I tre pastorelli di Fatima erano Lucia dos Santos e i cugini Francisco e Jacinta Marto, tre bambini portoghesi che nel 1917 riferirono di aver visto la Vergine Maria alla Cova da Iria, vicino a Fatima. Lucia aveva 10 anni, Francisco 9 e Jacinta 7.
Il 13 maggio 1917, mentre accudivano un piccolo gregge e giocavano in un terreno appartenente al padre di Lucia, dopo aver recitato il Rosario videro due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa Signora splendente con un Rosario in mano. Fu la prima di sei apparizioni della Madonna, che si sarebbero svolte fino a ottobre, generalmente il giorno 13 di ogni mese.
Chi erano i tre pastorelli di Fatima
Tutti e tre nacquero ad Aljustrel, una frazione di Fatima, e appartenevano a famiglie di contadini che vivevano in una condizione di dignitosa povertà. Lucia dos Santos nacque il 22 marzo 1907; Francisco Marto l’11 giugno 1908; Jacinta Marto l’11 marzo 1910.
Lucia era cugina di Francisco e Jacinta: la madre dei due fratelli, Olimpia di Gesù, era sorella di António dos Santos, padre di Lucia. I tre trascorrevano molto tempo insieme in campagna, conducendo al pascolo le pecore delle loro famiglie, giocando e pregando.
| Pastorillo | Nascita | Età nel 1917 | Morte |
|---|---|---|---|
| Lucia dos Santos | 22 marzo 1907 | 10 anni | 13 febbraio 2005 |
| Francisco Marto | 11 giugno 1908 | 9 anni | 4 aprile 1919 |
| Jacinta Marto | 11 marzo 1910 | 7 anni | 20 febbraio 1920 |
Le loro famiglie erano cattoliche praticanti e nella vita quotidiana la preghiera aveva un posto importante. La domenica partecipavano alla Messa, recitavano il Rosario e, quando a mezzogiorno suonava la campana della chiesa di Fatima, interrompevano il lavoro per recitare l’Ave Maria.
Come tutti i ragazzi del loro paese, Lucia, Francisco e Jacinta aiutavano i genitori portando ogni giorno al pascolo un piccolo gregge di pecore e capre. A mezzogiorno mangiavano il cibo preparato dalle loro madri e, prima di ricominciare a giocare, recitavano insieme il Santo Rosario.

Le apparizioni dell’Angelo
Prima delle apparizioni della Madonna, i tre bambini riferirono di aver visto per tre volte un angelo, tra il 1915 e il 1916. Questi incontri furono interpretati come una preparazione alla missione che avrebbero ricevuto e come un invito alla preghiera, all’adorazione e al sacrificio.
Secondo il racconto di Lucia, la prima apparizione avvenne mentre si trovava al pascolo. I bambini videro una figura luminosa, simile a un giovane, che si presentò come l’Angelo della pace e li invitò a pregare prostrati a terra in riparazione delle offese subite da Dio.
La preghiera insegnata dall’angelo era: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo. Chiedo perdono per quelli che non credono, non sperano, non vi amano». Dopo averla recitata tre volte, l’angelo disse: «Pregate così. I Cuori di Gesù e Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche».
La seconda apparizione dell’angelo avvenne nel cortile della casa di Lucia, a Poço do Arneiro, dove i tre cugini erano soliti trascorrere il loro tempo. Nell’ultima manifestazione, l’angelo apparve con un calice e un’ostia sanguinante, distribuendo la Comunione a Francisco, Jacinta e Lucia e invitandoli a fare sacrifici in riparazione degli oltraggi contro l’Eucaristia.
La prima apparizione della Madonna, il 13 maggio 1917
La Cova da Iria è una località nella freguesia di Fátima, nel comune di Ourém. Il 13 maggio 1917, mentre i tre bambini sorvegliavano il gregge, videro un lampo improvviso, come se stesse arrivando un temporale.
Preoccupati per le pecore, cercarono di metterle al riparo. Dopo un secondo lampo, videro una bellissima Signora vestita di bianco, ritta sopra un piccolo leccio. La figura era più luminosa del sole e irradiava una luce nella quale i bambini si sentirono immersi.
«Non abbiate paura, non vi farò del male», disse la Signora. Lucia domandò: «Da dove venite, Signora?». La risposta fu: «Vengo dal cielo».
