L’Altare del Santissimo Sacramento si trova nel Duomo di San Martino Vescovo a Piove di Sacco, in provincia di Padova, ed è tradizionalmente attribuito a Jacopo Tatti, detto Sansovino. L’opera fu commissionata nel 1554 da Antonio Salvagnin per la fraglia del Santissimo Sacramento e costituisce una delle testimonianze artistiche più importanti conservate nella chiesa.
L’altare è realizzato in marmo e pietra scolpita ed è concepito come un piccolo tempio classico: quattro colonne corinzie scanalate sostengono una trabeazione con timpano triangolare, mentre nicchie, rilievi, statue e tabernacolo sviluppano il tema dell’Incarnazione, della Redenzione e della presenza di Cristo nell’Eucaristia.
Il Duomo di San Martino e il contesto dell’opera
Tra i molti luoghi d’interesse di Piove di Sacco vi è il Duomo, situato in pieno centro cittadino. Nonostante la facciata riveli una costruzione relativamente recente - databile tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX - le origini della chiesa sono più antiche, così come le opere custodite al suo interno.
Dopo secoli di cambiamenti, con demolizioni e ricostruzioni, il Duomo attuale è uno dei simboli della Saccisica, costituendo al contempo un punto di riferimento per la spiritualità e uno scrigno di opere d’arte. Tra queste troviamo l’altare di Jacopo Sansovino, risalente al XVI secolo.
Il Museo Paradiso è stato pensato anche come un percorso a completamento della visita alla Chiesa di San Martino, edificio voluto dal vescovo Milone (1084-1095), più volte restaurato e infine riedificato nelle forme attuali all’inizio del secolo scorso.
Il Museo Paradiso raccoglie e presenta le opere di interesse artistico e religioso che Piove di Sacco può ancora oggi vantare. Tali opere provengono dallo stesso Duomo di San Martino e da altre Chiese e Conventi della città.

La commissione del 1554
«Questo altare, denominato dell’Altissimo Sacramento, è stato commissionato dall’omonima confraternita nel 1554 ed è stato attribuito all’illustre scultore e architetto toscano Jacopo Tatti, detto Sansovino.
Dobbiamo ricordare che questo importante elemento è figlio di una spinta costruttiva che viene dai dettami del Concilio di Trento. Tra le varie cose, l’assemblea dei Vescovi cattolici aveva stabilito la presenza di Cristo all’interno dell’ostia consacrata e quindi tutte le strutture che avrebbero avuto la funzione di accoglierla e ospitarla dovevano essere edificate con un maggiore lusso, una maggiore eleganza e un maggiore fasto rispetto agli elementi precedenti al Concilio di Trento.
Questa spinta avvenne sia a livello liturgico che artistico».
L'altare fu commissionato al Sansovino da Antonio Salvagnin per la fraglia del SS. Sacramento. Con ogni probabilità venne ristrutturato nela parte della mensa nel corso dl XVII secolo.
Architettura e materiali
L’altare maggiore è realizzato in marmo e pietra scolpita. È alzato su alto gradino, con quattro colonne scanalate corinzie sostenenti trabeazione con timpano triangolare a dentelli.
Tra le colonne nicchie con statue; sulla trabeazione formelle a rilievo raffiguranti l'Annunciazione; sul timpano rilievo con Dio Padre. Paliotto decorato a commesso. Tabernacolo alla romana.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Tipologia | Altare maggiore |
| Materiali | marmo/ scultura; pietra/ scultura |
| Altezza | 250 |
| Ambito culturale | Ambito Veneto |
| Luogo di conservazione | Chiesa di S. Martino Vescovo |
| Indirizzo | Piazza Incoronata 1, Piove di Sacco (PD) |
Il piccolo tempio classico
«L’alzata dell’Altare», continua a spiegare lo studioso di storia locale, «ricorda un vero e proprio piccolo tempio classico, molto armonico e semplice.
Nella parte alta abbiamo un grande timpano triangolare, nel cui frontone vi è Dio Padre benedicente con le braccia spalancate che sta proclamando e inneggiando ad un proposito salvifico.
Subito sotto al frontone abbiamo il fregio, ai cui lati troviamo le figure della Vergine Maria, a destra, e dell’Arcangelo Gabriele, a sinistra. La scena è dunque quella dell’Annunciazione, l’inizio del processo di incarnazione divina.
Le figure dell’Annunciazione e l’iscrizione
La decorazione della parte superiore dell’altare presenta il tema dell’Annunciazione attraverso le figure della Vergine Maria e dell’Arcangelo Gabriele. Il rilievo con Dio Padre collocato nel timpano completa il programma iconografico dedicato all’origine dell’Incarnazione.
