Le Suore Benedettine di Carità sono una famiglia religiosa nata a Roma nel 1908 per iniziativa della Beata Madre Colomba Gabriel, con l’obiettivo di accogliere e accompagnare le giovani operaie e impiegate e di portare avanti un apostolato concreto a servizio della Chiesa.
La loro vita è radicata nella Regola di San Benedetto e si riassume nelle parole Pax, Ora et Labora: cercano la pace attraverso la preghiera e il lavoro, trasformando la consacrazione a Dio in educazione, assistenza, pastorale, accoglienza e missione accanto alle persone più fragili.
Le origini dell’Istituto
L’Istituto delle Suore Benedettine di Carità è nato dal grande cuore di Madre Colomba Gabriel e dalla generosa dedizione di alcune giovani, da Lei conquistate al suo ideale di santificazione personale e di carità verso il prossimo.
La Congregazione delle Suore Benedettine di Carità è nata a Roma poco più di un secolo fa, fondata dalla Beata madre Colomba Gabriel, proveniente da Leopoli, all’epoca in Polonia, oggi Ucraina.
Spinta dall’amore per la Regola di san Benedetto, a Roma ebbe l’intuizione di aprire la prima Casa-Famiglia per le giovani lavoratrici.
Da quel primo seme l’Istituto cresce, casa dopo casa, in Italia e poi nelle terre di missione.
Madre Colomba Gabriel, fondatrice
La Beata Madre Colomba Gabriel, religiosa polacca divenuta romana d’adozione, fu apostola delle giovani operaie e Fondatrice delle Suore Benedettine di Carità.
Janina Matylda Gabriel nasce a Stanisławów il 3 maggio 1858.
Janina Matylda Gabriel nasce a Stanisławów (oggi Ivano-Frankivsk, Ucraina), in una famiglia nobile.
Fin da giovane sente la chiamata a consacrarsi a Dio.
Affascinata da Cristo, si consacra a Lui nel monastero benedettino di Leopoli, dove nel 1897 la comunità la elegge Abbadessa.
Nel monastero benedettino di Leopoli, Janina viene eletta Abbadessa, distinguendosi per il suo carisma e la dedizione al servizio.
A seguito di calunnie, Janina lascia il monastero e si rifugia a Roma.
Esule a Roma, sola in una città sconosciuta, alla scuola della croce comprende che la sua vera chiamata è di essere madre: madre di tutti coloro che soffrono nel cuore, nel corpo, nello spirito, avendo «per Dio cuore di figlia, per il prossimo cuore di madre, per se stessa cuore di giudice».
Qui, nella solitudine e nella preghiera, matura la fondazione dell’Istituto.
La sua intuizione si esprime in una disponibilità concreta verso chi ha bisogno di orientamento, conforto e sostegno:
Andare dove c’è un’anima da guidare, un cuore da consolare, un corpo dolente da sollevare.
Per Dio, cuore di figlia; per il prossimo, cuore di madre; per se stessa, cuore di giudice.
La Casa Madre di Roma
Nel 1908, in Via di Torre Argentina 76 a Roma, apre la Casa Madre: una Casa-Famiglia che accoglie giovani operaie e impiegate.
La Casa Famiglia fu fondata nel 1908, nell’antico palazzo Sinibaldi, dalla Beata Madre Colomba Gabriel, in Via di Torre Argentina,76 Roma, allo scopo di ospitare giovani operaie e impiegate.
La Casa Madre dell’Istituto fondata nel 1908 da Madre Colomba, in Via Torre Argentina 76, allo scopo di istituire una Casa-Famiglia, ospitava circa centotrenta giovani operaie e impiegate, nell’antico palazzo Sinibaldi.
È l’inizio concreto della missione.
Collocata nel cuore di Roma, ancora oggi offre alle giovani un ambiente famigliare e dà alle suore la possibilità di trasmettere il carisma di Madre Colomba attraverso un apostolato fattivo a servizio della Chiesa nel più genuino spirito benedettino di ospitalità.
