Anno liturgico B: il Vangelo di Marco nelle domeniche

Nell’Anno liturgico B il Vangelo principale delle domeniche è quello secondo Marco. Il ciclo festivo della Chiesa è articolato in tre anni, A, B e C: durante l’Anno A viene proposto soprattutto Matteo, durante l’Anno B Marco, mentre l’Anno C conosce il mistero salvifico attraverso il Vangelo di Luca.

La lettura domenicale dell’Anno B non presenta soltanto una successione di episodi evangelici, ma accompagna l’assemblea in un itinerario di conoscenza, ascolto e sequela di Gesù. La Liturgia della Parola mette in relazione il Vangelo con una prima lettura dell’Antico Testamento, il Salmo responsoriale e una seconda lettura tratta dalle lettere apostoliche.

Che cos’è l’Anno liturgico

L’Anno Liturgico è, allora, il ciclo temporale con il quale la Chiesa celebra nel corso di un anno tutto il Mistero del SIGNORE GESÙ CRISTO, presentandone la vita, l’insegnamento e rendendo attuali le sue azioni verso la salvezza di tutti gli uomini. L’immagine più felice per descrivere l’anno liturgico è quella presente negli antichi libri liturgici: un cerchio, un anello di 365 giorni, un giro compiuto annualmente attorno a Cristo, sole di verità e di Santità.

In questo ciclo di giorni la Chiesa ha distribuito la memoria dell’opera di salvezza del suo Signore, dalla nascita alla vita pubblica, alla passione e morte, alla Risurrezione fino alla gloria in attesa della sua venuta finale. E ogni anno ripercorre l’itinerario del suo Signore per meglio conoscerlo, contemplarlo, riviverne i momenti più importanti, partecipare alla sua opera di salvezza, in attesa di incontrarlo nella Gloria.

Nella celebrazione di questo ciclo annuale dei misteri di Cristo, la santa Chiesa venera con particolare amore la beata Vergine Maria, madre di Dio, congiunta indissolubilmente con l’opera della salvezza del Figlio suo: in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa desidera e spera di essere nella sua interezza.

La Chiesa ha inserito nel corso dell’anno anche la memoria dei martiri e degli altri santi che, giunti alla perfezione con l’aiuto della multiforme grazia di Dio e già in possesso della salvezza eterna, in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi. Nel giorno natalizio dei santi, infatti, la Chiesa proclama il mistero pasquale realizzato in essi, che hanno sofferto con Cristo e con lui sono glorificati; propone ai fedeli i loro esempi che attraggono tutti al Padre per mezzo di Cristo; e implora per i loro meriti i benefici di Dio.

La domenica, fondamento dell’Anno liturgico

Il fondamento e il nucleo di tutto l’anno liturgico è la domenica. Questa giornata possiamo chiamarla veramente la “pasqua della settimana”, in cui si fa memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù, in cui il Signore passa nella nostra vita per trasformarla, rinnovarla, ricrearla.

Ogni Domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore Risorto, la Chiesa si riunisce in assemblea attorno alla mensa della parola e del corpo e sangue di Cristo per fare memoria e partecipare nella gioia e nell’azione di grazie alla vittoria del suo Signore, prendendo coscienza di essere la comunità dei credenti e risorti in Cristo.

Per questo la domenica è il giorno del Signore, il giorno dell’Eucaristia, in cui la Chiesa si riunisce in assemblea attorno alla mensa della parola e del corpo e sangue di Cristo per fare memoria e partecipare nella gioia e nell’azione di grazie alla vittoria del suo Signore, prendendo coscienza di essere la comunità dei credenti e risorti in Cristo.

La struttura dell’Anno liturgico

L’anno liturgico si compone di 52 settimane, come l’anno civile, però con un’impostazione particolare, perché “liturgico”, cioè basato sulla liturgia, la preghiera ufficiale della Chiesa, che attraverso le diverse celebrazioni, attualizza e comunica l’opera di salvezza del suo Signore.

L’anno liturgico non si compone propriamente di mesi ma di settimane, scandite dalla domenica, e di tempi, cioè di gruppi di domeniche che dispongono alla preparazione o sviluppano la solennità della Pasqua e del Natale.

Centro dell’anno liturgico è il Triduo pasquale del Signore crocifisso sepolto e risorto, che culmina nella Domenica di Pasqua. Tutte le domeniche la fanno rivivere come Pasqua della settimana.

  • Tempo di Avvento;
  • Tempo di Natale;
  • Tempo Ordinario;
  • Tempo di Quaresima;
  • Tempo di Pasqua.

