La Bibbia CEI 2008 è la revisione più recente e oggi più usata della traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana, mentre la Bibbia CEI 1974 era nata soprattutto per l’uso liturgico e ha costituito per decenni il testo biblico di riferimento in Italia. La differenza tra le due edizioni non consiste soltanto nell’aggiornamento di parole diventate obsolete, ma riguarda anche le scelte sui testi originali, la grammatica, la resa dei termini ebraici e greci, l’interpretazione di alcuni versetti e la presentazione di determinate forme testuali.
La revisione del 2008 ha cercato una maggiore aderenza ai testi originali, ha sostituito numerosi vocaboli non più correnti, ha introdotto criteri più coerenti nella traduzione dei termini ricorrenti e ha corretto alcune imprecisioni emerse dal progresso degli studi esegetici. In diversi passi, tuttavia, la nuova formulazione non elimina quella precedente, ma propone una diversa interpretazione possibile del testo o una scelta testuale alternativa.
Dalla Bibbia CEI del 1974 alla revisione del 2008
Nel 1965, a seguito delle esigenze poste dalla riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, la CEI diede inizio ai lavori per la realizzazione di una nuova traduzione della Bibbia che fu pubblicata nel 1971 ed in una seconda edizione rivista nel 1974.
In realtà, non si trattò di una nuova traduzione dai testi originali, ma di una revisione della Bibbia edita dalla UTET nel 1963, a cura di P. Rossano, A. Penna ed E. Galbiati. La revisione del testo fu affidata ad un gruppo di biblisti e italianisti sotto la guida del cardinal E. Florit.
La traduzione del 1974, nata per un uso eminentemente liturgico, è poi divenuta il testo più diffuso in Italia ed il più utilizzato anche nell’ambito dello studio teologico e della vita spirituale. Dalla seconda edizione della Bibbia CEI del 1974 sono tratti i testi delle pericopi bibliche dei Lezionari liturgici e della Liturgia delle ore che sono stati fino ad oggi in uso.
Attualmente il testo capitale di riferimento rimane, coi suoi molti pregi e alcuni difetti, la cosiddetta «Bibbia CEI», allestita inizialmente nel 1971 su una base preesistente, la Sacra Bibbia (Utet 1963), curata da tre esegeti cattolici molto noti, Enrico Galbiati, Angelo Penna e Piero Rossano. Dopo ulteriori revisioni, a partire dal 1974 divenne la traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), entrando anche nella liturgia.
Perché fu preparata la Bibbia CEI 2008
Ci si accorse, però, con l’evoluzione della lingua e anche degli studi esegetici, che sarebbe stata necessaria una revisione più accurata e sistematica e così dal 1986 si avviò un progetto che si concluse un ventennio dopo, quando nel 2008 vide la luce il nuovo testo che entrò anche nel «lezionario», cioè nelle letture bibliche della liturgia.
La Santa Sede, già nel 1965, avviò una revisione della Vulgata latina di San Girolamo. Nel 1986 si giunse alla pubblicazione della Nova Vulgata Bibliorum Sacrorum Editio, editio typica altera (Nova Vulgata), dichiarata typica, in particolare per l’uso liturgico.
Questa circostanza, unita alle esigenze di miglioramenti emerse dallo studio dei biblisti e dall’esperienza nell’uso dei lezionari liturgici, hanno condotto la CEI alla decisione di provvedere ad una revisione della traduzione italiana alla luce del testo della Nova Vulgataeditio altera, migliorando nel contempo la qualità della traduzione stessa.
Il lavoro di revisione fu affidato ad un gruppo di lavoro guidato successivamente dai vescovi G. Costanzo (1988-1991), W. Egger (1991-1994), F. Festorazzi (1994-2000) e composto da biblisti, liturgisti, italianisti e musicisti.
Il lavoro fu orientato da indicazioni e criteri stabiliti dalla CEI ed, in seguito, poté avvalersi delle indicazioni dell’Istruzione Liturgiam authenticam (2001) relativa alla traduzione dei testi liturgici, che invita a rivedere i testi biblici utilizzati nell’azione liturgica in base ai testi originali presupposti dalla NovaVulgata.
La traduzione fu inviata poi a tutto l’episcopato italiano per ulteriori suggerimenti. Due terzi delle osservazioni pervenute attraverso questa consultazione furono accolte ed un gruppo di vescovi guidato da mons. A. Caprioli ebbe l’incarico di valorizzare le correzioni proposte.
