Via Crocifisso a San Cataldo (CL): storia, chiesa e tradizione del Crocifisso di padre Pirrelli

Via Crocifisso è legata alla tradizione religiosa del Santissimo Crocifisso di padre Rosario Pirrelli, una festa lunga 175 anni che si celebra ogni anno la quarta domenica successiva alla Pasqua, nella chiesa di Santo Stefano guidata da padre Giuseppe Anzalone. La celebrazione unisce liturgia, pellegrinaggio, raccolta delle offerte e processione attraverso alcune delle principali strade del centro storico di San Cataldo.

La chiesa di Santo Stefano custodisce il simulacro del Crocifisso, le spoglie di padre Rosario Pirrelli e un dipinto del 1857 realizzato dall’artista sancataldese Michele Butera, che raffigura il sacerdote qualche anno prima della morte. La tradizione del Crocifisso di padre Pirrelli comprende la sfilata con i cavalli bardati a festa, la questua del grano con i muli di Troina, il pellegrinaggio dei doni e la processione conclusiva lungo via Garibaldi, via Roma, via Cavour e corso Vittorio Emanuele.

Processione del Crocifisso San Cataldo

La festa del Santissimo Crocifisso di padre Pirrelli

Dopo il triduo di preparazione che si è svolto nei giorni scorsi, sabato prossimo 2 maggio, alle 18, sarà celebrata la Messa, seguita dall’ ‘Annuncio gioioso’ della banda musicale ‘Libera Associazione Sancataldese’ lungo il corso. Domenica 3 maggio, alle 9, la tradizionale sfilata della Commissione SS. Crocifisso di Padre Rosario Pirrelli, che raccoglie doni per le vie del centro storico con i cavalli bardati a festa.

Dopo la celebrazione della messa, alle 11,15 il pellegrinaggio con i doni di frumento, pane e fiori con partenza da via Donatori di Sangue fino alla chiesa di Santo Stefano, dove, alle 12,30 ci sarà la benedizione dei doni e dei fanciulli. “La questua del grano” vedrà la partecipazione straordinaria del muli di Troina.

Alle 18 la Messa solenne e alle 18,45 la processione del SS. Crocifisso con partenza dalla chiesa di Santo Stefano, attraverso via Garibaldi, via Roma, via Cavour e infine corso Vittorio Emanuele.

Momento della celebrazioneLuogo o percorso
Annuncio gioiosoLungo il corso
Sfilata della CommissioneVie del centro storico
Pellegrinaggio con i doniDa via Donatori di Sangue alla chiesa di Santo Stefano
Benedizione dei doni e dei fanciulliChiesa di Santo Stefano
Processione del SS. CrocifissoVia Garibaldi, via Roma, via Cavour e corso Vittorio Emanuele

La Commissione e la partecipazione della città

“Un appuntamento atteso da tantissimi sancataldesi. Ringrazio la Commissione SS. Crocifisso di Padre Rosario Pirrelli perché porta avanti una tradizione secolare, una festa solenne che interessa ed è amata da tutta la città - ha detto il sindaco di San cataldo, Gioacchino Comparato, presente alla conferenza di presentazione dell’evento, assieme alla vicesindaco Marianna Guttilla e alll’assessore Michele Giarratano, e ai rappresentati della Commissione, il presidente onorario Dino Riggi, e Michele Riggi, Marta Riggi, Luca Riggi, Andrea Capillo, Simone Riggi che da anni si occupano dell’organizzazione della festa.

Durante l’incontro, in cui è stata tra l’altro comunicata la decisione del divieto di sosta da un lato della strada percorsa dalla processione, è emerso il cambio generazionale della Commissione, come evidenziato anche dalla vicesindaco, e la partecipazioni di oltre 50 famiglie all’organizzazione, segnale di una festa molto sentita in città.

“Anche come assessore alla Cultura - ha affermato Guttilla - siamo onorati di aver dato il patrocinio perché il fermento di una civiltà si vede proprio da questi momenti. Un’intera giornata che vedrà presenti diverse generazioni insieme, fonte di tradizione e innovazione. Vi sosteniamo e vi ringraziamo per l’impegno”.

Padre Rosario Pirrelli e il Crocifisso

Padre Rosario Pirrelli, è ricordato nel libro “Memoria della festa del SS. Crocifisso di Padre Pirrelli”, scritto nel 2024 da Luca Riggi, in collaborazione con altri componenti della Commissione, pubblicato in occasione del 250esimo anniversario dalla nascita del predicatore itinerante, che con il Crocifisso raggiungeva i paesi siciliani, segnalando la propria presenza con il suono di una campanella.