Al centro abbiamo una targhetta che recita: Con immenso amore di carità, venuto per redimere i figli degli schiavi.
Sulla trabeazione è presente l’iscrizione: OINESTIMABILIS DILECTIO / CHARITATIS VII SERVVM RE / DIMERES FILIVM TRADIDISTI / MDLIIII.
L’iscrizione è realizzata in lettere capitali, a solchi, ed è in lingua latina. La data indicata, MDLIIII, corrisponde al 1554, anno della commissione dell’altare.
San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista
Nella parte centrale, dentro due piccole nicchie, abbiamo due figure a noi note dal punto di vista iconografico: San Giovanni Battista, a sinistra, e San Giovanni Evangelista nella parte destra.
Il primo è riconoscibile per l’abbigliamento, realizzato in pelle di cammello, e la croce a stile dalla forma esile e allungata che brandisce nelle due mani.
San Giovanni Evangelista, invece, è riconoscibile per il libro e per il calice da cui spunta una piccola serpe, simbolo del fatto che lui abbia portato a desistere alcuni nemici che tentarono di avvelenarlo».
Il Cristo vincitore e il tabernacolo
«Al centro, all’interno di questa grande nicchia», prosegue Daniele Padovan, «abbiamo la figura del Cristo che emerge dalla cupola del tabernacolo.
È un Cristo vincitore, dotato anch’esso di croce a stile, vittoria dello stesso sulla morte.
Il tabernacolo, inserito all’interno della nicchia centrale, costituisce il fulcro liturgico e visivo dell’altare, in relazione diretta con il tema del Santissimo Sacramento.

San Martino, patrono di Piove di Sacco
Nel registro inferiore della parte centrale c’è un piccolo tondo che mostra una figura a cavallo che ritrae San Martino, quindi è una committenza destinata al Duomo di Piove di Sacco.
San Martino, infatti, è il Santo patrono della città stessa.
Ancora più in basso è possibile vedere un piccolo registro dove scorre una scritta che testimonia la committenza affidata a Jacopo Sansovino, nel 1554».
Il paliotto della mensa
«Infine va apprezzato il paliotto della mensa, molto suggestivo in quanto realizzato con delle tarsie marmoree e motivi vegetali con al centro, dentro una sorta di mandorla, due figure angeliche in una posizione orante nei confronti di una pisside (vaso sacro, ndr) dalla quale emerge una radiosa ostia consacrata che decanta la funzione dell’altare e del tabernacolo, inserito all’interno della nicchia centrale».
Il paliotto, decorato a commesso, collega la ricchezza dei materiali alla funzione eucaristica dell’altare. Le figure angeliche, la pisside e l’ostia consacrata rendono esplicito il riferimento al Sacramento custodito nel tabernacolo.
L’attribuzione a Jacopo Sansovino
Tra le molte opere conservate nel Duomo di Piove di Sacco, l’altare del Santissimo Sacramento è tradizionalmente considerato un’opera di Jacopo Sansovino, scultore e architetto toscano attivo nel XVI secolo.
Opere d’arte come l’altare del Sansovino sono oggi valorizzate grazie al decisivo apporto del Comitato Turistico Giovanile della Saccisica, un gruppo di studiosi e appassionati di storia locale.
Grazie a Daniele Padovan scopriamo le origini e i simboli scolpiti nei marmi dell’altare del Sansovino, posto in fondo al Duomo, al lato sinistro dell’altare principale.
L’ipotesi alternativa
Negli ultimi anni è affiorata un’ipotesi che offre una lettura diversa dell’origine dell’Altare. La ricorda sempre Padovan, sottolineando come, al momento, questa attribuzione alternativa non sia stata ancora vagliata.
«Una studiosa, Giuliana Ericani, ha notato una semplicità dell’insieme dal punto di vista architettonico che potrebbe non essere ascritta a Jacopo Sansovino.
A questa si affianca una quasi ingenua resa anatomica che porterebbe a distaccare l’attribuzione all’illustre toscano.
La storica dell’arte propone, come più verosimile artista, la figura di Francesco de’ Surdis, allievo di Agostino Zoppo, che aveva lavorato negli anni ’60 del 1500 nei cantieri della Basilica di Santa Giustina a Padova».
Il Museo Paradiso
Tanto tempo fa . a ridosso del Duomo sorgeva un Oratorio, denominato Paradiso. Aveva preso questo nome perché era sorto su un terreno che già molto tempo prima costituiva un’area cimiteriale.
Quell’oratorio nel tempo ha subito alcune trasformazioni fino ad essere individuato nella sala che oggi è la sala superiore del Duomo.
A partire dalla storia dell’insigne Collegiata che per secoli amministrò il Duomo e i suoi beni, il percorso vuole essere un’introduzione alla storia devozionale e religiosa della città capoluogo della Saccisica.