L’allora segretario generale della CEI, mons. Giuseppe Betori, partecipò a tutti questi lavori. Il testo, una volta approvato dall’Assemblea generale della CEI praticamente all’unanimità, fu inviato presso la Congregazione per il culto per la recognitio delle pericopi liturgiche.
Il Santo Padre Benedetto XVI richiese la recognitio totale del testo. Il primo esemplare dell’editio princeps della nuova traduzione fu infine donato al Papa il 29 maggio 2008.
Nel corso dei lavori di revisione si è tenuto conto anche di apporti di carattere ecumenico e interreligioso. In particolare è stato chiesto un confronto sulla traduzione del Nuovo Testamento alla Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia; altre osservazioni, relative alla traduzione del Pentateuco, sono state richieste alla presidenza dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia.
I principali criteri della revisione CEI 2008
Maggiore attenzione al Testo Masoretico
La revisione è stata condotta innanzitutto facendo riferimento a scelte testuali ritenute migliori di quelle utilizzate nella Bibbia CEI del 1971-1974. In particolare, per l’Antico Testamento, si è preferita una maggiore aderenza al Testo Masoretico rispetto alla versione dei Settanta.
Nella nuova edizione viene generalmente tradotto il testo ebraico anche in quei versetti che sono una crux interpretum e per i quali ci si rivolgeva al greco.
Ad esempio il Sal 65,2 che nella versione CEI del ’74 seguendo la vocalizzazione dei LXX recitava A te si deve lode, o Dio, in Sion è stato tradotto con Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion seguendo la vocalizzazione del Testo Masoretico.
Similmente il Sal 74,19, che seguendo la vocalizzazione dei LXX era tradotto con Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda, è divenuto ora Non abbandonare ai rapaci la vita della tua tortora secondo il Testo Masoretico.
Ancora, in Sal 22,22, la Bibbia CEI 2008 aggiunge, rispetto alla precedente, Tu mi hai risposto, presente nel Testo Masoretico ed assente nei LXX.
Aggiornamento del lessico italiano
Si è preferito sostituire i termini italiani ritenuti obsoleti e non più di uso corrente, sempre attenendosi, però, ad una fedeltà letterale e cercando di evitare parafrasi e circonlocuzioni che facessero perdere la struttura grammaticale dell’originale.
Ad esempio vessillo è divenuto bandiera, monte è divenuto montagna, empio è divenuto malvagio. Si è discusso se sostituire genti con i termini nazioni o pagani, ma, infine, la traduzione di questo vocabolo è rimasta invariata.
La ricerca delle equivalenze fisse
Ci si è attenuti il più possibile ad una traduzione che conservasse il medesimo termine italiano per lo stesso vocabolo delle lingue originali, a meno che ragioni differenti non obbligassero a procedere altrimenti.
Ad esempio, l’ebraico hesed era tradotto nella Bibbia CEI 1971-1974 con 6 diversi termini (misericordia, grazia, fedeltà, bontà, amore, benevolenza); la nuova versione lo traduce sempre con amore.
Eterna è la sua misericordia della CEI 1971-1974 è così divenuto Il suo amore è per sempre. È il metodo delle cosiddette “equivalenze fisse” che rende più facilmente percepibile il termine originario sottostante, ma indebolisce talvolta la scorrevolezza e la bellezza della traduzione, rinunciando ai sinonimi.
Solo in alcuni casi si è scelto di variare la traduzione di un termine.
Correzione di imprecisioni esegetiche
Sono stati corretti errori o imprecisioni messi in rilievo dal progredire degli studi esegetici. Ad esempio, la ricerca biblica ha ormai stabilito con chiarezza che la riflessione cristologica della Lettera agli Ebrei sottolinea che Gesù è misericordioso e degno di fede e non semplicemente misericordioso e fedele (Eb 2,17).
Nella Bibbia CEI 2008 sono state inoltre aggiunte alcune note esplicative al testo, per facilitarne la comprensione. Esse, però, non sono state passate al vaglio né dell’episcopato italiano né della Santa Sede, come è invece avvenuto per la traduzione, e sono perciò pubblicate esclusivamente sotto la responsabilità della Segreteria Nazionale della CEI.
Confronto tra alcune traduzioni dell’Antico Testamento
Salmo 8,6: «angeli» o «un dio»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato». |
| Bibbia CEI 2008 | «Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato». |
Nella Bibbia CEI 2008 si è scelto il Testo Masoretico che ha la lezione heloim, dio. La Bibbia CEI 1971-1974 traduceva dal greco dei LXX nella quale si trova il termine aggelous, angeli.
Probabilmente la versione greca già conosce la lezione ebraica, ma preferisce attenuarne la forza, scegliendo il paragone dell’uomo con gli angeli piuttosto che con il plurale divino.