Collocata nel cuore di Roma, ancora oggi offre alle giovani un ambiente familiare e alle suore la possibilità di trasmettere il carisma di Madre Colomba in un apostolato fattivo a servizio della Chiesa e nel più genuino spirito benedettino di ospitalità.
Situata in un’ottima posizione a Roma, vicinissima al Pantheon, la Casa per ferie si trova a breve distanza da piazza Venezia, piazza Navona, il Colosseo, il Foro Romano, Campo de’ Fiori ed è facilmente raggiungibile, anche a piedi, la basilica di San Pietro.
La Casa-Famiglia rappresenta quindi il primo segno visibile di una missione che unisce accoglienza, vicinanza alle giovani e testimonianza religiosa nel cuore della città.

La spiritualità benedettina
Una famiglia religiosa che s’innesta sul grande e secolare albero benedettino con una fisionomia sua propria.
L’Ordine di San Benedetto (O.S.B., i «Benedettini») osserva la Regola dettata nel 534 da San Benedetto da Norcia, che diede al monachesimo occidentale la sua forma definitiva.
Le Suore Benedettine di Carità vivono l’essenziale di questa Regola: PAX, frutto dell’ascesi che, singolarmente e comunitariamente, si impegnano a vivere ogni giorno; ORA et LABORA, i mezzi per ottenere la pace, con Dio, a cui riconoscono in ogni cosa il primato, e con i fratelli, ai quali si rivolgono in atteggiamento di umile servizio.
Viviamo l’essenziale della Regola di San Benedetto, racchiuso in tre brevi parole.
Pax · Ora · Labora
La vita della Suora Benedettina di Carità, così ritmata dalla preghiera e dal lavoro, offre al prossimo un volto d’amore.
Pax: la pace
La pace è il frutto dell’ascesi personale e comunitaria che le religiose cercano di vivere ogni giorno.
La pace con Dio e la pace con i fratelli costituiscono il punto di riferimento dell’esperienza benedettina, insieme a un atteggiamento di umile servizio.
Ora: la preghiera
Preghiamo per nutrire la nostra vita dell’amore di Dio.
Mettiamo in Lui la nostra fiducia, impetrando pace e gioia per il mondo intero.
«L’unica esclusivamente buona volontà è quella di Dio.»
Lodiamo Dio per i doni spirituali e materiali che ci offre ogni giorno.
Consacriamo a Lui la nostra esistenza perché in tutto sia glorificato.
«La religiosa è un’anima esclusivamente offerta a Dio.»
Labora: il lavoro e il servizio
Lavoriamo per portare Cristo gratuitamente a quanti avviciniamo, con ascolto fraterno, aiuto e conforto, specialmente a chi è nel bisogno, solo e indifeso.
«Il nostro agire deve somigliare all’agire di un raggio di sole, che illumina, riscalda, fortifica senza dar fastidio a nessuno.»
La preghiera non è separata dall’attività quotidiana, ma trova nel lavoro apostolico una forma concreta di carità.
La missione delle Suore Benedettine di Carità
Dal 1908 le Suore Benedettine di Carità portano il carisma di Madre Colomba Gabriel dove c’è un’anima da guidare, un cuore da consolare, un corpo dolente da sollevare: accanto alle giovani, ai bambini nelle scuole, alle parrocchie e agli anziani, fino alle missioni in Madagascar e Romania.
Le Suore Benedettine di Carità vanno dove chiama un’anima da guidare, un cuore da consolare, un corpo dolente da sollevare.
Consacrate unicamente alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime, collaborano alla diffusione del Regno di Dio, annunciando Gesù e il Suo Vangelo a quanti incontrano sul loro cammino.
Animate dallo spirito della Fondatrice, le Suore Benedettine di Carità continuano, in Italia e all’estero, a portare l’annuncio che il Padre, in Cristo Gesù, ama tutti gli uomini: nelle scuole, nelle parrocchie, accanto agli anziani e nelle missioni in Madagascar e Romania.
Il carisma caritativo e apostolico delle religiose è offerto, oltre che in Italia, anche nelle missioni del Madagascar e della Romania.
