La Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra è sita nel centro cittadino, in piazza Mazzini. La Chiesa di San Michele Arcangelo è un edificio di culto, ubicato a Bastia Umbra (Perugia), che sorge sul lato orientale di Piazza Mazzini, fulcro del centro storico, dove venne edificata tra il 1955 e il 1962.
La chiesa, dedicata a San Michele arcangelo, appartiene alla parrocchia di San Michele Arcangelo e alla diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. La consacrazione del monumento ebbe luogo nel 1962.

Informazioni principali
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Denominazione | Chiesa di San Michele Arcangelo |
| Comune | Bastia Umbra |
| Regione | Umbria |
| Provincia | Perugia |
| Indirizzo | Piazza Mazzini 06083 Bastia Umbra (PG) |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino |
| Fondatore | Don Luigi Toppetti |
| Architetto | Antonio Bindelli |
| Inizio della costruzione | 1955 |
| Completamento | 1962 |
| Data di consacrazione | 29 settembre 1962 |
| Pianta | Basilicale a tre navate |
| Altezza massima | 25 m |
| Larghezza massima | 18,15 m |
| Profondità massima | 45,30 m |
Storia della costruzione
La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo fu eretta sul luogo dove esistevano due chiese contigue del XVII secolo, dedicate a Sant'Antonio abate e alla Buona Morte con annesso oratorio. Il monumento sorge sullo stesso luogo sul quale un tempo erano presenti due chiese più antiche, una consacrata a Sant'Antonio Abate e la seconda alla Buona Morte.
In seguito alla loro demolizione, decisa al fine di ottenere uno spazio sufficiente alla realizzazione di un grande tempio, le cui dimensioni potessero contenere l'aumentata popolazione bastiola, la parrocchia scelse il progetto dell'architetto perugino Antonio Bindelli (1899 - 1985), risalente al 1953. Bastia era in quegli anni nel pieno del boom industriale e demografico, oggetto di una massiccia immigrazione; l'unico luogo in grado di svolgere la funzione di fulcro cittadino era la piazza centrale, da qui la sofferta decisione di abbattere le antiche vestigia.
La Chiesa di San Michele Arcangelo fu realizzata per volere di don Luigi Toppetti, allora parroco nella cittadina. La chiesa sorse, per dirla con i bastioli, "moderna, accogliente, sobria" come la volle, primo fra tutti, l'allora parroco don Luigi Toppetti.
Nel 1955 iniziarono le demolizioni e, di seguito, i lavori di costruzione, eseguiti dalla ditta Lunghi e Ciambottini di Bastia Umbra. La chiesa venne consacrata il 29 settembre 1962, come ricorda la lapide in travertino apposta sul muro sinistro del portico, alla presenza dell'allora vescovo di Assisi, Giuseppe Placido Nicolini, e del cardinale Santiago Luis Copello, all'epoca titolare di San Lorenzo in Damaso a Roma.
Architettura e stile
L'imponente costruzione s'ispira alla tradizione dell'architettura sacra umbra del Duecento-Trecento, riletta in chiave moderna, secondo uno stile razionalista esportato nella regione in epoca fascista e post bellica, dove domina un senso di forme pure e monumentali, giustapposte secondo criteri di simmetria.
Questo è lo stile proprio di Antonio Bindelli, che trova riconoscibili riscontri in un altro suo progetto di edilizia sacra, la parrocchiale di San Felicissimo a Ponte Felcino, frazione di Perugia. Anche se quest'ultima è a unica navata, notevoli sono le analogie: nel nitore del rivestimento lapideo, dove si coniuga "l'astrattezza dello stile moderno con la familiarità dei materiali"; nel portico antistante e nel ricorso all'elemento dell'arco, che nell'edificio felciniano si moltiplica nelle dodici aperture del finestrone.
