Al Santo 24 ore di preghiera: adorazione e riconciliazione nella Basilica di Sant’Antonio

La Basilica di Sant’Antonio di Padova aderisce alla “24 ore per il Signore”, l'evento di preghiera e riconciliazione alla vigilia della quarta domenica di Quaresima voluto da papa Francesco e promosso in tutto il mondo. Il luogo scelto dalla Basilica per vivere questo momento sarà l’Oratorio della Scoletta del Santo, che si affaccia sul sagrato, che resterà aperto continuativamente, anche di notte, dalle 19.00 di venerdì 17 marzo fino alle 19.00 di sabato 18 marzo.

Per tutte le 24 ore Adorazione Eucaristica continuata. L’invito che i francescani conventuali fanno a tutti, non soltanto a devoti e pellegrini, è di celebrare il sacramento della riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica.

Il programma della 24 ore per il Signore

Questo il programma all’Oratorio della Scoletta: venerdì 17 marzo alle ore 19.00 preghiera dei Vespri ed esposizione del Santissimo Sacramento; sabato 18 marzo alle ore 18.30 preghiera dei Vespri e Conclusione.

MomentoOrarioLuogo
Apertura dell’Oratorio19.00 di venerdì 17 marzoOratorio della Scoletta del Santo
Preghiera dei Vespri ed esposizione del Santissimo SacramentoVenerdì 17 marzo, ore 19.00Oratorio della Scoletta del Santo
Adorazione Eucaristica continuataDalle 19.00 di venerdì 17 marzo alle 19.00 di sabato 18 marzoOratorio della Scoletta del Santo
Preghiera dei Vespri e ConclusioneSabato 18 marzo, ore 18.30Oratorio della Scoletta del Santo
Chiusura dell’Oratorio19.00 di sabato 18 marzoOratorio della Scoletta del Santo
adorazione eucaristica notturna in chiesa

La confessione nella Basilica di Sant’Antonio

Per la confessione sono disponibili i frati nella Penitenzieria della Basilica (accesso dal Chiostro della Magnolia) nei consueti orari di apertura dei giorni feriali: ore 7.00 - 12.00, ore 13.30 - 18.30.

O anche solo a riflettere, lontano dal rumore e dalla frenesia di tutti i giorni, in un’occasione non usuale di incontro personale con la misericordia di Dio.

Il significato della preghiera continua

La preghiera continua offre la possibilità di vivere un tempo prolungato di adorazione, silenzio e raccoglimento. La preghiera che avvolge il mondo.

“Il tuo compito è amare per coloro che non amano. Pregare per coloro che non pregano. Ricompensare per coloro che feriscono”.

Le 24 Ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo

Nel libro “Le 24 ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo”, vergato dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù le racconta il mistero della sua Passione svelando i suoi pensieri con particolari inediti, sono proprio Sue esagerazioni d’amore che ha compiuto e compie per salvare ognuno di noi.

Prima di iniziare a meditare ognuna delle 24 ore della Passione si legge una preghiera iniziale, attraverso cui ci si fonde in Gesù, continuando la meditazione troviamo le “Riflessioni e Pratiche”(momento di introspezione personale) e si conclude con una preghiera finale di ringraziamento.

Nelle tre ore di agonia dell’orto nel Getsemani, in aggiunta, troviamo altre due orazioni, una al principio e una alla fine.

La ventiquattresima ora: sepoltura di Gesù e desolazione di Maria Santissima

Sepoltura di Gesù. Desolazione di Maria Santissima. VENTIQUATTRESIMA ORA dalle 4 alle 5 del pomeriggio.

Preghiera di preparazione

O Signor mio Gesù Cristo, prostrata alla tua divina presenza, supplico l’amorosissimo tuo cuore che voglia ammettermi alla dolorosa meditazione delle 24 ore, in cui per nostro amore tanto volesti patire nel corpo adorabile e nell’anima tua santissima fino alla morte di croce.

Deh! dammi aiuto, grazia, amore, profonda compassione e intelligenza dei tuoi patimenti, mentre ora medito la Ventiquattresima Ora, dalle 4 alle 5 del pomeriggio. E per quelle che non posso meditare, ti offro la volontà che avrei di farle, e intendo intenzionalmente meditarle in tutte le ore che sono costretta o ad applicarmi ai miei doveri o a dormire.

