Altezza del Santuario di Tindari: posizione, promontorio e panorama sui laghetti di Marinello

Il Santuario di Tindari sorge su un promontorio dei Monti Nebrodi, nella baia di Tindari, in posizione dominante sui laghetti di Marinello e sul Mar Tirreno. Il testo disponibile non indica una quota altimetrica precisa del santuario, ma descrive chiaramente la sua collocazione sopraelevata e il rapporto diretto con il promontorio che si affaccia sul mare.

Il santuario si trova sul colle soprastante la baia e il suo profilo è visibile percorrendo l’autostrada PA-ME in entrambe le direzioni, all’altezza degli svincoli dei comuni di Patti e Falcone. Dal piazzale antistante il Santuario, sarà possibile ammirare lo splendido scenario dei Laghetti di Marinello.

Sanctuario di Tindari visto dal mare

Dove si trova il Santuario di Tindari

La storia del Santuario di Tindari è un crocevia di testimonianze, leggende e pura devozione. In questo spettacolare angolo della Sicilia, che da un promontorio dei Monti Nebrodi guarda ai laghetti di Marinello e alla loro riserva naturale, si trova una delle opere d’arte più belle ed enigmatiche della cultura bizantina: la Madonna nera di Tindari.

Vi sarà sicuramente capitato di scorgere il suo profilo sontuoso percorrendo l’autostrada PA-ME in entrambe le direzioni, all’altezza degli svincoli dei comuni di Patti e Falcone, sul promontorio che si affaccia nella baia di Tindari (Marinello). Il Santuario domina il promontorio con il suo aspetto barocco, testimone della ricostruzione del XVI secolo e del successivo ampliamento postbellico.

Il santuario è rivolto a occidente e si trova in una posizione panoramica particolarmente suggestiva. Da un accesso interno è possibile godere della vista panoramica sui laghetti di Marinello.

Il rapporto tra il santuario, il colle e i laghetti di Marinello

La posizione sopraelevata è parte integrante dell’identità del luogo: il santuario sorge sul colle, mentre ai suoi piedi si estende l’arenile che forma la caratteristica sagoma attribuita alla Vergine Maria. La baia, il promontorio e i laghetti di Marinello costituiscono così un unico paesaggio, osservabile dai punti panoramici dell’area del santuario.

Secondo la tradizione, la statua della Madonna di Tindari faceva parte di un carico di una nave intenta a salvare le opere sacre dalla furia iconoclasta che imperversava in Oriente, intorno all’ottavo secolo dopo Cristo. Rimasta bloccata nella baia di Tindari, la nave non poteva ripartire a causa del mare grosso, così i marinai cominciarono a liberarla dei suoi fardelli più pesanti.

Solo quando portarono a riva la statua della Madonna nera di Tindari, il mare si calmò per permettere loro di ripartire. Da qui è nata sulla spiaggia della Madonna di Tindari la leggenda secondo cui la Vergine aveva scelto proprio questo luogo per l’edificazione di un luogo di culto a Lei dedicato.

Panorama laghetti di Marinello da Tindari

La leggenda della Madonna Nera e del promontorio

Esiste una leggenda, riferita al santuario antico, che fa parte della storia del Santuario del Tindari o della Madonna Nera: una donna aveva chiesto e ricevuto grazia dalla Madonna per la guarigione della figlia; in visita al santuario per ringraziarla, era rimasta delusa alla vista della statua, scura e con un aspetto mal definito.

Nel frattempo la bimba, rimasta incustodita, era precipitata dal promontorio finendo sull'arenile ai piedi del colle del Tindari, che si allunga verso il mare formando la sagoma che viene attribuita proprio a quella della Vergine Maria; la donna, disperata, chiese alla Madonna precedentemente screditata l’ennesima grazia, ottenendo la salvezza della piccola, recuperata da un pescatore.

Si dice che una donna, la cui figlia era molto malata, avesse fatto un lungo pellegrinaggio per chiedere la grazia alla Madonna. Ma vedendo la pelle scura della Vergine fosse rimasta delusa, e pronunciando una frase blasfema (Ho fatto tutta questa strada per vedere una più brutta di me) fosse uscita furibonda dalla chiesa.

Proprio in quel momento la bambina cadde dalle braccia della madre finendo in mare. In quel momento un lembo di sabbia formò la spiaggia della Madonna di Tindari, secondo la leggenda creando i laghetti di Marinello e permettendo ad alcuni pescatori di individuare e salvare la bambina.

La statua bizantina della Madonna Nera

La leggenda narra che la statua bizantina della Madonna nera del Tindari, icona in legno di Maria, sia stata trasportata per mare. La statua salpata dall’Oriente per sfuggire alla persecuzione iconoclasta, dopo essersi rifugiata nella baia dei laghi per sottrarsi alla tempesta, avrebbe impedito alla nave di ripartire.

