L’Azione Cattolica Italiana è una realtà ecclesiale fondata sulla formazione, sulla partecipazione dei laici e sulla responsabilità nella vita della Chiesa e della società. Il suo percorso storico comprende l’attenzione ai bambini e ai ragazzi, l’organizzazione in diversi settori associativi, l’impegno educativo e la presenza nelle comunità parrocchiali.
Il riferimento a Fiat e Lancia può essere ricondotto al tema più ampio del rapporto tra l’associazione, il mondo del lavoro e gli ambienti quotidiani nei quali i soci sono chiamati a vivere la propria fede. L’Azione cattolica accompagna infatti uomini e donne nella crescita umana e spirituale, negli ambienti di vita, studio e lavoro.
Le origini dell’Azione Cattolica
Nel 1867 Mario Fani e Giovanni Acquaderni danno vita al primo nucleo della “Società della Gioventù Cattolica Italiana”, che molti anni dopo prende il nome di Azione Cattolica. Il motto che sostiene il loro impegno, “preghiera, azione, sacrificio”, racchiude il programma cui si ispirano: la devozione alla Santa Sede, lo studio della religione, la testimonianza di una vita cristiana, l’esercizio della carità.
Nel 1923 l’Azione Cattolica viene costituita in 4 sezioni: la Federazione Italiana Uomini Cattolici, la Società della Gioventù Cattolica Italiana, la Federazione Universitari Cattolici Italiani, l’Unione Femminile Cattolica Italiana.
La formazione delle nuove generazioni
L’impegno per la formazione è una delle caratteristiche originarie dell’Azione cattolica; per questo motivo sin da subito essa non ha trascurato di impegnarsi per i più piccoli. I gruppi specifici per bambini e ragazzi vengono fondati ufficialmente nei primi anni Venti.
Essendo l’Ac divisa in organizzazioni indipendenti, ogni ramo associativo curava le sue future generazioni attraverso le così dette sezioni minori: per la Gioventù di Ac gli Aspiranti, divisi successivamente in Aspiranti minori (10-13) e Aspiranti maggiori (13-15 anni) detti anche pre-Ju; i più piccoli erano curati invece dalle donne di Ac attraverso l’Associazione fanciulli, per bambini maschi dai 4 ai 10 anni divisi a loro volta nelle Fiamme bianche, rosse e verdi; la cura delle bambine era invece affidata tutta alla Gioventù femminile attraverso i gruppi di Piccolissime (prima dei 6 anni), Beniamine (6-10 anni) e Aspiranti (10-15 anni).
Tra le piccolissime della Gioventù femminile della parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme è iscritta Nennolina.

Gli Aspiranti e la cultura educativa
Il primo congresso degli Aspiranti della Gioventù cattolica di Roma, 3-4 marzo 1928. Foto di gruppo davanti alla Basilica di San Pietro. (Archivio dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI)
Nel 1937 viene stampato il primo numero de «Il Vittorioso», un giornale a fumetti per gli aspiranti della Giac italiana pubblicato fino al 1966 e distribuito nelle parrocchie e negli oratori. Il Vittorioso nel 1947 lancia anche il Grest (nome costruito con le parole Gruppo estivo) per le attività estive degli aspiranti.
| Realtà educativa | Età o periodo | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Aspiranti minori | 10-13 anni | Sezione della Gioventù di Azione cattolica |
| Aspiranti maggiori | 13-15 anni | Detti anche pre-Ju |
| Fiamme bianche, rosse e verdi | 4-10 anni | Gruppi dell’Associazione fanciulli per i bambini maschi |
| Piccolissime | Prima dei 6 anni | Gruppi della Gioventù femminile |
| Beniamine | 6-10 anni | Gruppi della Gioventù femminile |
| Aspiranti | 10-15 anni | Gruppi della Gioventù femminile |
Dal Movimento ragazzi all’Azione cattolica dei ragazzi
Durante gli anni Sessanta, nel rinnovamento conciliare, si cercano nuovi metodi per parlare di fede anche ai più piccoli, che intanto hanno superato in numero i giovani e le giovani effettivi di Giac e Gf. Si inizia così a parlare di Movimento ragazzi di Ac.
A Roma il Movimento ragazzi viene inaugurato ufficialmente nell’aprile del 1966 con un congresso-festa dal titolo Noi ragazzi e centrato sul tema della scuola. Con il nuovo Statuto del 1969 nasce l’Azione cattolica dei ragazzi (Acr) in cui confluiscono tutti i ragazzi dell’Ac che costituiscono un’articolazione distinta e con caratteristiche sue proprie.
Anni Cinquanta. Le beniamine e le aspiranti della Gf di Roma ricevute da Pio XII nel cortile di San Damaso in Vaticano. (Archivio storico della Presidenza diocesana di Roma dell’Azione cattolica Italiana)
L’Azione Cattolica durante il fascismo e la guerra
L’Azione Cattolica, durante il periodo fascista, è l’unica realtà che possiede la legittimità di operare in maniera più o meno autonoma. Nel 1931 Mussolini ordina però la chiusura dei circoli dell’Ac.