Accetta, o misericordioso Signore, la mia amorosa in­tenzione, e fa che sia di profitto per me e per molti come se effettivamente e santamente eseguissi quanto desidererei praticare.

Intanto grazie ti rendo, o mio Gesù, che per mezzo della preghiera mi chiami all’unione con te, e per piacerti di più, prendo i tuoi pensieri, la tua lingua, il tuo cuore, e con questo intendo pregare, fondendomi tutta nella tua Volontà e nel tuo amore; e stendendo le braccia per abbracciarti, poggio la mia testa sul tuo cuore ed incomincio.

La sepoltura di Gesù

Dolente Mamma mia, vedo che ti disponi all’ultimo sacrificio di dover dare sepoltura al tuo morto Figlio Ge­sù. Rassegnatissima al Volere del cielo, lo accompagni e, con le tue stesse mani, lo deponi nel sepolcro.

Ma, mentre componi quelle membra e fai per dargli l’ultimo addio e l’ultimo bacio, per il dolore ti senti strappare il cuore dal petto. L’amore t’inchioda su quelle membra, e per forza d’amore e di dolore la tua vita sta per spegnersi insieme col tuo estinto Figlio.

Povera Mamma, come farai senza Gesù? È la tua Vita, il tuo Tutto. Eppure è il Volere dell’Eterno che così vuole. Dovrai combattere con due potenze insormontabili: l’amore e il Volere Divino.

L’amore ti inchioda, in modo da non poter separarti; il Volere Divino si impone e vuole il sacrificio. Povera Mamma, come farai? Quan­to ti compatisco!

Deh! Angeli del cielo, venite a sollevarla dalle membra irrigidite di Gesù, altrimenti morirà.

Oh, portento! Mentre pareva estinta insieme con Gesù, sento la sua voce tremante ed interrotta dai singhiozzi, che dice: “Figlio, amato Figlio, era questo l’unico sollievo che mi restava e che dimezzava le mie pene: la tua santissima umanità, sfogarmi su queste piaghe, adorarle, baciarle.

Ora, anche questo mi viene tolto, perché il Voler Divino così vuole, ed io mi rassegno. Ma sappi, o Figlio, che lo voglio e non posso. Al solo pensiero di farlo mi mancano le forze e la vita mi sfugge.

Deh! Permettimi, o Figlio, per poter avere vita e forza di separarmi, che rimanga sepolta tutta in te e che prenda per me la tua vita, le tue pene, le tue riparazioni e tutto ciò che sei tu.

Ah! Solo uno scambio di vita tra te e me può darmi forza per compiere il sacrificio di separarmi da te”.

Così decisa, afflitta Mamma mia, vedo che di nuovo passi su quelle membra e deponi nella testa di Gesù la tua. Baciandola racchiudi in essa i tuoi pensieri e prendi per te le sue spine, i suoi afflitti ed offesi pensieri e tutto ciò che ha sofferto nella sua santissima testa.

Oh, come vorresti animare l’intelligenza di Gesù con la tua, per poter dare vita per vita! Già ti senti incominciare a rivivere coll’aver preso nella tua mente i pensieri e le spine di Gesù.

Addolorata Mamma, ti vedo baciare gli occhi spenti di Gesù e mi sento trafitta nel vedere che Gesù più non ti guarda. Quante volte quegli sguardi divini, guardandoti, ti imparadisavano e ti facevano risorgere da morte a vita!

Ed ora, non vedendoti guardata, ti senti morire. Perciò negli occhi di Gesù deponi i tuoi e prendi per te i suoi, le sue lacrime ed amarezze nel vedere le offese delle creature, i tanti insulti e disprezzi.

Ma vedo, trafitta Mamma mia, che baci le sue santissime orecchie, e lo chiami e richiami, dicendo: “Figlio mio, possibile che più non mi ascolti, tu che ad ogni mio piccolo cenno mi sentivi?

Ed ora piango, ti chiamo e non mi ascolti? Ah, l’amore è il più crudele tiranno! Tu eri per me più che la mia stessa vita, ed ora dovrò sopravvivere a tanto dolore?

