Dolores Hart, nata Dolores Hicks, fu un’attrice americana di Hollywood molto richiesta che lasciò il cinema, ruppe il fidanzamento con l’imprenditore Don Robinson e seguì la sua vocazione religiosa entrando nell’Abbazia benedettina di Regina Laudis, a Bethlehem, nel Connecticut. In seguito divenne priora del convento e madre Dolores.
Prima di scegliere la vita monastica, Hart era considerata una stella nascente di Hollywood: recitò accanto a Elvis Presley, debuttò a Broadway, ricevette un Theatre World Award e ottenne una candidatura al Tony Award. La sua decisione maturò dopo l’incontro con alcune suore, il viaggio in Italia per interpretare santa Chiara e il colloquio con papa Giovanni XXIII, che le disse: «No, tu sei Chiara».

Chi era Dolores Hart
Dolores Hart, il cui vero nome è Dolores Hicks, è nata il 20 ottobre 1938 a Chicago, in Illinois. Dolores è l'unica figlia di Bert e Harriett Hicks. È anche la nipote acquisita, tramite il matrimonio di una zia, del cantante Mario Lanza.
Usando il nome d'arte di "Dolores Hart", nel 1956 è stata scelta per interpretare un ruolo di supporto nel film del 1957 "Loving You", in cui ha lavorato con Elvis Presley. Dopo questa partecipazione, Dolores si è trovata con molte richiesta di lavoro ed ha fatto altri due film, prima di recitare di nuovo con Elvis Presley in "King Creole" del 1958.
Era stata un'attrice, cantante e ballerina Hollywoodiana avendo recitato in film come La spiaggia del desiderio e La via del male. In seguito ha lasciato l'industria per diventare suora a soli 24 anni, oggi è membro dell'Academy.
Gli inizi a Hollywood e l’incontro con Elvis Presley
Nel bel mezzo di una lezione, a Marymount, ho ricevuto una chiamata dagli studi della Paramount! Era il produttore associato di Hal Wallis e voleva che andassi alla Paramount per un incontro. L'insegnante non voleva che rispondessi alla chiamata, pensava fosse una farsa, ma ho risposto.
Volevano incontrarmi quel pomeriggio, mi sembra entro una mezz'ora, alla Paramount. In realtà, anch'io volevo incontrarli. Il mio amico, Don Barbeau, è venuto a prendermi con un carro funebre del 1938. Ero vestita con un maglione e calzini e sono andata dal signor Hal Wallis.
Mi ha chiesto: "Cosa vuoi fare della tua vita?". Ho risposto subito ed ho detto: "Voglio fare l'attrice". "Stiamo girando un film con il signor Presley e vogliamo che inizi la prossima settimana". Non sapevo nemmeno chi fosse Elvis Presley, ma la settimana successiva c'erano gli esami finali a scuola.
Ho detto: "Deve essere la prossima settimana?". La sua risposta: "Sì, lo fa!" Madre Gabriel, la decana delle ragazze, è venuta a trovarmi e mi ha detto: "I ragazzi della scuola di recitazione vorrebbero un'opportunità come quella che sta capitando a te. Dolores questa è quella giusta! Accettala!".
Ho detto: "Va bene, va bene!". Ho seguito il suo consiglio, ho fatto il provino ed ho ottenuto la parte. Il cameraman ha chiesto: "Signorina Hart, chi le ha insegnato la tecnica della recitazione? Dove andava a scuola?". "Non sono mai andato a scuola per queste cose". E lui ha risposto: "Sicuramente sa cosa fare".
Alla fine la chiamata è arrivata ed ho iniziato le riprese con il signor Presley. Ho incontrato Wallie Westmore per il trucco e Edith Head per disegnare il mio guardaroba per il film "Loving You".
Il secondo film con Elvis
Due anni dopo, Hart recitò nuovamente con Elvis Presley in "King Creole". Jan Shepherd ha interpretato la sorella di Elvis nel film. Il giorno del suo compleanno abbiamo fatto una festa per lei a casa mia.
Elvis è venuto alla festa di compleanno. Ho suonato il clarinetto ed Elvis si è seduto ed ha suonato il piano. Abbiamo suonato alcuni brani per il compleanno di Jan.
Era un vero gentiluomo, un distillato di semplicità, umorismo e timidezza. A quel tempo era proprio se stesso. Mentre stavamo girando "King Creole", aveva così tante persone che lo seguivano, che non potevi camminare per le strade di New Orleans.
Era come un circo. Non crederesti alle folle. I poliziotti erano ovunque. Dovevamo stare nelle camere d'albergo ad aspettare tra una scena e l'altra. Quando finalmente siamo arrivati sul posto, siamo stati accompagnati all'ascensore ed alle camere dell'hotel.
