La Bibbia come biblioteca: guida per la scuola primaria

La Bibbia è una biblioteca di libri: il termine deriva dal greco biblìa, che significa «libri». È composta da 73 libri scritti da svariati autori, in epoche molto diverse e in almeno tre lingue originali: ebraico, aramaico e greco.

Si divide in due parti: Antico e Nuovo Testamento. L’Antico Testamento è composto da 46 libri e il Nuovo da 27. La Bibbia è il libro sacro di Ebrei e Cristiani, ma non è un testo unico scritto tutto nello stesso momento: è una raccolta di racconti, preghiere, poesie, proverbi, leggi, profezie, lettere e visioni.

Biblioteca della Bibbia per bambini

Perché la Bibbia è una biblioteca?

La Bibbia è definita il Libro dei libri, ossia il Libro per eccellenza. È così; tuttavia la Bibbia è anche un “Libro di libri”, cioè una raccolta di testi redatti nel corso di molti secoli, vari per orientamento e generi letterari.

Qualsiasi vocabolario spiega che il termine Bibbia è un singolare ricalcato sul plurale greco biblía, «libri». Dunque non un solo testo, bensì una biblioteca, plurale come l’etimologia del nome.

La Bibbia somiglia a una piccola biblioteca e contiene un’infinità di forme, all’interno di uno stesso libro. Alcuni libri sono brevi, altri più estesi. Alcuni libri sono scritti in versi, altri in prosa.

Parecchi sembrano libri di storia e altri sembrano dei piccoli romanzi. Vi è anche un libro che è una raccolta di proverbi e uno di preghiere. Altri libri contengono ciò che hanno detto e fatto i profeti.

Quanti libri contiene la Bibbia?

ParteNumero di libriContenuto principale
Antico Testamento46 libriLa storia dell’alleanza tra Dio e il popolo d’Israele
Nuovo Testamento27 libriLa vita di Gesù e la nascita della comunità cristiana
Bibbia cristiana73 libriAntico Testamento e Nuovo Testamento

La Bibbia è una piccola biblioteca di 73 libri scritti in diverse lingue (ebraico, aramaico e greco), e si è formata lungo un arco di tempo che va dal IX sec. a.C. fino alla fine del I sec. d.C.

Questa raccolta di libri è suddivisa in due parti di ampiezza diversa. La prima, più estesa (46 libri), è detta Antico Testamento; la seconda Nuovo Testamento (27 libri).

Gli ebrei riconoscono solo i primi 39 libri dell’Antico Testamento. Semplificando, i libri ebraici riconosciuti sono 24, e sono sacri anche per le diverse confessioni cristiane.

La differenza tra il numero di libri dipende anche dal modo in cui i testi sono raggruppati. I testi dei dodici profeti «minori» sono raggruppati nell’ebraismo in un solo libro, mentre per le chiese cristiane sono appunto dodici.

Le due grandi parti della Bibbia

L’Antico Testamento o Primo Testamento

L’Antico Testamento narra l’Antica Alleanza tra Dio e il popolo d’Israele. Comprende il periodo che va dalla creazione dell’universo fino all’attesa del Messia, questa parte è sacra anche per gli Ebrei.

L’Antico Testamento è caratterizzato dal racconto della vicenda storica del popolo di Israele. Comprende 46 libri, tutti diversi tra loro.

L’AT è a sua volta suddiviso in: Libri storici, profetici e sapienziali.

  • Libri storici: raccontano le vicende del popolo d’Israele e alcuni eventi fondamentali della sua storia.
  • Libri profetici: contengono le parole e le azioni dei profeti.
  • Libri sapienziali: raccolgono preghiere, proverbi, riflessioni e domande sul senso della vita.

La prima parte, più estesa, racconta la storia del popolo ebraico e della sua Alleanza con Dio, sino alla nascita di Cristo e della prima comunità cristiana.

Il Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento comprende 27 libri e narra la Nuova Alleanza tra Dio e l’umanità, realizzata da Gesù Cristo. Esso comprende le vicende dei suoi discepoli che formarono la Chiesa.

Il Nuovo Testamento contiene la predicazione di Gesù (Vangeli) e degli apostoli (Atti, Lettere, Apocalisse), che completano la rivelazione che Dio ha fatto di se stesso nell’Antico Testamento.