Il percorso presenta opere quali il grande telero con la Processione del Santissimo Sacramento, le pale d’altare che insieme a quelle ancora conservate in Duomo e nelle chiese sussidiarie documentano la devozione alla Vergine e ai santi, le piccole tavole destinate alla devozione privata, il “Tesoro” custodito all’interno di un armadio in sacrestia.
Altre opere sono presenti nell’adiacente “Chiesuola”, che accoglie alcune tele provenienti dalla chiesa di San Francesco.
La memoria dell’antica fondazione sopravvive nel brano ad affresco di scuola giottesca con la Dormitio Virginis, testimonianza di un linguaggio artistico padovano che nel Trecento si afferma proprio in questo territorio, dominato dai Carraresi come testimonia ancora la torre nella piazza antistante.
La valorizzazione del patrimonio del Duomo
Voluto dalla comunità parrocchiale e in particolare da mons. Giorgio Facchin, arciprete di Piove di Sacco dal 1991 al 2014, il progetto del Museo del Duomo è stato ripreso per interessamento del successore mons. Gino Temporin.
Il progetto è stato realizzato grazie al lavoro e al sostegno di molti privati cittadini, associazioni culturali del territorio, istituti di credito, fondazioni, istituzioni, che negli anni si sono fatti carico anche del restauro di molte delle opere esposte.
Il Museo Diocesano di Padova ha curato i contenuti e l’allestimento.
Piove di Sacco e la Saccisica
Piove di Sacco è un comune della provincia di Padova situato nella Saccisica a sud-est di Padova. Il capoluogo del comune è suddiviso nei Rioni storici di San Rocco, San Francesco, San Nicolò, Sant'Anna, Madonna delle Grazie, San Martino (o Duomo o Centro Storico).
Il territorio di Piove di Sacco era abitato probabilmente già in età paleoveneta e divenne sotto i romani un importante nodo stradale e fluviale. Infatti per Plebs Sacci passavano le Vie Annia e Popilia e i fiumi Bacchiglione e Adige.
In epoca longobarda la città divenne sede di un'arimannia, nell'VIII secolo passò sotto il dominio dei carolingi per diventare poi, dall'880, territorio del vescovado di Padova, periodo in cui venne fortificata con i terrapieni i quali caratterizzano ancor oggi l'aspetto a forma di quadrilatero.
Nel '300 divenne appannaggio dei signori di Padova, i Carraresi, i quali completarono le fortificazioni con la costruzione di torrioni alle porte di accesso, ma mantenendo comunque l'impianto originario a forma di rettangolo.
Con la caduta della signoria padovana, la Saccisica passò nelle mani della Serenissima e l'impianto urbanistico rimase pressoché immutato, fatta eccezione per le numerose villa fatte costruire dai patrizi di Venezia, fino all'800.
In questo periodo vennero demoliti molti edifici storici della città, tra i quali il palazzo comunale, le porte di accesso e la ricostruzione della chiesa di San Martino.

La ricostruzione del Duomo
Molto importante è anche lo stesso duomo, la cui fondazione si fa risalire al secolo X, successivamente ricostruito nel 1090-1100, e poi ancora nel 1403.
Fu rifatto in forme neoromaniche e neogotiche su progetto dell'ingegner Francesco Gasparini tra il 1893 e il 1903.
La Torre maggiore è l'ultimo resto delle fortificazioni costruite in epoca carrarese, sopra la quale è stata sovrapposta la cella campanaria del vicino duomo dedicato a San Martino.
Altre opere d’arte conservate nel Duomo
Molte opere importanti ornano l'interno del duomo, una di queste è la pala della Madonna del Carmelo di Giambattista Tiepolo, poi troviamo l'altare del Santissimo Sacramento, opera di Jacopo Sansovino datata circa 1554.
In sagrestia è collocata un altro quadro di Giambattista Tiepolo San Francesco da Paola.
La pala di San Francesco di Paola e il Riposo durante la fuga in Egitto sono tra le opere ricordate nel percorso di visita.
Informazioni sulla conservazione
| Voce | Dato |
|---|---|
| Condizione giuridica | proprietà Ente religioso cattolico |
| Codice di catalogo nazionale | 0500045429-0 |
| Ente competente per la tutela | Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno |
| Ente schedatore | Soprintendenza per patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le province di Venezia Belluno Padova e Treviso |
| Data di compilazione | 1982 |
| Data di aggiornamento | 2006 |
| Licenza metadati | CC-BY 4.0 |
Orari del Museo Paradiso
Il Museo Paradiso è aperto il sabato dalle 15.00 alle 17.30 e la domenica dalle 15.00 alle 17.30.