Le principali attività apostoliche
Accoglienza delle giovani
La prima forma di apostolato dell’Istituto è stata l’accoglienza delle giovani operaie e impiegate.
La Casa-Famiglia nasce infatti per offrire loro un ambiente familiare, in cui trovare ospitalità e una presenza attenta nel periodo della vita segnato dall’ingresso nel mondo del lavoro.
Questo servizio esprime il desiderio di Madre Colomba di essere madre di tutti coloro che soffrono nel cuore, nel corpo e nello spirito.
Educazione e formazione
Le Suore Benedettine di Carità operano in ambito educativo e pastorale, con la chiesa e la scuola.
Nel tempo hanno gestito scuole materne, asili nido, scuole dell’infanzia, doposcuola e laboratori per la formazione delle giovani.
L’educazione è considerata una forma concreta di accompagnamento umano, spirituale e sociale, rivolta in particolare ai bambini, ai giovani e alle famiglie.
Pastorale parrocchiale
Le religiose collaborano con le comunità ecclesiali, seguono la vita diocesana e prestano servizio nelle parrocchie.
La loro attività comprende la catechesi dei fanciulli, l’animazione della liturgia domenicale, la cura della biancheria delle chiese e la partecipazione alla vita della comunità cristiana.
Assistenza agli anziani
In alcune case l’attività educativa e pastorale si è trasformata nel tempo in una Casa Famiglia per anziani, autosufficienti e non.
Questo servizio continua il carisma dell’accoglienza attraverso la cura quotidiana, la compagnia, l’accompagnamento spirituale e la valorizzazione della vita comunitaria.
Accoglienza e preghiera
Le Suore Benedettine di Carità gestiscono anche luoghi di accoglienza e preghiera, tra cui la Casa di Esercizi Spirituali “Domus Mariae”, luogo di accoglienza e preghiera.
A Befandriana Nord viene inaugurato un Santuario dedicato alla Madonna, con annesso centro di accoglienza per gruppi di giovani e adulti per ritiri spirituali ed incontri.
La Casa Generalizia e il Noviziato di Centocelle
Nel 1925 apre nel quartiere romano di Centocelle la Casa Generalizia con annesso Noviziato: qui le suore operano in ambito educativo e pastorale, con la chiesa e la scuola.
Oggi la casa di Via Tor de’ Schiavi 116 resta il cuore dell’Istituto: vi si trovano la tomba-mosaico della Beata Madre Colomba e l’Istituto Paritario «San Benedetto».
La Casa Generalizia è legata alla formazione delle religiose e alla continuità della vita dell’Istituto.
La presenza in Italia
| Anno | Luogo | Attività |
|---|---|---|
| 1908 | Roma, Via di Torre Argentina | Casa Madre e Casa-Famiglia per giovani operaie e impiegate |
| 1925 | Centocelle, Roma | Casa Generalizia, Noviziato, scuola e attività pastorale |
| 1925 | Scai di Amatrice | Scuola materna e laboratorio di cucito |
| 1928 | Bolzano | Scuole materne e assistenza spirituale presso la clinica Bonvicini |
| 1935 | San Biagio di Bresseo, Praglia | Parrocchia, asilo nido e scuola dell’infanzia |
| 1940 | Solferino, Mantova | Servizio educativo e Casa Famiglia per anziani |
| 1944 | Rieti | Casa Famiglia per giovani studentesse e operaie |
| 1982 | Pietraquaria, Avezzano | Casa di Esercizi Spirituali “Domus Mariae” |
| 1997 | Solferino | RSA Casa Famiglia “Madre Colomba Gabriel” |
Scai di Amatrice
L’antico monastero di Scai di Amatrice (Rieti) viene annesso all’Istituto.
Ospita una scuola materna e un laboratorio di cucito per la formazione delle giovani.
Il monastero di Santa Caterina a Scai fu fra le prime comunità di ex claustrali benedettine che si unirono alla congregazione della beata Gabriel.
Dopo che l’ampio complesso è stato colpito dal terremoto, due religiose, suor Bertilla e suor Ionela, proseguono la presenza a Scai in una Sae, svolgendo servizio pastorale accanto alla gente.