Nel 1845 padre Rosario Pirrelli acquistò una casa attigua all’Oratorio e vi fece costruire una cappella, dove collocò un crocifisso che teneva e venerava in casa e che perciò fu detto: ”U Crucifissu di patri Pirriddu”, la cui festa è celebrata la quarta domenica dopo Pasqua.

All’interno della cappella vengono custodite le spoglie del parroco Rosario Pirrelli(1774-1861). Le sue spoglie sono sepolte nella Chiesa di Santo Stefano, che custodisce, oltre al simulacro del Crocifisso, anche un dipinto, opera dell’artista sancataldese Michele Butera risalente al 1857, che raffigura il prete sancataldese qualche anno prima della morte.

La chiesa di Santo Stefano

Chiesa Santo Stefano: intitolata al Santo Diacono primo Martire cristiano Stefano, è stata aperta al culto nel 1725. Nel 1793 iniziarono i lavori di ricostruzione ad opera dei filippini, dediti all’educazione ed alla redenzione umana e sociale del popolo.

Nel 1795 la nuova chiesa era già ultimata, anche se disadorna e quasi rustica. Ben presto però, a seguito dell’ulteriore sviluppo della confraternita dopo il suo riconoscimento ufficiale, fu ancora una volta ricostruita e ingrandita nonché dedicata a Santo Stefano e a San Filippo Neri.

L’interno della chiesa è caratterizzato dalla presenza di numerose statue: Santo Stefano, San Filippo Neri, San Pio da Pietrelcina, Santa Teresa del bambin Gesù, Maria Ausiliatrice. All’interno della Chiesa si conservano alcuni dipinti di autori locali: un Cuore di Gesù, opera di Carmelo Riggi, un San Filippo Neri, opera di Michele Butera e una Madonna che intercede presso la Trinità per le anime del purgatorio, opera di Raimondo Butera.

Nella parte superiore dell’altare giganteggiano un Crocifisso posto al centro e ai lati due tele raffiguranti l’ordinazione diaconale e la lapidazione di Santo Stefano.

Il significato della questua del grano

Crocifisso di Padre Pirelli Si svolge dopo la quarta domenica di pasqua e prevede che, al suono della banda, fedeli accompagnati da muli bardati raccolgano offerte girando passando di casa in casa.

La processione arriva, poi, dinanzi la Parrocchia di Santo Stefano, che custodisce sia il Crocifisso che la salma di Padre Pirrelli.

Il pellegrinaggio con i doni di frumento, pane e fiori rappresenta uno dei momenti più riconoscibili della festa e collega la devozione al Crocifisso con la partecipazione delle famiglie, delle confraternite, dei musicisti e dei portatori.

Festa del Crocifisso R.Pirrelli

Via Crocifisso nel centro storico di San Cataldo

La processione del SS. Crocifisso parte dalla chiesa di Santo Stefano e attraversa via Garibaldi, via Roma, via Cavour e infine corso Vittorio Emanuele.

La Chiesa del Rosario ricca di stucchi e artisticamente decorata, è situata lungo l’arteria principale della Città, il Corso Vittorio Emanuele, ed è tuttora molto frequentata dai fedeli.

Piazza degli Eroi: situata a nord della città, piazza degli Eroi ospita uno dei monumenti dedicati ai caduti di tutte le guerre, tra i più belli della Provincia nissena. Posto al centro della piazza e avvolto da palme esotiche, il monumento presenta un alto obelisco a più spessori sormontato da una maestosa aquila bronzea.

Nel corso della Settimana Santa, in questo luogo viene allestita una scenografia che ricostituisce il Pretorio romano di Gerusalemme, dove personaggi in costumi d’epoca danno vita al Processo a Gesù.

Le origini storiche di San Cataldo

Il comune di San Cataldo era originariamente chiamato “Casale Caliruni”, dai Cauloni di Calabria i quali vi si sarebbero trasferiti. Dopo un avvicendarsi di dominazioni, intorno al 1300 il feudo fu posseduto da re Federico III e venne poi concesso a Bernardo de Siniscalco il quale lo divise in due baronie: Nixima e Fiume Salato.