Perciò, o Figlio, lascio il mio udito nel tuo e prendo per me ciò che ha sofferto il tuo udito santissimo, l’eco di tutte le offese che in esso risuonavano.

Solo questo mi può dare vita: le tue pene, i tuoi dolori”. E mentre dici così, è tanto il dolore e le strette al cuore, che perdi la voce e resti senza moto.

Povera Mamma mia, povera Mamma mia, quanto ti compatisco! Quante morti crudeli non subisci!

Dolente Mamma, il Volere Divino si impone e ti met­te in moto. Tu guardi il suo santissimo volto, lo baci ed esclami: “Adorato Figlio, come sei sfigurato!

Ah, se l’amore non mi dicesse che sei il Figlio mio, la mia Vita, il mio Tutto, non più ti riconoscerei, tanto sei irriconoscibile!

La tua natia bellezza si è trasformata in deformità, le [tue] purpuree gote sono cambiate in lividure; la luce e la grazia che emanava il tuo bel volto, che vederti e rimanere beatificata era lo stesso, si è convertita in pallore di morte, o Figlio amato.

Figlio, come sei ridotto! Che brutto lavorio ha fatto il peccato sulle tue santissime membra! Ah, come la tua indivisibile Mamma vorrebbe restituirti la tua primiera bellezza!

Voglio fondere il mio volto nel tuo e prendere per me il tuo, e gli schiaffi, gli sputi, i disprezzi e tutto ciò che hai sofferto nel tuo volto santissimo.

Ah, Figlio, se mi vuoi viva, dammi le tue pene, altrimenti io muoio!”. Ed è tanto il tuo dolore, che ti soffoca, ti tronca la parola e resti come estinta sul volto di Gesù.

Povera Mam­ma, quanto ti compatisco! Angeli miei, venite a sollevare la Mamma mia; il suo dolore è immenso, la inonda, la soffoca e non le resta più vita né forza.

Ma il Volere Divino, infrangendo queste onde, le ridà la vita. Già sei sulla sua bocca e, baciandola, ti senti amareggiare le labbra per l’amarezza del fiele, che tanto ha amareggiato la bocca di Gesù.

Singhiozzando, continui: “Figlio mio, dì un’ultima parola alla tua Mamma. Possibile che non dovrò più ascoltare la tua voce?

Tutte le parole che mi hai detto in vita, come tante frecce, mi feriscono il cuore di dolore e di amore. Ed ora, vedendo­ti muto, si rimettono in moto nel mio lacerato cuore, dandomi innumerevoli morti.

Ed a viva forza vorrebbero strappare un’ultima tua parola, ma non avendola, mi straziano e mi dicono: “Sicché non più lo ascolterai, non sentirai più il suo dolce accento, la melodia della sua parola creatrice, che tanti paradisi creava in te per quante parole diceva”.

Ah! Il mio paradiso è finito e non avrò altro che amarezze. Ah, Figlio! Voglio darti la mia lingua per animare la tua.

Dammi ciò che tu hai sofferto nella tua santissima bocca: l’amarezza del fiele, la tua sete ardente, le tue ripara­zioni e preghiere.

Così, sentendo la tua voce per mezzo di queste, il mio dolore sarà più sopportabile e la tua Mamma potrà vivere mediante le tue pene”.

Mamma straziata, vedo che ti affretti, perché quelli che ti stanno intorno vogliono chiudere il sepolcro e, quasi di volata, prendi le mani di Gesù fra le tue, le baci, te le stringi al cuore e, deponendo le tue mani nelle sue, prendi per te i dolori e le trafitture di quelle mani santissime.

Poi sorvoli sui piedi di Gesù, guardando lo strazio crudele che i chiodi hanno fatto in essi; e mentre vi deponi i tuoi, prendi per te quelle piaghe e ti offri a correre al posto di Gesù presso i peccatori, per strapparli all’in­ferno.

Angosciata Mamma, ti vedo dare l’ultimo addio al cuore trafitto di Gesù. Qui fai sosta; è l’ultimo assalto al tuo cuore materno.

Te lo senti strappare dal petto per la veemenza dell’amore e del dolore e, da solo, fugge a de­porsi nel cuore sacratissimo di Gesù.

