Cosa dice la Bibbia sul meditare nella Parola di Dio

La Bibbia insegna che meditare nella Parola di Dio significa ascoltarla con attenzione, riflettere sul suo significato, conservarla nel cuore e metterla in pratica. Non si tratta di svuotare la mente, ma di riempirla intenzionalmente delle verità di Dio affinché esse guidino i pensieri, le emozioni, le decisioni e il comportamento.

“Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.” Questo versetto del Deuteronomio viene ripreso da Gesù in Matteo 4:4 in risposta a una delle tentazioni di Satana nel deserto. La Bibbia è la Parola di Dio: meditare la Bibbia significa imparare ad ascoltare Dio, a conoscerLo meglio e a capire cosa si aspetta da noi ogni giorno.

Che cosa significa meditare nella Bibbia

“Mediterò su tutta la tua attività, e mi occuperò di sicuro delle tue opere” (Salmo 77:12). La meditazione è una forma di preghiera molto presente nella tradizione cristiana. Può assumere forme diverse, ma è un'azione che coinvolge tutto il nostro essere: mente, cuore e corpo.

Medicare vuol dire pensare, riflettere, concentrarsi su qualche soggetto, per approfondire la propria conoscenza. La meditazione biblica è esattamente il contrario della meditazione insegnata nelle religioni orientali, che insegnano a fare il vuoto nella mente e a raggiungere uno stato di assenza dell’ambiente che ci circonda, proprio non pensando.

Per la meditazione bisogna usare la propria mente. Non è una pratica facile, perché richiede calma e non si può fare in fretta. La meditazione biblica implica il pensare in modo mirato ad argomenti che possono recarci benefìci come le qualità, le norme e la creazione di Dio.

Medicare sulla Bibbia è quindi diverso dal leggere la Bibbia. È un incontro con Dio attraverso la Sua parola. Meditare significa quindi prima di tutto ascoltare, rendersi disponibili a questa Parola, “Ascolta, Israele” (Deuteronomio 6:4), cercare di comprenderla, di trattenerla e anche di nutrirci di essa.

Cioè, lasciare che ci tocchi, che diventi parte di noi, in modo che rimanga in noi e porti frutto nella nostra vita. “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto” (Giovanni 15, 7).

La meditazione biblica non consiste nello svuotare la mente

La pratica spirituale della meditazione non è limitata al cristianesimo. Molte religioni non cristiane e gruppi non religiosi praticano la meditazione. Tuttavia, quando la Bibbia parla di meditazione, come spesso fa, non si riferisce al tipo di meditazione che cerca di liberare, calmare o svuotare la mente, come nelle forme di meditazione trascendentale o buddista.

Le Scritture ci insegnano una meditazione che impegna attivamente la mente allo scopo di comprendere la Parola di Dio e metterla in pratica. Nel mondo ebraico antico, la meditazione implicava sempre l’esercizio e il coinvolgimento della mente.

Thomas Watson, un ministro puritano del XVII secolo, dedicò gran parte della sua vita alla meditazione biblica, praticandola e insegnandola. Nel suo libro Heaven Taken by Storm, Watson definì la disciplina come “un santo esercizio della mente, con il quale richiamiamo alla memoria le verità di Dio, le meditiamo seriamente e le applichiamo a noi stessi”.

Con meditare, intendo tenere un pensiero nella mente, e valutare quel pensiero a lungo e profondamente. Intendo focalizzare su una verità, e considerare attentamente quella verità, e tutto quello che potrebbe implicare.

Per poter meditare, non dobbiamo lasciarci essere inondati con mille altri pensieri. Se io sono inondato da mille pensieri, non posso veramente meditare. Meditare su qualcosa richiede impegno, richiede concentrazione, richiede il mettermi in una situazione dove posso evitare tante interruzioni.

Quando meditiamo a fondo su una verità, quella verità comincia a restare nella nostra mente, e a dirigere come vediamo tutto il resto. Allora meditare vuol dire pensare profondamente, e a lungo, su qualcosa.