La Madonna chiese ai tre bambini di tornare nello stesso luogo il giorno 13 di ogni mese per sei mesi consecutivi, fino a ottobre, e raccomandò loro di pregare il Rosario perché terminasse la prima guerra mondiale e i soldati potessero tornare alle proprie case.
La Vergine domandò inoltre: «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui Egli è offeso e per la conversione dei peccatori?». I tre risposero: «Sì, lo vogliamo».
Le sei apparizioni del 1917
La prima apparizione avvenne il 13 maggio. Le successive ebbero luogo il 13 giugno, il 13 luglio, il 19 agosto, il 13 settembre e il 13 ottobre. L’incontro previsto per il 13 agosto non si svolse alla Cova da Iria perché i bambini furono trattenuti dalle autorità civili.
- 13 maggio: la Madonna chiede ai bambini di tornare il giorno 13 di ogni mese e di pregare il Rosario.
- 13 giugno: Lucia apprende che Francisco e Jacinta sarebbero morti presto, mentre lei sarebbe rimasta più a lungo sulla terra per far conoscere il messaggio ricevuto.
- 13 luglio: i pastorelli riferiscono la visione dell’inferno e ricevono il contenuto del cosiddetto segreto di Fatima.
- 19 agosto: la Madonna appare ai bambini dopo che l’incontro del 13 agosto era stato impedito dalle autorità.
- 13 settembre: la Madonna rinnova l’invito alla preghiera e chiede di costruire una cappella nel luogo delle apparizioni.
- 13 ottobre: avviene l’ultima apparizione e numerosi testimoni riferiscono il fenomeno chiamato “miracolo del sole”.
Il sindaco di Vila Nova de Ourém, ritenendo che i bambini fossero impostori o vittime di una congiura, li fece condurre in prigione la mattina del 13 agosto. I pastorelli furono minacciati e interrogati, ma non rinunciarono alla loro testimonianza e non rivelarono il contenuto del segreto.
Il miracolo del sole
Il 13 ottobre 1917 la Cova da Iria era affollata da migliaia di persone, tra credenti, curiosi e giornalisti. La giornata era piovosa e il terreno era completamente bagnato.
Secondo le testimonianze raccolte, dopo l’apparizione della Madonna il cielo si aprì e il sole sembrò cambiare colore, dimensione e posizione. Molti presenti riferirono di aver visto il sole roteare, divenire multicolore e sembrare precipitare verso la folla, prima di fermarsi e risalire.
Il fenomeno è passato alla storia come “miracolo del sole”. È considerato il segno promesso dalla Madonna per confermare l’autenticità delle parole dei tre pastorelli.

Francisco Marto: il pastorello che voleva consolare Gesù
Francisco dos Santos Marto nacque l’11 giugno 1908 ad Aljustrel. I suoi genitori erano Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù, contadini. Francisco era il penultimo figlio e Jacinta l’ultima.
Francisco era un bambino riservato, silenzioso e riflessivo. Amava la natura e suonava il flauto. Le due cuginette giocavano molto, mentre lui preferiva spesso il raccoglimento e la solitudine.
Nel gioco accettava benevolmente la sconfitta e tendeva a isolarsi senza preoccuparsi di essere emarginato. Era sempre sorridente, gentile e condiscendente. Il suo carattere lo portava a scegliere l’ultimo posto e le mansioni più umili.
Spesso si ritirava in qualche luogo solitario oppure in chiesa, vicino a “Gesù nascosto”, dove rimaneva a pregare. Quando Lucia gli domandò a cosa pensasse, rispose: «Io penso a consolare Nostro Signore che è afflitto a causa di tanti peccati».
Durante le apparizioni Francisco vedeva la Madonna, ma non udiva le sue parole. Lucia e Jacinta ascoltavano ciò che la Signora diceva e glielo riferivano. Francisco accettava con semplicità questa condizione e credeva alla testimonianza delle due compagne.
Questa ansia di riparazione, fondata sulla compassione e sul sacrificio, divenne il centro della sua vita spirituale. Alla domanda se preferisse consolare Gesù o convertire i peccatori perché non andassero all’inferno, rispose: «Io preferisco consolare Nostro Signore».
All’inizio del 1918 Francisco si ammalò di influenza spagnola, che degenerò in broncopolmonite. Durante la malattia offrì le proprie sofferenze per consolare Gesù e per la conversione dei peccatori.
