Sentiero a piedi da Vallepietra al Santuario della Santissima Trinità

Il sentiero a piedi da Vallepietra al Santuario della Santissima Trinità è un itinerario escursionistico di difficoltà E, lungo il tratto finale della Valle del Simbrivio, che conduce sotto la strapiombante Rupe della Tagliata, detta anche “Sacro Scoglio”. La mulattiera è frequentata da numerosi pellegrini che preferiscono questo percorso a quello più comodo che si svolge su strada partendo da Vallepietra.

L’itinerario raggiunge il santuario attraversando campi coltivati, sterrate, boschi, tratti rocciosi, sorgenti e cappelle votive, con un avvicinamento progressivo alla grande parete calcarea del Colle della Tagliata. Il percorso non è mai troppo faticoso, ma l’ultimo tratto presenta una salita più ripida e sconnessa, perciò sono necessarie calzature adatte e un minimo di allenamento.

Scheda tecnica dell’itinerario

CaratteristicaInformazione
PartenzaVallepietra, 818 m
Accesso al percorsoPonte del Tartaro, 787 m
ArrivoSantuario della Santissima Trinità, 1340 m
Dislivello complessivo560 m
Tempo di andata1.30 ore
Tempo di ritorno1.20 ore
DifficoltàE - Escursionistico
SegnaleticaSegni bianco-rossi
TipologiaAndata e ritorno sullo stesso itinerario
Luogo di partenzaRaggiungibile con auto e pullman

Da Vallepietra al Santuario della Santissima Trinità il tempo di percorrenza indicato è di circa 1 ora e 30 minuti all’andata e 1 ora e 20 minuti al ritorno, con un dislivello complessivo di 560 metri. La difficoltà è E, cioè escursionistica, e la segnaletica è costituita da segni bianco-rossi.

Dal centro di Vallepietra al Ponte del Tartaro l’accesso è limitato alle sole auto quindi, se questo tratto viene percorso a piedi bisogna aggiungere 50 m al dislivello complessivo e 30 minuti al tempo di marcia, sia all’andata che al ritorno.

Sentiero Vallepietra Santuario Santissima Trinità

Il significato storico e religioso del percorso

Si tratta di un sentiero antico che copre un tratto dello storico percorso dei pellegrini del Santuario della Santissima Trinità. L’itinerario fa assaporare uno dei tratti più suggestivi del Sentiero Colemann, in un’atmosfera carica di storia e di fede.

Il Santuario della Santissima Trinità è un’antichissimo luogo di culto posto sotto la strapiombante Rupe della Tagliata o “Sacro Scoglio”. Il piccolo santuario è meta da numerosi secoli di devoti pellegrini singoli o in gruppi che formano le Compagnie con i loro stendardi.

Accompagnate da suonatori di fisarmoniche, organetti e altri strumenti musicali, si avvicinano a piedi in processione cantando brani tradizionali sacri fino alla chiesetta che ospita l’antichissimo affresco della Trinità. I pellegrini partono da numerosi paesi del Lazio e Abruzzo e anche da altre località d’Italia, impiegando, alcune volte, giorni per arrivare a piedi presso il Santuario.

Come raggiungere il Ponte del Tartaro

Da Fiuggi o Subiaco si percorre la carrozzabile per Vallepietra e, giunti alle porte del paese, in corrispondenza di un bivio, si prende la strada di sinistra. Dopo circa 200 metri si stacca, sempre sulla sinistra, una stradina asfaltata.

Una volta imboccata si superano due ponticelli, si lascia sulla destra il cimitero, sulla sinistra la cappelletta dedicata a Santa Maria. Si giunge, dopo circa 2,8 km, al Ponte del Tartaro nei pressi del quale si può parcheggiare, a quota 787 metri.

Il luogo della partenza può essere anche la piazza del paese. Procedendo dalla piazza, si oltrepassa il grande arco della Porta del Sole e si scende a sinistra oltrepassando Porta Napoletana.

Dopo di che si prosegue fino ad arrivare al “fontanile”, un’antica fonte di acqua fresca di sorgente dove si abbeveravano gli animali. Da qui parte una strada che dopo un breve percorso diventa asfaltata e scende fino ad aprirsi e fiancheggiare il fiume Simbrivio.

