Anno del Basilisco: mito, origini e trasformazioni del Re dei serpenti

Il basilisco è una creatura mitologica antichissima, conosciuta come il Re dei serpenti e famosa per la capacità di uccidere con il solo sguardo e di trasformare gli esseri viventi in pietra. La sua leggenda risale almeno a 2000 anni fa e, attraverso i secoli, il basilisco ha assunto forme diverse: piccolo serpente, gallo alato, creatura ibrida o gigantesco mostro fantasy.

Il suo “anno” non indica un periodo storico unico, ma il lungo percorso con cui questa figura è passata dai bestiari antichi alla letteratura, dall’araldica al teatro, dai videogiochi alla cultura popolare. Oggi il basilisco può essere rappresentato non soltanto come simbolo del male, ma anche come creatura prigioniera della propria natura, capace di cambiare attraverso la conoscenza, il coraggio e l’incontro.

Che cos’è il basilisco

Il basilisco è una delle creature più celebri dei vari bestiari sparsi per il mondo, e non per caso: il Re dei serpenti, così viene spesso citato, è dotato di capacità terrificanti come il poter uccidere con il solo sguardo e fare terra bruciata di tutto ciò che lo circonda. Ma non pensate sia un’invenzione moderna del mondo fantasy: le sue tracce sono antichissime, essendo che già una figura come Plinio il Vecchio (vissuto nel I secolo d.C.) ne parla a più riprese nei suoi scritti descrivendolo come la più pericolosa di tutte le creature.

Il basilisco in realtà è un animale che esiste davvero, un piccolo rettile che vive specialmente nelle zone tropicali il cui nome scientifico è Basiliscus plumifrons (basilisco piumato) che potete immaginare come una sorta di parente dell’iguana ma più piccolo e affusolato ed ovviamente non ha alcun potere pietrificante. Oggi siamo qui però per approfondire il suo lato più mitologico, che lo ha portato a diventare uno degli esseri più temuti della storia dell’uomo e protagonista di moltissime leggende nel corso dei secoli che lo hanno reso poi un caposaldo della cultura popolare di stampo fantasy.

Illustrazione del basilisco mitologico

Le tracce letterarie del basilisco

Come vi abbiamo già menzionato la storia del Basilisco ha tracce antichissime e risale a 2000 anni fa, trovando come capostipite Plinio il Vecchio e a seguire Gaio Giulio Solino circa un paio di secoli più tardi. Sono comunque tantissime le opere e gli autori a menzionare questa mortale creatura, descritta di volta in volta in maniera differente: tra i tanti possiamo menzionare il poeta Lucano, il teologo ed arcivescovo Isidoro di Siviglia e persino il Santo cattolico Beda il Venerabile.

Il Basilisco compare persino in un salmo della Bibbia e nel bestiario di Leonardo Da Vinci (che pone particolare accento sulla sua malvagità) ed anche negli scritti di Voltaire. Da ultimo, come probabilmente quasi tutti voi ricorderete, ha un ruolo fondamentale in Harry Potter e la Camera dei Segreti dove viene ritratto come un gigantesco serpente originariamente controllato da Salazar Serpeverde.

Insomma, questa creatura maligna e mortale accompagna passo per passo la storia dell’umanità, venendo costantemente rinnovata senza tuttavia perdere il proprio fascino.

Le caratteristiche del basilisco

Ma com’è fatto un basilisco? Questa è una domanda a cui è molto difficile dare una risposta precisa, ma non per mancanza di informazioni: la verità anzi è che ce se sono persino troppe. Il Re dei serpenti infatti, a dispetto del nome, viene solo a volte ritratto come uno di essi mutando continuamente aspetto a seconda dell’autore di riferimento.

Le prime descrizioni vogliono il basilisco come un effettivo serpente di piccole dimensioni, lungo non più di 20 centimetri e capace di uccidere con il solo sguardo. Solitamente vive in un deserto creato da lui stesso per via della capacità di ridurre in cenere qualsiasi cosa con cui entri in contatto, per cui anche le piante o la natura che lo circonda.