Il 2 aprile 1919 il parroco venne a confessarlo. Il giorno seguente Francisco ricevette la prima e ultima Comunione. Chiese a Lucia di recitare il Rosario ad alta voce, perché non riusciva più a parlare.
La sera del 4 aprile 1919, nella casa paterna, morì serenamente a dieci anni. I suoi resti rimasero nel cimitero parrocchiale fino al 13 marzo 1952, quando furono traslati nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima.
Jacinta Marto: la piccola pastorella e la preghiera per i peccatori
Jacinta de Jesus Marto nacque ad Aljustrel l’11 marzo 1910. Era la sorella più giovane di Francisco. Aveva un carattere forte e volitivo, amava giocare, ballare e recitare poesie, ma poteva essere anche permalosa.
Era la più vivace dei tre bambini e spesso iniziava a recitare l’Ave Maria, facendo attenzione a pronunciare tutte le parole affinché l’eco le ripetesse. Dopo il pascolo, lei e Francisco andavano nell’aia della famiglia di Lucia per giocare e aspettavano che la Madonna e gli angeli accendessero le loro “lucerne”, cioè la luna e le stelle.
Dopo le apparizioni, il suo temperamento cambiò. La bambina giocherellona divenne più riflessiva, mite e raccolta. Recitava il Rosario lentamente e con grande attenzione e cercava di farlo recitare ogni sera anche nella propria casa.
La visione dell’inferno, riferita all’apparizione del 13 luglio, la colpì profondamente. Jacinta non era preoccupata per la propria sorte, ma per quella dei peccatori. Diceva: «Perché la Madonna non mostra l’inferno ai peccatori? Se essi lo vedessero, non farebbero più peccati e non vi cadrebbero!».
Da quel momento cercò di offrire sacrifici per la conversione dei peccatori. Rinunciava alla merenda, offriva il proprio pasto ai bambini poveri e accettava le sofferenze della malattia come un dono da presentare a Dio.
Colpita dalla stessa epidemia che aveva già debilitato Francisco, Jacinta fu ricoverata nell’ospedale di Vila Nova de Ourém durante l’estate del 1919. In seguito fu trasferita a Lisbona, dove venne sottoposta a un’operazione.
Prima di partire volle rivedere la Cova da Iria. L’ultimo chilometro lo percorse a piedi, recitando il Rosario. A Lisbona rimase prima nell’Orfanotrofio di Nostra Signora dei Miracoli e poi nell’ospedale Dona Estefânia.
La malattia le provocò grandi sofferenze. Anche quando stava male, cercava di non far pesare la propria condizione sui familiari e offriva i dolori per la conversione dei peccatori.
Jacinta morì il 20 febbraio 1920 a Lisbona, a nove anni. Il suo corpo fu trasferito nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima il 1º maggio 1951, nella cappella laterale a sinistra dell’altare maggiore.
Lucia dos Santos: la testimone delle apparizioni
Lúcia de Jesus Rosa dos Santos nacque ad Aljustrel il 22 marzo 1907. Era figlia di António dos Santos e Maria Rosa ed era la più giovane di una famiglia numerosa.
La famiglia era povera e la principale fonte di sostentamento era il gregge. Lucia mostrò presto grande attenzione per la casa e per le necessità dei familiari. Maria Rosa era catechista della parrocchia e aveva trasmesso ai figli una fede profondamente radicata nella vita quotidiana.
Lucia sapeva leggere, una capacità non comune tra le donne del suo tempo, ed era appassionata della Bibbia. Ricevette la prima Comunione il 30 maggio 1913, nella chiesa parrocchiale di Fatima.
Durante le apparizioni Lucia era la principale interlocutrice della Madonna. Era lei a porre le domande, a ricevere le risposte e a riferire in seguito ciò che era accaduto. Per questo fu anche la più interrogata dalle autorità civili, religiose e dai curiosi.
La madre la considerò inizialmente una bugiarda e la sottopose a rimproveri. Anche il parroco la interrogò e arrivò a farle temere che la visione potesse essere una manifestazione malefica. Lucia continuò tuttavia a mantenere la propria testimonianza.
Dopo la morte di Francisco e Jacinta, Lucia rimase l’unica dei tre pastorelli ancora in vita. A sedici anni fu ammessa alle Figlie di Maria e maturò il desiderio di consacrarsi a Dio e di entrare nel Carmelo.
