Conclusione del pellegrinaggio della Croce a Silvi

Il pellegrinaggio della Croce a Silvi si è sviluppato come un cammino di fede condiviso dalle comunità parrocchiali della città e si è concluso con una celebrazione capace di riunire preghiera, partecipazione e fraternità. La Croce del Sinodo dei giovani è stata accolta nella chiesa di Santa Maria Assunta da centinaia di fedeli provenienti dalle tre parrocchie di Silvi e da altre località.

Il percorso ha coinvolto la chiesa dell’Assunta, Silvi Paese e le diverse parrocchie cittadine, con celebrazioni e momenti di adorazione, penitenza e Via Crucis. La conclusione del pellegrinaggio ha così raccolto il significato di un itinerario pensato per rendere la Croce un segno concreto di fede, comunione e speranza.

La Croce del Sinodo dei giovani a Silvi

L’accoglienza della Croce nella chiesa di Santa Maria Assunta

La croce del Sinodo dei giovani è arrivata a Silvi e ieri pomeriggio alle 17, nella chiesa di Santa Maria Assunta, ad accogliere il simbolo cristiano sono stati centinaia di fedeli provenienti dalle tre parrocchie della città e da altre località.

Alle 17.30 c’è stata la solenne concelebrazione della messa con i parroci delle chiese cittadine. La presenza dei fedeli ha sottolineato il carattere comunitario dell’iniziativa e il desiderio di accompagnare la Croce con la preghiera.

Il programma del pellegrinaggio

Il programma ha previsto l’adorazione eucaristica, sempre presso la chiesa dell’Assunta, mentre il 29 vi è stata la penitenziale di tutte le parrocchie. Sabato 30 alle ore 18 è arrivato il vescovo Lorenzo Leuzzi per celebrare la messa.

Nella mattina di domenica 31 la croce pellegrina ha raggiunto Silvi Paese. Nel borgo, venerdì 5 aprile si è tenuta la Via Crucis, organizzata per tutte le parrocchie di Silvi.

MomentoLuogo o partecipazione
Accoglienza della CroceChiesa di Santa Maria Assunta
Solenne concelebrazioneParroci delle chiese cittadine
Adorazione eucaristicaChiesa dell’Assunta
Celebrazione della messaPresenza del vescovo Lorenzo Leuzzi
Arrivo della CroceSilvi Paese
Via CrucisBorgo di Silvi Paese

Un simbolo nato per accompagnare i giovani

L’idea della Croce pellegrina nacque da Giovanni Paolo II che il 22 aprile 1984 consegnò ai giovani una grande Croce in occasione della chiusura dell’Anno Santo della Redenzione.

Santa Maria di Loreto e il Crocifisso di San Damiano che parlò a Francesco di Assisi sono i due simboli che fin dalla GMG di Buenos Aires del 1987 hanno accompagnato gli Italiani ad incontrare i giovani di tutto il mondo.

I due simboli, benedetti da Papa Francesco, arriveranno anche a Cracovia per la GMG del 2016, ma solo dopo aver percorso l’Italia in lungo e in largo, attraverso le diocesi.

Solo dopo esser passati nei luoghi del dolore, come carceri e ospedali, nei luoghi di preghiera, come chiese e santuari, nei luoghi del divertimento giovanile come le spiagge e le piazze. Solo dopo essere stati accolti dai tanti giovani italiani le cui mani hanno toccato quel legno in segno di devozione e affidamento.

La Croce come cammino di fede e condivisione

La Croce pellegrina non è soltanto un oggetto portato da una comunità all’altra, ma un segno che invita a camminare insieme e a riconoscersi parte di una storia di fede condivisa.

La Croce e la Madonna a Campobasso-Bojano sono state accolte nei luoghi in cui opera la misericordia. La Diocesi di Milano dal 25 al 30 ottobre ha accolto la croce di san Damiano e la statua della Madonna di Loreto in diversi e significativi luoghi di preghiera o sofferenza.

La Croce e la Madonna sono sbarcate a Venezia. I momenti forti sono stati 4: veglia, adorazione, carcere e clausura.

Le immagini della Madonna e del Crocifisso hanno fatto tappa nella diocesi di Ferrara-Comacchio il 16 dicembre. Prima tappa: la Casa Circondariale di Ferrara.

La conclusione come rilancio dell’impegno

Si conclude il Pellegrinaggio Giubilare di Speranza, ma non si esaurisce il suo slancio. Al contrario, da questo cammino nasce un impegno che si rinnova e si rafforza, trovando espressione concreta nel messaggio finale: una parola coraggiosa, lucida e profetica, che custodisce l’esperienza vissuta e la rilancia come proposta per il futuro.

I pellegrini non si fermano: proseguono il loro cammino nella quotidianità delle comunità, portando con sé un impegno fatto di scelte personali, di stili di vita rinnovati, di cittadinanza attiva e corresponsabile.

Il Pellegrinaggio ha acceso una luce. Ora tocca a tutti noi custodirla, alimentarla e farla crescere. Perché la speranza non è un’emozione passeggera, ma una scelta di vita che trasforma il presente e orienta il futuro.

Che questo cammino, iniziato “sulle orme della Laudato si’“, diventi uno stile permanente per le nostre Chiese e le nostre comunità: uno stile sinodale, incarnato, solidale, capace di tenere insieme la Parola e la Vita, la preghiera e l’azione, il Creato e il Creatore.

La Croce e la responsabilità verso gli altri

Durante il pellegrinaggio della Croce e della Madonna, le immagini hanno attraversato luoghi di preghiera, sofferenza e incontro, raggiungendo anche ospedali, case di riposo e carceri, quali segni di consolazione in quei luoghi dove c’è più bisogno di tanta speranza.

Il cammino della Croce richiama così la responsabilità di prendersi cura degli altri e di rendere visibile la fede attraverso gesti concreti di accoglienza, vicinanza e solidarietà.

Il pellegrinaggio, nato come gesto di invocazione nei tempi di carestie, guerre e calamità, si conferma così anche oggi segno di unità, memoria e fede condivisa, capace di coniugare radici e attualità.

Non solo ricordo di miracoli passati, ma impegno a vivere ogni giorno la “taumaturgia” dell’amore che non si arrende all’odio.

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