In seguito ad una serie di accordi matrimoniali, a metà del ‘500 la Baronia di Fiume Salato passò nelle mani della famiglia Galletti: nel 1549 Nicolò Lancellotto Galletti prese in moglie Violante Jean Salomone e ottenne in dote il feudo.

Il 18 luglio 1607, il nipote di Lancellotto, Nicolò Galletti ottenne dal re di Sicilia Filippo II il Jus Populandi et Aedificandi che permise la nascita di San Cataldo. Tale permesso venne poi rinnovato da Filippo III nel 1621, il quale volle che il feudo venisse chiamato San Cataldo.

Le principali chiese di San Cataldo

Chiesa Madre

Chiesa Madre: una delle chiese più maestose della Città, dedicata alla Natività di Maria e voluta dal Principe Galletti di Fiumesalato e Marchese di San Cataldo. Gli inizi dei lavori sono datati 1632, come riporta la bolla vescovile agrigentina.

Il 9 Maggio 1739 mons. Pietro Galletti, vescovo di Catania, consacrò la Chiesa, e per l’occasione fu re-intitolata all’Immacolata Concezione. Dopo la consacrazione della Chiesa Madre, la famiglia Galletti continuò ad occuparsi dell’edificio sacro ornandolo con dipinti, la statuaria, suppellettili e paramenti per le liturgie, e molti fedeli donarono i loro beni alla chiesa.

La Chiesa si presenta a Croce Latina con una cupola al centro, ed è divisa da due colonnati in tre navate. Lateralmente al cappellone sorgono due cappelle, chiuse con balaustre marmoree e portine di bronzo a bassorilievo.

Quella di sinistra è dedicata al S.S. Sacramento e quella di destra al patrono della città: San Cataldo. All’estremità del transetto vi sono: la cappella dell’Immacolata con la statua rivestita in oro e la cappella del Crocifisso ricca di reliquie.

Chiesa di Santa Maria del Rosario

Chiesa di Santa Maria Del Rosario: una delle Chiese più antiche di San Cataldo, dedicata alla Madonna del Rosario, la cui statua, opera del Cardella di Agrigento, domina sull’altare maggiore.

Fondata nel ‘600, ricostruita nel 1702 da Don Angelo Amico e consacrata nel 1767 col decreto del vescovo di Girgenti, (oggi Agrigento), fu ricostruita nel secolo XIX e rimase a singola navata.

Nell’Ottocento fu affrescata la volta da Calogero Seste di Serradifalco mentre al pittore Emanuele Catanese di Terranova (oggi Gela) gli venne affidato il compito di dipingere i 13 riquadri della volta.

A fianco ad essa si erge maestosa la torre civica dal caratteristico campanile fatta costruire nel 1890 dal Comune. Oltre alla statua della Madonna del Rosario, si possono ammirare la statua di legno di San Francesco Di Paola, opera del Bagnasco, nel primo altare di sinistra; la statua di San Sebastiano sull’altare di fronte; il quadro di Santa Maria Maddalena penitente, opera del sancataldese Carmelo Riggi.

Chiesa di San Francesco d’Assisi, ex Cappuccini

Chiesa di San Francesco D’Assisi (ex cappuccini): la chiesa dei cappuccini venne edificata nel 1724 per volere del principe Giuseppe Galletti. Fu consacrata il 09/07/1738, come attesta la lapide posta sul muro di destra della chiesa.

Dall’anno della consacrazione, il 15 agosto vi si celebra la festa di Maria SS. Assunta. Il convento conservava una biblioteca, ricchissima di volumi e di pregevoli opere teologiche, filosofiche, storiche, scientifiche, nonché di molti manoscritti.

Nella chiesa dei Cappuccini si possono ammirare: l’altare maggiore e i quattro altari laterali. La base dell’altare è abbellita da quattro statue raffiguranti i quattro evangelisti, sormontati dalle tre virtù teologali: fede, speranza, carità; e di seguito, San Paolo e Mosè.

Si vedono quindi i tre arcangeli: Gabriele, Michele e Raffaele; più in alto spiccano le statuette di San Pietro, San Paolo, San Giuseppe e San Giovanni Battista; al centro il Padre Eterno.

Chiesa della Mercede

Chiesa Della Mercede: non sarebbe sorta dov’è attualmente, bensì nei pressi di via San Nicola, sulle rovine del vecchio oratorio di S. Adriano, su iniziativa di Nicolò Galletti, e fu affidata per un biennio ai padri agostiniani.