C'erano delle tavole tra un hotel e l'altro. Le abbiamo attraversate per andare in un altro albergo, siamo scesi con l'ascensore e siamo entrati in un'altra stanza. Ci hanno portato dei panini.
Elvis ha aperto la Bibbia di Gideon, poiché quella era la versione collocata nelle stanze dell'hotel. Qualunque passaggio avesse aperto, ne avremmo parlato. Mi chiedeva: "Cosa ne pensi di questo passaggio?"
Un idolo di tutte le ragazze della sua generazione dalle quali si doveva difendere mascherandosi e facendosi aiutare dai cordoni della polizia. Ma per Dolores Hart era semplicemente un giovane collega, un ragazzo tenero da aiutare nei suoi momenti di fragilità e con il quale addirittura pregare.
«Durante le pause dal set Elvis mi leggeva dei passi della Bibbia e chiedeva con estremo interesse il mio parere sulle parabole che lo avevano colpito», ha raccontato madre Dolores in una delle rare interviste concesse alla tv americana.
La carriera teatrale e i film più importanti
Ha poi debuttato a Broadway, vincendo un Theatre World Award nel 1959 e una nomination al Tony Award come migliore attrice protagonista per il suo ruolo in "The Pleasure of His Company".
Nel 1960, Dolores ha recitato in "Where the Boys Are", una commedia per adolescenti, in cui si parlava di studenti universitari durante le vacanze di primavera. Il film ha avuto un seguito tale da divenire quasi un cult.
Dolores Hart ha continuato a recitare in altri quattro film, incluso il ruolo principale in "Lisa", basato su un romanzo di Jan de Hartog e nominato al Golden Globe come "Miglior film drammatico".
Era considerata una delle stelle nascenti di Hollywood ed è stata scelta per ruoli in "Wild Is The Wind", "The Plunderers", "Francesco D'Assisi", "Sail A Crooked Ship" e "Lonelyhearts" con Montgomery Clift.
La 23enne di Chicago proveniva già da esperienze importati al fianco di Elvis Presley con cui, tra il 1957 e il 1958 aveva recitato in Loving you (Amami teneramente) e in King Creole scoprendo il lato più umano e cristiano del re del rock.
La sua carriera comprendeva anche la serie televisiva Il virginiano cui seguì il premio come migliore attrice teatrale dell’anno, nel 1959, protagonista a Broadway nella commedia per adolescenti, Where the boys are.
Il suo ultimo ruolo è stato al fianco di Hugh O'Brian nel film "Come Fly With Me" del 1963.
| Periodo | Tappa della carriera |
|---|---|
| 1957 | "Loving You" con Elvis Presley |
| 1958 | "King Creole" con Elvis Presley |
| 1959 | Debutto a Broadway, Theatre World Award e nomination al Tony Award |
| 1960 | "Where the Boys Are" |
| 1961 | "Francesco d'Assisi" |
| 1963 | "Come Fly With Me", ultimo ruolo cinematografico |
Il ruolo di santa Chiara e l’incontro con papa Giovanni XXIII
Nella sterminata filmografia dedicata al Santo Poverello ci si imbatte in una pellicola hollywoodiana quasi dimenticata, Francesco d’Assisi, regia di Michael Curtiz, di cui la Hart fu la protagonista femminile.
Film del 1961, questo biopic molto romanzato ebbe il merito di far conoscere ancora meglio la figura del santo Poverello negli Stati Uniti, attraverso l’interpretazione convincente del protagonista maschile, Bradford Dillman (che impersonava proprio san Francesco) ma soprattutto per il volto e l’aurea di Dolores Hart, che dallo star system era stata ribattezzata la “nuova Grace Kelly”.
Ho incontrato Papa Giovanni XXIII ed è stato molto determinante nell'aiutarmi a formare le mie idee su una vocazione. Quando sono stata presentato al Papa, ho detto: "Sono Dolores Hart, l'attrice che interpreta Chiara". Ha detto: "No, tu sei Chiara!".
Pensando che mi avesse frainteso, ho detto: "No, io sono Dolores Hart, un'attrice che interpreta Chiara". Papa Giovanni XXIII mi ha guardato dritto negli occhi ed ha affermato: "No. Sei Chiara!" La sua dichiarazione mi è rimasta impressa e mi è risuonata nella mente molte volte.