Il Tempo di Avvento prepara al Natale e comprende 4 settimane. Il Tempo di Natale celebra l’incarnazione del Figlio di Dio e si conclude con la festa del Battesimo del Signore.

Il Tempo Ordinario si divide in due parti; la prima inizia con il lunedì della prima Settimana, e continua per 5-9 settimane, fino alla Quaresima. Il lunedì dopo Pentecoste riprende il tempo ordinario e si prolunga fino alla 34^ domenica, solennità di Cristo Re dell’universo.

La Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri, quaranta giorni prima della Pasqua, e continua per 5 settimane, fino alla Settimana Santa. La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme e ha il suo culmine nel Triduo Pasquale.

Il Tempo di Pasqua comprende 7 settimane e si conclude con la domenica di Pentecoste. La Veglia Pasquale celebra il trionfo di Cristo sulla morte. La Pentecoste, celebrata al cinquantesimo giorno dalla Pasqua, celebra il dono dello Spirito Santo che fa uscire la Chiesa dal Cenacolo e dà il coraggio di annunciare la Risurrezione di Gesù.

Tempo liturgicoCaratteristica principaleColore liturgico
AvventoPreparazione al Natale e attesa del SalvatoreViola
NataleIncarnazione del Figlio di DioBianco
Tempo OrdinarioAscolto dei racconti e degli insegnamenti dei VangeliVerde
QuaresimaConversione e preparazione alla PasquaViola
Tempo PasqualeRisurrezione, Ascensione e PentecosteBianco; rosso a Pentecoste

Il ciclo triennale delle letture domenicali

La Chiesa, per favorire una più ampia visione del mistero salvifico, denomina un ciclo di tre anni: Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo per quanto riguarda le letture festive, Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C, aventi ciascuno di essi una peculiare fisionomia.

Per consentire una più approfondita proclamazione dei testi biblici, le Letture della Messa sono organizzate in tre cicli domenicali, chiamati rispettivamente Anno A, Anno B, Anno C, e in due cicli feriali, per l’Anno dispari e l’Anno pari.

Anno liturgicoVangelo principaleCaratteristica prevalente
Anno AMatteoGrandi insegnamenti di Gesù e linguaggio didattico
Anno BMarcoNarrazione concisa, fatti e miracoli di Gesù
Anno CLucaMisericordia, poveri, donne ed esclusi

Nell’Anno A ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo è l’evangelista San Matteo; durante l’Anno B è San Marco, mentre l’Anno C conosce il mistero salvifico attraverso il Vangelo di San Luca.

Il Vangelo di Giovanni, che a più riprese compare pressoché nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore. Il Vangelo di Giovanni viene letto nel Tempo di Natale, in Quaresima e nel Tempo di Pasqua.

San Giovanni si legge nel Lezionario festivo dell’Anno B durante l’estate, con il cap., e in quello dell’Anno A delle domeniche terza, quarta e quinta di Quaresima, dove si leggono le tre pericopi più marcatamente battesimali: la Pericope della Samaritana, il cieco nato, la risurrezione di Lazzaro.

Perché l’Anno B è dedicato a Marco

Come spiega la General Introduction to the Lectionary LGI, in accordo con l’OLM, “ogni anno è identificato con una lettera A, B o C” e il criterio che distingue i vari anni è “basato … sul Vangelo sinottico principale” per il tempo ordinario.

In altre parole, l’anno A privilegia il Vangelo di Matteo, l’anno B Marco, l’anno C Luca. Il Vangelo di Giovanni, invece, viene distribuito nei momenti liturgici più solenni come Pasqua, Quaresima e altre grandi feste.

Questa scelta è spiegata anche come strumento per garantire una più ampia e variegata proclamazione dei Vangeli sinottici. In pratica, ogni domenica si ascolta un brano dall’Antico Testamento, il Salmo responsoriale, una Lettera apostolica e il Vangelo, creando un percorso integrato tra testi antichi e nuovi, permettendo all’assemblea di comprendere come tutto parli di Dio e della sua opera salvifica.

Il Vangelo di Marco nelle domeniche

La Liturgia della Parola nel tempo ordinario ha la sua centralità nel brano del Vangelo proposto. In quest’anno, denominato “Anno B”, i brani annunciati sono dell’evangelista Marco.

Viene proposta, di domenica in domenica, una lettura semicontinua. La lettura semicontinua permette di seguire progressivamente il racconto evangelico e di cogliere lo sviluppo della missione di Gesù, dei suoi gesti, dei suoi insegnamenti e della risposta dei discepoli.