Bolzano
Le suore arrivano a Bolzano, dove iniziano un’opera educativa nelle scuole materne e prestano assistenza spirituale presso la clinica Bonvicini.
San Biagio di Bresseo
A San Biagio di Bresseo, vicino Praglia (PD), le suore collaborano con i Monaci Benedettini nella parrocchia e gestiscono l’asilo nido e la scuola dell’infanzia.
Solferino
A Solferino (Mantova) le suore avviano un servizio educativo che nel tempo diventerà una Casa Famiglia per anziani, autosufficienti e non.
A Solferino, dall’attività educativa nella scuola dell’infanzia e dall’attività pastorale, si è giunti all’espressione più recente di questo amore: la Casa Famiglia per anziani, autosufficienti e non.
La RSA Casa Famiglia “Madre Colomba Gabriel” rappresenta l’evoluzione di questo servizio di cura e accoglienza.
Rieti
A Rieti, in Via Garibaldi, viene fondata una Casa Famiglia per giovani studentesse e operaie.
Oggi accoglie le consorelle anziane.
La presenza delle Benedettine di Carità nella diocesi di Rieti risale al gennaio del 1945, durante l’episcopato di monsignor Migliorini, successore del venerabile Rinaldi.
Quest’ultimo aveva conosciuto la congregazione nata nel solco benedettino quando a Roma era procuratore generale degli Scalabriniani e si recava spesso a Centocelle per incontrare nella Casa Generalizia la fondatrice.
Nacque così la casa famiglia presente in città, in via Garibaldi, dove attualmente vivono tredici religiose, in parte ammalate e anziane, in parte ancora in attività: la superiora suor Fortunata e le suore Eletta, Claudia, Stefania, Adelaide, Eufemia e Caterina.
Fedelmente al carisma benedettino, la giornata della comunità è scandita da preghiera e lavoro; non mancano momenti di vita comune per la ricreazione e il confronto.
Oltre alle suore inferme, la casa di Porta d’Arce ospita anziane bisognose di assistenza.
A seguire ospiti e consorelle anziane, l’amorevole e gioioso servizio di suor Caterina e suor Eufemia, oltre a personale laico.
Le ospiti trascorrono gran parte della mattinata in una sala, decorata secondo le stagioni e le ricorrenze religiose, con suor Claudia che le intrattiene con arte e le sollecita a tener allenata la mente con racconti e giochini.
Le preghiere di inizio giornata, accompagnate da canti mariani, diventano un ringraziamento al Dio della vita per la loro longevità.
La domenica, durante la Messa seguita in tv, ricevono l’Eucarestia.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, a turno, le due suore addette alla cura delle anziane e la superiora si intrattengono con loro fino all’ora di cena e insieme si recita il Rosario.
La Casa famiglia vuol essere anche luogo di bellezza e di festa.
Tre e più religiose si dedicano alla cura dei due giardini e dell’orto.
Si festeggiano le feste della Chiesa, della Beata fondatrice, dei santi Benedetto e Scolastica, gli anniversari di professione religiosa, gli onomastici e i compleanni: sempre gustosa torta con candeline, tavola apparecchiata con gusto, fiori al centro tavola.
Poi l’attività pastorale: suor Caterina si dedica alla catechesi dei fanciulli a Sant’Agostino e suor Eletta cura, insieme alla signora Giuliana, la biancheria della chiesa di Sant’Eusanio, dove anima anche la liturgia domenicale.
E per quanto possibile si segue la vita diocesana.
Le missioni all’estero
Da quel primo seme l’Istituto cresce, casa dopo casa, in Italia e poi nelle terre di missione.
Le missioni all’estero si sviluppano in particolare in Madagascar e in Romania.
In questi contesti le religiose uniscono l’annuncio del Vangelo alla promozione umana, all’educazione, all’assistenza sanitaria e alla cura delle famiglie.
Madagascar
Befandriana Nord
Nel 1973 partono per il Madagascar le prime missionarie.
A Befandriana Nord fondano una missione che unisce educazione, attività pastorale e promozione femminile.