I marinai, infatti, ritenendo che la difficoltà nel ripartire fosse dovuta al pesante carico misero a terra il simulacro e riuscirono a ripartire solo nel momento in cui scaricarono la statua. La Madonna Nera fu così portata sul colle soprastante, in una chiesetta, più volte, in seguito, ingrandita per accogliere i pellegrini, attratti dalla straordinaria fama del simulacro.

Al di là di questa simpatica leggenda è più plausibile ritenere che la scultura di cedro del Libano fosse bizantina, e databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX. Infatti, la tradizione orale riferisce che, durante la dominazione Bizantina (535 - 836), mentre l’imperatore Leone III Isaurico operava in oriente una feroce persecuzione iconoclasta, il simulacro approdato ad Oliveri fu poi conservato a Tindari.

La statua della Madonna “Nera” è tale perché probabilmente lavorata in epoca bizantina (visto il turbante che porta mentre tiene in braccio Gesù bambino) con il legno di cedro del Libano. All'interno è conservata la statua lignea della Madonna bruna, risalente al 750 d.C. o al periodo delle crociate.

Ovviamente, a parte il caratteristico volto lungo non facilmente riscontrabile in altre statue religiose, il motivo di più forte attrazione è dovuto all’aspetto cromatico della Madonna nera. Essa è rappresentata come Basilissa cioè come “Regina seduta in trono” con il Bambino in grembo e la mano destra sollevata per benedire i fedeli.

Il Santuario antico e il Santuario nuovo

Per questo venne costruito sulla baia a picco sul mare un primo Santuario di Tindari che però non si salvò dalla devastazione del 1500. La Chiesa fu distrutta nel 1544 dai pirati algerini per poi essere ricostruita qualche anno più tardi.

Nella parte posteriore è presente l’antico santuario, riedificato dopo il 1544 sui resti di una precedente chiesa cristiana distrutta da Ariadeno Barbarossa nel corso delle scorrerie dei pirati turchi. Nel 1598 il Santuario di Tindari venne ricostruito, anche grazie alla volontà del vescovo di Patti.

Trovandosi qui, vale la pena visitare il santuario antico, in grado di ospitare un ridotto bacino di pellegrini, sicuramente inferiore ai flussi attuali, motivo per cui si decise di costruirne uno nuovo, più grande. Secondo la tradizione, i due santuari sorgono sul sito occupato in passato dall’Acropoli della Tyndaris greco-romana.

Dopo numerose vicissitudini, che lo hanno visto anche protagonista della Seconda Guerra Mondiale, oggi il Santuario di Tindari è considerato una Basilica minore e porta con sé i segni delle diverse epoche attraversate. Il suo gioiello più prezioso, incastonato in un maestoso altare, è proprio la Madonna nera di Tindari, la statua bizantina ancora oggi oggetto di culto e di pellegrinaggi che si svolgono nel mese di settembre.

Architettura e caratteristiche dell’edificio

Il santuario ha pianta a sviluppo basilicale, a croce latina, a tre navate, e tipico abside a semicerchio. Il basamento è in marmo di billemi, le falde della copertura sono rivestite di ceramiche azzurre.

Il santuario nuovo è caratterizzato da una pianta a croce latina, tre navate e abside semicircolare, e rappresenta uno dei santuari mariani più conosciuti della Sicilia. Sul fianco settentrionale, adiacente alla navata sinistra, è costruito un favoloso loggiato da cui si ammira, il magnifico panorama dei laghetti di Marinello.

Entrando nella basilica (santuario nuovo), la prima cosa che noterete è la lucentezza diffusa nelle tre navate grazie alla colorazione marmorea che la caratterizza, i dipinti delle navate laterali che rappresentano i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, i colori accesi delle raffigurazioni delle vetrate laterali e del portale d’ingresso, al di sopra del quale è collocato l’organo a canne.

Nella navata centrale troviamo la volta con la raffigurazione del Trionfo della Madonna di Fausto Conti e l’altare su cui è posta la statua della Madonna Bruna del Tindari. Il santuario è dimora delle spoglie mortali di Mons. Giuseppe Pullano, che volle fortemente la costruzione del nuovo santuario, i cui lavori cominciarono nel 1957 e terminarono nel 1979.

Interno basilica Santuario di Tindari

La costruzione del nuovo santuario

L’aspetto morbido, adagiato sul promontorio, del Santuario della Madonna di Tindari non deve trarre in inganno: raggiungere l’amata Madonna nera è un pellegrinaggio irto di ostacoli. Da tutta la Sicilia e da tutto il mondo arrivano pellegrini che si inerpicano sulla “coda di volpe”, lo stretto e tortuoso sentiero che serpeggia fino all’ingresso del Santuario.