In relazione al brano del Vangelo è stato scelto, come prima lettura, un brano dell’Antico Testamento. È un collegamento colto dal compilatore e che viene richiamato dal titoletto dato al brano stesso, riportato dal Lezionario, ma non letto nella proclamazione della lettura.

Si evidenzia con questa scelta il legame tra i due Testamenti: l’anticipo e l’annuncio nell’Antico, la piena realizzazione, in Cristo Gesù, nel Nuovo.

È ormai noto come la seconda lettura di queste domeniche è presa dalle lettere dell’apostolo Paolo e dell’apostolo Giacomo, senza alcun collegamento, se non occasionale, con le altre due letture.

La progressione delle seconde letture nell’Anno B

Nell’anno B, con lettura semicontinua saranno proclamati brani con la seguente progressione: prima ai Corinti, capitoli 6-11, seconda ai Corinti, agli Efesini, lettera di Giacomo, lettera agli Ebrei, capitoli 2-10.

  • Prima lettera ai Corinti, capitoli 6-11;
  • Seconda lettera ai Corinti;
  • Lettera agli Efesini;
  • Lettera di Giacomo;
  • Lettera agli Ebrei, capitoli 2-10.

Le letture domenicali, dunque, seguono due movimenti complementari: il Vangelo di Marco conduce l’assemblea nella vicenda di Gesù, mentre la seconda lettura propone un itinerario autonomo attraverso le lettere apostoliche.

Le caratteristiche del Vangelo secondo Marco

Marco ha uno stile narrativo più conciso e pone attenzione ai fatti e ai miracoli di Gesù. In alcuni periodi dell’anno vengono inseriti brani di Giovanni per completare la narrazione.

Il Vangelo di Marco accompagna il lettore attraverso una narrazione essenziale e dinamica della vita pubblica di Gesù. Il racconto evangelico mette in risalto la forza della sua parola, l’autorità dei suoi gesti, la guarigione dei malati, la liberazione dal male e la formazione dei discepoli.

La lettura domenicale dell’Anno B invita a seguire Gesù non soltanto come ascoltatori, ma come discepoli e discepole alla sua sequela. Chiediamo a Cristo, protagonista principale, centro dell’anno liturgico, di continuare a rivelarci la sua Parola e di illuminare la nostra vita cristiana di discepoli e discepole alla sua sequela perché, attraverso le azioni liturgiche, riusciamo a rendere presente e a comunicare il dono della salvezza che continua ancora oggi a compiersi in noi.

Il Lezionario e il percorso biblico dell’Anno B

Il Lezionario della Messa, “Ordo Lectionum Missae” OLM, è un’opera teologicamente e pedagogicamente costruita, come emerge con chiarezza dalle “Praenotanda” OLM che accompagnano il testo ufficiale, ossia le note introduttive che spiegano i princìpi, le finalità e le modalità d’uso del Lezionario.

Si tratta di un viaggio attraverso la Bibbia. Per permettere ai fedeli di ascoltare un’ampia parte della Sacra Scrittura la Chiesa cattolica ha scelto di organizzare le letture in un ciclo triennale, noto come anni A, B e C.

Questo sistema nasce dopo il Concilio Vaticano II, quando si decise che la Parola di Dio doveva avere un ruolo più centrale nella celebrazione eucaristica. Prima della riforma liturgica del Concilio, le letture erano molto limitate: ogni anno si ripetevano le stesse pericopi, e i fedeli ascoltavano solo una piccola parte dei Vangeli e delle Letture.

Il Concilio Vaticano II, nella costituzione Sacrosanctum Concilium, chiese “una più grande ricchezza biblica … Affinché la mensa della parola di Dio sia preparata ai fedeli con maggiore abbondanza, vengano aperti più largamente i tesori della Bibbia in modo che, in un determinato numero di anni, si legga al popolo la maggior parte della sacra Scrittura.”

Per rispondere a questo invito, fu creato l’Ordo Lectionum Missae, il Lezionario ufficiale della Chiesa, pubblicato da Paolo VI nel 1969 e aggiornato in edizioni successive.

L’obiettivo era semplice ma ambizioso: far ascoltare ai fedeli la ricchezza della Parola di Dio, organizzandola in modo che ogni lettura del giorno dialoghi con le altre, in particolare con il Vangelo.

Nelle Praenotanda si afferma che l’OLM “offre ai fedeli una panoramica di tutta la Parola di Dio in base a un criterio di armonico sviluppo”. Questo significa che le letture non sono semplicemente disposte secondo l’ordine cronologico dei libri della Bibbia, ma selezionate con un’intelligenza teologica.

