5 maggio: celebrazione eucaristica del martedì della V settimana di Pasqua

Martedì 5 maggio 2026 la Chiesa celebra il martedì della V settimana di Pasqua, con il colore liturgico bianco. La liturgia propone il tema della perseveranza nella fede attraverso le tribolazioni e presenta nel Vangelo il dono della pace di Cristo: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace».

La celebrazione invita a non lasciarsi dominare dalla paura, perché Gesù dona una pace diversa da quella del mondo: una pace fondata sull’unione con Dio, sull’amore e sulla fiducia nelle promesse del Padre.

Martedì della V settimana di Pasqua

  • Giorno: martedì 5 maggio 2026
  • Grado della celebrazione: Feria
  • Colore liturgico: Bianco
  • Tempo liturgico: Tempo di Pasqua
Altare pasquale con cero acceso

Antifona d’ingresso

Lodate il nostro Dio, voi che lo temete, piccoli e grandi, perché si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo. Alleluia. (Cf. Ap 19,5;12,10)

Colletta

O Padre, che nella risurrezione di Cristo tuo Figlio ci rendi creature nuove per la vita eterna, dona a noi, tuo popolo, di perseverare nella fede e nella speranza, perché non dubitiamo che si compiano le tue promesse. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima lettura

Riferirono alla Chiesa quello che Dio aveva fatto per mezzo loro

Dagli Atti degli Apostoli
At 14,19-28

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città.

Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe. Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché - dicevano - dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».

Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Parola di Dio.

Salmo responsoriale

Dal Sal 144 (145)

R. I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno.

Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.

R.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno, il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

R.

Canti la mia bocca la lode del Signore e benedica ogni vivente il suo santo nome, in eterno e per sempre.

R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Cristo doveva patire e risorgere dai morti, ed entrare così nella sua gloria. (Cf. Lc 24,46.26)

Alleluia.

Vangelo

Vi do la mia pace

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e, come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Parola del Signore.

Il dono della pace di Cristo

Ad Auschwitz, nel campo di concentramento, c’era un carcere: il famigerato Blocco II. Là, in una cella sotterranea san Massimiliano Kolbe è morto d’inanizione dopo una lunga e penosa agonia, attorniato da ogni tortura e miseria umana.

Fuori c’era il cortile in cui circa ventimila uomini furono assassinati; di fianco, l’“ospedale” in cui si praticava la vivisezione su esseri umani, mentre, in fondo alla strada, si trovava il forno crematorio. Eppure, nel cuore di padre Kolbe regnava quella pace che Cristo aveva promesso di dare ai discepoli che, seguendo il suo esempio, sarebbero morti per la vita di altri.

In circostanze simili, san Tommaso More pregava nella torre di Londra: “La perdita dei beni temporali, degli amici, della libertà, della vita e di tutto il resto non è nulla se si guadagna Cristo”.

Il potente di questo mondo regna per mezzo della paura e dell’intimidazione. Ma Cristo dice: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.

Ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, cioè la pace della sazietà e della noia, la pace nata dal compromesso, la pace dei morti viventi, ma la pace dell’unione con Dio, nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall’amore, l’amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo.

Sulle offerte

Accogli, o Signore, i doni della tua Chiesa in festa e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.

Oppure: Accogli, o Padre, e trasforma nel sacramento della redenzione l’offerta della tua Chiesa, e riempi dei doni dello Spirito Santo coloro che hai chiamato a seguire Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona alla comunione

Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui. Alleluia. (Rm 6,8)

Oppure: Il mondo sappia che io amo il Padre e, come il Padre mi ha comandato, così io agisco. Alleluia. (Gv 14,31)

Dopo la comunione

Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo che ti sei degnato di rinnovare con questi sacramenti di vita eterna, e donagli di giungere alla risurrezione incorruttibile del corpo, destinato alla gloria. Per Cristo nostro Signore.

Oppure: Ci riempia di gioia, o Signore, la partecipazione ai tuoi sacramenti e nella tua benevolenza concedi che il dono ricevuto ci spinga a servire con ardente carità la Chiesa e gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

Temi liturgici della celebrazione

ElementoSignificato nella liturgia
RisurrezioneCristo rende il suo popolo creature nuove per la vita eterna.
PerseveranzaI discepoli sono esortati a restare saldi nella fede anche attraverso molte tribolazioni.
PaceGesù dona una pace diversa da quella del mondo e libera il cuore dal turbamento e dalla paura.
MissionePaolo e Bàrnaba riferiscono alla Chiesa ciò che Dio ha compiuto e come abbia aperto ai pagani la porta della fede.
EucaristiaI sacramenti di vita eterna rinnovano il popolo e lo spingono a servire con ardente carità la Chiesa e gli uomini.

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