La chiesa di Ponte Felcino fu realizzata sulle macerie della precedente, bombardata nel 1944; fu ultimata nel 1951 e consacrata il 1º ottobre 1952. Ancora di Bindelli è la Chiesa di Cristo Re a Ponte San Giovanni - altra frazione del capoluogo umbro -, costruita sulla bombardata chiesa di San Bartolomeo e consacrata nel 1965. Complessivamente al Bindelli sono attribuiti solo tre edifici sacri.
Il progetto del campanile
Il progetto contemplava un nuovo campanile, che doveva essere alto 47 metri, terminante a cuspide dove, avrebbe trovato posto il serbatoio idrico: una soluzione in verità troppo ardita, poiché l'oscillazione prodotta dalle campane avrebbe reso la torre instabile.
Tra tutte le chiese disegnate dal Bindelli, solo a San Felicissimo si concretizzò il suo progetto del campanile, benché nove anni dopo la consacrazione; bisogna arrivare al 1991 per vedere compiuto il campanile di Ponte San Giovanni; mentre a Bastia non verrà mai realizzato.
Descrizione dell’esterno
La chiesa, orientata (ossia con l'abside rivolto a Est), si sviluppa per 45,30 metri in lunghezza e 18,15 in larghezza, mentre la massima altezza che raggiunge è di 25 metri. Per tutta la larghezza della facciata a capanna, interamente rivestita da lastre di pietra a corsi regolari, si sviluppa un portico a sette arcate, leggermente sopraelevato sulla piazza, e arricchita dal rosone e da dieci nicchie.
Sulle pareti laterali si aprono dodici monofore, alte 7 metri e larghe 1,5. Dal portico, si accede alla chiesa attraverso tre portali bronzei, dei quali solo il centrale presenta sui battenti un apparato decorativo realizzato nel 1962 da Umberto Travaglini e raffigurante: Agnello di Dio, Buon pastore, Pani e pesce, Vangelo e tavole dei Dieci Comandamenti.

La struttura interna
L'interno, a pianta basilicale a tre navate, presenta il presbiterio rialzato rispetto alla navata con volta a calotta. I confessionali sono inseriti nelle pareti delle navate laterali, due per lato.
Le volte sono a crociera sulla navata centrale e a botte, in senso trasversale all'asse della chiesa, sulle navate laterali. Il registro inferiore di pareti e pilastri è rivestito di lastre in pietra.
Ad un'attenta osservazione, l'interno rispetta alcune istruzioni del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962 - 8 dicembre 1965), dimostrando di anticipare parzialmente le indicazioni che usciranno dai lavori conciliari.
L'altare maggiore è realizzato con una grande mensa in pietra, isolato e non adiacente al muro di fondo, al contempo perdurano elementi che rimangono nel solco della tradizione, come la presenza dei due altari laterali con i rispettivi tabernacoli (rimossi alla metà degli anni Ottanta).
Le opere d’arte e gli arredi
L'apparato decorativo della chiesa fu curato da Pietro Vitali e realizzato da alcuni giovani artisti e da botteghe dell'Italia centrale che collaborarono con lui, mettendolo in opera in gran parte già per la consacrazione della stessa.
Le vetrate
Tra le opere presenti si notano: Cinque vetrate dell'abside con Trinità, La Chiesa gerarchica, La Chiesa perseguitata e Storie di san Michele arcangelo (1962), in vetro dipinto a fuoco, realizzate da Gastone Sozzi.
Vetrate del rosone con Incoronazione di Maria Vergine tra angeli e santi e Sant'Alberto Magno con alcuni studenti e novizi domenicani (1977-1978), in vetro dipinto a fuoco, realizzate su disegno di Edward Butler dalla ditta Mellini di Firenze.
Dodici vetrate laterali (1977-1978), in vetro dipinto a fuoco, realizzate su disegno di Edward Butler dalla ditta Mellini di Firenze: a sinistra, Sette sacramenti e Sant'Antonio di Padova; a destra, Dieci comandamenti e San Francesco d'Assisi.