Durante l’anno liturgico, specialmente nei tempi forti come Quaresima, Avvento e Pasqua, le pericopi portano gradualmente i fedeli a “rendere conto della fede che professano” e ad “approfondire la conoscenza della storia della salvezza”.

In questo senso, il Lezionario viene definito non solo come strumento liturgico, ma anche come strumento pedagogico per la catechesi, perché le letture evangeliche, del Nuovo e dell’Antico Testamento sono disposte in modo da presentare agli ascoltatori gli eventi salvifici come un continuum vivo, per conoscere la storia della salvezza, cogliere il senso dei Vangeli e rafforzare la fede.

Il rapporto tra Vangelo, Antico Testamento e lettere apostoliche

La struttura delle letture domenicali crea un percorso integrato tra testi antichi e nuovi. La prima lettura richiama l’Antico Testamento e stabilisce un rapporto con il brano evangelico; il Salmo responsoriale permette all’assemblea di rispondere alla Parola ascoltata; la seconda lettura propone un testo apostolico; il Vangelo costituisce il centro della proclamazione.

La prima lettura è scelta in relazione al Vangelo e mette in evidenza il legame tra i due Testamenti: l’anticipo e l’annuncio nell’Antico, la piena realizzazione, in Cristo Gesù, nel Nuovo.

La seconda lettura segue invece un percorso proprio. Nell’Anno B, con lettura semicontinua saranno proclamati brani con la seguente progressione: prima ai Corinti, capitoli 6-11, seconda ai Corinti, agli Efesini, lettera di Giacomo, lettera agli Ebrei, capitoli 2-10.

La disposizione delle letture consente all’assemblea di comprendere come tutto parli di Dio e della sua opera salvifica. Il Vangelo di Marco è quindi ascoltato all’interno di una trama biblica più ampia, nella quale la storia della salvezza collega promessa, compimento e vita della Chiesa.

Il Tempo Ordinario e la lettura di Marco

Concluso il tempo di Natale, il calendario liturgico della Chiesa cattolica di rito romano-latino indica alle comunità e ai singoli il periodo denominato, con indicazione latina, “Per annum”, tradotto con la espressione “Tempo ordinario”.

Il valore di questo tempo liturgico è dato dal fatto che non viene celebrato un evento particolare del mistero di Cristo, ma viene celebrato tale mistero nella sua globalità.

La rilevante sottolineatura dei “Tempi forti” - Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua - fa considerare, talora, questo periodo come meno significativo e di poca rilevanza. L’anno liturgico ha invece il suo significato pieno nella celebrazione, nel corso di un anno, dell’intero mistero di Cristo e dell’opera della salvezza.

Il tempo ordinario propone, specie nelle domeniche, questa attualizzazione della Pasqua, nell’oggi delle comunità e dei singoli. È il tempo più lungo durante il quale la lettura del Vangelo ci guida a cogliere il mistero di Cristo nella sua globalità: Gesù vive la quotidianità, compie gesti, si inserisce nella vita ordinaria.

La salvezza entra nell’ordinario dell’uomo, lo straordinario di Dio entra nell’ordinario dell’uomo. Abbiamo l’occasione di ascoltare ogni giorno il Signore e celebrare nel quotidiano il mistero della salvezza.

Il periodo dell’anno liturgico che porta questo nome è molto esteso comprendendo ben 34 domeniche e relative settimane, con i singoli giorni feriali. Una prima parte di questo tempo liturgico inizia nella settimana dopo la festa del Battesimo del Signore e termina il mercoledì delle Ceneri.

La ripresa del tempo ordinario avviene il giorno seguente la domenica di Pentecoste. Dopo le due domeniche dedicate alla Santissima Trinità e del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, si riprende con la decima domenica.

La lunga sequenza si conclude con la 34a domenica, nella quale si celebra la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Con l’ultima settimana si conclude l’Anno Liturgico.

Il Vangelo di Marco nei tempi liturgici

Il Vangelo di Marco è il Vangelo principale dell’Anno B soprattutto nelle domeniche del Tempo Ordinario. Nei tempi forti, invece, la selezione delle letture risponde alla celebrazione dei misteri dell’Avvento, del Natale, della Quaresima, della Pasqua e della Pentecoste.

Tempo di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua: nelle domeniche vengono proposte tre letture seguendo il ciclo triennale A, B, C. Nei giorni feriali si fanno due letture sempre con unico schema.

