Secondo una teoria legata al finale di Game of Thrones, Verme Grigio e gli Immacolati potrebbero essere andati incontro alla morte dopo essere salpati verso Naath, l’isola natale di Missandei. Il motivo sarebbe la “Febbre della Farfalla”, una malattia mortale descritta nei libri di George R.R. Martin, ma mai citata nella serie televisiva.
Nell'ultimo episodio della serie, infatti, l'abbiamo lasciato mentre era intento a levare le ancore con il resto degli Immacolati, con rotta verso Naath. Proprio come voleva Missandei. Una decisione romantica, che però potrebbe essersi trasformata in una vera e propria condanna a morte.
La partenza degli Immacolati verso Naath
L’episodio conclusivo di Game of Thrones ha lasciato un “finale aperto” per diversi personaggi. Tra questi troviamo proprio Verme Grigio e gli Immacolati. Questi infatti, su ordine diretto del loro leader, salpano per Naath.
Durante gli episodi finale, il giovane capo degli Immacolati ha visto morire la donna che amava. I due avevano pianificato la loro fuga d’amore verso Naath ma purtroppo non si è potuta attuare. Lasciando così Verme Grigio solo in viaggio lontano da Approdo del Re e dal nuovo Re.
Ha perso la sua amata Missandei, è vero, ma ha deciso di tenere lo stesso fede alla sua promessa d'amore. La scelta di raggiungere Naath rappresenta quindi il rispetto per il desiderio della donna amata, oltre che il tentativo di dare un senso alla sua perdita.
Che cos’è la febbre delle farfalle
L’isola di Naath, oltre ad aver dato i natali a Missandei (Nathalie Emmanuel), è famosa per un altro terribile segreto. Secondo quanto detto da Maestro Ebrose nei libri di George R.R. Martin, c’è una buona ragione per cui la pacifista Naath non è mai stato conquistata.
C’è una terribile piaga conosciuta come “febbre delle farfalle” che attanaglia gli stranieri ma lascia incolumi i Naathi. La "Febbre della Farfalla" non tocca i Naathi, che ne sono immuni, ma per il resto delle persone la sofferenza è a dir poco atroce: dolorosi spasmi muscolari, sangue che fuoriesce dai pori della pelle come sudore e, infine, il distaccamento della pelle dal corpo.
Il libro “A World Of Ice And Fire” spiega: “Gli stranieri non sopravvivono a lungo sull’Isola delle Farfalle…A partire da uno stato febbrile, i sintomi si trasformano in spasmi dolorosi e danze folli. L’ultima fase vede il malato a sudare sangue e la pelle staccarsi dalle ossa.”

Il ruolo delle farfalle nei libri
Il riferimento proviene dalla narrativa letteraria dove Martin, descrive Naath - luogo natale di Missandei - un paradiso tropicale auto-sufficiente che si protegge dagli stranieri grazie alle proprie farfalle. Si, avete capito bene: questi animali, infatti, sembrano essere la causa di malattie virali per chiunque non sia abituato all’ecosistema dell’isola.
Ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, i coloratissimi insetti di Naath sono venerati come divinità e in effetti, rappresentano l’incarnazione e la manifestazione del dio locale, il Signore dell’Armonia, il quale ha la funzione di difendere gli abitanti che per farlo, utilizza le spore delle farfalle - causa di febbre mortale e spasmi strazianti.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Naath | Luogo natale di Missandei e conosciuto come l’Isola delle Farfalle |
| Vittime della malattia | Gli stranieri |
| Immuni | I Naathi |
| Sintomi | Febbre, spasmi dolorosi, sudore sanguinolento e distacco della pelle |
| Origine del riferimento | I libri di George R.R. Martin |
Verme Grigio e gli Immacolati sarebbero morti tutti?
Tra le tante domande lasciate in sospeso da finale di Game of Thrones, quella sul destino a cui gli Immacolati sarebbero andati incontro, salpando per Naath, ha suscitato un nutrito interesse tra gli spettatori e appassionati della saga.
Al quesito, ha recentemente risposto niente poco meno che Jacob Anderson, l’attore che nella serie-tv HBO interpretava Verme Grigio: “muoiono tutti a causa delle farfalle”. Così, l’interprete risponde ai microfoni di RTE (sito di un emittente televisiva irlandese), il quale ha poi specificato: “gli Immacolati periscono non appena mettono piede sull’isola”.
La dichiarazione di Jacob Anderson ha alimentato la teoria, ma non costituisce la conferma ufficiale del destino dei personaggi nella serie. Anche se i riferimenti letterari sono reali, ovviamente si tratta di un ipotesi divertente lanciata dall’attore.
“Si ma questo è un dettaglio riportato sul libro”, sdrammatizza Anderson, “non è nello show. E sai cosa? Voglio spargere la voce che David e Dan (gli sceneggiatori) mi abbiano riferito che è davvero questo il destino che attende gli Immacolati a Naath”.
