Un bambino di due anni recita il Padre Nostro in italiano

Il Padre Nostro è una preghiera semplicissima, che abbiamo imparato a recitare fin da bambini, eppure ricchissima. In essa c'è la scoperta della parola “Padre”, Dio Padre come nuovo orizzonte della vita.

Il Padre Nostro è diventato la preghiera più importante dei cristiani di tutto il mondo. Perché è stata donata da Gesù stesso. Molte persone la recitano al mattino e alla sera. Gli incontri dei cristiani incominciano spesso con questa preghiera. Tante famiglie, alla sera, la recitano tutti insieme.

Per un bambino di due anni, recitare il Padre Nostro in italiano può essere un’esperienza semplice e significativa: le parole vengono imparate gradualmente, attraverso l’ascolto, la ripetizione e l’esempio degli adulti. La preghiera diventa così una presenza familiare, legata alla voce dei genitori e ai momenti condivisi.

Il testo del Padre Nostro

Gesù pregava spesso. Un giorno i suoi amici gli chiesero: «Signore, insegnaci a pregare». Gesù rispose: «Quando pregate, dite così:

Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal Male. Amen».

Nel vangelo secondo Luca, gli apostoli chiedono a Gesù: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni Battista ha insegnato ai suoi discepoli» (Luca 11, 1). Questa domanda degli apostoli non nasce all'inizio del loro incontro con Gesù, bensì più tardi, quando si accorgono, quando vedono che Gesù prega o si ritira a pregare.

Gesù rispose ai discepoli: «Quando pregate dite così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male» (Matteo 6, 9-13).

Perché il Padre Nostro è importante per i bambini

In questa preghiera è inoltre celata la scoperta della paternità di Dio, possiamo cioè comprendere che il 'Padre nostro' riassume il progetto di Dio su di noi. Per spiegare ai bambini questa preghiera, Suor Luigia mostra un sentiero in salita, fatto utilizzando della carta crespa marrone, sul quale ci sono delle impronte che portano a Dio Padre, che aspetta ciascuno di noi in fondo al cammino a braccia aperte.

Suor Luigia paragona il cammino verso il Padre a una gita in montagna dove, per arrivare in vetta, è necessario un abbigliamento adatto e la mappa, che per noi cristiani è la Bibbia. Il cammino può essere rallentato o agevolato dai comportamenti che noi assumiamo.

Per far comprendere questo messaggio vengono mostrate delle immagini, la prima rappresenta un comportamento che ostacola il cammino verso Dio Padre: un bambino ha una catena e una palla al piede. Il bambino vuole arrivare da Dio Padre ma non riesce perché la palla (sinonimo di prepotenza, di capricci, di maleducazione) lo incatena.

Ci sono invece dei comportamenti che ci permettono di raggiungere Dio Padre: un bambino deve scegliere se ascoltare “la voce” dell’angioletto o del diavoletto (quando ascolta la voce dell’angioletto sicuramente sceglie la cosa giusta) oppure un bambino che chiede scusa a un amico (in questa situazione pur avendo sbagliato riesce a “togliere la palla dal proprio piede” riconoscendo il proprio sbaglio).

Come accompagnare un bambino di due anni nella preghiera

Analogamente anche la nostra domanda sulla preghiera nasce quando vediamo altri pregare intensamente, quando nella preghiera comune ci accorgiamo che intorno a noi c'è una qualità di preghiera che ci affascina e vorremmo fare nostra.

Per un bambino piccolo, la preghiera si apprende soprattutto attraverso l’imitazione. La voce calma di un genitore, la ripetizione quotidiana e la partecipazione della famiglia rendono le parole più riconoscibili e aiutano il bambino a inserirle nella propria esperienza.

Non è necessario pretendere che un bambino di due anni pronunci subito ogni parola in modo completo. È una preghiera bellissima, ma non sempre facile da comprendere.

Molte persone la recitano al mattino e alla sera. Gli incontri dei cristiani incominciano spesso con questa preghiera. Tante famiglie, alla sera, la recitano tutti insieme.

Il significato delle parole del Padre Nostro

Padre nostro

In essa c'è la scoperta della parola “Padre”, Dio Padre come nuovo orizzonte della vita.

