La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova nel centro storico di Piteglio, sulla Montagna Pistoiese, ed è la pieve castellana costruita nel Medioevo all’interno dell’antico castello. L’edificio attuale conserva elementi della costruzione tardo-medievale, ma presenta un interno profondamente trasformato nel XVIII secolo e ulteriormente modificato nell’Ottocento.
La chiesa è a navata unica, coperta da una volta a crociera e conclusa da un’abside semicircolare. All’interno si trovano gli apparati decorativi settecenteschi, una cappella dedicata alla Madonna del Latte, dipinti di epoche diverse e un organo Agati-Tronci del 1896. Il campanile è visitabile, ma per l’accesso alla chiesa e alla torre è opportuno verificare preventivamente le modalità di apertura.
Informazioni essenziali
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Denominazione | Chiesa di Santa Maria Assunta |
| Tipologia | Pieve |
| Località | Piteglio |
| Indirizzo | Via del Campanile 3 - 51020 Piteglio (Pt) |
| Altro indirizzo indicato | Piazza della Chiesa |
| Telefono | 0573 69013 |
| Parroco | Don Ryszard Jaroslaw Sakson |
| Vicariato | Reno e della Montagna |
| Provincia | Pistoia |
| Abitanti della pieve | 520 |
| Campanile | Visitabile |
Le informazioni disponibili non riportano un calendario ordinario con giorni e orari fissi di apertura al pubblico. L’accesso può quindi dipendere dalle celebrazioni, dalle visite organizzate e dalle iniziative locali. Per conoscere gli orari aggiornati è consigliabile contattare la parrocchia al numero 0573 69013.

La storia della pieve di Piteglio
Una ressortis a Pitellio è documentata nell’Aprile 1040 (RCP, Canonica, 85), mentre il territorio della pieve è ricordato in una cartula del Dicembre 1074 (ibidem, 168). Nel secolo XII, il vescovo aveva diritti patrimoniali sopra una curtis ed il castello (RCP Vescovado, 2128, anno 1032 circa).
La pieve è riconosciuta al vescovo di Pistoia dalla bolla di Innocenzo II del 21 Dicembre 1133 (ibidem, 22) e da quelle successive (per il secolo XII: ibidem, 28, 34, 43). In un documento del secolo XII si ha la prima notizia di una presenza ecclesiastica sul territorio.
La pieve originaria era fuori del castello, verso valle, ma in epoca imprecisata, tra il XIII e il XIV secolo, ne fu costruita una nuova al centro del castello. La costruzione medievale entro il castello è ricordata nella descrizione del castrum Pitegli cum turris merlatis et berteschis cum una roccha, cum turri et ecclesia (Liber Censuum, 866, p. 498).
La pieve originaria è l’attuale “Pieve vecchia”, mentre la chiesa costruita nel borgo fortificato è l’edificio oggi dedicato a Santa Maria Assunta. La nuova sede religiosa si sviluppò in rapporto alla struttura castellana e alla cappella privata di San Martino dei Conti Guidi.
Dalla Pieve vecchia alla chiesa castellana
Una storia che ha il suo inizio lungo l’antico tracciato medievale, dove la Pieve Vecchia, poco fuori il paese, dà il benvenuto ai visitatori. Un piccolo gioiello romanico abbandonato tra il XIII e il XIV secolo a favore della più centrale chiesa castellana: eretta nell’XI secolo col nome di Pieve di Santa Maria, venne successivamente ribattezzata in Santissima Annunziata.
La pieve vecchia si trova ancora oggi fuori dell’antico castello, verso valle. Alla fine del Seicento è registrata con il titolo della “SS. Nunziata” (Chiese 1699, c. 4v). La chiesa castellana, invece, divenne il principale riferimento religioso del borgo posto nella parte più elevata dell’abitato.
La plebs S. Mariae figura negli elenchi delle decime senza nessun ente dipendente (Decime, I, 1385; II, 1511) e nei registri delle visite pastorali a partire da quella del vescovo Franchi (Visita 1384, c. 123) sotto il titolo probabilmente errato di S. Martino.
In seguito la chiesa compare negli elenchi delle decime come dipendente dalla pieve di Celle ed è quindi regolarmente registrata nei verbali delle visite pastorali a cominciare da quella del vescovo Giovanni Vivenzi del 1373. Nel Seicento la chiesa di Crespole era una delle sei chiese parrocchiali della diocesi che non dipendevano da alcuna pieve.