La differenza tra libri e serie televisiva
Va sottolineato che, sebbene presente nei libri, la "Febbre della Farfalla" non viene mai citata nella serie. Sembra proprio che gli showrunner David Benioff e D.B. Weiss abbiamo deciso di non prenderla mai in considerazione, quindi l'isola di Naath presente nella serie potrebbe essere meno mortale di quella che ci è stata descritta nei libri.
HBO ha già escluso la possibilità di girare dei sequel di Game of Thrones, quindi non scopriremo mai il vero destino di Verme Grigio e degli Immacolati. La serie non mostra infatti gli eventi successivi all’arrivo sull’isola e non chiarisce se la malattia letteraria sia valida anche nell’adattamento televisivo.
Chi sono gli Immacolati
Durante le otto stagioni di Game of Thrones un tema ricorrente è stato quello della castrazione. Il primo, Varys, successivamente poi Theon per mano di Ramsey e poi gli Immacolati.
Quest’ultimi definiti così perché castrati all’età di cinque anni, facente parte dell’addestramento. Gli Immacolati divennero l’esercito personale di Daenerys Targaryen e Verme Grigio, loro capo, divenne un personaggio centrale nella trama.
Verme Grigio è il più noto degli Immacolati, guerrieri eunuchi salvati dalla schiavitù da Daenerys Targaryen e ora al servizio della Madre dei Draghi. Missandei è invece anche lei ex schiava e adesso ombra fedele della bionda e determinata aspirante regina.
La castrazione di Verme Grigio
L’unico particolare che non è stato mai affrontato è la castrazione degli Immacolati. Durante il panel dedicato a Game of Thrones, presente anche quest’anno al Comic Con di San Diego, Jacob Anderson ha risposto a qualche domanda.
Tra quelle poste è stato chiesto al cast di rivelare un fatto sul loro personaggio che non è mai stato visto nello show. Quando la domanda è stata posta ad Anderson, ha solo detto tre parole: “Dick, no balls”.
Gli eunuchi sono esistiti nella società in molte culture diverse e l’estensione della castrazione varia da cultura in cultura nella storia. Quindi questo per i fan è sempre stato un mistero.
Il Telegraph è andato anche a rileggere le pagine dei romanzi di Martin, in cui si dice chiaramente che Verme Grigio, così come tutti gli altri guerrieri Immacolati, ha dovuto rinunciare a ogni singola parte del proprio apparato genitale (testicoli e pene), per sradicare completamente il desiderio.
Nella trasposizione televisiva della saga letteraria, però, non è mai stato chiarito il livello di “castrazione” di Verme Grigio e dei suoi commilitoni, lasciando persino intendere che il pene fosse stato lasciato al suo posto, limitandosi all’eliminazione dei testicoli.
Gli eunuchi possono provare piacere sessuale?
Gli eunuchi possono fare sesso? Se sì, come? Domande che suonano bizzarre, nel 2017, ma che da qualche giorno si sono insinuate nei pensieri di milioni di persone in tutto il mondo.
Il “problema”, almeno apparente, riguarda proprio la condizione di eunuco di Verme Grigio e la sua possibilità di fare sesso. I tanti dubbi che serpeggiavano sui social sono stati raccolti dal Telegraph, che in un lungo e dettagliato articolo ha ripercorso il rapporto tra eunuchi e sesso nella storia e nelle varie culture, sottolineando come non sia impossibile ricavare piacere sessuale per chi ha subito l’asportazione degli organi genitali.
Dopo la messa in onda dell’episodio, il sito del Merriam-Webster, uno dei più apprezzati vocabolari di lingua inglese, ha fatto sapere che “eunuco” è stata la parola più cercata del giorno, anche perché il pubblico giovane evidentemente non conosce nei dettagli le condizioni fisiche di un eunuco.
Nonostante il mistero che aleggia attorno a Verme Grigio e alla sua possibilità di provare desiderio e di avere esperienze sessuali, il Telegraph ha comunque ricordato, riprendendo un articolo di Vulture sullo stesso tema di due anni fa, come nel corso della storia la mancanza di pene e testicoli non abbia mai rappresentato un problema insormontabile per la soddisfazione sessuale di eunuchi e castrati.
Eunuchi e castrati nella storia
“Gli eunuchi cinesi e coreani spesso si sposavano e poi, essendo sterili, adottavano altri giovani eunuchi, di fatto dando vita a generazioni di eunuchi nella stessa famiglia, che a loro volta si sposavano e continuavano la tradizione”.
Anche i castrati italiani, che tra Seicento e Settecento divennero vere e proprie star grazie al boom della musica operistica e alla loro utilizzazione come voci principali, avevano tentato la strada del matrimonio e della soddisfazione sentimentale e sessuale, anche perché le donne subivano particolarmente il loro fascino.
