Il Museo dell’Abbazia di Montecassino è un piccolo gioiello che ripercorre la storia del noto monastero e della storia dell’arte negli ultimi 1500 anni. È formato da circa 17 ambienti che testimoniano l’importanza di questo luogo dalla fondazione ad opera di San Benedetto da Norcia, fino alla distruzione operata dal bombardamento alleato.
Il Museo vanta una collezione molto ricca di stampe e carte geografiche, corali e manoscritti, così come quella dedicata ai paramenti sacri e agli avori. Inoltre, la collezione di dipinti ospita alcune delle opere più interessanti dei Maestri napoletani del Settecento.
Il significato di “cosmetici” nel contesto dell’Abbazia di Montecassino
Nel patrimonio dell’Abbazia di Montecassino il termine “cosmetici” non identifica una specifica collezione museale o una sezione dedicata ai prodotti per la cura del corpo. Il percorso museale è invece incentrato sulla storia del monastero, sull’arte sacra, sui manoscritti, sui tessuti, sugli arredi liturgici e sulle opere sopravvissute alla distruzione del 1944.
La visita consente quindi di approfondire soprattutto l’uso storico di materiali preziosi, colori, ricami, avori, argenti e decorazioni, elementi che possono essere collegati alla cultura estetica e artigianale del monastero, ma non costituiscono una collezione di cosmetici.
La storia dell’Abbazia e del Museo di Montecassino
L’Abbazia di Montecassino rappresenta uno dei principali siti benedettini in Italia. Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, l’edificio fu distrutto nel bombardamento del 15 febbraio 1944 e ricostruito dopo la Seconda Grande Guerra.
Oggi, il Monumento domina il paesaggio culturale cassinense, rappresentando un unicum nel racconto storico, religioso e architettonico d’Italia. Nel tratto iniziale del museo si trovano una serie di ambienti dedicati alla storia recente del monastero, in particolare del bombardamento.

In una teca sono esposti il viso e le mani di avorio della statua di Santa Scolastica realizzata dalla Scuola d’arte di Beuron, salvatisi dal bombardamento. Da qualche mese è pure possibile affittare degli occhiali per la realtà aumentata che permettono di vedere la basilica prima del bombardamento e durante lo stesso.
Il 16 ottobre 1943 fu organizzato il trasferimento della biblioteca e dei quadri e suppellettili vari del monastero, ed il 17 il primo camion lasciò il monastero alla volta di Roma.
Il tondo di Sandro Botticelli
Uno dei pezzi più importanti presenti nel museo di Montecassino è il tondo di Sandro Botticelli, donato dalla Famiglia Masi di Montecatini all’Abbazia. In realtà non è firmato, ma la famiglia ne certifica l’autenticità ed i caratteri stessi dell’artista sono piuttosto evidenti.
La stessa forma del quadro tondo sottolinea la perfezione celeste del Verbo che si fa carne nella natività, mentre a fare da sfondo alla scena appare un riparo occasionale tra le rovine. La scena sembra un quadretto domestico, di due genitori che guardano con stupore il loro bimbo, senza altre figure intorno, ed i due adulti sono vestiti dei colori che teologicamente più si addice loro.
Certamente non sono opera del maestro, ma della sua bottega le mani delle varie figure che appaiono sproporzionate.
Il nuovo polittico di Montecassino
Da qualche settimana nel museo dell’Abbazia di Montecassino è stato esposto un polittico che fino al 1600 decorava l’altare ma che in occasione della trasformazione della basilica in stile Barocco Rococò fu smontato e poi diviso per servire da decorazione in luoghi diversi.
Si tratta di un’opera di Andrea Sabatini, detto anche Andrea da Salerno, che opera in Campania e nelle zone circostanti nel 1500. Collaborò a lungo con l’Abbazia di Montecassino, per cui affrescò anche le cappelle di San Bertario e San Nicola di Bari, ora perdute.
Nel 1529 l’Abbazia di Montecassino gli commissionò un grande polittico che rappresentasse le scene della vita di San Benedetto, lavoro che si protrasse per circa 3 anni e coinvolse pure Saverio Ierace e Gian Filippo Criscuolo, suoi colleghi.
Nel museo di Montecassino si può ammirare un’altra sua opera dal titolo San Bertario in Cattedrale.
Le scene raffigurate nel polittico
Nella pala centrale San Benedetto accoglie San Placido e San Mauro, donati alla comunità dai loro genitori. Mauro sarà già da subito di grande aiuto a San Benedetto, Placido invece era ancora troppo giovane a quel tempo.