Dal Ponte del Tartaro alla località La Rimessa

Si prosegue così a piedi tra campi coltivati e, superata una cascatella su una vecchia fonte, la strada asfaltata termina diventando una sterrata a tratti cementata. Il tracciato costeggia il torrente Simbrivio e attraversa l’ultimo tratto della valle.

Dopo aver superato alcuni bellissimi campi coltivati, si segue l’indicazione sulla sinistra e si inizia a salire prendendo una mulattiera. Durante il cammino si alternano tratti di bosco a tratti rocciosi ma molto semplici da attraversare.

Ad un bivio, si continua sulla sterrata tralasciando a sinistra una sassosa mulattiera con il segnale SS. Trinità - sentiero pedonale. Si tocca una fonte da dove sgorga un’acqua freschissima.

Giunti ad un secondo bivio, dove troveremo una sorgente, si prosegue dritti, prima in ripida salita e poi in lieve pendio, fino ad un piccolo ponte in legno.

Attraversato il ponte, sotto il quale scorre l’acqua di un ruscello, si giunge ad una piazzola, usata come area di sosta. Qui si trovano una piccola cappella, alcune croci in ferro e qualche stele votiva.

Siamo in località La Rimessa, a quota 925 metri, e il percorso ora si fa più ripido e sconnesso. Il piccolo ponte con l’edicola religiosa rappresenta uno dei punti riconoscibili del percorso.

La salita verso la Cona dello Spirito Santo

Ai lati della sterrata incontreremo numerose croci votive piantate in occasione di vari pellegrinaggi. Il sentiero conserva così una marcata dimensione religiosa, visibile nelle croci, nelle targhe e nelle cappelle disseminate lungo la salita.

Si arriva così a Cona dello Spirito Santo dove sorge un’altra cappella votiva, a quota 1076 metri, dopo circa 30 minuti. Superata la cappella si passa in mezzo a caratteristiche formazioni rocciose.

Poi tutto si interrompe, si fanno da parte gli alberi e si scorge una piccola edicola. Sulle sue pareti si iniziano a vedere i primi cimeli dei pellegrini, ovvero croci e targhe che ricordato il paese e l’anno del pellegrinaggio.

Si può scorgere e vedere benissimo l’effetto suggestivo della grande parete di roccia sotto la quale sorge il Santuario della Santissima Trinità. Da questo punto il “Sacro Scoglio” diventa sempre più evidente e domina la visuale davanti all’escursionista.

Cona dello Spirito Santo cappella votiva

Dalla Cona dello Spirito Santo al Santuario

Ora il bosco si fa più fitto e il fondo della sterrata più agevole: con una lunga diagonale a mezza costa ci apprestiamo a risalire la parte terminale della Valle del Simbrivio, non nominata sulla carta IGM.

Aggireremo così la testa di valle, denominata Carpinetto, sopra la quale sorge l’antichissimo Santuario della SS. Trinità. Il percorso procede in ambiente boschivo, alternando tratti più agevoli a passaggi con fondo irregolare.

Da qui si sale ancora su un tratto di roccia nuda molto ripida ma spettacolare, perché ricorda un set cinematografico. La vista diventa progressivamente più ampia e permette di osservare la valle, il borgo di Vallepietra e le montagne circostanti.

Si arriva poi all’ultima parte, la più ripida, che vi consiglio di fare lentamente, fermandovi ogni tanto per godere dello spettacolo che vi offre la natura. La salita richiede attenzione soprattutto quando il fondo è sconnesso.

Giunti ad un tornante, a quota 1305 metri, dove troveremo un’altra cappella ricavata nella roccia, si dovranno percorrere ancora pochi metri per affacciarsi sull’ampio piazzale del santuario, a quota 1340 metri.

La durata indicata per questo tratto è di circa un’ora dalla Cona dello Spirito Santo, oppure un’ora e trenta minuti considerando il percorso precedente.