«Quando in Vaticano ho incontrato papa Giovanni XXIII mi presentai a lui dicendo: sono Dolores Hart, l’attrice che interpreta santa Chiara. E lui mi rispose: “No, tu sei Chiara”. Io pensai di essermi spiegata male e ho ribadito: “No Santo Padre, io sono Dolores Hart, una attrice americana che ha appena interpretato santa Chiara”. Il Papa allora mi fissò negli occhi e disse: “No, tu sei Chiara”, quella frase di Giovanni XXIII me la sono portata dentro in tutti questi anni e ai tempi è stata fondamentale per fare chiarezza riguardo alla mia vocazione».

La visita all’Abbazia di Regina Laudis
Nel 1959 stavo recitando a New York "The Pleasure of His Company". Un'amica mi ha invitata ad incontrare alcune suore ed ha detto: "Sono molto speciali". Ho esclamato: "SUORE! No, non voglio incontrare le suore!".
Ma la mia amica ha detto: "Ti ho mai guidato nel modo sbagliato?" ed io ho detto "No". Così sono venuta a Regina Laudis dopo poche ore ed è arrivata la chiamata definitiva. Ti senti in un posto speciale.
Dopo la prima visita, continuavo a tornare tra gli spettacoli. Alla fine ho chiesto alla Reverenda Madre se pensava che avessi una vocazione. Lei ha detto: "No, no. Torna indietro e fai il tuo film. Sei troppo giovane".
L'ho fatto, e poi ho fatto altri film: "Where the Boys Are" e "San Francesco d'Assisi", che mi ha portato a Roma. Ho incontrato Papa Giovanni XXIII ed è stato molto determinante nell'aiutarmi a formare le mie idee su una vocazione.
Ma un’amica un giorno andò a prenderla a New York sul set di The Pleasure of His Company invitandola a seguirla per una in visita alle suorine del monastero di Regina Laudis e questo accadde poco prima del viaggio “miracoloso” ad Assisi e nei luoghi di Francesco e Chiara in cui è stato girato il film di Curtiz.
Ennesimo segno di un cammino davvero francescano, a dimostrazione di quanto il carisma del Poverello parli davvero ancora al cuore e alla vita delle persone. Quando Dolores tornò dall’Italia, forte dell’incontro con il Papa, il suo sentiero si illuminò nella direzione del convento di Bethlehem che l’ha accolta nell’ormai lontano 1963.
La scelta della vita religiosa
A questo punto ha deciso di lasciare il mondo del cinema e, dopo aver rotto il fidanzamento con l'imprenditore di Los Angeles Don Robinson, l'attrice venticinquenne è diventata suora cattolica presso l'Abbazia Benedettina di Regina Laudis a Betlemme, nel Connecticut, diventando, in seguito, priora del convento.
Oggi infatti è madre Dolores, la priora del monastero benedettino Regina Laudis di Bethlehem nel Connecticut dove si è ritirata a vita spirituale passando per una conversione che è coincisa con la sua esperienza artistica di santa Chiara sul grande schermo.
Una villa con piscina a Los Angeles e un matrimonio all’orizzonte con il ricco e avvenente manager Don Robinson, erano gli scatti da copertina a cui si preparava la stampa americana per celebrare degnamente la nascita di questa stella luminosa del firmamento cinematografico.
Un cammino lastricato di riconoscimenti che faceva pensare a una Dolores Hart avviata a una carriera senza limiti né confini. La scelta di entrare in convento rappresentò quindi una svolta radicale rispetto alle aspettative che circondavano la giovane attrice.
Il fidanzamento con Don Robinson
Un'esperienza meravigliosa per me e Don Robison. Lui aveva la sensazione che potessi avere una vocazione. Voleva provare il fidanzamento: "Facciamo un tentativo".
Sono passati diversi giorni e stavamo guidando lungo la strada, quando ha fermato la macchina. Don ha detto: "C'è qualcosa non va. Mi ami?". "Certo, Don, ti amo". L'ha chiesto di nuovo e poi ha detto: "Qualcosa dentro di te non è con me".
Quando sono tornato a casa all'una di notte, ho chiamato ed ho prenotato un volo per le 6.00 del mattino per Regina Laudis. Dio è lontano da tutti noi finché non entriamo nella realtà di noi stessi.
Alla fine, sono arrivata a dire nel mio cuore più di ogni altra cosa e poi apertamente a me stessa: "La mia ricerca di Dio è stata una ricerca coniugale".
Quando ho parlato di nuovo con Don, lui lo sapeva, perché un uomo capisce che ogni essere umano sa quando qualcosa è reale. Eravamo a cena e non avevo il mio anello.
Don ha detto: "Lo so. l'ho capito. Questo è quello che devi fare ed io devo farlo con te. Dobbiamo farlo insieme". È stato un dono fantastico e per tutti questi anni è stato così.
