L’Altare di San Francesco si trova nella navata laterale della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, nei pressi della Cappella Paolina, che custodisce l’icona della Salus Populi Romani, e della Cappella Sforza. Sempre su disegni di Ferdinando Fuga (1699-1781), la pala d’altare che è intitolata “l’estasi di San Francesco” è opera di Placido Costanzi (1702-1759), mentre gli angeli che sorreggono la pala sono di Pietro Bracci (1700-1773).
L’altare appartiene alla risistemazione settecentesca dell’interno della basilica, promossa da Benedetto XIV e affidata a Ferdinando Fuga. L’opera si inserisce quindi nel più ampio programma architettonico e decorativo che interessò le navate laterali di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche papali di Roma e il più antico santuario mariano dell’Occidente.
L’opera dell’altare: l’Estasi di San Francesco
La pala raffigura l’estasi di San Francesco, tema strettamente legato alla spiritualità francescana e alla contemplazione della vita del santo. L’autore della pala è Placido Costanzi (1702-1759), pittore attivo nel Settecento.
La composizione è completata dagli angeli che sorreggono la pala, attribuiti a Pietro Bracci (1700-1773). L’insieme unisce dunque la pittura di Costanzi alla scultura decorativa di Bracci, secondo una soluzione scenografica coerente con il rinnovamento settecentesco dell’interno basilicale.

La risistemazione di Ferdinando Fuga
Benedetto XIV (Prospero Lorenzo Lambertini - 1740-1758) dette mandato a Ferdinando Fuga (1699-1781) di risistemare l’interno della basilica. Il Fuga aggiunse dei pilastri nelle navate laterali, in corrispondenza delle colonne della navata centrale e costituì degli altari tra i detti pilastri.
L’Altare di San Francesco deve essere letto all’interno di questo intervento: la nuova organizzazione delle navate laterali permise di creare una successione di altari dedicati a differenti figure sacre. La pala dell’Estasi di San Francesco e gli angeli di Pietro Bracci costituiscono uno degli episodi di questo programma decorativo.
| Elemento | Autore | Datazione e ruolo |
|---|---|---|
| Disegno dell’altare | Ferdinando Fuga | Risistemazione settecentesca dell’interno |
| Pala d’altare, “l’estasi di San Francesco” | Placido Costanzi | Opera pittorica |
| Angeli che sorreggono la pala | Pietro Bracci | Opera scultorea attribuita |
La posizione nella Basilica di Santa Maria Maggiore
La tomba di Papa Francesco è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore. La tomba è situata nei pressi dell’Altare di San Francesco.
La tomba di Papa Francesco sarà collocata nella navata laterale della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, tra la Cappella Paolina - che custodisce l’icona della Salus Populi Romani - e la Cappella Sforza, in prossimità dell’altare laterale dedicato a San Francesco d’Assisi.
La pavimentazione del sepolcro sarà realizzata in pietra di Finale Ligure, a omaggio delle terre di origine della famiglia del Pontefice. La lapide, sobria e discreta, consisterà in una semplice lastra di pietra ligure, recante inciso il nome FRANCISCUS, con un rilievo di 12 centimetri rispetto al piano del pavimento.
Sulla parete frontale del loculo sarà posta una riproduzione, in dimensioni maggiorate, della croce pettorale che Papa Francesco era solito indossare. Le pareti del loculo saranno intonacate e dipinte in una tonalità avorio, armoniosa con il colore della lapide e del pavimento, mantenendo uno stile essenziale e raccolto.
La Cappella Paolina e la Salus Populi Romani
La Cappella Paolina fu edificata nel 1611 all’altezza della sacrestia di destra della basilica nel cui sottosuolo c’era già il luogo di sepoltura della famiglia Borghese. Il suo impianto, affidato da papa Paolo V (Camillo Borghese - 1605-1621) a Flaminio Ponzio (1560-1613), fu realizzato in modo perfettamente simmetrico alla Cappella Sistina.
Il cancello d’ingresso in ferro battuto è stato disegnato dallo scultore Gregorio De’ Rossi (1573-1643). L’altare maggiore è composto di quattro colonne corinzie di marmo rosso a fili dorati che sostengono una trabeazione con, al centro, un bassorilievo che raffigura papa Liberio che traccia il perimetro della basilica sulla neve, opera di Stefano Maderno (1576-1636).
Il quadro della Madonna, conosciuta sotto il nome di “Salus Popoli Romani”, dopo il suo trasporto processionale da Santa Maria Maggiore al Vaticano, salvò Roma da una epidemia di colera, durante il regno di Gregorio XVI (Mauro Alberto Cappellari - 1831-1846). In quella occasione l’immagine fu coronata in oro e gemme.