Il Santuario della Santissima Trinità

La strada prosegue, si stringe e si percepisce l’arrivo a una zona sacra perché il sentiero è cosparso di croci e simboli del pellegrinaggio. Dopo il tratto finale si raggiunge il piazzale del Santuario della Santissima Trinità.

Arrivati al Santuario della Santissima Trinità, difficilmente dimenticherete lo spettacolo della parete di pietra calcarea a strapiombo alta 300 metri, il Colle della Tagliata, mentre sotto di voi un panorama mozzafiato, da cui si può scorgere il paese, il fiume e tutte le montagne circostanti.

All’interno è custodito l’affresco raffigurante la veneratissima immagine della Trinità risalente al XII secolo, come gli altri affreschi che decorano la chiesetta. Il piazzale è dominato da un altare protetto da un’aerea pensilina moderna in cemento.

Tutta la zona è caratterizzata da decine e decine di croci poste negli anni dalle tantissime confraternite. La presenza delle croci, delle cappelle e delle targhe accompagna l’escursionista fino alla meta e rende riconoscibile la funzione storica del sentiero.

Il paesaggio della Valle del Simbrivio

L’avvicinamento progressivo alla Rupe della Tagliata offre numerose prospettive di notevole valenza paesaggistica in ambiente vario e piacevole. Il percorso attraversa campi, radure, boschi, formazioni rocciose e tratti di valle caratterizzati dalla presenza dell’acqua.

La regione è rinomata per il suo straordinario patrimonio idrogeologico, con numerosi fiumi e oltre mille sorgenti, tra cui “Le Vaglie” e “Le Sette Fontane”. Le escursioni comprendono faggete dense, formazioni rocciose carsiche, praterie ricche di specie e diverse cascate lungo il fiume Simbrivio.

Sub Imbribus, non a caso, significa letteralmente “sotto piogge” a testimoniare l’abbondanza di acqua dalle precipitazioni che, assorbita dal terreno carsico, trova altre vie per uscire in superficie, magari a molti Km di distanza magari attraverso salti e cascate.

Nel territorio si possono incontrare anche sorgenti, ruscelli e cascate lungo i percorsi del Parco Naturale dei Monti Simbruini. La presenza dell’acqua accompagna soprattutto i tratti inferiori dell’itinerario, prima della salita verso la Cona dello Spirito Santo e il Carpinetto.

Il ritorno a Vallepietra

Il ritorno si svolge sullo stesso itinerario dell’andata. Dal piazzale del Santuario si ripercorre in discesa il tratto sotto la parete del Colle della Tagliata, si supera la cappella ricavata nella roccia e si ridiscende verso il Carpinetto.

Si prosegue lungo la sterrata in direzione della Cona dello Spirito Santo, passando nuovamente accanto alle croci votive e alle formazioni rocciose. Dalla cappella il fondo diventa progressivamente più agevole e conduce verso La Rimessa.

Superato il piccolo ponte in legno, si continua verso la sorgente e la vecchia fonte, quindi si raggiungono i campi coltivati e il tratto asfaltato che costeggia il Simbrivio. Il percorso termina al Ponte del Tartaro oppure, per chi ha iniziato dal paese, nel centro di Vallepietra.

Indicazioni pratiche per l’escursione

Generalmente è preferibile partire la mattina presto perché una parte del tragitto non è coperta da vegetazione quindi si rischia di camminare sotto il sole. È consigliabile organizzare l’escursione tenendo conto della salita finale, che concentra una parte significativa del dislivello in un tratto breve.

Vi consiglio di indossare scarpe adatte, abbigliamento leggero e di portare uno zaino con tutto il necessario per un’escursione giornaliera in montagna. La difficoltà complessiva è E, ma il tratto conclusivo richiede passo sicuro e attenzione sul terreno roccioso e sconnesso.

Molti sentieri di Vallepietra sono adatti ai cani, permettendo di esplorare il paesaggio naturale insieme al proprio animale. È comunque consigliabile tenere i cani al guinzaglio, soprattutto nelle aree con fauna selvatica o in prossimità di altri escursionisti, e verificare le eventuali regole specifiche del percorso.