Don dice: "Ogni amore non deve finire all'altare". Molte relazioni possono finire molto peggio. Lui non si è mai sposato.
Don viene ogni anno a Natale ed a Pasqua. Vuole fare tutto il possibile per la comunità. Almeno due volte l’anno ha continuato a farle visita a Bethlehem anche il suo ex fidanzato Don Robinson che è diventato un benefattore del Regina Laudis e «questa è la conferma - parola di madre Dolores - che certi amori assumono altre forme, ma non finiscono mai».
La vita di madre Dolores a Regina Laudis
Lì passeranno a trovarla personaggi di Hollywood in incognito e, come ha raccontato lei stessa, passò anche l’attrice Patricia Neale, premio Oscar nel 1964 per Hud il selvaggio (pellicola con Paul Newman) che si presentò al convento accompagnata dalla figlia di Gary Cooper, Maria.
La Neale era arrivata fin lì per chiedere a madre Dolores conforto e consigli dopo la separazione dal marito, lo scrittore di fiabe Roald Dahl.
Madre Dolores è ancora membro votante dell'Accademia. Così come non si è mai interrotto l’amore e la passione per il cinema: la madre superiora di Regina Laudis, infatti, è membro onorario e votante dell’Academy per l’assegnazione degli Oscar.
Madre Dolores non ha mai smesso di pensare a quel viaggio ad Assisi sui sentieri santi di Francesco e Chiara e ora che è arrivata nel tratto finale del suo cammino esistenziale dice di «aver avuto la fortuna di assecondare entrambe le vocazioni che mi sono state donate: quella di attrice e poi quella di suora. Tutto ciò grazie allo Spirito Santo che ci aiuta sempre a compiere quello che siamo chiamati a fare».
Dolores Hart e Sister Act
Il ruolo della protagonista di Sister Act che nel film è interpretato da Whoopy Goldberg è ispirato ad una vera suora, Dolores Hart, che in passato baciò Elvis Presley: ecco chi è.
Paul Rudnick, lo sceneggiatore di Sister Act, durante le sue ricerche svolte per prepararsi alla stesura del copione, ha visitato l'abbazia benedettina di Regina Laudis, nel Connecticut, dove ha incontrato la suora che avrebbe ispirato la protagonista del film, Madre Dolores Hart.
Mentre Paul Rudnick stava scrivendo la sceneggiatura, Bette Midler, che all'epoca era stata scelta come protagonista, suggerì che avrebbe dovuto recarsi in un vero convento per fare delle ricerche.
Così andò a stare, per alcune settimane, nell'Abbazia di Regina Laudis nel Connecticut e fu lì che incontrò la priora del convento: madre Dolores Hart.
Nel 2012 la ABC News dedico un servizio alla Hart: "Da giovane fu definita la 'nuova Grace Kelly', la perfetta star hollywoodiana, cinquant'anni fa Dolores era in cima al mondo, recitando al fianco di attori del calibro di Anthony Quinn e Robert Wagner. Riuscì anche a baciare Elvis Presley, il sogno di ogni donna dell'epoca. Adesso la Hart sta tornando sul tappeto rosso grazie ad un documentario in cui interpreta se stessa."
REEL FAITH intervista Madre Dolores Hart
Quasi 20 anni dopo che il film Sister Act - una svitata in abito da suora è stato presentato per la prima volta nei cinema di tutto il mondo Delois Blakely, una suora di Harlem, ha deciso di fare causa alla Disney ed alla Sony Pictures per aver praticamente rubato il suo libro e per averlo usato come ispirazione illecita per il film.
Dopo la pubblicazione dell'autobiografia, avvenuta poco prima dell'inizio delle riprese del film, la suora aveva consegnato il libro ad un gruppo di produttori nella speranza di vedere la sua vita proiettata sul grande schermo.
La vicenda di Dolores Hart, tuttavia, rimane distinta dalla trama del film: il collegamento riguarda soprattutto il lavoro di ricerca svolto da Paul Rudnick nell’Abbazia di Regina Laudis e l’incontro con la priora.
Una vocazione senza rinnegare il passato artistico
Si è allontanata da Hollywood. Perché? Non ho mai considerato la mia decisione come un "allontanarmi da Hollywood". Ho sentito che era, più che altro, un passo verso qualcosa di più significativo ed, a partire da questo, ho portato Hollywood con me.
Ho davvero amato il mio lavoro e le persone con cui ho lavorato. La sua esperienza mostra come la carriera cinematografica e la vocazione religiosa siano state vissute da madre Dolores come due momenti diversi, ma entrambi parte della sua identità.
Spererei di avere il coraggio di farlo di nuovo. La mia vocazione è stata molto appagante e gratificante.