Persona che medita con Bibbia aperta

La differenza tra leggere e meditare la Bibbia

Non basta leggere la Bibbia. Dobbiamo anche meditare sulle verità di Dio. Oggi, con Internet, puoi sapere quasi qualsiasi cosa in pochi secondi. E tanti di noi ci riempiamo di tanti fatti ogni giorno. Ma quanti di quei fatti rimangono nella nostra mente, e dirigono i nostri pensieri?

Purtroppo, visto che oggi è così facile ottenere informazioni, siamo diventati un popolo che sa informarci, ma non sa meditare. Leggere attentamente e anche conoscere bene la Parola di Dio non basta.

Io posso conoscere benissimo le verità di Dio, ma posso non avere quelle verità ben presenti nella mente quando sto pensando ad una certa situazione che mi sta accadendo. Cioè, basta che io non pensi alle verità in un certo momento, ed è come se quelle verità non esistessero.

Similmente, quando mi arriva qualche brutta notizia, io devo pensare attivamente al fatto che Dio è in controllo. Saperlo intellettualmente, saperlo benissimo, ma non pensarlo in quel momento non mi aiuta per niente.

Allora, il mio punto in questo studio è che dobbiamo non solo leggere e conoscere la Bibbia, ma dobbiamo meditare la Bibbia. La meditazione è un modo per interiorizzare la Parola di Dio, portandola nel profondo del nostro cuore, in modo che lo Spirito Santo possa operare attraverso di essa per guidarci, insegnarci, purificarci e trasformarci dall’interno.

La meditazione nella Parola di Dio giorno e notte

Secondo Salmi 1:2, una persona beata, fruttuosa e giusta si diletta “nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte”. Questa meditazione è costante (“giorno e notte”) e si concentra sulla Parola di Dio, la “legge dell’Eterno”.

Meditiamo sulla Parola di Dio riempiendo la nostra mente con essa giorno e notte. Dio chiamò Giosuè a una meditazione vigorosa e continua: “Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai” (Giosuè 1:8).

In questo caso, la meditazione biblica si espande dal semplice pensare al parlare (“dalla tua bocca”). Il passaggio indica anche lo scopo della meditazione, cioè l’obbedienza alla Parola di Dio, che produce prosperità e successo davanti a Dio.

Notate che l'uomo che sarà beato, e certamente questo comprende le donne, è quell'uomo che trova il suo diletto nella legge dell'Eterno. Cioè, la sua gioia è nella verità di Dio. Non cerca la sua gioia nelle cose del mondo, non cerca la sua gioia nell'approvazione degli uomini.

E non solo, ma questo uomo beato medita sulla legge di Dio giorno e notte. In altre parole, non solo legge la Bibbia la mattina, poi la chiude e continua la sua giornata pensando a tutt'altro. Piuttosto, dopo che ha letto la Parola di Dio, pensa a quelle verità che ha letto tutto il giorno e tutta la notte.

Questo è il senso di meditare sulla Parola di Dio giorno e notte. Vuol dire che le tue meditazioni sulle verità di Dio durante il giorno sono talmente presenti che, anche se ti svegli di notte, le verità di Dio ti ritornano in mente.

Che cosa significa meditare anche durante la notte

“Io benedirò l’Eterno che mi consiglia; il mio cuore mi ammaestra anche di notte” (Salmo 16:7). In questo versetto, il salmista dichiara che il suo cuore lo ammaestra anche di notte.

“Di giorno l’Eterno mi largisce la sua benignità, e di notte innalzo a lui un cantico, una preghiera al Dio della mia vita” (Salmo 42:8). Il salmista riconosce la cura di Dio durante il giorno, e perciò la notte, canta a Dio, e prega al Dio della sua vita.

“Mi ricordo di te sul mio letto, penso a te nelle veglie della notte. Poiché tu sei stato il mio aiuto, io canto di gioia all’ombra delle tue ali. L’anima mia si tiene stretta a te; la tua destra mi sostiene” (Salmo 63:6-8).

Questo non vuol dire che non si può dormire. Certamente, possiamo dormire, anzi, avendo fede in Dio dovremmo essere tranquilli nel dormire anche in mezzo alle tempeste della vita. Il punto qui è che il salmista sceglie di pensare al Signore giorno e notte.