Il Santuario della Santissima Trinità è aperto dal 1° maggio al 30 ottobre. In inverno alcuni sentieri sono adatti alle ciaspolate, ma richiedono una buona preparazione fisica e esperienza alpina.

Attenzione alla parete del Colle della Tagliata

Purtroppo le rocce strapiombanti del Colle della Tagliata non sono compatte e, nel tempo, si sono verificati dei distacchi di sassi che precipitano sul grande piazzale attiguo al Santuario.

Ciò rappresenta un serio pericolo se ci si aggira sulla cengia che ospita anche il moderno complesso religioso. Proprio per tutelare le folle di pellegrini che visitano il Santuario, è stato installato un camminamento protetto obbligato.

È quindi necessario seguire il camminamento predisposto e rispettare le indicazioni presenti nell’area del santuario. La presenza della parete rocciosa rende il luogo altamente suggestivo, ma richiede prudenza durante la sosta e gli spostamenti.

Camminamento protetto Colle della Tagliata

Altri itinerari collegati al Santuario

Dal Santuario proseguono altri due percorsi che portano al Monte Autore, quota massima 1855 metri, uno sopra il Colle della Tagliata e l’altro scende dalla parte opposta per poi risalire.

Il percorso Vallepietra - S.S. Trinità - Monte Autore parte da Vallepietra, a quota 818 metri, ha un tempo di percorrenza di 3 ore e 20 minuti, una difficoltà E - Escursionistico, una lunghezza di 9,1 km e una quota massima di 1850 metri.

Questo classico sentiero, che corrisponde ad un tratto del sentiero Coleman, passa per lo storico Santuario della S.S. Trinità ed è il più frequentato dai numerosissimi pellegrini. Dal centro di Vallepietra si scende sulla stradina che conduce al Cimitero.

Il sentiero scende rapidamente e poi risale entrando nel bosco. Si sale, sempre nel bosco, fino ad uscirne poco prima di arrivare al Passo Procoio. Sempre seguendo i segnali, si sale sulla sinistra e si entra in bosco di faggi.

Su comoda mulattiera si arriva alla caratteristica Fonte della Fossaiola, conosciuta come Fontana degli Scifi. Da qui si svolta a sinistra per una ripida larga mulattiera e poi, in prossimità di una croce, a destra.

Attraversato un boschetto, si è sul versante est del Monte Autore fino a giungere in cima. Questo itinerario è più lungo e impegnativo rispetto al semplice percorso da Vallepietra al Santuario.

Il percorso da Campo dell’Osso per il Monte Autore

Numerosi sentieri portano al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra. Un itinerario alternativo parte dalla località turistica di Campo dell’Osso, immersa nel territorio del Parco Regionale dei Monti Simbruini, l’area protetta più estesa del Lazio.

Dopo aver attraversato le belle faggete tipiche dei Simbruini, prima un tratto sulla dorsale della Cesa Zoppa poi il passo delle Vedute regalano stupendi panorami innanzitutto sulla nostra meta, ossia il suggestivo Santuario della SS. Trinità di Vallepietra incastonato sotto agli enormi salti rocciosi calcarei del Colle della Tagliata.

Raggiunta la cima del Monte Autore, il panorama si allarga incredibilmente a 360 gradi ed è stupendo su gran parte dell’Appennino centrale: le cime del Terminillo, il Gran Sasso, il massiccio del Monte Velino e la Piana del Fucino ai suoi piedi e, più vicine, le depressioni carsiche di Campo della Pietra e Camposecco.

L’escursione presenta un dislivello impegnativo dunque è adatta a escursionisti ben allenati. Essendo ben segnalata, non presenta alcun problema per l’orientamento.

CaratteristicaInformazione
PartenzaCampo dell’Osso, 1540 m
Quota massima1855 m
Dislivello1100 m
Sviluppo16 km
Tempo3.45 ore all’andata, 2.45 ore al ritorno
DifficoltàEE - Escursionismo esperto
SegnaleticaBianco-rossa 673C, 651, SC, 683A
Periodo consigliatoTutto l’anno, eccetto con neve o ghiaccio

Raggiunta la località Campo dell’Osso, che dista mezz’ora di auto da Subiaco, si parcheggia agevolmente nell’ampio piazzale, a quota 1540 metri. Dal parcheggio si segue la strada asfaltata in direzione di Campo Minio.

