La collana donata da Dolce & Gabbana alla Madonna del Castello di Palma di Montechiaro è un ex voto dal valore di 100 mila euro, realizzato artigianalmente con pizzo chiacchierino, medagliette originali del XIX secolo dipinte a mano, diamanti e perle.
La vicenda riguarda la custodia del gioiello, trasferito temporaneamente dalla disponibilità del monastero e successivamente sorvegliato dalla Polizia di Stato dopo una polemica che ha coinvolto la Curia di Agrigento, il sindaco, un consigliere comunale e le suore di clausura.

La donazione dell’ex voto alla Madonna del Castello
Il momento in cui viene donata la collana alla Madonna (Foto da Agrigento Notizie).
Il comune di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento e noto per aver dato i natali a Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, è stato teatro della donazione dopo un’esclusiva mostra della collezione di Alta Gioielleria degli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana.
Al termine di una loro evento in città, gli stilisti Dolce e Gabbana decidono di fare un gesto di devozione, ma anche di forte legame col territorio, donando una collana del valore di 100 mila euro alla Madonna del Castello nella piazza antistante al monastero delle suore di clausura.
Un ex voto che sarebbe dovuto restare privato ma che ha innescato una piccola polemica con annesso giallo.
Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno tenuto un’esclusiva mostra della loro collezione di Alta Gioielleria proprio nel comune barocco dell’agrigentino e, con l’occasione, hanno donato in segno di devozione una delle loro preziose creazioni alla Madonna di Palma di Montechiaro, custodita in un antico convento dalle monache di clausura.
Un gesto molto personale, fatto in forma privata e che doveva rimanere assolutamente segreto.
Com’è fatta la collana
La collana è stata realizzata artigianalmente con pizzo chiacchierino, medagliette originali del XIX secolo dipinte a mano, diamanti e perle.
La combinazione di materiali preziosi e componenti di valore storico la distingue dai normali gioielli ornamentali e ne rafforza il significato votivo.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Valore indicato | 100 mila euro |
| Lavorazione | Pizzo chiacchierino |
| Elementi storici | Medagliette originali del XIX secolo dipinte a mano |
| Pietre e materiali | Diamanti e perle |
| Destinataria | Madonna del Castello |
Il trasferimento notturno e le prime accuse
E così sarebbe stato se non fosse che nel cuore della notte tra il 5 e il 6 luglio si è presentato in convento un delegato del vescovo di Agrigento che ha chiesto alle monache di consegnargli la preziosissima collana per non meglio specificati “motivi di sicurezza”.
Una preziosissima collana di Dolce e Gabbana donata in voto alla Madonna. Un misterioso emissario del Vescovo di Agrigento che arriva nella notte per “sequestrarla”. E del gioiello non ci sono più tracce.
Quanto accaduto nel convento di clausura del piccolo comune di Palma di Montechiaro, in Sicilia, sembra uscito direttamente da un romanzo giallo d’altri tempi.
La motivazione non ha affatto convinto le anziane religiose, che da secoli custodiscono un tesoro milionario, fatto di ex voto alla Madonna, che si tramanda di generazione in generazione senza mai avere un furto o un ammanco.
Così, le monache hanno deciso di rompere il silenzio nel quale sono solite vivere per rendere pubblico quanto accaduto, lamentandosi del ritiro a loro dire immotivato del gioiello.
La posizione del consigliere comunale
Qualcuno infatti sostiene che nottetempo la preziosa collana sarebbe stata «requisita» per disposizione della Curia di Agrigento.
A dare questa versione dei fatti è un consigliere comunale, Salvatore Malluzzo, per il quale si tratterebbe «una vera azione di forza, per non dire di offesa».
«Il nostro paese vive di tradizioni, di usi e di un’intensa fede. L’atto di requisizione, ribadisco, è un’offesa e lo dico assumendomene tutte le responsabilità».
E poi invita il vescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, a restituire la «collana alla comunità di Palma di Montechiaro».
«Se venisse confermato quanto sta circolando in queste ore, per quanto mi riguarda, rappresenta un atto di una gravità inaudita. La collana deve rimanere nella nostra città e non in altri luoghi, senza se e senza ma», ha commentato il consigliere comunale di Palma di Montechiaro Salvatore Malluzzo.