E tu, vedendoti senza cuore, ti affretti a prendere nel tuo il suo cuore sacratissimo, il suo amore respinto da tante creature, i tanti suoi desideri ardenti non compiuti per le loro ingratitudini e i dolori e le trafitture di quel cuore sacratissimo, che ti terranno crocifissa per tutta la vita.

E guardando la larga ferita, la baci, ne lambisci il sangue e, sentendoti la vita di Gesù, senti la forza di fare l’amara separazione.

Quindi lo abbracci e permetti che la pietra sepolcrale lo rinserri.

La preghiera alla Madre dolorosa

Dolente Mamma mia, piangendo, ti prego di non per­mettere per adesso che Gesù sia tolto al nostro sguardo; aspetta che prima mi chiuda in Gesù, per prendere in me la sua vita.

Se tu, che sei la Senza Macchia, la Tutta Santa, la Piena di Grazia, non puoi vivere senza Gesù, molto meno io, che sono la debolezza, la miseria, la pie­na di peccati.

Come posso vivere senza Gesù? Mamma dolente, non mi lasciare sola, portami con te, ma prima deponimi tutta in Gesù, svuotami di tutto per poter mettere tutto Gesù in me, come lo hai messo in te.

Incomincia da me l’ufficio materno che Gesù ti ha dato sulla croce e, facendo breccia sul tuo cuore materno la mia povertà estrema, con le tue stesse mani chiudimi tutta, tutta in Gesù.

Chiudi nella mia mente i pensieri di Gesù, affinché nessun altro pensiero entri in me. Chiudi gli occhi di Gesù nei miei, affinché mai possa sfuggire dal mio sguardo; il suo udito nel mio, onde sempre lo ascolti ed in tutto compia il suo Santissimo Volere.

Deponi il suo volto nel mio, affinché mirandolo così sfigurato per amor mio, lo ami, lo compatisca e ripari; la sua lingua nella mia, onde parli, preghi ed insegni con la lingua di Gesù;

le sue mani nelle mie, affinché ogni movimento che faccio ed ogni opera che compio abbia vita dalle opere e dalle azioni di Gesù.

Metti i suoi piedi nei miei, affinché ogni mio passo sia per le altre creature una vita di salvezza, di forza, di zelo.

Ed ora, afflitta Mamma mia, permettimi di baciare il suo cuore e di lambire il suo preziosissimo sangue e, chiudendo tu il suo cuore nel mio, [fa che io] possa vivere del suo amore, dei suoi desideri, delle sue pene.

Ed ora, prendi la destra irrigidita di Gesù, affinché mi dia l’ultima benedizione. Ora permetti che la pietra lo rinserri.

E tu, straziata, baci il sepolcro e, piangendo, gli dai l’ultimo addio e parti dal sepolcro.

La desolazione di Maria Santissima

[Desolazione di Maria Santissima] Ma è tanto il tuo dolore che ora resti impietrita e ora agghiacciata. Trafitta Mamma mia, insieme con te dico addio a Gesù e, piangendo, voglio compatirti ed accompagnarti nella tua amara desolazione.

Voglio mettermi al tuo fianco, per darti ad ogni tuo sospiro, affanno e dolore, una parola di conforto, uno sguardo di compassione.

Raccoglierò le tue lacrime e ti sosterrò nelle mie braccia, se ti vedrò venir meno.

Ma vedo che sei costretta a ritornare a Gerusalemme dalla via donde venisti. Appena pochi passi, e già ti si fa innanzi la croce, sulla quale Gesù tanto ha sofferto ed è poi morto.

Tu corri, l’abbracci e, vedendola tinta di sangue, uno per uno, si rinnovano nel tuo cuore i dolori che Gesù ha sofferto su di essa.

Ma non potendo contenere il dolore, singhiozzando, esclami: “O croce, come?! Così crudele con mio Figlio? Ah, in nulla lo hai risparmiato! Che male ti aveva fatto?

Non hai permesso a me, dolente mamma, di dargli neppure un sorso d’acqua mentre lo chiedeva, e alla bocca riarsa hai dato fiele ed aceto.

Il mio cuore trafitto me lo son sentito liquefare ed avrei voluto apprestare a quelle labbra il mio cuore liquefatto per dissetarlo, ma ebbi il dolore di vedermi respinta.

O croce, crudele sì, ma santa, perché divinizzata e santificata dal contatto del mio Figlio!

