Per raggiungere la sede dell’ex Bambin Gesù a Fermo è necessario distinguere le informazioni relative alla struttura storica da quelle riferite all’omonima sede di Roma, in Viale San Paolo 15. La struttura dell’ex Bambin Gesù situata nel centro storico di Fermo è oggi un luogo condiviso nel quale si lavora sulla specificità dei singoli servizi e, allo stesso tempo, sull’integrazione tra i vari sistemi.
L’edificio, oggi ricordato come ex Bambin Gesù di Fermo, risale probabilmente a un periodo compreso fra i secoli XV e XVI, fu completamente ristrutturato nel 1717 per essere trasformato da monastero a collegio e divenne istituto magistrale nel 1935.
Una distinzione importante tra Fermo e Roma
Le indicazioni con la metropolitana, gli autobus ATAC, l’aeroporto di Fiumicino e il parcheggio di Viale San Paolo riguardano una sede situata a Roma, mentre le informazioni storiche e sociali relative all’ex Istituto Bambin Gesù si riferiscono a Fermo.
La sede di Fermo si trova nel centro storico della città e non è raggiunta dalla metropolitana linea B, dagli autobus ATAC elencati o dal parcheggio interrato di Viale San Paolo 13.
La sede dell’ex Bambin Gesù nel centro storico di Fermo
Il tempo, il numero e la qualità delle richieste hanno fatto nascere il bisogno di poter avere un luogo condiviso dove lavorare sulla specificità del singolo servizio e al tempo stesso sull’integrazione tra i vari sistemi.
Questo si è concretizzato nella struttura dell’ex Bambin Gesù situata nel centro storico di Fermo.
Principalmente nella prestigiosa sede dell’Ex Istituto Bambin Gesù qui a Fermo, ma la coop ha anche una sede storica in Via Italia.
Origini storiche dell’edificio
L’edificio risale probabilmente ad un periodo compreso fra i secoli XV e XVI.
Nel 1717 l’edificio fu completamente ristrutturato per trasformarlo da monastero a collegio.
In quell’anno vi si insediarono le Oblate del SS. Bambino Gesù.
Dal 1909 al 1915 nell’edificio furono ospitati gli alunni del seminario.
Nel 1935 divenne istituto magistrale.
| Periodo | Avvenimento |
|---|---|
| Secoli XV-XVI | L’edificio risale probabilmente a questo periodo. |
| 1717 | L’edificio fu completamente ristrutturato per trasformarlo da monastero a collegio. |
| Dal 1909 al 1915 | Nell’edificio furono ospitati gli alunni del seminario. |
| 1935 | L’edificio divenne istituto magistrale. |
La cooperativa e i servizi per l’età evolutiva
La nostra realtà nasce nel 1995 da un lavoro di riflessione e di confronto tra diverse professionalità che hanno messo insieme la loro esperienza cercando di definire un percorso di lavoro che potesse rispondere alla complessità dei bisogni del bambino e alle esigenze della sua famiglia.
La cooperativa opera nel territorio della provincia di Fermo e nelle province limitrofe articolando il proprio intervento nell’ambito dei servizi per l’età evolutiva.
L’Isola che non c’è progetta e gestisce servizi in specifiche aree: socio-educativa; socio-sanitaria e formazione.
La cooperativa negli anni si è modificata cercando di rispondere alle diverse esigenze che il territorio poneva.
Le strutture e le aree di intervento
Tutto ciò ci ha condotto a sviluppare diversi servizi specifici, specializzati ma cooperanti tra loro anche se dislocati in strutture diverse.
Le nostre strutture sono: Pan (Nuovo progetto autismo), Comunità educativa per minori, Asilo nido, Greenland (centro diagnostico riabilitativo), Comunità gestanti e mamme con bimbi, Caba (centro aggregazione bambini e adolescenti), Doposcuola pomeridiano.
- Pan, Nuovo progetto autismo;
- Comunità educativa per minori;
- Asilo nido;
- Greenland, centro diagnostico riabilitativo;
- Comunità gestanti e mamme con bimbi;
- Caba, centro di aggregazione per bambini e adolescenti;
- Doposcuola pomeridiano.
Il tempo, il numero e la qualità delle richieste hanno fatto nascere il bisogno di poter avere un luogo condiviso dove lavorare sulla specificità del singolo servizio e al tempo stesso sull’integrazione tra i vari sistemi.
Obiettivi educativi e integrazione
Tra gli obiettivi sicuramente segnalo: Costruzione di ambienti di vita stimolanti e rassicuranti, luoghi di relazioni all’interno dei quali viene favorito lo sviluppo dell’identità emotiva, affettiva, cognitiva, relazionale e sociale del bambino.