Il NT invece è suddiviso in: Libri storici (Vangeli e Atti), didattici (Lettere) e profetici (Apocalisse).

  • Vangeli: quattro narrazioni che raccontano la vita di Gesù, le sue parole e le sue opere.
  • Atti degli apostoli: raccontano la nascita e la diffusione della prima comunità cristiana.
  • Lettere: offrono insegnamenti alle prime comunità cristiane.
  • Apocalisse: è un libro profetico e simbolico, l’ultimo libro del Nuovo Testamento e della Bibbia.

Quasi metà del Nuovo Testamento è formato dai Vangeli, quattro narrazioni che raccontano gli episodi della vita di Gesù, le sue parole, le sue opere.

Antica e nuova alleanza

Il termine «testamento», usato per indicare le due parti della Bibbia, non è molto felice e non va inteso nel senso di ultime volontà di una persona.

Dietro questo termine infatti c’è la parola ebraica berith, che significa «patto», «alleanza», una parola che percorre tutto l’Antico Testamento e che esprime il legame particolare che unisce Jhwh al suo popolo.

Dio e l’uomo s’impegnano reciprocamente, diventano amici, fanno alleanza. Sarebbe quindi meglio parlare di antica e nuova «alleanza» piuttosto che di antico e nuovo «testamento».

La antica alleanza riguarda il patto che Jhwh stabilì con il popolo di Israele; la nuova alleanza invece è lo stesso rapporto esteso, in Gesù, a tutti i popoli.

Si potrebbe quindi anche dire che l’unica alleanza è stata resa nuova in Gesù. C’è una profonda unità tra le due alleanze, in quanto la prima è annuncio, promessa e preparazione della seconda.

Quindi tra Antico e Nuovo Testamento non c’è «frattura», ma «continuità». Queste due grandi parti della Bibbia si illuminano a vicenda: è impossibile penetrare l’una senza la luce dell’altra.

Già Sant’Agostino scriveva: il Nuovo Testamento è nascosto nell’Antico e l’Antico diventa chiaro nel Nuovo.

Come è nata la Bibbia?

Quando si parla della Bibbia, non è facile pensare ad un testo sacro scritto in più di mille anni, da molti autori, alcuni sconosciuti.

Inizialmente il popolo ebraico si tramandava oralmente i racconti dell’origine mondo e la storia dei suoi patriarchi, i capi tribù. Insieme ai racconti essi recitavano a memoria preghiere, proverbi, poesie.

Al tempo del re Davide e di Salomone si cominciò a scrivere i racconti che prima erano tramandati solo a memoria. Dapprima vennero scritti su coccio, su tavolette d’argilla, in seguito su rotoli di papiro o pergamena, i cosiddetti meghillah.

In quel tempo si formò una categoria di persone, molto istruite, chiamate scribi. Gli scrittori della Bibbia sono detti scrittori sacri perché ispirati da Dio, ecco perché la Bibbia è detta anche parola di Dio o Sacra Scrittura.

La Bibbia ebraica si estende per quasi un millennio, quello che precede l’inizio dell’era cristiana. Poco più tardi, in meno di cent’anni - tra la metà del I secolo e i primi decenni del II - prende forma il Nuovo Testamento.

Dopo la venuta di Gesù i cristiani aggiunsero i loro libri, scritti fra il 50 e il 100 d.C.

Le lingue della Bibbia

La pluralità della Bibbia non è dovuta soltanto al numero dei libri che racchiude. L’origine e la storia della letteratura biblica spiegano la varietà che caratterizza, anche a prima vista, questa biblioteca.

La Bibbia nasce poliglotta. Sono tre le lingue originarie dell’Antico Testamento: l’ebraico, l’aramaico, il greco.

La maggior parte dei libri dell’Antico Testamento furono scritti in ebraico, cioè la lingua che si parlava allora in Palestina. Tutto il nuovo Testamento fu invece scritto in greco, lingua diffusa in tutto l’impero romano nel I e nel II secolo d.C.

La seconda lingua era quella materna di Gesù, che conosceva naturalmente l’ebraico delle Scritture e, con ogni probabilità, parlava anche greco.

In greco, a partire dal III secolo avanti Cristo, la Bibbia ebraica viene più volte tradotta.