“Nel giorno della mia avversità ho cercato il Signore, durante la notte la mia mano è rimasta protesa senza stancarsi e l’anima mia ha rifiutato di essere consolata” (Salmo 77:2). In questo versetto, il salmista descrive una situazione molto grave e difficile.

Non focalizzava i suoi pensieri sul problema. Piuttosto, focalizzava i suoi pensieri sul Signore. Cercava il Signore, giorno e notte. Quando dice che la sua mano è rimasta protesa senza stancarsi, significa che non smetteva di guardare a Dio, e di meditare sul fatto che solo Dio poteva aiutarlo.

“Durante la notte mi ritorna alla mente il mio canto, medito nel mio cuore e il mio spirito investiga” (Salmo 77:6).

Perché meditare la Parola di Dio

La Bibbia stessa ci dà alcuni ottimi motivi per meditare le Scritture. La Parola di Dio è verità per sempre: “Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre” (Isaia 40, 8).

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24, 35). La Parola di Dio ci porta nell'intimità di Gesù: “Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Luca 8, 21).

La Parola di Dio ci guida nella nostra vita: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Salmo 119, 105). La Parola di Dio ci trasforma: “Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata” (Isaia 55, 10-11).

Ognuno di noi può sperimentare il conforto, la forza, la gioia e la speranza che un testo evangelico o un versetto della Bibbia possono portare. Per farlo, dobbiamo accoglierlo con semplicità e meraviglia, rendendoci conto che attraverso la Bibbia è Dio stesso che parla a ciascuno di noi, qui e ora.

I benefici spirituali della meditazione biblica

La meditazione della Parola di Dio produce effetti nella mente, nel cuore e nella vita. La Parola di Dio ci permette di conoscere il Signore, di discernere la sua volontà e di affrontare le circostanze con una prospettiva rinnovata.

  • Coltiva in te l’amore per Dio e la Sua Parola.
  • Ti dona nuova intuizione e comprensione spirituale.
  • È fonte di rassicurazione e forza.
  • Ti dà la forza di essere un testimone di Gesù Cristo.
  • Rinnova la mente.
  • Ti protegge dal peccato.
  • Ristabilisce l’anima e le emozioni.
  • Ti consente di confidare nel Signore con tutto il cuore.
  • Dona vita al tuo spirito.
  • Ti assiste nel comprendere Dio, gli altri e te stesso.

C’è grande potenza nella Parola di Dio e la meditazione della Bibbia dà accesso a questa potenza. “La sua potenza ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventate partecipi della natura divina” (2 Pietro 1:3-4).

La meditazione rinnova il modo di pensare

Come tu scegli di pensare determina la tua vita. La cosa importante in questo caso è come tu scegli di reagire a questo avvenimento. Tu puoi reagire agitandoti, arrabbiandoti, o essendo scoraggiato.

Oppure, tu puoi scegliere di reagire guardando a Dio, ricordando che Dio è in controllo di tutto, e che quindi, quello che è successo è gestito da Dio per il tuo bene. Tu puoi credere per fede che è la cosa migliore cambiare direzione, anche se non capisci perché in questo momento.

Perciò, ciò che determina come stiamo non è come vanno le circostanze della vita, ma è piuttosto come rispondiamo alle circostanze della vita. Quindi, è importantissimo capire che ciò che determina come stiamo, se abbiamo pace o non abbiamo pace, non è come va la vita.

Piuttosto, ciò che determina come stiamo è ciò che stiamo pensando. Quali sono i nostri pensieri? Senza un aiuto che viene dal di fuori di noi, i nostri pensieri ci sembrano sempre giusti, anche se sono estremamente sbagliati.

Abbiamo pensieri storti, abbiamo bisogno di confrontare i nostri pensieri, non ogni tanto ma regolarmente, con un metro sicuro, che è al di fuori di noi. Solo così possiamo riconoscere se i nostri pensieri sono conformi alla verità o no.

L'unico metro sicuro è la Parola di Dio, ciò che Dio ci insegna della Bibbia. Qualunque altro metro viene dagli uomini, e può essere sbagliato.