Quella crudeltà che usasti con lui, ricambiala in compassione per i miseri mortali; e per le pene che ha sofferto su di te, impetra grazia e forza alle anime che soffrono, affinché nessuna si perda per causa di tribolazioni e croci.

Troppo mi costano le anime, mi costano la vita d’un Figlio‑Dio; ed io, come Corredentrice e Madre, le lego a te, o croce”.

E baciandola e ribaciandola, parti. Povera Mamma, quanto ti compatisco!

Ad ogni passo ed incontro sorgono nuovi dolori che, crescendo nella loro immensità e rendendosi più amari, t’inondano, ti affogano e ad ogni istante ti senti morire.

Altri passi ancora e già sei a quel punto dove stamattina lo incontrasti sotto il peso enorme della croce, sfinito, grondante sangue, con un fascio di spine sulla testa, le quali, urtando con la croce, penetravano dentro dentro, dandogli ad ogni urto dolori di mor­te.

Gli sguardi di Gesù, incrociandosi coi tuoi, cercavano pietà, ma i soldati, per impedirvi questo sollievo, lo spinsero e lo fecero cadere, facendogli versare nuovo sangue.

Ora tu ne vedi il terreno inzuppato, ti getti a terra e, mentre baci quel sangue, ti sento dire: “Angeli miei, venite a mettervi a guardia di questo sangue, affinché non sia calpestata e profanata nessuna goccia”.

Dolente Mamma, lascia che ti dia la mano per alzarti e sollevarti, perché vedo che agonizzi sul sangue di Gesù.

Come cammini, nuovi dolori trovi; dovunque vedi tracce di sangue, ricordi i dolori di Gesù, quindi affretti il passo e ti chiudi nel cenacolo.

Anch’io mi chiudo nel cenacolo, ma il mio cenacolo è il Cuore Santissimo di Gesù, e da lì voglio venire da te per tenerti compagnia in quest’ora di amara desolazione.

Non mi regge il cuore di lasciarti sola in tanto dolore. Desolata Mamma, guarda questa piccola figlia tua; sono troppo piccina, da sola né posso, né voglio vivere.

Perciò prendimi sulle tue ginocchia, stringimi fra le tue braccia e fammi da mamma, perché ho bisogno di guida, di aiuto, di sostegno.

Guarda la mia miseria, versa una lacrima sulle mie piaghe e, quando mi vedrai distratta, stringimi al tuo cuore materno e richiama in me la vita di Gesù.

Ma mentre ti prego, sono costretta a fermarmi, per fare attenzione ai tuoi acerbi dolori.

Mi sento trafiggere nel vedere che, come muovi la testa, ti senti penetrare le spine che hai preso da Gesù, le punture di tutti i nostri peccati di pensiero che, penetrandoti fin negli occhi, ti fanno piangere lacrime miste a sangue.

Mentre piangi, avendo nei tuoi occhi la vista di Gesù, innanzi alla tua vista passano tutte le offese delle creature.

Oh, come ne resti amareggiata! Come comprendi ciò che ha sofferto Gesù, avendo in te le sue stesse pene!

Ma un dolore non aspetta l’altro. Come tendi l’orec­chio, ti senti assordare dall’eco delle voci delle creature; ciascuna varietà di voce di creatura ti penetra dalle orecchie al cuore, trafiggendolo, e tu ripeti il tuo ritornello: “Figlio, come hai sofferto!”.

La meditazione della Passione nella spiritualità della Divina Volontà

Gesù ci dice nel“Libro di Cielo” (16 maggio 1917): “Non c’è anima che entra in Purgatorio o in Paradiso che non porti l’impronta delle Ore della Passione.

Queste ore sono l’ordine dell’Universo e mettono in armonia il cielo e la terra . Figlia mia -continua Gesù- ogni volta che la creatura si fonde in Me, da a tutte le creature un flusso di Vita Divina, ed a seconda che le creature hanno bisogno, ottengono il loro effetto; chi è debole sente la forza, chi è ostinato nella colpa riceve la luce, chi soffre riceve il conforto, e così di tutto il resto”.

Ciò che promette Gesù in questo brano scalda il cuore ma chi medita queste ore, fuso in Gesù, troverà molte altre promesse.