Avere un papà è sapere che c’è qualcuno vicino, pronto ad aiutarci perché ci vuole bene. Quando diciamo papà e mamma, pensiamo a parole calde, braccia accoglienti, profumo di buono, sguardi teneri e sicurezza e aiuto. A qualcuno che ci dice: «Qualunque cosa capiti, puoi sempre contare su di me».

Così vuol essere Dio per noi. «Dio è un papà che ci vuole bene come una mamma», ha scritto una bambina sul suo quaderno di catechismo.

Quando diciamo che Dio è Padre nostro» riconosciamo che apparteniamo a Lui in un modo speciale e che facciamo parte della sua famiglia. E che tutti gli esseri umani sono nostri fratelli e sorelle.

Che sei nei cieli

Dio abita dove viene accolto, dove lo si lascia entrare. E dove Dio è accolto sboccia sulla terra un pezzo di Cielo.

La mamma gli spiega che il cielo non è un luogo e che Gesù sta anche nel suo cuore. «No, mamma. Gesù non sta in cielo, sta nel mio cuore, e nel mio cuore è il cielo».

Sia santificato il tuo nome

Se c’è speranza in questo mondo è solo perché risuona ancora il nome di Dio. Milioni e milioni di persone gettano su questo nome le gioie e le paure della propria esistenza.

È l’unico nome che porta su di sé il peso dell’umanità e che dà un senso a tutto. Anche per questo non possiamo rinunciare a pronunciarlo con rispetto e fiducia.

Venga il tuo regno

Il Regno di Dio è un seme piccolo affidato a tutti gli uomini. È il più piccolo di tutti, ma ha dentro la forza per diventare la pianta più grande.

Quando sei stato battezzato hai ricevuto anche tu il seme del Regno di Dio. Se intorno a te aumentano il perdono, l’amore e la pace, il piccolo seme sta crescendo.

Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

La volontà di Dio unisce la terra con il cielo e fa sì che l’uomo possa compiere la sua meravigliosa missione quaggiù. “Senza di me non potete far nulla», ha detto Gesù.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Come ogni papà, Dio provvede che non manchi mai ciò che ci serve per vivere. Lo fa attraverso il lavoro di tanti uomini. A Lui chiediamo il coraggio di guadagnare insieme il nostro pane e di condividerlo con quelli che non ne hanno.

Ma Dio ha fatto di più. Perché capissimo quanto ci vuole bene, ha voluto Lui stesso diventare pane per noi, nell’Eucaristia.

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

Con gli anni si impara a cercare la misericordia.

La donna si aggrappò alla cipolla e subito cominciò a salire verso il cielo. Ma uno dei condannati si afferrò all’orlo del suo vestito e fu sollevato in alto con lei; un altro si attaccò al piede del primo e salì anche lui. Presto si formò una lunga coda di persone che salivano verso il paradiso aggrappate alla signora che si teneva alla cipolla tenuta dall’angelo.

Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Male

Invoca il perdono di cui ho bisogno e mi impegna a perdonare chi mi avesse offeso: rimetti a noi i nostri debiti.

Implora che sia tenuta lontana da me e da tutti la tentazione di non credere e il Satana che la propone: non ci indurre in tentazione e liberaci dal Male.

Un indizio importante di questo cambiamento è nel Padre Nostro nuovo, la versione che la Chiesa ha ufficialmente scelto di adottare negli ultimi anni. Non più “non indurci in tentazione” ma “non abbandonarci alla tentazione” ripetono i fedeli nel Padre Nostro nuovo.

Perché dal Creatore cercano sostegno e supporto, proprio come in una figura genitoriale, ma non vedono più quel Dio punitore che mette alla prova la loro fede. Un Dio che accompagna, perdona, sostiene proprio come un padre.

Il Padre Nostro nei Vangeli

La preghiera “Padre Nostro” è una delle formule fondanti della religione cattolica. Impartita direttamente da Gesù Cristo secondo due dei Vangeli (quello di Matteo e quello di Luca) durante la sua predicazione, assume il significato ancestrale dell’abbandono a Dio.

Ci sono due diverse occasioni in cui Gesù Cristo recita il Padre Nostro nei Vangeli ufficiali. La prima è quella che viene considerata la più vicina alla preghiera che oggi i fedeli ripetono nelle Messe ufficiali e nei loro momenti di riflessione intima.