Il trono eucaristico e il presepe
Trono eucaristico con Angeli adoranti e spighe di grano (1962), in ceramica dipinta, realizzate da Giovanna Fiorenzi. Presepio (1962), in legno intagliato policromo, eseguito da Flavio Pancheri: quest'opera monumentale viene issata, attraverso un sistema meccanico, sul trono eucaristico e resa visibile ai fedeli durante il periodo natalizio.
Da vedere è anche il Presepe di Flavio Pancheri. Flavio Pancheri, Presepio (1962), in legno intagliato policromo.
Le statue e le pale degli altari
Statua di san Michele arcangelo (1962), in legno intagliato policromo, realizzata da Flavio Pancheri. Statua della Madonna (1962), in legno intagliato policromo, eseguita da Flavio Pancheri. Statua dell'Immacolata Concezione (1962), in legno intagliato policromo, realizzata da Flavio Pancheri.
Inoltre, sugli altari laterali sono collocate due grandi pale realizzate nel 1962, in rame smaltato applicato su legno, da Edgardo Abbozzo, raffiguranti: Madonna del Rosario e quindici Misteri; Sacro Cuore di Gesù e storie della vita di Gesù Cristo.
Molto interessanti sono il portale centrale in bronzo, opera di Umbro Travaglini, e due statue in legno rappresentanti rispettivamente la Madonna e San Michele Arcangelo. Di interesse artistico sono anche le pale degli altari laterali raffiguranti il Sacro Cuore e la Madonna del Rosario, entrambe realizzate da Edgardo Abbozzo.
Il battistero
Lungo la parete sinistra si apre il battistero, dove sulla parete di fondo è ubicato: Battesimo di Gesù Cristo (1962), graffito e tempera, di Italo Tomassoni.
I fedeli possono ammirare, all'interno del battistero, la Madonna Addolorata di Vincenzo Rosignoli e Gesù Cristo Crocifisso.
La vita liturgica e parrocchiale
La vita della parrocchia è animata, oltre che dalle varie celebrazioni liturgiche, da tutta una serie di persone che appartenendo a diversi gruppi e svolgono i servizi necessari alla parrocchia.
Innanzitutto ci sono le confraternite vive da diversi secoli e sono: la Confraternita di Sant`Antonio che si occupa dell`organizzazione della festa di Sant`Antonio con la benedizione degli animali e distribuzione del pane di sant`Antonio e del pranzo che segue la celebrazione, la Confraternita del SS. Sacramento che organizza la processione del Corpus Domini e svolge il servizio all`altare nelle principale Celebrazioni Liturgiche, la Confraternita di San Rocco che organizza la festa di San Rocco con la distribuzione del pane di San Rocco e l`assegnazione del premio san Rocco.
La Confraternita della Buona Morte e di Cristo Redentore che oltre a svolgere il servizio nella messa prefestiva del sabato, nella quale si ricordano tutti i defunti della settimana, si occupa dell`organizzazione di tutti i riti della Settimana Santa in particolar modo il rito della Velazione della Croce (venerdì santo nel pomeriggio), la processione del Cristo Morto (venerdì santo nella sera) e la processione della Rinchinata il pomeriggio di Pasqua.
Inoltre, da circa dieci anni, è presente anche la Confraternita dell`Immacolata composta da tutte donne, che si occupa dell`organizzazione della Novena dell`Immacolata e del Mese Mariano a maggio.
Gruppi e associazioni
Inoltre sono presenti: l`Azione Cattolica, il gruppo di preghiera di P. Pio da Pietrelcina, il gruppo della Divina Misericordia, le Equipe Notre Dame, il Rinnovamento dello Spirito, i Cursillos e la presenza storica di oltre 100 anni del Terz`Ordine Francescano Secolare.
Localizzazione
La chiesa si trova a Bastia Umbra, in provincia di Perugia, sul lato orientale di Piazza Mazzini, nel cuore del centro storico. Le coordinate geografiche sono 43°04′00″N 12°33′00″E / 43.066667, 12.55 Umbria.
La posizione centrale lega l'edificio alla piazza principale della città e alla storia della trasformazione urbana di Bastia Umbra, segnata dalla crescita industriale e demografica del secondo dopoguerra.