Andando avanti nella storia però l’iconografia del basilisco muta notevolmente e la creatura finisce col venire rappresentata come una sorta di gallo con grandi ali e zampe squamate o una specie di chimera metà serpe e metà gallo; anche i suoi poteri hanno subito diversi upgrade, come ad esempio la capacità di sputare fiamme.

Le principali forme del basilisco

FormaCaratteristiche
SerpentePiccolo serpente lungo non più di 20 centimetri, capace di uccidere con il solo sguardo.
Gallo alatoCreatura con grandi ali e zampe squamate.
ChimeraEssere ibrido metà serpe e metà gallo.
Mostro fantasyGigantesco serpente dotato di poteri soprannaturali.

I poteri del Re dei serpenti

Il potere più famoso del basilisco è lo sguardo mortale, capace di uccidere le creature viventi o di trasformarle in pietra. Nei racconti più antichi la creatura può inoltre distruggere ciò che la circonda e creare un ambiente sterile e desolato.

Il suo potere genera paura e sconcerto perché gli abitanti non sanno come cacciarlo e sono incapaci di difendersi da questa magia. In alcune versioni il basilisco può ridurre in cenere qualsiasi cosa con cui entri in contatto, mentre nelle rappresentazioni successive gli vengono attribuite anche caratteristiche aggiuntive, come la capacità di sputare fiamme.

Come nasce e come muore un basilisco

Anche il modo in cui viene al mondo il basilisco e i modi per ucciderlo sono diversi e disparati, tutti senz’altro molto fantasiosi: il più noto è che nasca da un uovo perfettamente sferico deposto da un gallo anziano e successivamente covato da un rettile o da un rospo per 9 anni in nidi particolari.

Il Basilisco ha solo due nemici mortali: le donnole, che possono ucciderlo mordendolo e sacrificando la loro stessa vita o i galli, il cui canto è fatale per la creatura. Esiste anche un terzo modo per sconfiggere un basilico, per quanto impervio e rischioso, che consiste nel farlo specchiare: sarà il suo stesso sguardo a ridurlo in cenere.

Nemici e metodi per sconfiggerlo

  • La donnola: può uccidere il basilisco mordendolo e sacrificando la propria vita.
  • Il gallo: il suo canto è fatale per la creatura.
  • Lo specchio: il basilisco può essere sconfitto riflettendo il suo sguardo contro di lui.
Specchio contro lo sguardo del basilisco

Il basilisco nei bestiari e nella cultura popolare

Il basilisco, per quanto pericoloso e letale, ha sempre affascinato molto l’uomo tanto da renderlo presente in diversi ambiti come i media ma anche l’araldica: questa creatura è infatti il simbolo della città di Basilea ma anche di alcune località italiane come Sernatia, Belluno, Melfi, Teana e Venosa.

Inoltre questo essere mitologico ha un ruolo spesso fondamentale in molti libri, film e videogiochi a carattere fantasy: in questa categoria possiamo citare ad esempio la celebre saga di God of War (ed in particolare il capitolo Chain of Olympus) o il blockbuster videoludico Final Fantasy. Per finire non possiamo non menzionare un famosi gioco di ruolo come Dungeons & Dragons, dove il basilisco è una figura più che ricorrente.

Da ultimo, come probabilmente quasi tutti voi ricorderete, ha un ruolo fondamentale in Harry Potter e la Camera dei Segreti dove viene ritratto come un gigantesco serpente originariamente controllato da Salazar Serpeverde.

Il basilisco come simbolo del mostro

L’uomo ha bisogno di costruire e combattere mostri che racchiudano in sé il male e i difetti del mondo, e questo spettacolo nasce con la creazione, il rito magico che fa nascere un basilisco.