È raccontata nel Vangelo di Matteo e inserita nel Discorso della Montagna. Deluso dal fatto che i fedeli abbiano trasformato l’atto della preghiera in una manifestazione esteriore e vuota della fede, Gesù Cristo ridona, attraverso la formula del Padre Nostro, un significato profondo alle invocazioni.

Nella sua formula ufficiale, il Padre Nostro è la preghiera dei figli verso il loro Creatore. Amato, rispettato, a Lui i fedeli si rivolgono per invocare perdono per i propri peccati ma anche per chiedere che vengano soddisfatti i loro bisogni fondamentali: quelli fisici e quelli spirituali.

Anche il Vangelo di Luca racconta che Gesù insegnò la preghiera del Padre Nostro, ma in un contesto diverso. È direttamente ai suoi apostoli che il Cristo insegna quella che è considerata la preghiera più diffusa, più intima e personale che i fedeli possano invocare a Dio.

Nonostante le due diverse collocazioni, per i cattolici la preghiera del Padre Nostro rimane comunque un insegnamento del Figlio di Dio e come tale un legame indissolubile tra Cielo e Terra, natura umana e natura divina.

Le origini più antiche e la lingua aramaica

È inevitabile pensare che i Vangeli, prima delle loro innumerevoli traduzioni, fossero scritti in ebraico antico o in aramaico. Ed è proprio in questa lingua che le preghiere assumono il loro più intimo legame con la Storia e con la religione.

Così immaginarlo mentre recita, ai fedeli riuniti nel Discorso della Montagna o solo ai suoi apostoli, il Padre Nostro in aramaico è un pensiero romantico. Un uomo che è anche Dio, che insegna agli uomini come rivolgersi al Padre in quella che è la sua lingua corrente.

Secondo alcuni studiosi della lingua e dei testi sacri dell’antichità, la preghiera del Padre Nostro deriverebbe da un’invocazione ad Amos contenuta nel Libro dei Morti egizio.

Non è difficile credere che la versione del Padre Nostro in aramaico si leghi a preghiere più antiche, che Gesù Cristo e i suoi apostoli possono aver sentito in altre formule, in altre versioni.

Tutt’ora la preghiera continua a mutare insieme alla comunità dei fedeli, sempre pronti a lasciarsi guidare dal Padre riconoscendo però a sé stessi la responsabilità delle proprie azioni.

Il Padre Nostro come preghiera di tutti i cristiani

Alcuni la meditano in silenzio in campagna, in città, per la strada o durante il lavoro. È una preghiera bellissima, ma non sempre facile da comprendere.

Il Padre nostro è un testo straordinario in ogni parola, ma la sua più grande meraviglia è fuori di esso e sta nel fatto che ci è stato insegnato da Gesù e che noi lo possiamo pregare con lui.

Di suo questa preghiera potrebbe benissimo essere pronunciata da un ebreo - quasi tutte le invocazioni che la compongono sono rintracciabili nella Bibbia ebraica - o da un musulmano, o da un deista, purchè professi la fede in un Dio unico.

Ma allo stesso tempo, questa è una preghiera totalmente cristiana: specifico del cristiano, suo privilegio incomparabile, è di dirlo - il Padre nostro - con Gesù, unendo alla sua la nostra voce, conformando il nostro sentimento al suo.

“Il Padre nostro è la sintesi di tutto il Vangelo”, scrive già Tertulliano nel secondo secolo.

Il valore della recita condivisa in famiglia

Questa preghiera non si limita alla memorizzazione delle parole. Mentre il bambino ascolta e ripete, può sperimentare il senso di appartenenza a una famiglia e a una comunità più ampia.

Per aiutare i piccoli a sentirsi figli di uno stesso Padre e fratelli e sorelle tra loro si propone un momento di riflessione e preghiera in famiglia e un'attività pratica.

Il Padre Nostro può essere recitato insieme, lentamente, lasciando al bambino il tempo di riconoscere le parole e di intervenire secondo le proprie possibilità. Le immagini, i gesti e le brevi spiegazioni possono aiutare a collegare ogni frase a un significato concreto.