I rapporti tra cattolici e regime si incrinano definitivamente dopo il sodalizio tra l’Italia e la Germania nazista.
Il dopoguerra e il Concilio Vaticano II
Grande è il contributo offerto dall’Ac alla stesura della Carta Costituzionale. Negli anni del dopoguerra cresce il numero di adesioni, superando i 3 milioni.
Il Concilio Vaticano II si fa interprete dell’ansia di rinnovamento che anima la Chiesa e parla espressamente dell’Ac come scuola di formazione per un laicato responsabile, che fa proprio il fine apostolico della Chiesa: l’evangelizzazione, la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza.
La scelta religiosa e il rinnovamento associativo
L’Ac sceglie di fare proprie le istanze proposte dal Concilio Vaticano II e decide di rinnovare la struttura organizzativa. Sono gli anni della presidenza nazionale di Vittorio Bachelet.
Nel 1969 l’Ac si dà un nuovo statuto, nel quale si organizza la vita associativa attorno a due settori: giovani e adulti. Nasce l’ACR e facendo leva sul taglio esperienziale, si inaugura un modo nuovo di fare catechesi.
L’associazione fa sua la scelta religiosa. A metà degli anni ’80 si dà vita alla stesura del Progetto formativo apostolico unitario e si definiscono le metodologie ed i cammini formativi per le diverse età.
Giovani, adulti e ragazzi nella struttura attuale
L’Azione cattolica è organizzata in due settori: i Giovani, dai 15 ai 30 anni (con all’interno un’attenzione specifica ai Giovanissimi e agli Studenti delle scuole superiori) e gli Adulti, dai 30 anni in su, con una proposta specifica anche per le famiglie e per gli anziani, gli Adulti più.
Inoltre adulti e giovani sono impegnati nella proposta educativa dell’Azione cattolica dei ragazzi, per i bambini e le bambine dai 6 ai 14 anni.
Proprio dall’Acr arriva una delle novità di quest’anno: anche i piccoli sotto i 6 anni potranno iscriversi con la formula “Acr piccolissimi”, un “tesseramento” simbolico, pensato «come un dono».
«Così vogliamo allargare ancor più il cerchio di questa famiglia che accompagna in tutte le fasi della vita uomini e donne nella propria crescita umana e spirituale - spiegano le responsabili diocesane dell’Acr, Gaia Boldorini e Mariachiara Mazzola -. Nel corso dell’anno verrà proposto un gadget di accompagnamento, un album con matite colorate, che potrà, a misura di bambino, far sperimentare in primi piccoli passi la vicinanza a un messaggio bello, potente e significativo, quello del Vangelo, che ai piccoli arriva al cuore spontaneamente anche prima dell’insegnamento catechistico».
Il nuovo millennio e la missione sociale
Il nuovo millennio si apre con una carica di novità e con una forte tensione verso il rinnovamento dell’associazione. Durante l’Assemblea Straordinaria del 2003 si approva lo Statuto aggiornato, si riscrive il Progetto formativo, a Loreto, nel 2004, un grande pellegrinaggio suggella l’impegno dell’Ac a rispondere con slancio rinnovato alla propria chiamata alla missionarietà.
Negli ultimi anni, seguendo papa Francesco, l’associazione accentua lo slancio missionario per farsi Chiesa in uscita. L’Evangelii Gaudium diventa una bussola preziosa per un rinnovato impegno anche in ambito sociale.
Festeggiare i 150 anni diventa l’occasione per rilanciare l’associazione e renderla sempre più vicina alla vita delle persone.
Il rapporto con la vita quotidiana e il mondo del lavoro
La partecipazione associativa non si limita agli incontri interni, ma riguarda la vita concreta delle persone e delle comunità. L’Ac ambrosiana vive la Giornata dell’adesione nel segno dei tre verbi del cammino 2022-23: «Pregare, pensare, appassionarsi».
Secondo il presidente Borsa, sono le parole che rappresentano «la gioia e dell’impegno concreto per la formazione di un laicato “adulto”, partecipe delle vicende delle donne e degli uomini di questo nostro tempo».
Borsa traccia una sorta di identikit dei soci di Ac, «credenti che cercano un rapporto “a tu per tu” con il Signore e che pregano con la propria comunità; persone che pensano, cioè cercano di comprendere questo mondo complicato e affascinante, nel quale testimoniare la gioia del Vangelo; soci appassionati, che coltivano il desiderio di condividere con tutti il grande dono che possiamo fare alla Chiesa: la stessa scelta di essere laici associati, dalla parte di una fede solida, moderna, al passo coi tempi».
Questa prospettiva comprende anche gli ambienti professionali e produttivi, come quelli legati alle grandi realtà industriali italiane quali Fiat e Lancia, nei quali i credenti sono chiamati a testimoniare responsabilità, partecipazione e attenzione alla dignità delle persone.