Nel“Libro di Cielo” (ottobre 1914) Gesù ci dice: ‘’Se le faranno insieme a Me e con la mia stessa Volontà, ad ogni parola che reciteranno darò loro anche un anima, perché tutta la maggiore o minore efficacia di queste Ore sta nella maggiore o minore unione che hanno con Me, e facendole con la Mia stessa Volontà, la creatura si nasconde nel mio Volere, ed agendo il Mio Volere, posso fare tutti i beni che voglio, anche per una sola parola, e questo ogni volta che le farete, perché non è altro che ripetere ciò che feci nel corso della Mia Vita mortale e ciò che continua nel Santissimo Sacramento.

Quando sento queste Ore della Mia Passione, sento la mia stessa voce, le Mie stesse preghiere, vedo la mia Volontà in quell’anima, quale è di volere il bene di tutti e di riparare per tutti, ed io mi sento trasportato a dimorare in essa, per poter fare in lei ciò fa lei stessa;

oh! Quanto amerei che anche una sola per paese facesse queste Ore della Mia Passione! Sentirei Me stesso in ogni paese, e la mia giustizia, in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata”.

Gesù si rivolge ancora una volta a Luisa (e a ognuno di noi) nel“Libro di Cielo” (24 marzo 1913): ”Figlia mia, alla mia cara Mamma mai sfuggì il pensiero della Mia Passione, ella a forza di ripetere la Mia Passione, si riempì tutta di Me.

Così succede all’anima: a forza di ripetere ciò che Io soffriì, si riempie di me”.

Che meraviglia! Fonderci in Gesù nella Divina Volontà e tornare all’inizio dei tempi, proprio come Adamo ed Eva, secondo la promessa certa dell’Avvento del Regno di Dio.

In questi tempi pieni di guerre, odio, male, dobbiamo tornare a Dio che libera da ogni miseria, cattiveria e ci dona tutti i beni.

Gesù ci indica la strada nel“Libro di Cielo” (2 febbraio 1917): ‘’Figlia mia il mondo si è squilibrato perché ha perduto il pensiero della Mia Passione.

Nelle tenebre non ha trovato la luce della Mia Passione che lo rischiarava, che gli permetteva di conoscere il Mio Amore e la luce della mia Passione, guidandolo, lo metteva in guardia da tutti i pericoli”.

Che aspettiamo! Leggiamo e meditiamo questo libro e lasciamoci modellare dalla Passione di Cristo.

Come partecipare alla preghiera continua

Le regole dell'Orologio della Passione.

Il compito personale

Ti viene assegnata un'ora fissa di meditazione (ad esempio, l'ora della Passione di Gesù). È il tuo momento di veglia con Gesù.

Il tuo compito è amare per coloro che non amano. Pregare per coloro che non pregano. Ricompensare per coloro che feriscono.

La durata della preghiera

Preghi ogni giorno a quest'ora per 24 giorni (in qualsiasi momento della giornata).

Medita ogni giorno alla stessa ora. Puoi farlo in qualsiasi momento della giornata. Ti mettiamo a disposizione il testo della preghiera.

La rotazione delle ore

Dopo 24 giorni, il mondo intero si sposta di un „occhio” più avanti. La tua nuova ora è le 4.

Ogni 24 giorni il mondo intero si sposta di un'ora in avanti (ad esempio dalle 5:00 alle 6:00). In questo modo, nel giro di due anni vivrai tutta la Passione di Cristo.

Nel Cuore della Passione di Gesù ❤️‍🔥: Una Meditazione Guidata (un'ora di preghiera con Gesù)

La preghiera personale durante l’adorazione

La preghiera personale può essere vissuta attraverso l’adorazione eucaristica, la meditazione della Passione, la richiesta di riconciliazione e il silenzio interiore.

Prima di iniziare a meditare ognuna delle 24 ore della Passione si legge una preghiera iniziale, attraverso cui ci si fonde in Gesù, continuando la meditazione troviamo le “Riflessioni e Pratiche”(momento di introspezione personale) e si conclude con una preghiera finale di ringraziamento.

O anche solo a riflettere, lontano dal rumore e dalla frenesia di tutti i giorni, in un’occasione non usuale di incontro personale con la misericordia di Dio.

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