Favorire un clima educativo attraverso la dimensione ludica, tenendo presente che il bambino porta con sé una storia personale caratterizzata da vissuti e affetti, con le proprie capacità e potenzialità.
Creare un luogo, dei bambini ma anche delle famiglie, per incontrarsi e condividere responsabilità di cura, verso un’alleanza che ha come perno condiviso la considerazione del bambino e dei suoi bisogni sociali, cognitivi ed emotivi.
Considerare il bambino come portatore di risorse, in quanto assume il ruolo di coprotagonista dell’azione educativa, nella quale esso si realizza dando libera espressione di sé.
Favorire l’integrazione fra i bambini e i ragazzi che afferiscono ai diversi servizi, convinti che ciò possa rappresentare una risorsa nello sviluppo del bambino sia tipico che non.
L’approccio metodologico è fondato sulla valutazione dei bisogni dei bambini, delle loro famiglie e differenziato in base alle peculiarità di ogni singolo progetto.
E la parola che uso per identificarci, sicuramente è: Integrazione.
Integrazione tra disabilità, sviluppo tipico, adolescenti.
Il progetto per i ragazzi dai 16 anni
Un nuovo entusiasmante progetto nato dall’esperienza in merito di disabilità rivolto a ragazzi dai 16 anni in poi, una fase evolutiva.
L’obiettivo è creare lavoro per ridare dignità e magari una possibilità a quei ragazzi non più in età scolare.
Da più di un anno, grazie ad esperienze laboratoriali, è nato il desiderio di “portare fuori” quello che veniva prodotto e che questo potesse essere ulteriore occasione di occupazione per i ragazzi.
La finalità è vendere gli oggetti realizzati interamente dai ragazzi del centro.
Il punto vendita è adiacente a Piazza del Popolo, si divide in due spazi: negozio e laboratorio.
Ad ognuno dei nostri ragazzi è affidato un ruolo, ognuno è responsabilizzato al meglio per valorizzare le sue potenzialità.
Ovviamente gli educatori sono sempre presenti e affiancano i ragazzi nel percorso.
Anche il nome Atipica lo abbiamo scelto perché esce un po’ fuori dal contesto generale, unendo il lavoro al sociale.
Attività rivolte all’autismo
Il Disturbo dello Spettro autistico è un disturbo con esordio in età evolutiva caratterizzato da deficit nella comunicazione e interazione sociale e da comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi.
Rappresenta una condizione che colpisce circa l’1% della popolazione, con stime simili in campioni di bambini e adulti; gli studi fatti su tutta la popolazione, e non solo su quella che accede ai servizi, danno stime di 1 su 50.
La causa è ancora sconosciuta, le stime attuali attribuiscono un peso uguale a fattori genetici e ambientali, ma le diagnosi e le conoscenze sono migliori rispetto a qualche anno fa, la ricerca è molto attiva e attenta.
Quello che sappiamo di certo è che più l’intervento è intensivo e precoce e migliori saranno gli esiti.
Nel nostro centro proponiamo attività che sono riabilitative, tutti i giorni in modo individuale, ma anche di gruppo, ad esempio con gli sport, la terapia occupazionale, le uscite.
Il tutto secondo un approccio cognitivo-comportamentale.
Numero degli utenti
Attualmente, nello spettro autistico, compresi i bambini che partecipano al recentissimo Progetto 0-6 anni, ne seguiamo più di 20.
Poi abbiamo bambini e ragazzi che afferiscono ad altri settori.
Considera che lavoriamo con soggetti dell’area vasta 3, 4 e 5.
Abbiamo bambini e ragazzi da diverse parti del mondo che vivono qui sul territorio ovviamente e sono ormai integrati.
Diagnosi precoce e collaborazione con le famiglie
Spesso l’autismo è connesso con un ritardo mentale e oggigiorno ormai già dai 15-18 mesi si può capire se un bambino ne è affetto.
Il campanello di allarme per le famiglie solitamente è l’assenza o povertà di linguaggio, oppure il sospetto che il bimbo possa essere sordo perché non risponde a stimoli uditivi, come se chiamato per nome non si gira o non ci guarda, oppure perché osservano un uso strano e non convenzionale dei giochi.
Per arrivare ad una diagnosi precoce è importante che vi sia un confronto tra la famiglia e gli specialisti, e qui molto aiuto lo possono fornire gli asili nido e i pediatri.
Nel nostro centro coinvolgiamo attivamente le famiglie, cerchiamo di instaurare un rapporto di fiducia reciproca e a tal fine è attivo un programma di Parent Training costante.