Salmo 51,3: «misericordia» e «amore»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia, nella tua grande bontà cancella il mio peccato». |
| Bibbia CEI 2008 | «Pietà di me, o Dio, nel tuo amore (hesed); nella tua grande misericordia (rahamim) cancella la mia iniquità». |
Il termine hesed, nella Bibbia CEI 2008, è sempre tradotto con amore, mentre rahamim è tradotto con misericordia.
Il confronto mostra il diverso orientamento delle due edizioni: la CEI 1974 utilizza una maggiore varietà di sinonimi, mentre la CEI 2008 tenta di distinguere con maggiore sistematicità i vocaboli presenti nella lingua originale.
Il libro di Ester: testo ebraico e testo greco
La Bibbia CEI 2008 ha scelto di presentare in parallelo le due forme testuali del libro di Ester che la tradizione ha trasmesso, annotando che «il testo greco di Ester è stampato nella parte superiore della pagina per segnalare la sua preminenza nella liturgia della Chiesa cattolica».
La decisione di proporre le due versioni è motivata - afferma una nota al testo - dalla «convinzione generale nella Chiesa che tutte e due le forme testuali del libro di Ester, la greca e l’ebraica, sono ispirate».
La versione più lunga dei LXX, infatti, è stata sempre utilizzata dalle Chiese d’Oriente ed essa era in uso anche nella Chiesa latina, fino alla Vulgata di Gerolamo.
Egli tradusse, invece, il testo ebraico più breve e mise in appendice gli ampliamenti del greco (che sviluppano il tema della presenza di Dio nella storia e della preghiera che a Lui si rivolge).
In diverse edizioni recenti, le sei aggiunte di Ester greco erano state nuovamente trasferite nel loro contesto logico. La volontà di mantenere, però, anche le peculiarità del testo ebraico aveva costretto a ricostruire un testo che non seguiva alla lettera né l’ebraico, né il greco, ma, ove necessario, operava una sintesi fra i due.
Anche la Bibbia CEI 1971-1974 aveva scelto questa soluzione.
Il testo di Ester nella CEI 1974
Bibbia CEI 1971-1974 «[1p] Poi il re fece scrivere queste cose nelle cronache e anche Mardocheo le mise in iscritto. [1q] Il re costituì Mardocheo funzionario della corte e gli fece regali in compenso di queste cose. [1r] Ma vi era anche Amàn figlio di Hammedàta, l’Agaghita, che era potente davanti al re e cercò il modo di far del male a Mardocheo e al suo popolo per l’affare dei due eunuchi del re. 1Al tempo di Assuero, di quell’Assuero che regnava dall’India fino all’Etiopia sopra centoventisette province, 2in quel tempo, dunque, il re Assuero che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa, 3l’anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi principi e ai suoi ministri. I capi dell’esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua presenza».
Il testo di Ester nella CEI 2008
Bibbia CEI 2008 TESTO GRECO «[1p] Poi il re fece scrivere questi fatti nelle cronache e anche Mardocheo li mise per iscritto. [1q] Il re costituì Mardocheo funzionario della corte e gli fece regali in compenso di queste cose. [1r] Ma vi era anche Aman figlio di Amadàta, il Bugeo, che era molto stimato presso il re e cercò il modo di far del male a Mardocheo e al suo popolo, per questa faccenda che riguardava i due eunuchi del re. 1Dopo queste cose, al tempo di Artaserse - quell’Artaserse che regnava dall’India sopra centoventisette province -, 2proprio in quel tempo il re Artaserse, che regnava nella città di Susa, 3l’anno terzo del suo regno fece un banchetto per gli amici e per quelli delle altre nazionalità, per i nobili dei Persiani e dei Medi e per i prefetti delle province».
TESTO EBRAICO «1Al tempo di Assuero, di quell’Assuero che regnava dall’India fino all’Etiopia sopra centoventisette province, 2in quel tempo, dunque, il re Assuero che sedeva sul trono del suo regno nella cittadella di Susa, 3l’anno terzo del suo regno fece un banchetto a tutti i suoi prìncipi e ai suoi ministri. I capi dell’esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti alla sua presenza».
Il libro del Siracide e la numerazione dei versetti
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «9Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza. 10Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,9-10). |
| Bibbia CEI 2008 | «11Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza. 12Il timore del Signore allieta il cuore dà gioia, diletto e lunga vita. Il timore del Signore è dono del Signore, esso conduce sui sentieri dell’amore» (Sir 1,11-12). |
Il confronto del Siracide mostra che la revisione non riguarda sempre soltanto le singole parole, ma può coinvolgere anche la disposizione del testo e la numerazione dei versetti.