La meditazione deve avere un obiettivo preciso

“Il cuore è più ingannevole di qualunque altra cosa ed è difficile da correggere. Chi lo può conoscere?” (Geremia 17:9). La meditazione deve essere tenuta sotto controllo, come faremmo con un fuoco.

In caso contrario, pensieri inopportuni potrebbero far crescere in noi desideri dannosi che, sfuggendo al nostro controllo, possono portarci a commettere un peccato (Giacomo 1:14, 15).

“Dal di dentro, dal cuore degli uomini, vengono i ragionamenti dannosi: fornicazioni, furti, assassinii, adultèri, concupiscenze, atti di malvagità, inganno, condotta dissoluta, occhio invidioso, stoltezza” (Marco 7:21, 22).

Di conseguenza, a proposito dell’oggetto della nostra meditazione la Bibbia dà questo incoraggiamento: “Tutte le cose giuste, tutte le cose caste, tutte le cose amabili, tutte le cose delle quali si parla bene, se c’è qualche virtù e qualche cosa degna di lode, continuate a considerare queste cose” (Filippesi 4:8, 9).

Introducendo nella nostra mente pensieri simili e assimilandoli, svilupperemo qualità positive, mostreremo gentilezza nell'esprimerci e stringeremo legami significativi con gli altri (Colossesi 4:6).

La Parola meditata porta all’obbedienza

La meditazione biblica non termina con la riflessione. Secondo Giosuè 1:8, il credente medita la legge di Dio “cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto”. Il fine è comprendere la Parola e applicarla.

La meditazione della Parola di Dio diventa gradita agli occhi di Dio perché si traduce in una trasformazione della nostra vita. Quando leggiamo e proclamiamo la verità di Dio e la meditiamo attivamente, lo Spirito Santo ci permette di metterla in pratica.

In Filippesi 4:8-9, l’apostolo Paolo offre un’immagine bella e completa della meditazione biblica: “Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose. Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi”.

Come meditare sulla Parola di Dio

Non è necessario leggere tutta la Bibbia per meditarla. Sebbene i diversi libri della Bibbia facciano luce l'uno sull'altro e formino un tutt'uno, possiamo comunque iniziare a meditare sulla Bibbia attraverso alcuni testi che sono più accessibili di altri o versetti che sono più rilevanti per noi in determinati contesti di vita.

È possibile scegliere un brano del Vangelo, un salmo, un versetto o un breve gruppo di versetti. La meditazione richiede tempo e impegno. Non può essere affrettata.

Un metodo semplice in quattro passaggi

  1. Scegli un momento e un posto specifico ogni giorno, quando hai meno probabilità di essere interrotto o distratto, per stare da solo e meditare sulla Parola di Dio.
  2. Inizia con la preghiera e chiedi a Dio di aiutarti nella meditazione. Puoi chiedere al Signore di avvicinarti a Lui, di aprirti gli occhi alla Sua verità, di aiutarti ad applicarla nella tua vita e di trasformarti mentre mediti la Parola di Dio.
  3. Scegli una piccola parte delle Scritture. Rifletti sul significato di quel passaggio. Studialo a fondo per poterlo comprendere nel suo contesto. Prendi appunti. Poniti delle domande. Memorizza il passaggio. Chiedi a Dio che cosa vuole dirti attraverso il testo.
  4. Pensa a come puoi mettere in pratica il passaggio nella tua vita e chiedi a Dio di aiutarti a seguire con obbedienza ciò che ti mostra.

Possiamo ascoltare la Bibbia, leggerla e memorizzarla per imprimere la Parola nella nostra mente, ma poi dobbiamo anche meditarla continuamente nel nostro cuore, in modo da comprenderla più a fondo e capire come si applica alla nostra vita.

Domande utili durante la meditazione

Quando leggiamo la Bibbia, la leggiamo lentamente e intenzionalmente? Pensiamo al significato delle parole e al loro rapporto con la nostra vita e con quella degli altri? Se è così, vuol dire che stiamo meditando la Parola di Dio.