Per i bambini del primo anno di catechismo sono state proposte attività in cui la preghiera viene suddivisa nelle diverse frasi e a ognuna viene abbinato un disegno.

Sono state inoltre utilizzate schede illustrate, vignette da colorare, immagini da applicare e giochi a puzzle per imparare il Padre Nostro in modo graduale.

Un racconto per spiegare la fiducia in Dio

In un paesino di montagna c’era un’usanza molto bella. Ogni primavera si svolgeva una gara fra tutti gli abitanti. Chi riusciva a trovare il primo fiore sarebbe stato il re di tutte le feste dell’anno. Per questo partecipavano tutti, giovani e vecchi.

Un anno, appena la neve cominciò a fondere, partirono tutti alla ricerca del primo fiore. Per ore e ore, cercarono in alto e in basso. Stavano già abbandonando l’impresa, quando udirono la voce di un bambino. «È qui! L’ho trovato!».

Il bambino indicava con il dito il primo fiore. Era sbocciato in mezzo alle rocce, qualche metro sotto il ciglio di un terribile dirupo. La bocca spalancata del burrone faceva paura.

Il bambino scoppiò in pianto. Voleva il fiore, ma aveva paura del precipizio. Tutti gli altri erano gentili, lo volevano aiutare. Cinque uomini forti portarono una corda.

«Ti legheremo e ti caleremo giù», dissero. «No, no», piangeva il bambino. «Ho paura!». Si misero in quindici, i più forti del paese: “Ti terremo noi!». Niente da fare.

Poi, ad un tratto, il bambino smise di piangere. Con una mano si asciugò le lacrime. Tutti fecero silenzio. «Va bene», disse il bambino. «Andrò giù… andrò giù se terrà la corda mio padre».

Avere un papà è sapere che c’è qualcuno vicino, pronto ad aiutarci perché ci vuole bene. Così vuol essere Dio per noi.

La preghiera come cammino

Il cammino può essere rallentato o agevolato dai comportamenti che noi assumiamo.

Quando diciamo papà e mamma, pensiamo a parole calde, braccia accoglienti, profumo di buono, sguardi teneri e sicurezza e aiuto. A qualcuno che ci dice: «Qualunque cosa capiti, puoi sempre contare su di me».

Il bambino può quindi imparare che la preghiera non è soltanto una formula da ricordare, ma anche un modo per esprimere fiducia, chiedere aiuto, riconoscere un errore e imparare a perdonare.

Il Padre Nostro diventa così un percorso fatto di parole brevi e profonde: rivolgersi al Padre, desiderare il bene, ricevere ciò che serve, chiedere perdono, perdonare e cercare protezione.

genitore e bambino pregano insieme

La voce di un bambino di due anni che recita il Padre Nostro può contenere parole ancora incomplete, pause e ripetizioni, ma esprime già un’esperienza di ascolto e di partecipazione.

La preghiera di Gesù propone come prima e più importante invocazione quella che il Padre manifesti se stesso agli uomini e alle donne della nostra epoca e che costoro accettino la sua manifestazione: sia santificato il tuo nome.

Subito dopo il Padre nostro mi spinge a chiedere - e cioè ad affrettare, che è interesse d’ognuno - la venuta del Regno, vale a dire il compimento dei tempi e il ritorno di Cristo: venga il tuo Regno.

Propone poi che io faccia mio il progetto del Padre che vuole salvi tutti i suoi figli: sia fatta la tua volontà.

Chiede per me e per tutti il nutrimento e gli altri beni che ci sono necessari ogni giorno, sulla terra: dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Invoca il perdono di cui ho bisogno e mi impegna a perdonare chi mi avesse offeso: rimetti a noi i nostri debiti.

Implora che sia tenuta lontana da me e da tutti la tentazione di non credere e il Satana che la propone: non ci indurre in tentazione e liberaci dal Male.

IL PADRE NOSTRO il significato, per i bambini.

Il Padre nostro mi fa felice, anzi mi esalta perchè raccoglie in sette domande la somma dei miei desideri. Perché mi autorizza a parlare a Dio chiamandolo “padre”, e con ciò mi chiama a diventare figlio e fratello d’ognuno.

Con la fiducia e la libertà dei figli, osiamo dire: Padre nostro.

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