La missione nasce quindi come presenza articolata, capace di collegare formazione, accompagnamento spirituale e sostegno alla condizione delle donne.
Nel 2025, a Befandriana Nord viene inaugurato un Santuario dedicato alla Madonna, con annesso centro di accoglienza per gruppi di giovani e adulti per ritiri spirituali ed incontri.
Andrevorevo
Nel 1979, nel villaggio di Andrevorevo nasce una nuova missione con dispensario, clinica, scuola e intensa attività di evangelizzazione.
La presenza delle suore comprende dunque sia servizi sanitari sia attività educative e pastorali.
Antananarivo
Nel 1992 apre la casa di Antananarivo per la formazione culturale e religiosa delle suore autoctone.
Le suore si impegnano anche nella pastorale urbana.
Ambohitraivo
Nel 1997, su richiesta della comunità locale, viene fondata una casa ad Ambohitraivo.
Le suore proseguono il servizio apostolico tra i più poveri oltre all’attività educativa nelle scuole e la promozione femminile.
Romania
Sighetu Marmației
Nel 1994, a Sighetu Marmației, in Romania, nasce una Casa Famiglia con scuola materna, doposcuola, mensa e assistenza sanitaria per bambini e giovani.
La missione riunisce accoglienza, istruzione, sostegno alimentare e assistenza, con particolare attenzione ai bambini e ai giovani.
Cronologia dell’Istituto
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1858 | Nascita di Madre Colomba Gabriel a Stanisławów |
| 1897 | Janina Gabriel viene eletta Abbadessa nel monastero di Leopoli |
| 1900 | Arrivo a Roma |
| 1908 | Fondazione della Casa Madre in Via di Torre Argentina |
| 1925 | Apertura della Casa Generalizia e del Noviziato a Centocelle |
| 1925 | Annessione del monastero di Scai di Amatrice |
| 1928 | Avvio della presenza a Bolzano |
| 1935 | Casa di San Biagio di Bresseo, vicino Praglia |
| 1940 | Casa di Solferino |
| 1944 | Casa Famiglia di Rieti |
| 1973 | Prima missione in Madagascar, a Befandriana Nord |
| 1979 | Seconda missione in Madagascar, ad Andrevorevo |
| 1982 | Casa di Esercizi Spirituali “Domus Mariae” a Pietraquaria |
| 1992 | Casa di formazione religiosa ad Antananarivo |
| 1994 | Missione in Romania, a Sighetu Marmației |
| 1997 | Missione ad Ambohitraivo |
| 1997 | RSA Casa Famiglia “Madre Colomba Gabriel” a Solferino |
| 2025 | Santuario dedicato alla Madonna e centro di accoglienza a Befandriana Nord |
La vita quotidiana delle religiose
La giornata della comunità è scandita da preghiera e lavoro.
La vita della Suora Benedettina di Carità, così ritmata dalla preghiera e dal lavoro, offre al prossimo un volto d’amore.
Alla preghiera personale e comunitaria si affiancano l’educazione, la catechesi, l’assistenza agli anziani, la cura delle strutture, il servizio parrocchiale e l’accompagnamento delle persone accolte.
Non mancano momenti di vita comune per la ricreazione e il confronto.
La comunità religiosa è quindi anche uno spazio di condivisione, responsabilità reciproca e discernimento quotidiano.
Una presenza che continua
Animate dallo spirito della Fondatrice, le Suore Benedettine di Carità continuano, in Italia e all’estero, a portare l’annuncio che il Padre, in Cristo Gesù, ama tutti gli uomini.
Nelle scuole, nelle parrocchie, accanto agli anziani e nelle missioni in Madagascar e Romania, l’Istituto mantiene unito il servizio apostolico alla spiritualità benedettina.
La storia iniziata con la Casa-Famiglia per giovani operaie e impiegate continua nelle opere educative, nelle comunità per anziani, nella pastorale parrocchiale, nella formazione religiosa e nelle missioni.
Le Suore Benedettine di Carità invitano tante altre giovani a proseguire la loro missione.
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