Andata in rovina, fu ricostruita dove ora si trova e annessa al già esistente convento. Questa chiesa, comunemente nota come il “Convento”, è dedicata alla Madonna della Mercede, così chiamata, perché San Pietro Nolasco, fondò un ordine religioso per la redenzione, e propose di offrire i suoi frati come “mercede”, cioè riscatto in cambio della loro redenzione e scelse come protettrice dell’ordine la Madonna, che fu detta appunto della “Mercede”.

Di questa Madonna esiste nella chiesa una bellissima statua di legno, opera del Bagnasco. Vi si conservano anche sei quadri antichi (fine ‘600-primi ‘800), dipinti da un autore ignoto.

Il Calvario e la Settimana Santa

Il Calvario: edificato nel 1854, di recente è stato sottoposto a un restauro conservativo ed è stato restituito allo splendore ed a tutta la popolazione.

Oggi il Calvario, si presenta con una chiesetta centrale e 14 cappelle disposte a semicerchio nelle quali vengono conservate delle opere in ceramica a basso rilievo, che raffigurano i tradizionali momenti della Via Crucis e della Via Lucis.

Il Calvario grazie alla sua imponente e scenografica scalinata, è il luogo in cui il Venerdì Santo si celebra la “Scinnenza”, rappresentazione con personaggi dal vivo risalente a oltre 100 anni fa, ove si rievoca la Crocifissione e la Morte di Cristo.

Questa manifestazione pasquale ha inizio con la Domenica delle Palme che ricorda l’ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme. Dopo questa commemorazione, dal lunedì al mercoledì santo, presso il Monumento ai Caduti vengono rappresentate le più importanti scene del Vangelo: il Sinedrio, i Trenta denari e il Processo a Gesù.

Il Giovedì Santo in tutte le chiese viene celebrata la messa e avviene, per tutta la notte, l’adorazione del Santissimo Sacramento. Dalla chiesa San Giuseppe intorno alle ore 21.00, le statue dell’Addolorata e di San Giuseppe vengono portate sui fercoli dai fedeli in cerca di Gesù.

Alle ore 7.00 del Venerdì Santo finalmente il Cristo, portato a spalla dai fedeli, e l’Addolorata insieme a San Giovanni s’incontrano e, dopo un emozionante momento di preghiera presieduto dal Vescovo della diocesi di Caltanissetta, raggiungono insieme il Calvario (Golgota).

A mezzogiorno Gesù nazareno che porta la croce incontra l’Addolorata e San Giovanni nei pressi della Chiesa del Rosario e insieme giungono al Calvario dove Gesù viene crocifisso. In questo stesso luogo alle 21.00 avviene la rappresentazione della “Sacra Scinnenza” che narra della crocifissione di Gesù cui segue la deposizione di Cristo nella sacra Urna, accompagnata in Chiesa Madre.

La settimana santa si conclude con la domenica di Pasqua e con i “Sanpauluna”, apostoli in cartapesta e a mezzo busto, che annunciano la resurrezione di Gesù.

Il sito archeologico di Vassallaggi

La principale attrattiva sancataldese è il sito archeologico di Vassallaggi, disposto su cinque colline lungo la SS 122 verso Serradifalco.

Due campagne di scavi sono state condotte da Dino Adamesteanu tra il 1956 e il 1961, grazie alla segnalazione nel 1905 da parte di Paolo Orsi. Gli scavi hanno riportato alla luce reperti già a partire dall’età del Bronzo fino ad arrivare ai primi secoli dopo Cristo e testimoniano l’influsso agrigentino.

Le monete, i busti fittili e i piatti con orlo decorato a stampo fanno di Vassallaggi un avamposto agrigentino già a partire dalla prima meta del IV sec. a.C.

Sembra che il centro abitato possa essere identificato con la polys di Motyon di cui ci parla Diodoro Siculo e dove, probabilmente, Ducezio aveva affrontato nel 451 a.C. siracusani ed agrigentini.

Distrutto dai cartaginesi, venne poi ricostruito da Timoleonte fino a quando, intorno al 310 a.C., Agatocle non lo cancellò dalla toponomastica greca.

Fu verso il V e VI sec che Vassallaggi si erge a polis con tre aree sacre in cui si praticava il culto di Demetra e di Kore. In questo periodo i quartieri di abitazione, articolati su gruppi di edifici divisi da strade, si espandono oltre i limiti delle colline occupando i terreni sottostanti.