È possibile chiedersi: che cosa rivela questo testo su Dio? Che cosa mostra di Gesù? Quale verità contiene? Quale atteggiamento, peccato, promessa o responsabilità mette in luce? Come si collega alla mia vita? Che cosa posso mettere in pratica?

La meditazione non consiste nel cercare idee originali, ma nel fermarsi davanti al testo, ascoltarlo, comprenderlo e lasciarsi trasformare dalla sua verità.

Meditare parola per parola un versetto

La meditazione consiste semplicemente nel riflettere sul significato di ogni parola di un versetto, per capire veramente il pensiero di Dio. Si tratta di scegliere un versetto, o un gruppo di versetti, e riflettere sul valore di ogni parola.

Ecco, come esempio, alcune parole che sono scaturite dalla riflessione su Giovanni 11:25.

ParolaRiflessione
IoGesù, Figlio di Dio, Signore, Salvatore, venuto per rivelare il Padre, eterno, Parola di Dio.
sonoEsisto ora, oggi, al presente, sono vivente, vivo.
laArticolo determinativo, unica, precisa, diversa da altre.
risurrezioneTrasformazione da uno stato di morte a uno stato di vita e di consapevolezza, non immobile, insensibile.
eInoltre, anche, congiunzione che aggiunge un altro concetto.
vitaIl contrario della morte, la vita di Dio, eterna, perfetta, senza peccato, senza ombre.

Personalmente, a me piace scrivere, mentre medito, come ho fatto qui sopra, e poi fare un riassunto della mia ricerca. In questo caso, sarebbe, più o meno, così: “Il Signore Gesù Cristo di Dio, immagine del Padre, vive oggi, perciò è presente e mi vede. È risuscitato e la sua presenza è la garanzia anche della mia. Hai vinto la morte e non morrà mai più. La sua vita è la vita eterna. Anch’io, se possiedo la sua vita, risusciterò e non morrò mai”.

Meditare sui Vangeli

I Vangeli del Nuovo Testamento ripercorrono la vita e gli insegnamenti di Gesù. In essi scopriamo il volto di Cristo e, attraverso di lui, quello del Padre. “Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto” (Gv. 14, 7).

Nei Vangeli, Gesù ci mostra anche la strada. Le Sue parabole e i Suoi insegnamenti illuminano la nostra vita. Esistono tradizioni di meditazione cristiana basate sulla Bibbia, come la lectio divina, la meditazione ignaziana e il rosario.

Possiamo anche leggere semplicemente un brano del Vangelo ogni giorno, uno dopo l'altro, o leggendo ad esempio il Vangelo del giorno, prendendoci il tempo di visualizzare la scena e chiedendoci come questo brano ci parla di Gesù, di noi stessi, di ciò che Dio si aspetta da noi.

Entrare nella scena evangelica

L'obiettivo a lunga scadenza è quello di incontrare Gesù Cristo rivivendo l'esperienza degli apostoli. Crediamo che sia il nucleo del cristianesimo: affezionarsi a Gesù in modo tale da accettarlo come Signore della propria vita, come maestro e salvatore.

Scoprire quali sono stati i suoi valori supremi, per cosa ha vissuto e si è sacrificato, ciò che ha animato la sua vita, che cosa ha voluto portare e lasciare nel mondo.

Per scoprire la figura di Gesù in tutta la sua ricchezza e profondità, e per affezionarsi a Lui, il mezzo più adatto è il rivivere l'esperienza degli apostoli: il vivere con lui.

Così si potrà scoprire cosa fa, come lo fa, chi frequenta, il suo modo di comportarsi con le persone, cosa dice. Così si potrà risalire dai fatti ai moventi, cioè dalle parole ed azioni ai sentimenti e agli atteggiamenti da cui nascono parole ed azioni: in una parola, arrivare al cuore del vangelo.

I vangeli più che dibattuti o discussi devono essere soprattutto meditati, pregati, cantati, oltre che capiti nella loro dinamica interna spirituale.

Meditare sui Salmi

Il libro dei salmi dell'Antico Testamento contiene 150 salmi, che sono poesie originariamente cantate. Esprimono tutte le emozioni che possono attraversare il cuore umano: rabbia, paura, gioia, tristezza, speranza, lode, ecc.