Sotto il vescovo Ricci, dal territorio del plebato fu scorporata l’alta valle della Liesina attribuita alla nuova parrocchia di Prunetta (Decreto 1785, c. 350v).
Trasformazioni architettoniche
La chiesa medioevale costruita entro il castello è stata radicalmente trasformata tra il Sei ed il Settecento. La chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta, di costruzione tardo-medioevale è a una navata absidata.
La chiesa è a navata unica, coperta da una volta a crociera, terminante con abside semicircolare. Gli apparati decorativi risalgono al XVIII secolo. L’interno è stato radicalmente trasformato nel XVIII secolo, epoca a cui risale il piccolo edificio della Compagnia del Rosario sul fianco destro della chiesa.
Risale al sec. XIII, ma ha subito rifacimenti all’interno nella seconda metà del Seicento e poi ancora nell’Ottocento. Le trasformazioni hanno modificato l’aspetto medievale dell’interno, introducendo una veste più ricca e articolata, legata al gusto decorativo delle epoche successive.
Oggetto di numerosi rifacimenti nel corso degli anni, oggi la chiesa ha perso il suo gusto medievale a favore di un aspetto più neo-classico.

L’esterno della chiesa
All’esterno l’edificio presenta un paramento murario a conci di pietra arenaria disposti a filaretto. Ha ben conservato esternamente l’originale paramento murario in conci di arenaria disposti a filaretti.
La facciata presenta una monumentale rampa di scale ai due lati del poggiolo sopraelevato, sulla cui piattaforma si apre il portale di accesso. Il portale è sormontato da una lunetta tardo-romanica.
Davanti all’ingresso si trova un portichetto costituito da un tetto ligneo poggiante su due colonne. In alto si aprono due finestre rettangolari. Il lato settentrionale è caratterizzato da una semplice porta architravata ed in alto da una monofora tamponata.
La facciata e il campanile della chiesa sono stati lesionati dal terremoto che il 7 giugno 1980 ha colpito la Montagna Pistoiese danneggiando vecchie abitazioni e alcuni dei monumenti più antichi.
Gli ambienti e le opere conservate
In controfacciata è presente una cantoria che ospita un organo Agati-Tronci del 1896. All’interno si trova un dipinto su tavola del cinquecento raffigurante la Madonna del Rosario, oltre ad altri dipinti di epoca più tarda.
A metà circa della navata, attraverso un arco riccamente decorato in pietra serena, si accede alla cappella della Madonna del Latte. Il culto della Madonna del Latte era già praticato nella pieve vecchia.
La reliquia del sacro liquido è conservata al centro di una grande struttura lignea sull’altare che nel passato stava normalmente dietro una tela raffigurante la “Madonna col Bambino e due santi”.
Contigua alla cappella della Madonna del latte si apre il locale della compagnia dove è conservata una “Incoronazione della Vergine” di un pittore seicentesco vicino all’ambiente fiorentino.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Struttura | Navata unica con volta a crociera e abside semicircolare |
| Muratura esterna | Conci di pietra arenaria disposti a filaretto |
| Facciata | Rampa monumentale, poggiolo sopraelevato, portale e lunetta tardo-romanica |
| Cantoria | In controfacciata |
| Organo | Agati-Tronci del 1896 |
| Cappella | Cappella della Madonna del Latte |
| Dipinto | Madonna del Rosario, dipinto su tavola del Cinquecento |
| Opera nella compagnia | Incoronazione della Vergine di un pittore seicentesco vicino all’ambiente fiorentino |
Il culto della Madonna del Latte
La nota ampolla ci conduce infine al suo odierno scrigno, al vertice del paese, la Pieve castellana dedicata a Santa Maria Assunta, frutto di un adeguamento della cappella privata di San Martino dei Conti Guidi e della torre di avvistamento.
Una cornice architettonica, le cui tele evocano il radicato culto mariano di Piteglio: la più caratteristica è senza alcun dubbio la pittura raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, del XVIII secolo, in cui il piccolo Gesù ostenta l’ampolla col Latte della Vergine.
Il passare del tempo non ha mutato molto il suo volto, se non fosse per il peculiare pulpito esterno addossato alla sua facciata, indispensabile un tempo per svolgere quel rito arcaico di benedizione della vallata, con la preziosa reliquia del Latte della Madonna.
Una cerimonia che affonda le sue origini nelle ancor più antiche rogazioni, processioni propiziatorie, di romana memoria, volte a benedire i campi.
La storia narra di un cavaliere che giunse a Piteglio con la preziosa ampolla, contenente gocce di latte; il popolo estasiato supplicò il soldato di lasciarla al paese, ma egli non volle e tentò la fuga di notte.