Nel 1925 entrò nell’ordine delle Suore di Santa Dorotea. Il 25 marzo 1948 si trasferì a Coimbra, dove entrò nel Carmelo di Santa Teresa di Gesù con il nome di suor Maria Lucia del Cuore Immacolato.
Nel Carmelo di Coimbra ricevette la visita di importanti esponenti della Chiesa. Paolo VI la incontrò a Fatima il 13 maggio 1967; il cardinale Albino Luciani la visitò nel 1977; Giovanni Paolo II la incontrò a Fatima nel 1982, nel 1991 e nel 2000; il cardinale Joseph Ratzinger la visitò nel 1996.
Suor Lucia morì a Coimbra il 13 febbraio 2005. Il suo corpo fu inizialmente sepolto nel chiostro del Carmelo di Coimbra e il 19 febbraio 2006 fu deposto nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, accanto alla cugina Jacinta.
Il messaggio affidato ai tre pastorelli
Il messaggio di Fatima contiene un invito alla conversione, alla preghiera, alla penitenza, alla riparazione e alla fiducia nella misericordia di Dio. La Madonna insistette in modo particolare sulla recita del Rosario e sulla preghiera per la pace.
In tutte le apparizioni la Madonna ricordò il Rosario e chiese di pregare per la fine della guerra. Ai bambini insegnò anche una preghiera da recitare dopo ogni mistero: «O Gesù, perdona i nostri peccati, liberaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente quelle più bisognose della tua Divina Misericordia».
Il messaggio comprende inoltre la richiesta di offrire sacrifici per la conversione dei peccatori, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la Comunione riparatrice nei primi sabati e la preghiera per il Papa.
Il primo segreto: la visione dell’inferno
Durante l’apparizione del 13 luglio 1917, i tre pastorelli riferirono di aver visto un grande mare di fuoco, nel quale apparivano demoni e anime. La visione fu presentata come un richiamo alla gravità del peccato e alla necessità della conversione.
La visione dell’inferno non fu separata dalla misericordia: essa doveva suscitare nei bambini il desiderio di pregare e sacrificarsi per la salvezza dei peccatori.
Il secondo segreto: il Cuore Immacolato di Maria
La seconda parte del segreto riguarda la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, la Comunione riparatrice nei primi sabati e la promessa che, alla fine, il Cuore Immacolato avrebbe trionfato.
Il messaggio collega la preghiera e la conversione alla pace. Il Rosario viene presentato come un cammino attraverso il quale il cuore umano può essere liberato dall’egoismo e dalla violenza.
Il terzo segreto
La terza parte del segreto fu scritta da Lucia il 3 gennaio 1944, consegnata in busta chiusa al vescovo di Leiria e successivamente trasferita all’archivio segreto del Sant’Uffizio. Il contenuto fu reso pubblico nel 2000.
La visione descrive una Chiesa martire e un vescovo vestito di bianco che attraversa una città in rovina, accompagnato da sacerdoti, religiosi e fedeli, fino a giungere davanti a una grande croce.
Il testo riferisce la sofferenza del Santo Padre e il martirio di numerosi cristiani. Nel 2000 molti collegarono l’immagine del vescovo ferito all’attentato subito da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981.
Le vocazioni diverse dei tre pastorelli
I tre bambini ricevettero la stessa esperienza, ma la loro risposta prese forme differenti. Francisco fu caratterizzato dalla contemplazione e dal desiderio di consolare Gesù; Jacinta dalla preghiera e dal sacrificio per la conversione dei peccatori; Lucia dalla testimonianza e dalla lunga missione di diffondere il messaggio.
La Madonna indicò già il 13 giugno 1917 che Francisco e Jacinta sarebbero andati presto in cielo, mentre Lucia sarebbe rimasta sulla terra per un tempo più lungo. La vita dei tre pastorelli mostra quindi tre percorsi distinti: una vita breve offerta nella sofferenza e una lunga esistenza consacrata alla testimonianza.
Non erano “fatti con lo stampino”: ognuno aveva un temperamento e un carattere diverso. Francesco era più chiuso e contemplativo, Jacinta più volitiva, Lucia più comunicativa e perspicace.