L’uomo crea e combatte mostri per rappresentare il male nel mondo, uno di questi è il Basilisco, creatura mitologica con poteri soprannaturali, conosciuta anche come il Re dei Serpenti, che trasforma gli esseri viventi in pietra.

Questa interpretazione sposta l’attenzione dalla semplice paura verso il significato simbolico della creatura. Il basilisco diventa la rappresentazione di ciò che gli uomini considerano diverso, pericoloso o inadatto alla vita comune.

La leggenda del Basilisco a teatro

La leggenda del Basilisco del Teatro del Buratto è uno spettacolo avvolgente e poetico, pensato per i più piccoli, che intreccia teatro, mito e magia. Tra streghe, incantesimi e il temuto Re dei serpenti, i bambini saranno trasportati in un viaggio emozionante dove paura e coraggio si incontrano.

Un piccolo eroe e un terribile basilisco ci insegneranno che, a volte, basta guardare oltre le apparenze per scoprire che ogni creatura nasconde una possibilità di cambiamento. Lo spettacolo è consigliato dai 4 anni e ha una durata di 50 minuti.

Un abito storia che racconta un mito. Una grande gonna che contiene in sé tutti gli elementi di questa storia. Una montagna di stoffa rossa in cui una narratrice racconta di una strega e del suo basilisco.

Al centro della scena una grande gonna che contiene in sé tutti gli elementi della storia. Una montagna di stoffa rossa in cui una narratrice racconta di una strega e del suo basilisco.

Scenografia teatrale con gonna rossa

La trama dello spettacolo

La nostra storia comincia con l’arrivo del Basilisco in un villaggio tranquillo, dove il suo potere semina paura tra gli abitanti, che si chiudono in casa. Nei secoli molte leggende lo hanno descritto come spaventoso e mortale.

Attingendo da alcune di queste, la nostra storia inizia con l’arrivo del Basilisco in un tranquillo villaggio, il suo potere genera paura e sconcerto, gli abitanti che non sanno come cacciarlo, incapaci di difendersi da questa magia, si chiudono in casa spaventati.

Ma questa creatura è davvero un mostro o forse è solo incapace di cambiare la sua natura? Forse inconsapevole di come gestire il suo potere ne è imprigionato.

Soltanto dall’incontro-scontro con un piccolo eroe inconsapevole, attraverso il suo incauto coraggio e la sua dolcezza si darà al Basilisco la possibilità di una soluzione, in questo caso di un antidoto magico, uno stratagemma per non fare morire nessuno, né il mostro, né il villaggio.

Solo grazie all’incontro con un piccolo eroe, che mostra coraggio e dolcezza, il Basilisco avrà la possibilità di trovare una soluzione, un antidoto magico per salvare sia il mostro che il villaggio.

Attraverso la conoscenza, il coraggio, l’incontro e anche un pizzico di magia, troviamo una nuova soluzione ad una vecchia leggenda.

Una creatura diversa dagli altri mostri

“Vi vedo, tutte le creature che gli uomini chiamano mostri. Creature mostruose? mostruose?… chi sono mai? Sono coloro che non possono essere salvati, che sono di una forma non adatta a questo mondo, ma se per una volta fossero loro gli eroi, incauti goffi involontari salvatori di loro stessi.”

La domanda centrale dello spettacolo è se il basilisco sia davvero un mostro oppure una creatura incapace di cambiare la propria natura. La sua pericolosità non viene cancellata, ma viene osservata attraverso la possibilità di comprenderne la condizione e di trovare una soluzione che non richieda la morte del mostro o del villaggio.

Linguaggio scenico e produzione

La leggenda del Basilisco è un progetto di Emanuela Dall’Aglio con Emanuela Dall’Aglio e Riccardo Paltenghi, con regia di Emanuela Dall’Aglio, paesaggi sonori e luci di Mirto Baliani e costruzioni di Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Riccardo Paltenghi e Caterina Berta.