Si procede sulla dorsale della Cesa Zoppa, si raggiunge il valico chiamato le Vedute e si continua lungo il Sentiero Coleman fino alla cima del Monte Autore. Dopo una sosta, si scende verso la Fonte degli Scifi, il Passo Procoio e il Colle della Tagliata, arrivando infine al Santuario della Santissima Trinità.

Il ritorno può seguire un tracciato differente nella parte alta, mantenendosi sul fianco sudorientale del Monte Autore e passando per le Vedute prima di rientrare a Campo dell’Osso. Questo itinerario non deve essere confuso con il più breve sentiero da Vallepietra al Santuario.

Il Sentiero Coleman e le caratteristiche naturalistiche

Il percorso da Vallepietra al Santuario raggiunge uno dei tratti più suggestivi del Sentiero Coleman. Il paesaggio dei Monti Simbruini comprende dense faggete, radure, formazioni carsiche, sorgenti e punti panoramici sulle montagne dell’Appennino centrale.

Vallepietra offre oltre 20 sentieri escursionistici, adatti a diversi livelli di esperienza, da percorsi facili a salite verso le cime più impegnative. Si trovano opzioni che vanno dai sentieri ombreggiati nei boschi alle ascensioni più impegnative.

Da quote più elevate si possono ammirare ampie vedute panoramiche sui Monti Simbruini. Nelle giornate limpide, soprattutto dalle cime come il Monte Autore, è possibile osservare anche il massiccio del Gran Sasso e altri rilievi dell’Appennino centrale.

La stagione generalmente migliore per le escursioni a Vallepietra va dalla primavera all’autunno, quando il clima è più mite e i sentieri sono più accessibili. In caso di neve o ghiaccio, il percorso richiede invece attrezzatura, preparazione ed esperienza adeguate.

Varianti e percorsi nei dintorni di Vallepietra

Vallepietra offre anche alcuni percorsi ad anello. Il circuito Monte Tarinello - Monte Tarino dal Piazzale della SS. Trinità è un itinerario moderato di 12 km attraverso l’ambiente montano.

Un’altra possibilità è l’anello Monte Autore Summit - Monte Autore Viewpoints, lungo circa 9 km. Per chi desidera osservare l’acqua, il Vallepietra Waterfalls Loop è un percorso moderato di 10,4 km dedicato a cascate e boschi.

Un itinerario più breve è Vallepietra - Ara antica - Vallepietra, un percorso ad anello di 4,2 km, con difficoltà T - Turistico, tempo di percorrenza di un’ora e 30 minuti e dislivello di 269 metri in salita e 272 metri in discesa.

Da Vallepietra si raggiunge la strada per il Santuario della SS. Trinità. Al bivio si prende il sentiero più alto che presto traversa i due acquedotti, passando nei pressi di un fabbricato rurale.

Poco oltre si gira ancora a sinistra e, salendo rapidamente, si prende la mulattiera quasi pianeggiante che piega verso nord. Si attraversa l’acquedotto dell’Acquanera, poi, quello del Simbrivio fino alle prime case di Vallepietra.

Indicazioni per scegliere il percorso

Il sentiero da Vallepietra al Santuario della Santissima Trinità è la scelta più adatta per chi desidera raggiungere direttamente il luogo di culto lungo l’antica via dei pellegrini, con un percorso di difficoltà escursionistica e un tempo complessivo contenuto.

Il percorso da Campo dell’Osso per il Monte Autore è invece adatto a escursionisti ben allenati, perché presenta 1100 metri di dislivello, 16 km di sviluppo e difficoltà EE. La variante permette di unire la visita al santuario alla salita sul Monte Autore e a panorami più ampi sull’Appennino centrale.

Per una camminata più breve nei dintorni del borgo si può scegliere l’anello Vallepietra - Ara antica - Vallepietra. Per osservare cascate, sorgenti e boschi si possono valutare gli itinerari dedicati al patrimonio idrogeologico della valle.

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