Un documento ecclesiastico del Settecento, ad esempio, scoraggiava il matrimonio per i castrati poiché “sono più apprezzati dalle donne lascive, poiché possono dare soddisfazione sessuale senza rischio di gravidanza”.
E chi ricorda “Farinelli -Voce regina”, il bel film del 1994 con Stefano Dionisi nei panni del cantante castrato più famoso della storia, ricorderà anche una scena particolarmente intensa, in cui Farinelli prova ad avere un rapporto fisico con una donna ad ogni costo, per soddisfare i propri istinti sessuali.
La sessualità nella relazione tra Missandei e Verme Grigio
Il rapporto tra i due è cresciuto piano piano nel corso delle ultime due stagioni e i molti fan della serie si aspettavano, prima o poi, una evoluzione anche fisica. Il merito è del secondo episodio della settima stagione de Il Trono di Spade, la serie cult tratta dai libri di George R.R. Martin, che ha mostrato una dolcissima e attesa scena d’amore tra Verme Grigio e Missandei.
Due anni fa, interpellato da Vulture, l’antropologo culturale Thomas W. Johnson aveva asserito che “la sessualità non richiede un pene eretto. Lingua, labbra, dita… per un uomo esistono molti altri modi per essere ‘sessuale’ con una donna. I castrati diventano molto meno sessuali, ma non diventano asessuali. Non c’è motivo - diceva Thompson a Vulture - per cui Verme Grigio non possa essere amorevole come una lesbica, se necessario con tecniche simili”.
Nonostante questa scoperta, però, la fine di Verme Grigio in Game of Thrones si è rivelata tragica. Durante gli episodi finale, il giovane capo degli Immacolati ha visto morire la donna che amava.
Un amore nato dall’impossibilità
Il rapporto tra Missandei e Verme Grigio non è stato presentato soltanto come una relazione fisica, ma come un sentimento capace di trasformare entrambi. Verme Grigio dal canto suo del mondo ne sa qualcosina in più. Ha sempre guardato la realtà intorno a lui consapevole di essere diverso, che lui non avrebbe mai potuto provare certe sensazioni, certe emozioni.
Probabilmente neanche credeva di potersi innamorare prima di conoscere Missandei dell’Isola di Naath. In poche parole Verme Grigio è in grado di racchiudere il senso stesso dell’amore: “tu sei la mia debolezza”.
Prima di incontrare Missandei in Game of Thrones, Verme Grigio era una macchina perfetta: non aveva paura nè dell’altezza, né del mare, né tanto meno della morte stessa. Poi ha conosciuto l’amore.
L’amore è in grado di cambiarci drasticamente, di trasformare una macchina perfetta in un essere umano tormentato che finalmente conosce la paura, e in un mondo come quello di Game of Thrones la paura di perdere la persona amata non si limita alla possibilità di un tradimento o di un allontanamento.
Verme Grigio ha conosciuto la sua debolezza e con essa la sua umanità, e ha attraversato così quel punto di non ritorno con cui la maggior parte di noi si ritrova a fare i conti.
Il significato della loro storia
Verme Grigio e Missandei sono come due adolescenti alle prese con il primo amore, ma ancora non conoscono le conseguenze catastrofiche di quel sentimento. Ecco che ricompare quel cinismo di cui parlavo in principio, ma è proprio questo il punto.
In Game of Thrones non c’è mai stato tempo per il sogno, per la favola e per il romanticismo, così come forse non ne abbiamo più neanche ora nella nostra realtà, sommerse da fantasie alla Sex and the City, in cui il vero amore si perde tra conti in banca e talenti fisici.
Ebbene, con Missandei e Verme Grigio la realtà cinica del mondo in cui viviamo viene messa per un attimo da parte. L’amore fisico tra uomo e donna è fisiologicamente basato sul do ut des, ma ciò non vale per Missandei e Verme Grigio.
Missandei custodisce dentro di sé quell’innocenza di cui la realtà ci ha costretti a dimenticarci, e proprio nell’impossibilità di quel sentimento scopre l’amore cui ciascuno di noi in fondo spera.
Ci sono stati tanti tipi di amore in Game of Thrones, a partire da quello razionale e fedele di Cat e Ned, fino all’autolesionismo di Talisa e Robb, passando per il legame alla Romeo e Giulietta di Ygritte e Jon, conclusosi inevitabilmente in tragedia per il senso del dovere tanto di Jon quanto di Ygritte.
Però Missandei e Verme Grigio sono diversi da ciascuno di loro. Abbiamo scoperto il loro sentimento nel tempo. L’abbiamo visto crescere ed evolversi fino alla sua apoteosi.
Verme Grigio è un eunuco e non credeva di avere la possibilità di amare e di essere amato nella vita. Missandei oltrepassa il concetto di amore terreno e trova qualcosa di più alto per cui sperare, per cui sognare.
L’amore che non ha futuro e proprio per questo durerà per sempre.
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