Sul fronte del sepolcro, secondo la volontà espressa dal Pontefice, sarà preservata l’iscrizione già esistente, risalente al 1615, epoca di Papa Paolo V Borghese, legata alla costruzione della Cappella della Salus Populi Romani. Tale iscrizione ricorda come il Papa avesse fatto erigere la cappella a gloria dell’effigie della Vergine, attribuita a San Luca, e raccomanda la celebrazione di riti e canti perpetui in onore di Maria Santissima.

Le altre opere della basilica nella navata
Accanto alla sequenza degli altari laterali, la basilica conserva numerose opere che testimoniano la sovrapposizione di epoche e linguaggi artistici. La pala d’altare con Leone Magno (440-461) che ha la visione della Madonna è attribuita a Sebastiano Ceccarini (1703-1783).
La pala d’altare, che rappresenta “l’Annunciazione”, è di Pompeo Batoni (1708-1787). La pala d’altare che raffigura la Sacra Famiglia e Sant’Anna, cui è dedicato l’altare, è di Agostino Masucci (1691-1758) e gli angeli che la sorreggono sono attribuiti a Pietro Bracci (1700-1773).
Guido Galli (1873-ante 1955) eseguì nel 1918 questo gruppo marmoreo su richiesta di papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa - 1914-1922) che voleva dichiarare la sua ferma opposizione agli orrori della Prima Guerra Mondiale e che introdusse il titolo “Regina Pacis” nelle Litanie della Madonna di Loreto.
La Basilica di Santa Maria Maggiore
Tra le sette chiese principali della Città Eterna, la Basilica di Santa Maria Maggiore si erge maestosa sul colle Esquilino, testimone di secoli di storia, devozione e arte. Fondata secondo la tradizione nel 432 d.C., poco dopo il Concilio di Efeso che confermò il titolo di Theotokos (Madre di Dio) a Maria, la basilica rappresenta il più antico santuario mariano dell’Occidente.
Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, accanto a San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura. È l’unica a conservare ancora la struttura paleocristiana originaria, pur arricchita nei secoli da interventi di epoche successive: dal mosaico absidale del XIII secolo ai soffitti lignei dorati commissionati da Papa Alessandro VI, fino alla scenografica facciata barocca di Ferdinando Fuga.
Al suo interno si possono ammirare i celebri mosaici del V secolo lungo la navata, che raffigurano episodi dell’Antico Testamento, un capolavoro di narrazione biblica visiva. La basilica custodisce anche la Salus Populi Romani, icona mariana bizantina particolarmente cara alla devozione dei romani e ai pontefici.
La memoria di San Francesco e il significato dell’altare
La vicinanza dell’altare alla tomba di Papa Francesco lega la dedicazione a San Francesco d’Assisi alla memoria del pontefice che ne scelse il nome. “I poveri hanno un posto privilegiato nel cuore di Dio”. Così anche nel cuore e nel Magistero del Santo Padre, che aveva scelto il nome Francesco per mai dimenticarsi di loro.
Per questo motivo, un gruppo di poveri e bisognosi sarà presente sui gradini che portano alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore per rendere l’ultimo omaggio a Papa Francesco prima della tumulazione del feretro. La disposizione della sepoltura nei pressi dell’Altare di San Francesco rafforza il rapporto simbolico tra il nome del pontefice, la figura del santo e il luogo mariano scelto per la sua sepoltura.
Un percorso artistico tra altari, cappelle e memoria papale
Il monumento funebre dedicato a papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini - 1592-1605) si trova sulla parete destra della Cappella Paolina (entrando). Il monumento funebre di Paolo V (Camillo Borghese - 1605-1621) si trova sul lato sinistro della cappella (entrando).
Il progetto fu realizzato da Silla Longhi da Viggiù (1550-1622) che realizzò la statua del Papa inginocchiato al centro, circondato da due bassorilievi, ai lati della statua del papa e da tre bassorilievi che coronano il monumento in alto. Nella cupola Ludovico Cardi (1559-1613), detto il Cigoli, realizzò l’affresco della Gloria Angelica dell’Immacolata, insieme agli Apostoli, mentre sono di Giuseppe Cesari (1568-1640), detto il Cavalier d’Arpino, i profeti Daniele, Ezechiele, Geremia e Isaia, inseriti nei pennacchi.
La presenza dell’Altare di San Francesco nella navata laterale deve quindi essere considerata insieme alle cappelle, alle pale, ai monumenti funebri e alle immagini mariane che articolano lo spazio della basilica. La pala di Placido Costanzi, gli angeli attribuiti a Pietro Bracci e la vicinanza della Cappella Paolina formano un punto di particolare densità artistica e devozionale.