Nel Tempo Ordinario, nelle domeniche si fanno tre letture seguendo il ciclo triennale: l’Anno A è caratterizzato dalla lettura del Vangelo di Matteo; l’Anno B è caratterizzato dalla lettura del Vangelo di Marco; l’Anno C è caratterizzato dalla lettura del Vangelo di Luca.

Il Vangelo di Giovanni viene letto nei tre anni durante il Tempo di Pasqua. Nei giorni feriali la prima lettura segue il ciclo biennale, Anno dispari e Anno pari, mentre il Vangelo segue sempre un unico schema.

Il Tempo feriale nell’Anno B

Per i giorni feriali delle settimane del Tempo Ordinario la struttura della Liturgia della Parola di Dio nelle Messe è data da una prima lettura e da un brano del Vangelo.

La prima lettura propone, alternativamente, periodi con la proclamazione di libri di uno dei due Testamenti. Il legame tra Vangelo e prima lettura è solo occasionale e non cercato dal compilatore.

I brani del Vangelo proclamati sono dei tre evangelisti sinottici, con lettura semicontinua, nell’ordine: Marco, Matteo e Luca. A ognuno di loro sono dedicate una decina di settimane.

Nel ciclo feriale la lettura evangelica è la stessa tutti gli anni, mentre varia la prima lettura, tratta normalmente dall’Antico Testamento e dagli Atti degli Apostoli nel Tempo Pasquale.

I colori liturgici dell’Anno B

L’anno liturgico ha i suoi colori che spiegano e orientano nel tempo che si sta vivendo. Possiamo dire che sono i segnali che fanno subito capire l’itinerario particolare che si sta percorrendo o la festa che si sta celebrando.

La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana lungo il corso dell’anno liturgico.

Il colore verde è caratteristico del tempo ordinario e lo richiama nei paramenti dei ministri sacri, nel drappo del leggio all’ambone e nella tendina del tabernacolo. Il verde esprime speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante.

  • Il colore viola indica penitenza, conversione, attesa e suffragio; si usa nei tempi di Avvento e di Quaresima e nella liturgia dei defunti.
  • Il colore bianco significa risurrezione, purezza e gioia; si usa nel tempo di Natale e nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei Santi non Martiri.
  • Il colore verde esprime speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante; si usa nel tempo ordinario.
  • Il colore rosso indica amore e martirio; si usa la domenica delle Palme, il venerdì Santo, la domenica di Pentecoste e nelle celebrazioni dei santi martiri.
  • Il colore oro significa regalità e si può usare per sottolineare l’importanza di alcune Solennità.

Vi sono due colori che vengono usati raramente: il colore rosaceo, che si può usare la III domenica di Avvento e la IV di Quaresima, e il colore azzurro, che richiama il cielo e si può usare nelle celebrazioni che riguardano la Vergine Maria.

Come vivere l’Anno liturgico B

L’anno liturgico è un vero e proprio cammino di salvezza, perché la Chiesa rende presente il mistero della Redenzione con la sua pienezza di grazia. L’anno liturgico, quindi, è un anno di grazia: il cristiano è chiamato a meditare la Parola e la vita di Gesù e a confrontare con esse la propria vita convertendosi.

La conversione non è un evento che accade una volta per tutte; è una scelta che deve rinnovarsi ogni giorno perché tutti siamo chiamati alla santità.

Dunque, possiamo dire che l’anno liturgico è l’anno del cristiano, durante il quale siamo invitati a prendere, ogni giorno di più, coscienza delle meraviglie che Dio opera tra noi, rendendo attuale, nel nostro oggi, la storia della salvezza che Dio ha operato in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo.

Il tempo Ordinario è, così, il tempo della speranza, dell’ascolto e della testimonianza nella vita quotidiana. L’ascolto domenicale del Vangelo di Marco diventa un’occasione per riconoscere la presenza del Signore nella vita concreta, lasciando che la sua Parola dia forma nuova a tutti gli aspetti della vita personale e comunitaria.

Nel Tempo Ordinario la Chiesa ascolta tutti i racconti e gli insegnamenti dei Vangeli. Il fedele cresce nel discepolato di Gesù, lasciando che la sua Parola dia forma nuova a tutti gli aspetti della vita personale e comunitaria.

Chiediamo a Cristo, protagonista principale, centro dell’anno liturgico, di continuare a rivelarci la sua Parola e di illuminare la nostra vita cristiana di discepoli e discepole alla sua sequela perché, attraverso le azioni liturgiche, riusciamo a rendere presente e a comunicare il dono della salvezza che continua ancora oggi a compiersi in noi.

Lezionario domenicale Anno B

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