e fonti greche. Era un teologo protestante italiana che è nata a Ginevra, di una nobile famiglia originaria di Lucca che era stato espatriati a causa della sua protestantesimo.

Ad offrire questa possibilità agli italiani fu il teologo e linguista Giovanni Diodati (1576-1649), nato a Ginevra ma "di nazion lucchese", discendente di una famiglia che a metà del XVI secolo, insieme ad altri notabili della città, fu costretta a lasciare Lucca e a rifugiarsi nella città di Calvino a causa della propria fede protestante.

Diodati studiò presso l'Accademia di Ginevra dove fu poi professore di lingua ebraica e di teologia. La sua fama è però legata alla traduzione in lingua italiana della Bibbia che egli pubblicò nel 1607 con l'intento di offrire ai suoi compatrioti un testo comprensibile e fedele agli originali ebraici e greci.

Le traduzioni bibliche in italiano prima della Diodati

Già nel Medioevo ci sono testimonianze di traduzioni di testi biblici in italiano tramandate da codici manoscritti. Fu però durante l'Umanesimo e il Rinascimento che si ebbero le prime traduzioni complete, ad opera del monaco Niccolò Malermi sulla base del testo latino nel 1471 e dell'evangelico fiorentino Antonio Brucioli sui testi originali in ebraico e greco nel 1532.

Entrambe le edizioni scomparvero ben presto dalla circolazione in base alle disposizioni del Concilio di Trento che indicava la versione Vulgata, in latino, come l'unico testo della Bibbia consentito e proibiva la lettura e il possesso di traduzioni in italiano.

Con la Riforma del XVI secolo, però, si era ormai affermata l'urgenza di leggere i testi delle Scritture nelle lingue nazionali: per il principio del "Sola Scriptura", infatti, la Bibbia era l'autorità in base alla quale vivere la propria fede e riformare la chiesa.

Era dunque importante che ogni credente potesse leggerne i testi nella propria lingua.

La prima edizione della Bibbia Diodati

Diodati è principalmente famoso come l'autore della traduzione della Bibbia in italiano (1603, a cura di note, 1607). La sua fama è però legata alla traduzione in lingua italiana della Bibbia che egli pubblicò nel 1607 con l'intento di offrire ai suoi compatrioti un testo comprensibile e fedele agli originali ebraici e greci.

Stampata dall'editore ginevrino Jean des Tournes, la Bibbia ha dimensioni abbastanza maneggevoli, pensate per una possibile evangelizzazione dell'Italia, ed è corredata da note esplicative.

Sul frontespizio compare la figura di un seminatore, evidente richiamo alla parabola evangelica che invita a spargere il seme della Parola, e il motto "Son art en Dieu" (la sua arte in Dio).

ElementoInformazione
AutoreGiovanni Diodati
OrigineGinevra, da una famiglia originaria di Lucca
Prima pubblicazione1607
Base linguisticaTesti originali in ebraico e greco
Editore della prima edizioneJean des Tournes
CaratteristicheTesto corredato da note esplicative

La seconda edizione del 1641

A questa prima edizione, Diodati ne fece seguire una seconda nell'anno 1641, rivista in base a una riflessione più matura del traduttore e ampliata nelle note.

Il formato è decisamente più voluminoso, pensato per la consultazione degli studiosi e per l'uso nelle chiese e in famiglia.

Perché la Diodati appartiene alla tradizione protestante

La Bibbia Diodati nacque nel contesto della Riforma del XVI secolo e fu collegata al principio protestante del "Sola Scriptura". Per questo principio, la Bibbia era l'autorità in base alla quale vivere la propria fede e riformare la chiesa.

La traduzione in italiano permetteva ai credenti di accedere direttamente ai testi biblici nella propria lingua. Questo obiettivo si distingueva dall'impostazione cattolica affermatasi dopo il Concilio di Trento, che indicava la Vulgata, in latino, come l'unico testo della Bibbia consentito e proibiva la lettura e il possesso di traduzioni in italiano.

La Diodati è dunque la traduzione classica delle Scritture per il protestantesimo italiano. La sua storia editoriale, la presenza di note esplicative e la diffusione nelle chiese evangeliche ne hanno fatto uno dei principali riferimenti biblici della tradizione protestante italiana.

La posizione della Chiesa cattolica nei confronti della Diodati

La Diodati ha avuto una storia avventurosa. Diffusa clandestinamente per secoli, vietata dalle autorità ecclesiastiche cattoliche - ancora nel 1925 il Sant'Uffizio ne proibiva l'uso -, sequestrata dalle autorità pubbliche, bruciata sui roghi insieme agli "eretici", essa divenne sempre più la Bibbia dei protestanti italiani, accompagnando costantemente la riflessione e la predicazione evangelica nel nostro paese.

Il contrasto non riguardava soltanto la lingua della traduzione, ma anche il contesto confessionale nel quale essa veniva letta e utilizzata. La Diodati esprimeva infatti l'esigenza protestante di rendere le Scritture accessibili ai credenti e di fondare sulla Bibbia la vita di fede e la riforma della chiesa.

La posizione storica della Chiesa cattolica si inseriva invece nelle disposizioni del Concilio di Trento, che indicava la Vulgata, in latino, come l'unico testo della Bibbia consentito e proibiva la lettura e il possesso di traduzioni in italiano.