Confronto tra alcune traduzioni del Nuovo Testamento
Matteo 6,13: «non c’indurre» o «non ci abbandonare»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «E non ci indurre in tentazione». |
| Bibbia CEI 2008 | «E non ci abbandonare alla tentazione». |
I termini antichi eisfèrein greco ed inducere latino avevano un significato concessivo (non lasciar entrare), mentre il termine indurre in italiano si è sovraccaricato di una connotazione volitiva giungendo a significare introdurre, spingere dentro.
Nella versione della Bibbia CEI 2008 si è, perciò, scelta l’espressione non ci abbandonare alla per rendere la frase più aderente al testo originale.
La nuova versione lascia aperta l’interpretazione se la preghiera in questione abbia di mira l’essere preservati dall’entrare nella tentazione o piuttosto l’essere soccorsi quando si è nella tentazione.
Luca 1,28: «Ti saluto» o «Rallégrati»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”». |
| Bibbia CEI 2008 | «Entrando da lei disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te” ». |
La nuova versione della Bibbia CEI 2008 traduce con tutta la forza espressiva il chaire greco che non è un semplice saluto, ma un invito alla gioia.
Luca 1,34: «Come è possibile?» o «Come avverrà questo?»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”». |
| Bibbia CEI 2008 | «Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”». |
La nuova versione, in piena fedeltà all’originale greco pos estai touto, riesce a differenziare la domanda di Maria da quella che esprimerebbe una persona incredula.
Maria si interroga non sulla realtà dell’evento annunciato dall’angelo, ma piuttosto sul modo della sua realizzazione.
Giovanni 20,29: «crederanno» o «hanno creduto»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». |
| Bibbia CEI 2008 | «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». |
La versione della Bibbia CEI 2008 traduce correttamente l’aoristo pisteusantes. Il verbo al passato fa riferimento a coloro che hanno già creduto all’annuncio della Maddalena che ha visto il Signore.
La traduzione non elimina la beatitudine di coloro che crederanno in seguito, ma la fonda su quella già ricevuta dagli apostoli.
Matteo 16,23: «lungi da me» o «va’ dietro a me»
Oppure il «lungi da me, satana!» rivolto da Gesù a Pietro, che più correttamente è un invito a seguire il Maestro anche sulla via della croce: «Va’ dietro a me, satana!», che ricalca tra l’altro il celebre latino Vade retro ma nel senso reale della sequela e non di una “scomunica”.
Luca 2,29: il Nunc dimittis
O ancora, quando il vecchio Simeone stringe tra le braccia il piccolo Gesù, non pronuncia un malinconico addio alla vita («Lascia che il tuo servo vada…») ma esprime la certezza di aver raggiunto la meta attesa: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace» (è il Nunc dimittis spesso messo in musica e posto, ad esempio, a suggello della vita del Custode di Trollope).
1 Corinzi 13,3: «essere bruciato» o «averne vanto»
| Edizione | Testo |
|---|---|
| Bibbia CEI 1971-1974 | «E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova». |
| Bibbia CEI 2008 | «E se anche dessi in cibo tutti i beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe». |
Nella Bibbia CEI 2008 si è scelta, probabilmente a torto, la lectio difficilior che contiene il verbo kauchesomai, avere vanto al posto di kauthesomai, essere bruciato.
La scelta testuale indebolisce l’argomentare di Paolo che propone azioni apparentemente perfette, ma vuote se prive della carità: nella lectio scelta il vanto rende già evidente la falsità del gesto compiuto, senza bisogno alcuno di chiamare poi in causa la carità.
Le differenze grammaticali e interpretative
Le differenze tra la CEI 1974 e la CEI 2008 possono essere divise in diversi livelli. Alcune sono puramente lessicali e riguardano l’aggiornamento della lingua italiana; altre dipendono dalla scelta tra il Testo Masoretico e la versione dei Settanta; altre ancora riflettono una diversa valutazione della grammatica dei testi originali.
- Differenze lessicali: termini come vessillo, monte ed empio sono stati sostituiti rispettivamente con bandiera, montagna e malvagio.
- Differenze testuali: in alcuni passi dell’Antico Testamento la CEI 2008 segue il Testo Masoretico dove la CEI 1974 seguiva la versione greca dei Settanta.
- Differenze grammaticali: la nuova edizione cerca di rendere più precisamente tempi verbali, costruzioni sintattiche e sfumature dell’ebraico e del greco.