La loro meditazione ci aiuta a vivere le emozioni e gli eventi della nostra vita affidandoli al Signore. Attraverso i salmi, Dio ci dà le parole per esprimere ciò che è più profondo nel nostro cuore.

Leggere i salmi ad alta voce, lasciarli risuonare dentro di noi, recitarli, significa far vibrare la nostra anima con il Signore.

Meditare su un singolo versetto

Non è necessario leggere un lungo brano della Bibbia per essere nutriti dalla Parola di Dio. Un versetto, poche parole, possono anche darci conforto, forza e coraggio, speranza e pace.

I padri del deserto praticavano la manducazione, una forma di meditazione sulla Parola di Dio basata sulla ripetizione di un versetto della Bibbia. In effetti, la ripetizione è importante per lasciarsi veramente penetrare da queste parole.

Ma anche in questo caso, al di là della semplice recitazione, la meditazione mobilita tutto il nostro essere: il nostro spirito, ispirato dallo Spirito Santo, per comprendere ciò che ci viene detto e per discernere il suo significato nel contesto della nostra vita; il nostro corpo, attraverso la recitazione, la respirazione e le sensazioni che sperimentiamo; il nostro cuore, ascoltando le emozioni che suscita.

La lectio divina e la preghiera della Parola

Esistono tradizioni di meditazione cristiana basate sulla Bibbia, come la lectio divina, la meditazione ignaziana e il rosario. Il cammino classico della Lectio è diviso in tre momenti.

Chiedere con fede

Il primo passo è “chiedere con fede”: è un tempo di raccoglimento personale in cui chiamare Dio in soccorso della nostra preghiera. Cosa chiedere se non la speranza, la carità, il coraggio di pregare, lo Spirito Santo come dono?

Il secondo passo è un gesto di fede: attraverso la parola “vi sarà dato”. La meditazione e la preghiera della parola sono gesto sacramentale: lo Spirito Santo è presente ed attivo per farci vivere una profonda esperienza di Dio e per trasformare la nostra esistenza.

Cercare con la meditazione

Il primo passo di questa nuova fase della Lectio è la meditazione. Essa prevede tre passaggi: la masticazione, cioè la rilettura lenta della parola di Dio e l’immaginarsi interiormente le immagini ed i simboli biblici; la gustazione, cioè il rivivere la scena del passo biblico, sentirne le parole, assaporare i diversi sentimenti ed atteggiamenti interiori.

Ciascuno con la sua Bibbia in mano, è invitato a leggere e rileggere il testo, a fermarsi dove trova risonanza interiore, a meditarvi sopra.

Il testo biblico può essere trasformato in preghiera: viene ripreso nelle frasi e parole che hanno avuto più risonanza e, col tempo, può diventare preghiera di lode, di domanda, atti di fede e di amore.

Perché avere un tempo personale con Dio

Se vuoi avere un buon rapporto con qualcuno, trascorri del tempo con quella persona. Allo stesso modo, se vuoi avere un rapporto con Dio, devi passare del tempo con Dio.

Ma le devozioni personali non sono il modo “unico o primario” per avvicinarsi a Dio; il culto pubblico è più solenne e doveroso del culto segreto. Una vita improntata sulla Scrittura e sulla preghiera includerà necessariamente anche tempi specifici di meditazione personale.

La Bibbia è la verità completa, la perfetta rivelazione di Dio di se stesso ed essenziale per la vita e pietà di un cristiano. Allo stesso modo, la preghiera è uno dei mezzi principali di Dio per la comunione con i suoi figli, per glorificare se stesso e per realizzare i suoi scopi.

Dio lo comanda

La Bibbia è piena di espliciti imperativi a pregare e di incentivi a meditare le Scritture. Ci viene comandato di pregare senza sosta (1 Tess. 5:17), di vincere l’ansia con la preghiera (Fil. 4:6), di intercedere per gli altri cristiani (Ef. 6:18) e di ricevere incoraggiamento da Colui che prega per noi (Eb. 7:25).