La Giornata dell’adesione
L’8 dicembre, sotto la protezione dell’Immacolata Concezione, da sempre l’Azione cattolica celebra la Giornata dell’adesione. Una festa che esprime il “sì” rinnovato a servire la Chiesa tramite l’associazione con il gesto non solo formale del rinnovo dell’iscrizione.
Ma anche un’occasione per le comunità parrocchiali per presentare le attività dell’associazione, per riflettere sulla peculiare vocazione dei fedeli che vi aderiscono e sul servizio che portano nella Chiesa locale e nei loro ambienti di vita, studio e lavoro.
«La nostra Giornata dell’adesione è uno dei “momenti forti” della vita associativa. È l’occasione per sottolineare nuovamente il senso dell’appartenenza all’Azione cattolica e, attraverso di essa, alla Chiesa ambrosiana - spiega il presidente diocesano Gianni Borsa -. Come soci di Ac - ragazzi, giovani e adulti - esprimiamo anche la convinta partecipazione alla vita delle nostre comunità cristiane e delle nostre città, nel segno di una fede testimoniata nell’esistenza di ogni giorno».
«Questa festa è ogni anno un dono reciproco che fortifica i nostri legami e la comune volontà di continuare, pieni di speranze, a camminare insieme in Ac, nella Chiesa e nel mondo - aggiunge il presidente nazionale Giuseppe Notarstefano -. Una festa che si moltiplica e diventa ancora più autentica quando ci permette di accogliere la formazione di nuove associazioni e l’ingresso di nuovi soci che riconosciamo come un dono prezioso per la Chiesa e per il nostro Paese».
La presenza nelle diocesi
Nella diocesi di Milano le iniziative locali per la Giornata dell’adesione sono partite sabato 3 e si concludono domenica 11 dicembre. Diversi gruppi hanno previsto una speciale animazione delle Messe parrocchiali, in molti casi con l’offerta all’altare delle tessere e la loro benedizione.
Inoltre sono previsti incontri nella maggior parte dei Decanati, con la partecipazione dei responsabili del Centro diocesano, dove convergeranno i soci del territorio.
Tra gli altri, sono previste iniziative l’8 dicembre a Lecco presso la Casa delle Piccole Apostole San Giovanni, a Meda all’oratorio Madonna di Fatima e ad Appiano Gentile. Appuntamento invece il 4 dicembre a Desio, il 5 a Robecco sul Naviglio per il Decanato di Magenta, l’11 dicembre a Palazzolo per il Decanato di Paderno Dugnano; il 18 dicembre a Varese.
L’8 dicembre è il cuore della campagna adesioni 2022/23, che per l’Ac milanese che si è aperta a settembre e proseguirà ancora nelle prossime settimane.
Memoria, responsabilità e futuro
Un’altra novità è l’“adesione alla memoria”: «È una possibilità offerta ai gruppi che desiderano, con questo gesto, ricordare un socio o una socia tornati alla Casa del Padre - chiarisce il segretario diocesano dell’Ac Giancarlo Melzi -. Sarà possibile sottoscrivere l’”adesione alla memoria” con un’offerta pari a quella di un’iscrizione, per aiutare così la missione dell’associazione con le nuove generazioni. Memoria e gratitudine per chi ci ha preceduto e sguardo di fiducia verso il futuro».
La memoria associativa collega le generazioni e rafforza il senso di appartenenza, dalla storia degli Aspiranti e delle Beniamine fino all’attuale Azione cattolica dei ragazzi, ai giovani, agli adulti e alle famiglie.
L’Istituto Toniolo
L’Azione Cattolica Italiana, allo scopo di creare un Istituto per la promozione di iniziative e per il coordinamento di studi riguardanti l’apporto del diritto alla costruzione ed al mantenimento della pace alla luce della dottrina sociale della Chiesa, dà vita il 10 febbraio 2006 alla Fondazione denominata “Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo”.
Le iniziative contemporanee
In continuità con l’esperienza della Progettazione sociale il Contest è l’occasione per presentare piccoli progetti in ambito parrocchiale.
Tradizionale corso di esercizi spirituali per Assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Ac, quest'anno guidati da Fr. Francesco Patton, ofm, già Custode di Terra Santa.
Le Conversazioni a Spello sono il consueto appuntamento culturale di fine estate promosso dall'Ac presso Casa San Girolamo a Spello. L'edizione del 2026 è dedicata al cammino della Chiesa e dell'Ac nelle aree interne.
Incontro nazionale delle Presidenze diocesane. A partire dagli Orientamenti triennali, l’incontro farà da ponte tra il secondo e terzo anno del triennio che, rispettivamente, hanno come verbo guida “Condividere” e “Generare”: vuole essere occasione per riflettere su come l’esperienza di fraternità che viviamo in associazione e nella comunità ecclesiale può diventare lievito di pace e speranza nelle nostre città, capace di trasformare il contesto che abitiamo.