«Non c’è giustificazione che tenga! Il nostro paese - aggiunge - vive di tradizioni, di usi, di un forte devozionismo e di un’intensa fede. L’atto di requisizione da parte della Curia arcivescovile di Agrigento rappresenta una vera azione di forza, per non dire di offesa, nei confronti della nostra comunità».
La spiegazione dell’arciprete e della Curia
Al momento nessuna replica da parte della Curia agrigentina.
Prova a fornire una spiegazione don Gaetano Montana, arciprete di Palma di Montechiaro.
«Il dono della collana è un fatto privato - afferma - due persone, qualunque siano i loro nomi, sono venuti a portare un ex voto alla Madonna. La gestione del monastero è esclusiva opera del vescovo che ne rende conto, direttamente al Vaticano. La custodia di tutti i beni del monastero è compito esclusivo del vescovo che decide come e dove custodirnli».
Nel pomeriggio è poi arrivata la replica della Curia che, tramite un intervento dell’arciprete di Palma don Gaetano Montana, insieme al sindaco Stefano Castellino, ha chiarito quanto successo.
Don Gaetano ha spiegato infatti che non c’è stato nessun “sequestro nella notte” ma che invece la collana è stata portata via all’alba assieme ad altri oggetti preziosi che ornano la statua della Madonna semplicemente perché nel convento sono in corso lavori di restauro e si è voluto così mettere al sicuro i beni dal momento che diversi operai in quei giorni erano in giro per le stanze.
Secondo l’arciprete e il sindaco, la vicenda è stata strumentalizzata e i due hanno voluto smentire quanto detto dal consigliere Malluzzo, bollandolo come “falsità”.
La lettera di Dolce & Gabbana sulla custodia
In realtà a sgombrare completamente il campo da ogni mistero sarebbe una lettera della società di Dolce & Gabbana e indirizzata alla Curia i cui si precisa che la collana viene donata all’«Ente ecclesiastico monastero del Santissimo Rosario e, in custodia, a chi l’Arcidiocesi vorrà individuare e ci vorrà indicare».
La lettera chiarirebbe quindi che la donazione non era destinata personalmente alle suore né a un diverso soggetto, ma all’ente ecclesiastico del monastero, con la custodia affidata alla persona o all’istituzione individuata dall’Arcidiocesi.
In attesa di stabilire chi dovrà custodirla per ora sarebbe stata presa in consegna dal vescovo.
Dunque nessun giallo. Ma una piccola polemica di provincia che ha fatto il giro d’Italia esclusivamente per i nomi dei due protagonisti.
Il coinvolgimento del sindaco
Si schiera con la chiesa locale il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino: «Troveremo una soluzione per la custodia dell’ex voto» porgendo poi le «scuse al cardinale Montenegro».
«Il consigliere era stato avvertito via WhatsApp dal sottoscritto ma ha montato lo stesso il caso - dice il sindaco -. La Madonna del Castello ha tre manti d’oro con cui viene vestita in processione, custoditi con gli ex voto in altrettanti luoghi sacri.
Per la collana donata da Dolce & Gabbana è stato deciso di portarla temporaneamente in Curia, ma sono state fatte insinuazioni sul comportamento dell’Arcivescovo. Che si è giustamente offeso.
Così, per la prima volta nella storia, il custode sarà il primo cittadino», annuncia Castellino.
Dalla Curia al commissariato di Polizia
Finisce al commissariato di Polizia la preziosa collana donata da Dolce & Gabbana alla Madonna del Castello che si venera a Palma di Montechiaro.
Dopo giorni di polemica e di accuse, il gioiello è infatti sorvegliato dai laici poliziotti di Stato perché l'Arcivescovo, il Cardinale Francesco Montenegro, si sarebbe risentito e non ha accettato più la custodia dell'ex voto offerto dai due stilisti internazionali.
Ma cosa è accaduto?
Solo che a Palma di Montechiaro non esiste una cassetta di sicurezza dove mettere la collana. Quindi?
«Per il momento ho ritenuto che il posto migliore fosse il Commissariato di Polizia».
La decisione ha trasformato il sindaco nel custode del gioiello e ha affidato temporaneamente la sicurezza della collana alle forze di polizia.