Antiche lingue della Bibbia

La Bibbia non è un testo unico

Questa pluralità di origine e di lingue ha una conseguenza importante: al tempo di Cristo non esisteva una sola Bibbia ebraica.

I libri che la compongono circolavano in diverse forme e traduzioni, importanti per ricostruire il testo originale.

Molto diversi tra loro, i libri della Scrittura si richiamano l’uno con l’altro come in un gioco di specchi, sono alla base di testi biblici apocrifi, sia ebraici che cristiani, e di innumerevoli interpretazioni.

Secondo la tradizione rabbinica la Scrittura ha settanta volti, espressione simbolica che indica la sua inesauribilità.

All’inizio del medioevo Gregorio Magno la paragona a «un fiume insieme basso e profondo, nel quale un agnello può camminare e un elefante deve andare a nuoto».

Anzi, come un essere vivente la Bibbia - arriva a scrivere papa Gregorio nei Moralia in Iob, lunghissimo commento al grandioso libro ebraico di Giobbe - cum legentibus crescit: cresce insieme a chi la legge.

I generi letterari della Bibbia

Per poter capire il vero significato di ogni frase biblica occorre poterla collocare nel genere letterario rispetto al contesto storico in cui è nata.

A seconda del contenuto e del messaggio che volevano trasmettere, infatti, gli autori biblici si servivano di diversi generi letterari, cioè varie forme del linguaggio scritto.

In una biblioteca moderna, i libri sono classificati secondo il tipo letterario: romanzi, novelle, poesia, storia, biografie, opere di teatro, ecc.

La Bibbia, somiglia a una piccola biblioteca e contiene un’infinità di forme, all’interno di uno stesso libro.

  • Racconti: narrano vicende di persone, famiglie e popoli.
  • Leggi: raccolgono norme e indicazioni per la vita del popolo.
  • Poesie: usano immagini, ritmo e parole per esprimere emozioni e preghiere.
  • Proverbi: presentano brevi insegnamenti sulla vita.
  • Preghiere: esprimono lode, ringraziamento, richiesta e fiducia.
  • Prof़ezie: riportano parole rivolte al popolo per aiutarlo a comprendere il presente e a cambiare strada.
  • Lettere: comunicano insegnamenti e consigli alle prime comunità cristiane.
  • Visioni simboliche: utilizzano immagini e simboli per parlare della speranza e del futuro.

Leggere un racconto storico, una poesia, una parabola o una visione simbolica richiede attenzione diversa, perché ogni genere letterario comunica il proprio messaggio con strumenti differenti.

La Bibbia e la storia

La storia dietro la storia è il titolo del secondo paragrafo. Virgili si sofferma sul lato storico delle pagine bibliche.

Studia cosa la Bibbia non dice, se Abramo e gli altri patriarchi siano antenati reali o mito delle origini, se l’uscita dall’Egitto sia un evento reale o un simbolo, il rapporto dei vangeli con la storia.

Il quadro complessivo ricostruito da Trebolle grazie a un’indagine convincente del secondo libro dei Re mostra infatti che il testo ebraico stabilizzatosi dopo l’anno 70 era preceduto da altre sue redazioni, perdute ma le cui tracce restano nelle traduzioni successive, opera di ebrei e di cristiani.

La pluralità linguistica e testuale ha influenzato la storia della cultura: dalla prima metà del III secolo con Origene ai capolavori tipografici delle Bibbie poliglotte europee stampate tra il 1514 e il 1657, sino all’attuale moltiplicarsi di edizioni critiche della Scrittura ebraica via via sempre più attendibili.

I manoscritti di Qumran

Decisivi nella ricostruzione della storia della Bibbia sono i manoscritti di Qumran, la località nei pressi del Mar Morto dove dal 1947 e fino alla metà degli anni novanta sono stati scoperti un migliaio di testi ebraici, aramaici e greci, scritti negli ultimi tre secoli prima dell’era cristiana.

In gran parte biblici, questi rotoli - suddivisi in quindicimila unità, spesso frammentarie e minuscole - sono molto più antichi dei codici biblici in ebraico fino ad allora conosciuti.

Per questo motivo il ritrovamento dei manoscritti del Mar Morto ha letteralmente rivoluzionato la storia della Bibbia, e di conseguenza quella sia dell’ebraismo che delle origini cristiane.