È necessaria molta collaborazione tra tutti i sistemi di vita del bambino, compresa la scuola.
Ogni percorso è diverso
Io non ho mai visto due casi uguali.
Abbiamo ragazzi con caratteristiche molto diverse nel modo di comunicare ed interagire, che reagiscono in modo differente agli stimoli, alle proposte, attività ecc.
Gli obiettivi che possono raggiungere sono molto diversificati, dipende dal singolo caso e ciò che per qualcuno può essere una banale conquista per altri può essere grandiosa.
Il rapporto con la società
Spaventa.
Ma posso dirti che già solo nella mia esperienza ho notato grandi passi avanti: si è studiato di più, approfondito, sono nati più centri, c’è più cultura.
Soprattutto oggi ci sono meno stereotipi.
Poi l’integrazione e il mettere in correlazione il mondo autistico, col resto della società, dà più conoscenza a tutti.
Altrimenti oggi il diverso spaventa tutti, no?
In molti campi e settori, basta accendere la tv per accorgercene.
Indicazioni di viaggio per la sede di Roma
Le indicazioni che seguono riguardano la sede in Viale San Paolo 15, a Roma, e non l’ex Bambin Gesù situato nel centro storico di Fermo.
Metropolitana
Metropolitana: Linea B, partenza stazione Termini, scendere alla fermata “Basilica di San Paolo”.
Uscita lato “Ostiense”; quindi proseguire per circa 5 minuti a piedi fino alla sede in Viale San Paolo, 15.
Autobus ATAC
Autobus ATAC: 23, 128, 670, 702, 707, 715, 761, 766, 791.
Se si desidera vedere il percorso dell’autobus basta andare sul sito dell’ATAC e nel campo “cerca nel sito o trova una linea” digitare il numero di autobus che interessa.
Automobile
Dal Grande Raccordo Anulare: uscita 28, prendere via Ostiense direzione Roma centro.
Dall’aeroporto di Fiumicino: prendere il treno con fermata alla Stazione Ostiense; prendere la metropolitana linea B, direzione Laurentina, con fermata alla “Basilica di San Paolo”; proseguire a piedi per circa 400 metri, 5 minuti circa, fino alla sede in Viale San Paolo, 15.
Parcheggio nei pressi della sede romana
La sosta nei dintorni di Viale Ferdinando Baldelli non è attualmente a pagamento, si raccomanda di rispettare la segnaletica.
Nei pressi di San Paolo si può parcheggiare su strada, pagando le tariffe previste dal Comune o usare un parcheggio interrato in cui si entra da Viale di San Paolo 13 e da Via Ostiense 190.
Il parcheggio non è gestito direttamente dall’Ospedale, dispone di 200 posti, di cui 6 posti per auto con contrassegno per disabili e 2 riservati a donne in gravidanza.
Orari di apertura
Il parcheggio è aperto nei giorni di apertura dell’Ospedale con questi orari:
- Dal lunedì al venerdì, dalle 7.00 alle 20.00;
- Il sabato, dalle 7.00 alle 14.00.
Tariffe di sosta
| Durata della sosta | Tariffa |
|---|---|
| Fino a 15 minuti | Sosta gratuita |
| 1ª ora, a partire dal 16° minuto | 2,00 euro |
| 2ª ora o frazione | 2,00 euro |
| 3ª ora o frazione | 2,00 euro |
| 4ª ora o frazione | 1,50 euro |
| 5ª ora o frazione | 1,50 euro |
| 6ª ora o frazione | 1,50 euro |
| 7ª ora o frazione | 1,50 euro |
| 8ª ora o frazione | 1,00 euro |
| 9ª ora o frazione | 1,00 euro |
| 10ª ora o frazione | 1,00 euro |
| Dalla 11ª ora e fino alla 13ª ora | 15,00 euro, tariffa giornaliera |
Si paga alle casse automatiche che sono all’interno del parcheggio in contanti, con bancomat e carta di credito.
Agevolazioni ed esenzioni
Il gestore dell’area di parcheggio deve garantire tutte le agevolazioni o le esenzioni a chi ne ha il diritto.
È consentita la sosta gratuita e senza limiti di orario alle seguenti categorie:
- Portatori di handicap riconosciuti con apposito contrassegno;
- Dializzati con apposita certificazione;
- Malati oncologici con apposita certificazione;
- Donne in stato di gravidanza con apposita certificazione.
Chi rientra nelle categorie elencate sopra può beneficiare gratuitamente del parcheggio dietro esibizione di certificato o del contrassegno accompagnato da un documento in corso di validità.