Le tradizioni religiose durante l’anno

GENNAIO Gesù Bambino Una manifestazione di tipo religiosa che si svolge il primo gennaio. La statua del bambin Gesù esce dalla Chiesa Madre dopo la celebrazione della messa.

Ha luogo una processione, a cui partecipano il clero e le confraternite, e il Bambinello si ferma in tre punti della città di San Cataldo e, girando su se stesso, benedice l’inizio dell’anno.

FEBBRAIO - MARZO Carnevale dei bambini Un evento che si svolge prima dell’avvento della Quaresima. Esso è organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Oratorio Salesiano.

San Giuseppe Si svolge il 19 marzo, giorno in cui la statua di San Giuseppe esce in processione dall’omonima chiesa. La statua settecentesca era stata donata dal principe Giuseppe Galletti durante un pranzo per i poveri.

MAGGIO San Cataldo La manifestazione di tipo religioso si celebra il 10 maggio e prevede, in Chiesa Madre, una messa solenne cui segue la processione per le vie della città.

GIUGNO Corpus Domini . La Festa del Santissimo Crocifisso di San Cataldo, Protettore e Patrono della comunità, l’apertura del grande reliquiario, la solenne Concelebrazione Eucaristica e la processione per le vie della città.

La Festa del Santissimo Crocifisso di San Cataldo

La seconda domenica di ottobre, la comunità di San Cataldo è in festa per il Santissimo Crocifisso, Protettore e Patrono della città e tutti gli anni ne rinnova la dedizione e porta in processione il Ss. Crocifisso per le tradizionali vie del centro storico.

Le celebrazioni religiose cominciano qualche giorno prima con l’apertura del grande reliquiario contenente le venerate reliquie di Santi e di Martiri, che si trova in Chiesa Madre assieme ad un pregevole Crocifisso d’avorio.

La Festa del Santissimo Crocifisso di San Cataldo viene preparata da un triduo in Chiesa Madre, con la preghiera mariana del Santo Rosario e la celebrazione della Messa, che vede la partecipazione di molti fedeli.

Il momento più importante della festa patronale di San Cataldo si svolge la domenica nel tardo pomeriggio quando, al termine della Solenne Concelebrazione Eucaristica alla presenza delle Autorità Civili e Militari, ha luogo la processione con le preziose reliquie dei santi e il grande e imponente Crocifisso, che si snoda lungo il percorso tradizionale, la cosiddetta “via dei Santi”, e termina in piazza Madrice dove avviene la benedizione sulla Città.

Questa, da tradizione, si svolge tre volte l’anno, e si ripete l’1 gennaio e il 10 maggio, giorno della festa del Patrono San Cataldo.

Le celebrazioni terminano quando si richiuderanno le porte del reliquiario e il Santissimo Crocifisso tornerà al suo posto d’onore sopra l’altare della sua Cappella, tra Sant’Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia.

La Fiera di Ottobre e le tradizioni locali

Nei giorni della festa patronale di San Cataldo in onore del Santissimo Crocifisso ha luogo la tradizionale Fiera di Ottobre, che fino a qualche tempo fa coinvolgeva il piano della Madrice e che la gente del posto chiama “fera ranni” e serviva per reperire beni difficili da trovare.

Oggi invece la fiera merceologica a San Cataldo si protrae per quattro giorni ed è ricca di bancarelle di ogni tipo e di giostre per il divertimento di grandi e piccoli. La fiera d’Ottobre di San Cataldo, la ‘Fera Ranni’ si terrà nel quartiere Santa Germana.

Tipicità gastronomiche sancataldesi

Riguardo l’ambito enogastronomico, San Cataldo offre sapori nuovi da scoprire, si tratta di piatti semplici e particolari nello stesso tempo.

Caratteristica è la pasta con le fave e mazzareddi, oppure la cuccia, grano e ceci bolliti proprio per la festa di Santa Lucia il 13 dicembre.

Da assaporare sono anche i vucciddati, pasta di pane ripiena di impasto di fichi e aromatizzata con mandorle, pinoli e scorze d’arancia, preparati soprattutto durante il periodo natalizio.

Da non dimenticare sono anche i muffulitti, panini rotondi con semi di finocchio e imbottiti con miele e ricotta tipici per il giorno di San Martino e accompagnati da un buon vino novello.

Concludiamo questo viaggio enogastronomico con altri due prodotti della tradizione sancataldese: i bersaglieri e la ‘nciambella.

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