- Differenze interpretative: alcune formulazioni chiariscono il significato ritenuto più probabile nel contesto, come nel Padre nostro, nell’annuncio a Maria e nel dialogo tra Gesù e Tommaso.
- Differenze di coerenza terminologica: la CEI 2008 applica più spesso il criterio delle “equivalenze fisse”, traducendo lo stesso vocabolo originale con lo stesso termine italiano.
- Differenze nella presentazione: il libro di Ester viene proposto nelle sue due forme testuali, greca ed ebraica, mentre la CEI 1974 aveva adottato una soluzione sintetica.
Nella Presentazione della Bibbia CEI (2008) si dice che «la traduzione esistente è stata rivista in base ai testi originali (ebraici, aramaici e greci), secondo le migliori edizioni oggi disponibili» (cfr. La Sacra Bibbia. Introduzioni e Note, Conferenza Episcopale Italiana, 2008, p. 7 e nota 5).
È chiaro che ogni traduzione e ogni revisione rispecchiano sempre le scelte del traduttore e coloro che sono in grado di accedere ai testi originali hanno maggiori possibilità di verificare la correttezza del testo tradotto oppure di coglierne significati più pieni o alternativi.
Quale delle due edizioni è preferibile?
È questa la versione più usata e da consigliare perché sostanzialmente è una resa efficace e fedele, pur coi limiti che un’operazione di questo genere comporta e con qualche opzione discutibile.
La Bibbia CEI 1974 conserva un’importanza storica e liturgica rilevante, perché è stata il testo più diffuso in Italia e ha accompagnato per decenni il Lezionario, la Liturgia delle ore, la catechesi, lo studio teologico e la vita spirituale.
La Bibbia CEI 2008 è generalmente preferibile per la lettura e lo studio attuali, perché tiene conto dell’evoluzione della lingua italiana, degli studi esegetici e delle migliori edizioni disponibili dei testi ebraici, aramaici e greci.
Il confronto tra le due edizioni rimane comunque utile quando si incontrano passi biblici noti nella formulazione precedente, soprattutto nelle preghiere, nella liturgia e nella memoria personale dei lettori.
Non aveva, certo, torto Cervantes quando sosteneva che «ogni traduzione è come il rovescio di un arazzo».
Note e strumenti di consultazione
Questa Sacra Bibbia è disponibile, in un’edizione con note essenziali, curata dalla CEI e dall’UELCI (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani).
Un’altra proposta della stessa traduzione, con note più ricche e articolate, è quella denominata La Bibbia. Via verità e vita (San Paolo-Paoline 2012).
Un grande successo ha registrato la cosiddetta Bibbia di Gerusalemme ripetutamente riedita dalle Dehoniane e che consigliamo.
C’è, tuttavia, da notare in essa una discrasia perché il testo biblico è quello della CEI, le note molto utili sono però quelle apposte a una versione francese detta appunto “di Gerusalemme”. È stato, allora, necessario segnalare in calce i punti in cui c’è una diversificazione.
Tuttavia l’insieme delle introduzioni e dei commenti è valido e ha assicurato il successo a quest’opera.
Un’altra possibilità è rappresentata dalla Parola del Signore. Traduzione interconfessionale in lingua corrente (ed. LDC - Alleanza Biblica Universale).
Come recita il sottotitolo, è il tentativo di adottare una versione a «equivalenza formale» dinamica più che a ricalco letterale, rinunciando ai semitismi o alle locuzioni troppo tecniche, adottando «parole e forme della lingua abitualmente usata nei rapporti interpersonali».
È facile comprendere quanto sia prezioso questo avvicinamento del testo a lettori ignari del linguaggio tipico della Bibbia e dell’esegesi, ma anche la possibilità dei rischi in agguato perché esiste un linguaggio di riferimento specifico che non sempre può essere travasato nel lessico comune odierno.
Proprio per questo esistono e sono necessari i commenti e le note a piè di pagina.
L’altro esperimento a cui solo accenniamo è, in realtà, più destinato all’approfondimento. È la Nuova versione della Bibbia dai testi antichi che la San Paolo sta eseguendo libro per libro delle S. Scritture.
Si tratta, quindi, di una nuova traduzione con un commentario accurato a più livelli; finora sono apparsi oltre quaranta volumi ed è probabile che in futuro si proceda ad un testo unitario che offra solo le versioni con note essenziali e una redazione omogenea.
Infine, lasciamo a un’altra occasione la risposta al desiderio espresso da molti di abbordare i testi originari in ebraico e greco dei due Testamenti, attraverso la strumentazione delle grammatiche, dei lessici e delle traduzioni interlineari.