Nel primo riquadro a sinistra San Benedetto benedice San Mauro e lo manda a salvare San Placido. Nel riquadro centrale invece San Benedetto risuscita un monaco che è stato sotterrato dalla caduta di un muro. Nel terzo riquadro in basso San Benedetto libera un contadino fatto prigioniero da Zalla.
In alto a destra invece il primo quadro rappresenta San Benedetto che resuscita un bimbo. Nel riquadro centrale San Benedetto consegna a San Placido e San Mauro la regola. Nell’ultimo riquadro in basso San Benedetto muore dopo aver preannunciato la data del suo trapasso, dopo aver ricevuto l’eucarestia nelle braccia dei suoi monaci che lo aiutavano a reggersi in piedi.

La collezione degli argenti
Nel museo dell’Abbazia di Montecassino è esposta una notevole collezione di vasi sacri in argento. Tra di loro, un numero ragguardevole di calici, pissidi ed ostensori che ben rappresentano l’evoluzione di questi arredi sacri nel corso dei secoli.
I calici
Per esempio i calici fin dalla loro origine sono stati di forme e materiali vari, per raggiungere solo nel XIII secolo una forma più strutturata formata da coppa, fusto e base, quando in precedenza normalmente il fusto non esisteva. Bisogna però aspettare il XIV secolo per vedere questo oggetto divenire più slanciato, con una coppa più piccola.
A quel tempo il fusto di solito esagonale aveva nel suo centro un nodo elegantemente decorato con medaglioni smaltati. Proprio uno di questi calici di forma più antica fu recuperato tra le macerie del bombardamento di Montecassino, con gli smalti molto rovinati e la doratura consumata.
Lo sviluppo ulteriore fu legato alla realizzazione della base con archi inflessi con o senza interruzioni rettilinee delle decadi successive. Nella seconda metà del 1500 si abbandonano però queste forme medievali per tornare ai modelli più antichi con base circolare e la coppa a bicchiere, uno stile che rimarrà simile per i seguenti tre secoli.
Anche la decorazione cambia, si fa più elegante, cesellata. Ma nel 1600 cominciamo già le prime avvisaglie del barocco, con ceselli più appariscenti e pinnacoli. Nel 1800, oltre a realizzare calici di forme neoclassiche, si ritorna ai modelli barocchi settecenteschi.
Le pissidi
Mentre per i calici l’evoluzione è stata piuttosto lunga, le pissidi invece fino al 1500 erano semplici scatole in metallo, avorio o osso intagliato, o strutture a forma di tempietto, o cassette cilindriche.
Il museo di Montecassino ospita uno dei primi esemplari di pisside più moderna, a forma di coppa conica con un piede circolare, su cui si poggia un coperchio. Mentre il fusto e la base rimarranno sempre più o meno simili, cambierà la coppa, che diventerà sferica o semisferica con il coperchio a pera.
Nel periodo barocco non mancheranno le pissidi abbondantemente decorate e cesellate.
Gli ostensori
Non possiamo però dimenticare un altro vaso sacro che cominciò ad essere utilizzato molto solo nel 1400, l’ostensorio, quando con la creazione della festa del Corpus Domini si diffuse l’uso della processione con il Santissimo Sacramento.
Ciò che fino a quel momento sarebbe stato un vaso per conservare le ostie divenne una maniera per esporle. All’inizio l’ostensorio prese la forma di un tempietto sorretto da un alto piede.
A Montecassino è presente un ostensorio a forma di edicola, con figurine di santi ai lati di pregevole fattura. Ma verso la fine del 1400 prende piede una nuova forma che identifica l’Eucarestia al sole raggiante, a cui vengono aggiunti poi croci e teste d’angelo.
Nel 1700 vengono aggiunti angeli e santi lungo il gambo e tra i raggi.
Le tarsie, gli smalti e gli avori
Il museo conserva le tarsie sopravvissute al bombardamento, insieme a una collezione di smalti e avori. L’avorio è sempre stato considerato, per il suo colore bianco e per la durezza del materiale, un simbolo di purezza e di incorruttibilità.
Il trono di Re Salomone, per esempio, sarebbe stato fatto d’avorio, e la stessa espressione linguistica “una torre d’avorio” richiama l’idea di isolamento, rifiuto ad essere coinvolto, sottolineando nuovamente l’idea che questa materia protegga da ogni contatto.
Il sarcofago blu
Il sarcofago blu che campeggia poco dopo i paramenti sacri veniva utilizzato nel periodo pasquale per sottolineare la morte del Signore e successivamente esposto aperto, ricordava ai fedeli la resurrezione di Cristo.