La costruzione del nuovo santuario fu determinata dalla necessità di accogliere un numero di pellegrini superiore a quello che poteva ospitare l’edificio antico. Il nuovo edificio si inserisce sul promontorio e conserva il rapporto visivo con la baia, il mare e i laghetti di Marinello.

Come raggiungere il Santuario di Tindari

Per raggiungere il santuario, percorrendo l’A20, potete uscire agli svincoli di Patti o di Falcone e proseguire per le strade statali che vi porteranno a destinazione. Personalmente consiglio l’uscita di Falcone, più agevole e breve (circa 7 km).

All’uscita dal casello autostradale basta imboccare la SS 113 in direzione Palermo e la segnaletica vi porterà facilmente al Santuario. Lungo il tragitto potrete godere del panorama con vista sul mare, all’altezza di Oliveri, e apprezzare il proseguimento della costa fino a Capo Milazzo.

In auto non si arriva fino al santuario, per cui occorre lasciare il proprio mezzo al parcheggio all’aperto, a 1 km dal santuario, e proseguire a piedi oppure con il bus navetta. Nell'area di parcheggio trovate gli info-point per l’acquisto delle schede parcheggio (1 euro per ogni ora) e per l’acquisto del ticket per il bus navetta (frequenza ogni 10 minuti, costo 2 euro andata/ritorno per 2 persone).

Il percorso finale deve quindi essere compiuto a piedi oppure con il servizio navetta, mentre il tratto verso il santuario permette di raggiungere il complesso in posizione elevata rispetto alla zona costiera.

Cosa visitare nei dintorni

Finita la vostra visita al santuario potete godervi il panorama, magari sorseggiando una bibita fresca o un caffè nei bar della piazza. Proseguendo per la stradina frontale al portale d’ingresso del santuario, troverete i negozi di souvenir e gadget, locali dove acquistare dolci e prodotti tipici.

Infine, per gli amanti della natura e della storia, è possibile visitare le mura della città antica del Tindari e il suo complesso archeologico. L’escursione può collegare la visita del santuario con l’area archeologica dell’antica Tyndaris e con il paesaggio dei laghetti di Marinello.

Si prosegue con la visita guidata dell’area archeologica di Tindari, antica città greco-romana fondata da Dionigi di Siracusa nel 397-6 a.C. come fortezza ed avamposto militare. Secondo la tradizione, i due santuari sorgono sul sito occupato in passato dall’Acropoli della Tyndaris greco-romana.

Sarà possibile visitare Il Teatro greco-romano costruito con blocchi di pietra arenaria dai greci nel III secolo a.C., modificato dai romani per adattarlo ai giochi circensi ("Circoli Ludi"); parte dell’impianto urbano della città, in particolare lo scavo di un intero isolato, l’Insula IV, dove sarà possibile ammirare i resti di due case (domus), una serie di sei botteghe (tabernae) coi rispettivi retrobottega o magazzini e le splendide terme i cui ambienti sono decorati da pavimenti a mosaico e absidi.

È prevista anche la visita dell’Antiquarium (piccolo museo che ospita materiale archeologico di provenienza locale), situato all'ingresso degli scavi, in cui sono esposte statue marmoree di personaggi togati, una testa dell'imperatore Augusto, un capitello corinzio, ceramiche dell'Età del bronzo, lucerne romane di età repubblicano-imperiale, attrezzi da lavoro e tanti altri reperti storici ritrovati in loco.

Le celebrazioni del Santuario

Nei giorni 7 e 8 settembre di ogni anno nel santuario si celebra la Madonna Bruna. Dal 1956 nel teatro si svolge un festival con diverse manifestazioni di danza, musica e teatro mentre ogni anno, l’8 settembre, si svolge la festa del Santuario della Madonna Nera con il simulacro in processione.

La statua bizantina è ancora oggi oggetto di culto e di pellegrinaggi che si svolgono nel mese di settembre. Chi visita il Santuario può ricevere l’indulgenza plenaria secondo le modalità descritte in questo documento, pubblicato nel sito ufficiale del santuario.

Processione Madonna del Tindari - Domenica 14 Settembre 2025

Informazioni essenziali sulla posizione

ElementoInformazione
CollocazionePromontorio dei Monti Nebrodi
PanoramaLaghetti di Marinello, baia di Tindari e Mar Tirreno
Accesso in automobileIl santuario non è raggiungibile direttamente in auto
Distanza dal parcheggio1 km dal santuario
Alternative per l’ultimo trattoPercorso a piedi oppure bus navetta
Uscite autostradaliPatti o Falcone
Uscita indicata nel testoFalcone, circa 7 km

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