A proposito delle Scritture, Dio ci dice che sono dolci, preziose e necessarie per la saggezza (Salmo 19); che sono il giusto oggetto della nostra meditazione (Salmo 119); che contengono ogni verità di cui un cristiano ha bisogno (2 Tim. 3:16-17); e che sono un potente strumento spirituale (Eb. 4:12).

Ci dedichiamo alla preghiera e allo studio della Bibbia perché tramite queste attività obbediamo al Signore e portiamo beneficio alla nostra anima.

Siamo deboli

Non nasciamo con la conoscenza di Dio su cui fare affidamento. Come possiamo conformarci all’immagine di un Dio che non abbiamo visto?

Sebbene Dio sia certamente presente nelle mie liste di cose da fare e nelle mie interazioni con i miei figli, si rivela al meglio attraverso il mezzo che ha scelto: la Bibbia.

E se non ho nascosto la sua Parola nel mio cuore, se non ho meditato su Cristo, il mio profeta, colui che è la Parola incarnata, passerò le ore vedendo sempre ma senza mai capire.

Prego e leggo la mia Bibbia perché senza di essa il mio cuore, la mia anima, la mia mente e la mia forza si immergeranno sempre nel visibile e dimenticheranno completamente Colui che è invisibile.

Gesù lo faceva

Il ritiro di Gesù dalla folla per la preghiera privata è esplicito in tutti i Vangeli (Matteo 26:36, Marco 1:35, Luca 9:18). Ed è evidente dalla predicazione e dall’insegnamento di Gesù (Luca 4:16-27) che egli conosceva tutte le Scritture in un modo che poteva derivare solo da uno studio apposito.

Se Gesù ha espresso e vissuto il suo rapporto con il Padre attraverso un “tempo di meditazione personale”, se Colui che era, di fatto, eternamente uno con Dio si prendeva ancora del tempo intenzionale per la preghiera personale e lo studio della Bibbia, faremmo bene a seguire il suo modello.

La meditazione e la maturazione spirituale

La meditazione della Parola di Dio è un itinerario di maturazione spirituale che impegna tutta la vita e si ispira al Vangelo in tutta la sua integrità.

Senza una certa disponibilità spirituale la Parola di Dio non attecchisce. Però il Vangelo non lo tiriamo addosso a nessuno: ad esso ci si accosta lentamente, lo si dà a piccole dosi.

In questo contesto vengono particolarmente curate le dimensioni personali e interpersonali: non solo l'intelligenza, che è richiesta ma a cui viene tolto il monopolio; non solo la volontà e l'impegno che vengono sì sollecitati, ma al di fuori di ogni volontarismo; ma vengono interessate tutte le facoltà: l'affettività, l'intuito, i sensi interiori, la fiducia, la speranza, il lasciarsi fare dal Signore.

Il rapporto personale col Signore cresce e si trasforma in atteggiamenti di ascolto, poi di lode e di domanda, poi di condivisione dei sentimenti.

Il che significa: ricerca della volontà di Dio su di me, accettazione della sua volontà, auto-offerta, fiducia, impegno progressivo a vari livelli.

Le esperienze proposte lasciano un segno nella vita. Dapprima lasciano l'impressione di un qualcosa di bello, poi questo sentimento si riflette nel comportamento personale, fino al desiderio di moltiplicare questi momenti e di farli diventare quotidiani e stabili.

Crediamo che gran parte dell'efficacia passi soprattutto attraverso il contatto diretto con la Parola di Dio, letta, meditata e pregata, e attraverso il contatto con Gesù in una preghiera personale, in un rapporto personale di fede con Gesù nell'Eucaristia, nel Vangelo, nella vita.

Tanto grande è il fascino della persona di Gesù e della spiritualità cristiana, così liberante e capace di illuminare e di dare senso alla vita, che spira dal contatto diretto col Vangelo.

IL METODO DELLA LECTIO DIVINA

Il contatto con la Parola di Dio direttamente nel Vangelo può essere un modello di incontro con Dio da attuare nella vita. La Parola va letta, meditata e pregata, affinché diventi una presenza viva nella mente, nel cuore e nelle azioni.

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