Allo spettacolo partecipa come assistente alla regia Beatrice Masala. La produzione è una coproduzione Teatro del Buratto, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia.

La messinscena unisce narrazione e teatro di figura, concentrando streghe, paesi arroccati sulle montagne, personaggi e creature fantastiche nello spazio di una gonna. Il risultato è un mondo fantastico costruito attraverso stoffa, corpo, luce, suono e movimento.

Per aver ricreato con grande sapienza, con l’aiuto di Riccardo Paltenghi e i paesaggi sonori e le luci di Mirto Baliani, un mondo fantastico nello spazio di una gonna: streghe e paesi arroccati sulle montagne, personaggi che si muovono con grande sapienza compositiva ed emozionale e un bambino curioso, che troverà la chiave della possibile convivenza con una creatura che in fondo così mostruosa forse non è.

Informazioni essenziali

ElementoInformazione
TitoloLa leggenda del Basilisco
GenereTeatro di figura e narrazione
Età consigliataDai 4 anni
Durata50 minuti
InterpretiEmanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi
RegiaEmanuela Dall’Aglio
ProduzioneTeatro del Buratto; CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

Il Teatro del Buratto

Il Teatro del Buratto, fondato nel 1975 a Milano, è un centro di produzione teatrale che unisce teatro d’attore, teatro d’animazione e teatro su nero, con una forte attenzione alla ricerca visiva, musicale e scenografica.

Le sue produzioni, rivolte a bambini, adolescenti e adulti, spaziano da classici rivisitati a nuove drammaturgie e affrontano anche temi sociali contemporanei. Attivo a livello nazionale e internazionale, il Buratto è riconosciuto dal Ministero della Cultura come Centro di Produzione Teatrale e gestisce il Teatro Bruno Munari e il Teatro Verdi a Milano.

Oltre alla produzione, promuove ospitalità, formazione, laboratori, festival come IF Festival e Segnali, ed è un punto di riferimento per il teatro d’immagine e d’innovazione.

Emanuela Dall’Aglio

Emanuela Dall’Aglio, costumista e scenografa, lavora per spettacoli, installazioni, manifestazioni teatrali, festival e teatri italiani ed esteri.

Ha ricevuto il Premio Ubu 2021 per i costumi di Naturae e il Premio della Critica 2012 per lo spettacolo Hamlice, entrambi realizzati all’interno del Carcere di Volterra dalla Compagnia della Fortezza, per cui lavora come costumista da vent’anni.

Oltre alla collaborazione con il regista Armando Punzo della Compagnia della Fortezza, Dall’Aglio ha lavorato con Francesco Micheli, Gigi Dall’Aglio, Cesare Lievi, Federico Olivetti, Michele de’ Marchi, Stefano Cenci, Rita Maffei, Michela Lucenti e Fulvio Pepe.

La sua modalità creativa ha dato forma ad alcuni laboratori di formazione per insegnanti e studenti dai 2 ai 10 anni. Da tre anni Dall’Aglio è educatrice nella scuola di Animateria, Corso di formazione sulle tecniche e i linguaggi del teatro di figura dell’Emilia-Romagna.

Il basilisco tra mito e cambiamento

La leggenda del basilisco nasce dalla paura di una creatura capace di distruggere, uccidere e pietrificare con lo sguardo. Nel tempo, però, la sua immagine è cambiata insieme alle società e alle opere che l’hanno raccontata.

Il piccolo serpente dei bestiari antichi è diventato un gallo alato, una chimera, un gigantesco mostro fantasy e infine anche un personaggio teatrale che può essere compreso. La sua storia continua così a rinnovarsi senza perdere il fascino originario.

Nel racconto teatrale, la soluzione non consiste soltanto nel combattere il Re dei serpenti, ma nel riconoscere che dietro l’apparenza mostruosa può esistere una creatura incapace di governare il proprio potere. Il coraggio del piccolo eroe non elimina la paura: la attraversa e apre la strada a una possibile convivenza.

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