Venne frenato dall’improvviso e miracoloso suono delle campane, così tutti si accorsero della sua evasione; nel tumulto la boccetta cadde a terra, facendo fuoriuscire il sacro contenuto, che i piteglini raccolsero prontamente assieme ad erba e sassolini.
La storia fa comunque supporre un’origine crociata e un arrivo nel borgo grazie ai Conti Guidi, possessori del castello di Piteglio ma anche delle terre di Montevarchi, anch’esse custodi non a caso della reliquia del Sacro Latte.
Piteglio si rivela dunque custode intimo di una venerazione mariana estremamente sentita, una devozione più ancestrale del cristianesimo stesso, le cui radici nascono da culti arcaici legati alla Terra Madre, una donna fertile che nutre i suoi figli col Sacro Latte.
Santa Maria Assunta e il borgo di Piteglio
Piteglio, un luogo mistico sulle pendici della Val di Lima, narra di leggende, arte e fede dalle sue porte di accesso fino alla vetta del suo campanile.
La chiesa occupa una posizione centrale nel borgo medievale e permette di leggere il rapporto tra architettura religiosa, fortificazione e viabilità storica. La presenza della torre campanaria e della chiesa al vertice dell’abitato richiama l’antica organizzazione del castello.
In occasione della festa Saperi e Sapori di Piteglio, scoprite questo pittoresco e medievale borgo della Montagna Pistoiese con una facile passeggiata fra storia e tradizioni. Per l’occasione visiterete la torre campanaria e la Chiesa di Santa Maria Assunta.
Il programma indicava il ritrovo sabato 10 agosto alle ore 18, con durata fino alle ore 20.30. Le iniziative e le visite possono variare nel tempo, perciò è necessario verificare le date e le modalità aggiornate prima della partenza.
Campane di Maresca, fraz. di San Marcello Piteglio (PT)
Come organizzare la visita
La chiesa è raggiungibile nel centro storico di Piteglio, in corrispondenza di Via del Campanile 3 e della Piazza della Chiesa indicata per l’area dell’edificio. La posizione centrale consente di abbinare la visita alla passeggiata nel borgo medievale e all’osservazione della Pieve vecchia, situata fuori dall’abitato verso valle.
Poiché non sono indicati orari ordinari di apertura, è preferibile programmare la visita in occasione delle celebrazioni o di iniziative culturali che comprendano esplicitamente l’accesso alla chiesa e al campanile. Per le informazioni più aggiornate è possibile utilizzare il contatto telefonico della parrocchia: 0573 69013.
Il campanile è visitabile. L’accesso alla torre può tuttavia essere regolato nell’ambito di visite guidate o appuntamenti specifici, come le iniziative dedicate alla storia e alle tradizioni di Piteglio.
La Pieve vecchia
La Pieve vecchia rappresenta la sede originaria della presenza plebana di Piteglio e conserva il legame con la fase più antica della storia religiosa del territorio. La sua posizione verso valle permette di comprendere lo spostamento del principale edificio di culto dal margine dell’insediamento alla zona centrale del castello.
Un piccolo gioiello romanico abbandonato tra il XIII e il XIV secolo a favore della più centrale chiesa castellana: eretta nell’XI secolo col nome di Pieve di Santa Maria, venne successivamente ribattezzata in Santissima Annunziata.
Il culto della Madonna del Latte era già praticato nella pieve vecchia, prima che la reliquia e la devozione trovassero il loro odierno scrigno nella chiesa castellana dedicata a Santa Maria Assunta.
Riferimenti storici e bibliografici
La documentazione medievale e moderna relativa alla pieve comprende attestazioni del territorio, riferimenti ai diritti del vescovo di Pistoia, registri delle decime e verbali delle visite pastorali.
- REPETTI, IV, pp. 466-468.
- G. LENZINI, La pieve vecchia di Piteglio, Pistoia 1939.
- G. LENZINI, L’antica pieve di Piteglio, in Chiese romaniche, pp. 79-83.
- N. RAUTY, I nostri Comuni: Piteglio, in Pistoia Programma, I, 1969, n. 1, pp. 34-42.
- Patrimonio, pp. 86-88.
- Repertorio, pp. 216-218 e 230-231.
- Piteglio, in Montagna Pistoiese 1982, pp. 71-76.
- Intestazioni: Parrocchia di S. Maria Assunta in Crespole, Piteglio (Pistoia), sec. XII -, SIUSA.