I paramenti sacri e i copricapi
La collezione dei paramenti sacri è veramente molto vasta, ma nel museo sono mostrati solo i pezzi più antichi, più sontuosi e più evocativi. Sono stati regalati al monastero dalle famiglie più in vista della zona, o sono stati richiesti espressamente dai monaci quando serviva un nuovo abito liturgico.
I colori sono legati, come gli stessi disegni ricamati, ai diversi periodi dell’anno in cui andavano indossati o alle diverse festività. I materiali sono i più vari, sempre sontuosi, ricamati in oro ed argento.
Insieme alle mitre papali e vescovili interamente decorate con perle, coralli e pietre dure, sottolineavano l’importanza del prelato che li indossava.

Codici, libri, stampe e carte geografiche
La sezione dei codici e dei libri documenta il ruolo dell’Abbazia come centro di conservazione e trasmissione della cultura. Il museo ospita inoltre una collezione molto ricca di stampe e carte geografiche, corali e manoscritti.
Questi materiali permettono di collegare la storia religiosa del monastero alla produzione libraria, alla cartografia e alla diffusione delle immagini nel corso dei secoli.
La collezione delle ceramiche e dei dipinti
Il percorso comprende anche la collezione delle ceramiche e una sezione dedicata ai dipinti. La collezione di dipinti ospita alcune delle opere più interessanti dei Maestri napoletani del Settecento.
Le diverse raccolte mostrano la varietà del patrimonio dell’Abbazia, nel quale convivono opere pittoriche, oggetti liturgici, manufatti preziosi, libri, stampe e testimonianze della storia monastica.
Informazioni per la visita
Orari dell’Abbazia e del Museo
| Periodo | Abbazia | Museo |
|---|---|---|
| 1 novembre - 31 marzo | lunedì - sabato, 9:30 - 16:50; domenica, 9:30 - 17:15 | domenica e festivi, 9:30 - 17:15 |
| 1 aprile - 31 ottobre | 9:30 - 18:30 | tutti i giorni, 9:30 - 18:30 |
Durante le celebrazioni la visita è sospesa. L’Abbazia è visitabile per il 70% degli spazi, il Museo attualmente per il 50% degli spazi.
È possibile effettuare foto con il cellulare in tutti gli ambienti. Per la visita sono consigliate scarpe comode.
Biglietti del Museo
Il costo dei biglietti per la visita del Museo di Montecassino per i visitatori individuali ed i piccoli gruppi sotto le 10 unità è di 6 euro a persona. Al di sopra delle 10 unità, il costo è di 4 euro a persona.
Nel caso di famiglie con bambini piccoli il costo è di 4 euro per i genitori e 2 euro per i bambini. Le scolaresche in visita al museo pagano 4 euro, ed i professori o adulti che li accompagnano pagano anche loro 4 euro.
Le visite guidate del museo sono possibili la prima domenica del mese in occasione dell’ingresso gratuito al museo e costano 6 euro a persona, ma per gruppi più piccoli di 6 persone si paga comunque un prezzo fisso di 35 euro.
Visita guidata del Museo
La visita del museo dura circa 2 ore. Il costo della visita guidata è di 160 euro per gruppi fino a 50 persone, mentre eventuali biglietti e radioline non sono comprese nella tariffa della visita guidata.
Il tour è disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Visita guidata del Monastero
La visita guidata del monastero si svolge ogni giorno alle 10 ed alle 15. L’incontro è previsto nel parcheggio di Montecassino o, previo accordo, a Cassino.
Il programma comprende la visita dei tre chiostri di Montecassino, della basilica e della cripta, salvo eventuali messe e momentanei divieti. Il prezzo della visita guidata è di 150 euro lordi per un gruppo fino a 50 persone.
Il pagamento può essere effettuato anticipato via conto corrente bancario o sul posto brevi manu.
Come arrivare e dove parcheggiare
L’indirizzo dell’Abbazia è Via di Montecassino s.n.c., 03043 Cassino (FR). Esiste un efficace collegamento con la città di Cassino tramite treno locale collegato ad un servizio navette che conduce all’Abbazia.
È presente un’ampia area di parcheggio libero all’ingresso dell’Abbazia. Per gli autobus è indicato un costo di parcheggio di 25 euro.
Luoghi da visitare nei dintorni
Nei dintorni di Montecassino è possibile organizzare visite con guida turistica a Gaeta, Formia e Aquino.
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