Lo studio dei manoscritti permette di comprendere meglio come i testi siano stati copiati, trasmessi, tradotti e raccolti nel corso del tempo.

Manoscritti di Qumran Mar Morto

I luoghi della Bibbia

Tutti gli eventi narrati nella Bibbia si svolgono nel Vicino Oriente. Le vicende dell’Antico Testamento hanno luogo in Israele e nei paesi a nord e a est.

Le vicende del Nuovo Testamento si svolgono in Israele e in alcuni paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo.

Una carta geografica può aiutare a collegare i racconti biblici ai luoghi nominati nei testi e a comprendere gli spostamenti dei personaggi.

Come si consulta la Bibbia?

La Bibbia, per facilitare la consultazione, fu divisa in capitoli e versetti da Roberto Stefano, uno stampatore, nel 1555.

Questo sistema si rivelò così utile che non fu più modificato. Per cercare un brano si indica prima il nome del libro, poi il capitolo e infine il versetto.

La Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, tradotto in molte lingue e dialetti. Essa fu il primo libro ad essere stampato nel 1453 da Johann Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili.

Possiamo dire che grazie a Gutenberg nacque la Bibbia nel formato moderno.

  1. Si cerca il nome del libro biblico.
  2. Si individua il numero del capitolo.
  3. Si cerca il numero del versetto.
  4. Si legge il brano nel suo contesto.

Leggere la Bibbia nella scuola primaria

La Bibbia può essere presentata ai bambini come una biblioteca speciale, formata da tanti libri diversi ma collegati tra loro.

Per avvicinarsi alla Bibbia con serenità è utile partire dalla sua struttura: due grandi parti, diversi tipi di libri, più lingue, molti autori e un lungo periodo di formazione.

Un’attività semplice consiste nel dividere i libri biblici in categorie: storia, poesia, preghiera, saggezza, profezia, Vangeli, lettere e visioni simboliche.

Gli alunni possono osservare che un libro di preghiere non si legge nello stesso modo di un racconto e che una visione simbolica non va interpretata come una cronaca.

La Bibbia è anche il «libro della fede», il libro che contiene tutto ciò che è necessario per «camminare verso Dio» e giungere alla salvezza.

La Bibbia, per ebrei e cristiani, è innanzitutto «il libro» che contiene la «Parola di Dio», una parola che salva e converte l’uomo.

La pluralità è insita nella Bibbia stessa, aspetto che si espande grandemente se si tiene conto della varietà di modi in cui è letta da ebrei e cristiani e interpretata da esegeti, storici, letterati, artisti, sceneggiatori, registi, giuristi, scienziati, persone comuni.

04 - Libro dei Numeri - PARTE 2 (BIBBIA ITALIANA IN AUDIO)

Attività per gli alunni

1. Costruire una biblioteca biblica

Gli alunni possono realizzare una piccola biblioteca di classe usando schede, cartoncini o disegni.

  • Su ogni scheda si scrive il nome di un libro della Bibbia.
  • Le schede si dividono tra Antico Testamento e Nuovo Testamento.
  • Ogni gruppo assegna i libri ai diversi generi letterari.
  • Si costruisce un cartellone con la forma di una biblioteca.

2. Riconoscere i generi letterari

L’insegnante può proporre brevi testi e chiedere agli alunni di riconoscere se si tratta di un racconto, una preghiera, una poesia, un proverbio, una lettera o una visione simbolica.

In questo modo i bambini imparano che il significato di un testo dipende anche dal genere letterario a cui appartiene.

3. Cercare un versetto

Gli alunni possono esercitarsi a cercare un brano seguendo il nome del libro, il capitolo e il versetto.

L’attività aiuta a usare la Bibbia come una vera biblioteca, nella quale ogni testo ha una posizione precisa.

4. Realizzare una mappa

Una carta del Vicino Oriente permette di collegare i luoghi della Bibbia ai racconti dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Gli alunni possono segnare Israele, il Mar Morto e i paesi citati nei racconti biblici.

5. Confrontare due parti della Bibbia

Gli alunni possono confrontare un testo dell’Antico Testamento con un brano del Vangelo, osservando parole, personaggi, temi e immagini che ritornano.

Queste due grandi parti della Bibbia si illuminano a vicenda: è impossibile penetrare l’una senza la luce dell’altra.

tags: #bibbia #come #biblioteca #scuola #primaria