La diffusione clandestina e la repressione

Diffusa clandestinamente per secoli, la Bibbia Diodati fu sequestrata dalle autorità pubbliche e bruciata sui roghi insieme agli "eretici". Nonostante queste proibizioni, divenne sempre più la Bibbia dei protestanti italiani.

La sua circolazione accompagnò costantemente la riflessione e la predicazione evangelica nel nostro paese. La traduzione continuò così a essere letta e utilizzata negli ambienti protestanti italiani, anche quando la sua diffusione incontrava ostacoli ecclesiastici e politici.

La Diodati nell'Ottocento e nel Risorgimento

Nell'Ottocento fu diffusa in Italia dalla Società biblica britannica e forestiera di Londra, che ne pubblicò una propria edizione nel 1808.

Durante il Risorgimento essa fu stampata, limitatamente al Nuovo Testamento, a Roma nel 1849, durante il breve periodo repubblicano, come segno di libertà civile e religiosa.

Quando il papa rientrò nella città, ne fece requisire migliaia di copie per bruciarle in un cortile interno del Vaticano.

I "colportori" evangelici (predicatori itineranti impegnati nella diffusione della Bibbia) seguirono i Mille e, nel 1860, aprirono un deposito a Palermo.

Nello stesso anno il Nuovo Testamento del Diodati fu per la prima volta pubblicato in Italia dall'editrice protestante Claudiana.

Nel 1870, nello stesso giorno della Breccia di Porta Pia, i colportori della Società biblica britannica e forestiera entrarono a Roma e cominciarono la diffusione della Bibbia, gettando il seme dal quale sarebbero germogliate le chiese evangeliche della capitale.

L'evoluzione linguistica e le revisioni

A causa dell'evoluzione della lingua e del conseguente invecchiamento dell'italiano utilizzato dalla prima traduzione, la Diodati fu sottoposta, a partire dal Settecento, ad alcune revisioni.

Nel Novecento, un gruppo di studiosi, presieduto da Giovanni Luzzi, procedette a una revisione che, oltre ad aggiornare la lingua italiana, pose a confronto il testo della Diodati con manoscritti originali precedentemente sconosciuti.

Nel 1924 venne dunque data alle stampe la versione nota come "Riveduta" del Luzzi.

Un'ulteriore revisione è avvenuta nel 1994 ed è nota come "Nuova Riveduta". Entrambe queste edizioni sono pubblicate dalla Società biblica britannica e forestiera.

Versione o faseDataCaratteristica
Prima pubblicazione della Bibbia Diodati1607Traduzione italiana fedele agli originali ebraici e greci, con note esplicative
Seconda edizione1641Testo rivisto e note ampliate
Edizione della Società biblica britannica e forestiera1808Diffusione in Italia
Riveduta del Luzzi1924Aggiornamento della lingua e confronto con manoscritti originali
Nuova Riveduta1994Ulteriore revisione della tradizione Diodati

Diodati, Riveduta e Nuova Riveduta

La Diodati originale utilizza un italiano che, a causa dell'evoluzione della lingua, è diventato progressivamente più antico. Per questo motivo, a partire dal Settecento, furono realizzate alcune revisioni.

La versione nota come "Riveduta" del Luzzi fu pubblicata nel 1924 dopo un lavoro che aggiornò la lingua italiana e mise a confronto il testo della Diodati con manoscritti originali precedentemente sconosciuti.

La "Nuova Riveduta", pubblicata nel 1994, rappresenta un'ulteriore revisione. Entrambe queste edizioni sono pubblicate dalla Società biblica britannica e forestiera.

La Diodati nella vita delle chiese evangeliche

La Bibbia Diodati divenne sempre più la Bibbia dei protestanti italiani, accompagnando costantemente la riflessione e la predicazione evangelica nel nostro paese.

Il formato della seconda edizione del 1641 era pensato per la consultazione degli studiosi e per l'uso nelle chiese e in famiglia. La traduzione si inseriva quindi sia nella lettura personale delle Scritture sia nella predicazione e nella vita comunitaria.

La diffusione ottocentesca, l'attività dei colportori evangelici e la pubblicazione del Nuovo Testamento contribuirono alla presenza della tradizione Diodati nelle comunità protestanti italiane.

La Bibbia Diodati oggi

La Bibbia di Giovanni Diodati, che quest'anno compie 400 anni, è la traduzione classica delle Scritture per il protestantesimo italiano e, in assoluto, la più antica versione italiana che abbia avuto continuità di lettura ininterrotta dalla sua prima pubblicazione fino al giorno d'oggi.

La sua importanza dipende dalla combinazione di diversi elementi: l'uso dei testi originali in ebraico e greco, la volontà di offrire una Bibbia in lingua italiana, la presenza di note esplicative e la continuità della lettura nelle comunità evangeliche.

La tradizione Diodati comprende oggi anche revisioni realizzate per affrontare l'invecchiamento linguistico della prima traduzione, tra cui la "Riveduta" del Luzzi e la "Nuova Riveduta".

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Giovanni Diodati fu il primo a tradurre la Bibbia in italiano. Offline app.

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