La beatificazione e la canonizzazione di Francisco e Jacinta
Francisco e Jacinta Marto furono beatificati da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000, durante una celebrazione a Fatima. Il 23 marzo 2017 papa Francesco approvò un miracolo ottenuto per loro intercessione, aprendo la via alla canonizzazione.
Il 13 maggio 2017, nel centenario della prima apparizione, papa Francesco proclamò santi Francisco e Jacinta Marto. Sono tra i più giovani santi non martiri della Chiesa cattolica.
La loro memoria liturgica ricorre il 20 febbraio. La Chiesa li ricorda come esempio di fede semplice, preghiera perseverante, sacrificio e generosità vissuti nella quotidianità.
Le reliquie e i luoghi dei pastorelli
Le spoglie di Francisco e Jacinta sono custodite nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima. Francisco riposa nella cappella sul lato destro dell’altare maggiore, mentre Jacinta è sepolta nella cappella laterale a sinistra.
Accanto a Jacinta furono deposte le spoglie di suor Lucia il 19 febbraio 2006. La basilica conserva così i resti dei tre protagonisti delle apparizioni.
I tre bambini nacquero e vissero ad Aljustrel, a circa due chilometri da Fatima. La casa di Francisco e Jacinta è il luogo in cui nacquero e vissero i due fratelli e dove, qualche anno dopo, morì Francisco.
La casa di Lucia fu il luogo dei primi interrogatori dei pastorelli dopo che avevano reso note le apparizioni. Nel 1981 Lucia la offrì al Santuario di Fatima, che ne prese possesso nel 1986.
Le case dei pastorelli conservano oggetti legati alla loro vita quotidiana e sono visitate da pellegrini provenienti da molti Paesi, desiderosi di avvicinarsi alla storia dei tre bambini.

Il Santuario di Fatima
Sul luogo delle apparizioni sorge oggi il Santuario di Nostra Signora del Rosario di Fatima. Al centro del recinto delle preghiere si trova il monumento al Sacro Cuore di Gesù; su un lato è collocata la Cappella delle Apparizioni, costruita nel punto indicato dalla Madonna.
All’estremità del recinto si trova la Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, con la sua torre alta 65 metri. Il santuario è diventato una delle principali mete di pellegrinaggio del mondo cattolico.
Nel corso del XX secolo, molti cattolici europei si sono rivolti a Nostra Signora di Fatima per pregare per la pace e la riconciliazione. Fatima è stata descritta come un luogo nel quale la preghiera, la memoria delle apparizioni e la devozione mariana si incontrano.
La devozione dei papi a Nostra Signora di Fatima
Papa Pio XI concesse un’indulgenza plenaria ai pellegrini a Fatima il 1º ottobre 1930. Nel 1942 Pio XII consacrò l’umanità al Cuore Immacolato di Maria.
Paolo VI visitò Fatima il 13 maggio 1967, nel cinquantesimo anniversario della prima apparizione. Giovanni Paolo II visitò il santuario in tre occasioni e consegnò alla Madonna la pallottola con cui era stato ferito nell’attentato del 13 maggio 1981.
Benedetto XVI visitò personalmente il luogo delle apparizioni e consacrò tutti i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. Papa Francesco consacrò il suo pontificato a Nostra Signora di Fatima e visitò il santuario nel maggio 2017, in occasione del centenario delle apparizioni.
Il significato spirituale della testimonianza dei tre pastorelli
Il modo migliore per comprendere il messaggio di Fatima è osservare come i tre pastorelli lo abbiano accolto e vissuto. Per loro non ebbe importanza soltanto il segreto comunicato nel mese di luglio, ma soprattutto la conversione a una vita cristiana più autentica.
La loro testimonianza presenta la preghiera non come un gesto isolato, ma come una forma di vita. Il Rosario, l’adorazione, la penitenza e l’offerta delle sofferenze diventano espressioni concrete della fede.
Francesco cercò di “consolare Gesù”; Jacinta cercò di “salvare dall’inferno i poveri peccatori”; Lucia ricevette il compito di diffondere nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
La storia dei tre pastorelli mostra come la santità possa essere vissuta nella semplicità, nella famiglia, nel lavoro quotidiano, nella preghiera e nella fedeltà alle responsabilità ordinarie. La loro testimonianza fragile, nata in un piccolo villaggio della Serra d’Aire, ha raggiunto persone in ogni parte del mondo.
tags: #tre #pastorelli #di #fatima #yahoo