La collana durante la processione
Domenica la collana era regolarmente al collo della Madonna in processione, con il sindaco-custode che, per la prima volta dopo 400 anni, era addirittura tra coloro che hanno portato a spalla il simulacro.
La presenza del gioiello durante la processione ha mostrato che il trasferimento temporaneo della custodia non ne aveva modificato la destinazione votiva né il legame con la statua della Madonna del Castello.
Ora non resta che attendere la svolta definitiva.
Tutti gli altri ex voto infatti restano all’Arcidocesi per conto del monastero (che resta proprietario) mentre solo la collana di Dolce & Gabbana passa in un amen dalla custodia della Chiesa a quella del primo cittadino.
E - si spera al più presto - dal Commissariato al caveau di una banca.
Almeno fino alla prossima domenica in Albis.
Il rapporto con la gioielleria Dolce & Gabbana
La collana donata alla Madonna si inserisce nel rapporto tra Dolce & Gabbana e la tradizione della gioielleria italiana, ma non va confusa automaticamente con una delle collezioni commerciali di Fine Jewelry del marchio.
Un omaggio alla gioielleria firmata Dolce&Gabbana. Dall’eleganza sacra di Devotion alle tonalità vibranti di Rainbow, ogni pezzo racconta una storia unica, intrecciando insieme tradizione, stile e innovazione.
La collezione Devotion
Il Cuore Sacro si erge come simbolo eterno di pura devozione e amore, un sentimento abilmente tradotto nella Collezione Dolce&Gabbana Fine Jewelry Devotion che comprende cinque meravigliose creazioni, tra cui collane, braccialetti, anelli e orecchini pendenti.
Realizzati in oro giallo 18 carati, adornati con decorazioni ispirate al Barocco e perle delicate, ogni pezzo bilancia magnificamente l’opulenza con l’eleganza.
Le lavorazioni meticolose, come gli archi e i diamanti che incorniciano il logo DG all’interno del Cuore Sacro, confermano l’essenza del brand.
Un omaggio alla ricca storia, all’arte e alla cultura dell’isola siciliana.
La collezione Rainbow
La Collezione Fine Jewelry Rainbow Dolce&Gabbana fonde senza soluzione di continuità la migliore tradizione orafa italiana con le tonalità vibranti dell’arcobaleno.
Utilizzando pietre naturali dal topazio alla rodolite, dalla tormalina al quarzo citrino, alla kunzite, la collezione racconta una storia italiana di ricercata maestria artigianale e raffinata oreficeria.
Impiegando l’arte del filo ritorto, tecnica rappresentativa della filigrana, la collezione presenta braccialetti e collane, in oro giallo 18 carati alternato a piccoli loghi DG, illuminati dalle sfumature di blu, viola, verde acqua e giallo.
Altri pezzi come gli anelli con delicati ciondoli pendenti, orecchini classici o composti in modo unico, bracciali e collane decorati con perle d’acqua dolce, offrono un tocco di eleganza gioiosa e colorata.
Le collezioni DNA e Croci
Svela l’essenza dell’eleganza la collezione DNA, in cui convergono nero, bianco e croci iconiche.
La collezione è arricchita dalla presenza sorprendente di questi elementi, offrendo una fusione unica tra tradizione e innovazione.
Dagli zaffiri neri alle rose di giada agli splendidi ricci barocchi ispirati all’era Borbonica, questa collezione incarna il DNA del marchio, la dedizione e la passione per le tradizioni orafe italiane.
La croce. Spesso presente nelle collezioni Dolce&Gabbana Fine Jewelry, rappresenta una fusione tra simbolismo sacro ed eleganza contemporanea.
Numerose creazioni racchiudono, infatti, croci sofisticate testimoniando l’impegno del marchio a ridefinire gli elementi classici della gioielleria.
Sia che dondoli elegantemente da una collana o che orni delicatamente un braccialetto, la croce Dolce&Gabbana offre un tocco inconfondibile di stile a tutte le collezioni.
Nel mondo di Dolce&Gabbana Fine Jewelry le possibilità di esprimere uno stile unico sono tanto illimitate quanto l’arte che dà vita ad ogni pezzo.
Ogni creazione, quindi, diventa un linguaggio attraverso il quale è possibile esprimere la propria individualità con un tocco di eleganza senza tempo.