Storie della Natività della Vergine Maria: origini, tradizioni e significato

La festa della Natività della Beata Vergine Maria si celebra l’8 settembre ed è una delle più antiche feste mariane. Ricorda la nascita di Maria, la donna che la tradizione cristiana riconosce come Madre di Dio e la cui disponibilità rese possibile l’incarnazione di Gesù Cristo.

Nei Vangeli non si trovano dati sulla nascita di Maria né i nomi dei suoi genitori. Queste informazioni appartengono alla tradizione e sono trasmesse soprattutto dal Protovangelo di Giacomo, uno scritto apocrifo del II secolo. Secondo tale tradizione, Maria era figlia di Gioacchino e Anna.

Quando si celebra la Natività della Vergine Maria

Oggi è una giornata importante sia per la Chiesa Cattolica che per quella Ortodossa, poiché l’8 settembre si festeggia la nascita di Maria. La festa della Natività della Beata Vergine Maria è una delle più antiche tra quelle mariane.

A Roma, per iniziativa di papa Sergio I, è celebrata dall’VIII secolo ed è una delle tre feste di “natività” presenti nel calendario romano, assieme alla Natività di Gesù (25 dicembre) e a quella di san Giovanni Battista (24 giugno).

FestaData
Natività di Gesù25 dicembre
Natività di san Giovanni Battista24 giugno
Natività della Beata Vergine Maria8 settembre

Si tratta di una delle più antiche feste mariane. Si pensa che la sua origine sia collegata nella festa della dedicazione di una chiesa intitolata a Maria, a Gerusalemme, nel IV secolo: si tratta della basilica di sant’Anna, dove la tradizione dice che si trattava della casa dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, dove qui nacque la Vergine.

La festa della Natività della Beata Vergine Maria è una delle più antiche tra quelle mariane; forse è legata a quella della dedicazione della basilica di sant’Anna (IV sec.) a Gerusalemme, dove la tradizione colloca la casa dei santi Anna e Gioacchino e quindi la nascita della Vergine.

Chiesa di Sant’Anna a Gerusalemme

Il luogo della nascita di Maria

Nel Protovangelo di Giovanni si racconta che i suoi genitori furono Gioacchino ed Anna, ma non vi sono fonti certe relative al suo luogo di nascita. Alcune ipotesi attestano che Maria sia nata a Nazareth, mentre altre testimonianze ci dicono tutt’altro: in alcuni testi precristiani si legge la descrizione di una stanza dove nacque una figura molto importante per la storia del cristianesimo, a Gerusalemme, nell’area che oggi costituisce la cripta della Chiesa di Sant’Anna.

Le testimonianze fanno capo ad uno spazio situato nei pressi dello “specchio d’acqua di Betzaeta”, luogo realmente esistito e conosciuto grazie alla parabola della Piscina Probatica. Diverse tradizioni collocano il luogo della nascita di Maria in Galilea o, con maggiore probabilità, nella città santa di Gerusalemme, dove sono state trovate le rovine di una basilica bizantina del V secolo, edificata sulla cosiddetta casa di Sant’Anna, molto vicina alla piscina probatica.

A ragion veduta, la liturgia mette sulle labbra di Maria una frase dell’Antico Testamento: mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere (Sir 24, 15).

Gioacchino e Anna nella tradizione cristiana

Nei vangeli non vi si trovano dati per confermare questa festa e neppure i nomi dei genitori, che la tradizione ci fa incontrare nel Protovangelo di Giacomo, scritto aprocrifo del II secolo.

Uno scritto apocrifo del II secolo, conosciuto con il nome di Protovangelo di san Giacomo, ci ha trasmesso i nomi dei suoi genitori - Gioacchino e Anna -, che la Chiesa ha iscritto nel calendario liturgico.

La nascita di Maria è quindi conosciuta attraverso una tradizione antica, sviluppata nella devozione cristiana e nella liturgia, più che attraverso un racconto evangelico diretto.

La nascita di Maria nella storia della salvezza

Molti secoli erano passati da quando Dio, nei primi tempi del Paradiso, aveva promesso ai nostri progenitori l’arrivo del Messia. Centinaia di anni, durante i quali la speranza del popolo di Israele, depositario della promessa divina, era concentrata su una vergine della stirpe di Davide, che concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele (Is 7, 14), che significa Dio con noi.

Generazione dopo generazione, i pii israeliti aspettavano la nascita della Madre del Messia, colei che deve partorire, come spiegava Michea tenendo conto della profezia di Isaia (cfr. Mic 5, 2). Al ritorno dall’esilio di Babilonia, l’aspettativa messianica si era fatta più intensa in Israele.

Un’ondata emotiva attraversava quelle terre negli anni immediatamente precedenti all’era cristiana. Molte antiche profezie sembravano puntare verso questa direzione: uomini e donne aspettavano con ansia l’arrivo del Desiderato dalle nazioni.

A uno di essi, l’anziano Simeone, lo Spirito Santo aveva rivelato che non sarebbe morto prima che i suoi occhi avessero veduto la realizzazione della promessa (cfr. Lc 2, 26). Anna, una vedova avanti negli anni, supplicava con digiuni e preghiere la redenzione di Israele.

Entrambi godettero dell’immenso privilegio di vedere e di prendere fra le braccia Gesù bambino (cfr. Lc 2, 25-38). Anche nel mondo pagano - come affermano alcuni racconti dell’antica Roma - non mancavano i segnali che qualcosa di molto grande stava per accadere.

La stessa pax romana, la pace universale proclamata dall’imperatore Ottaviano Augusto pochi anni prima della nascita di Nostro Signore, era un presagio che l’autentico Principe della pace stava per venire sulla terra. I tempi erano maturi per ricevere il Salvatore.

Maria, aurora della salvezza

Dio mette ogni cura nello scegliere colei che è sua Figlia, Sposa e Madre. E la Vergine Santa, la nobilissima Madonna, la creatura più amata da Dio, concepita senza peccato originale, venne sulla nostra terra.

Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli (Gal 4, 4-5).

Nacque circondata da un profondo silenzio. Si dice in autunno, quando i campi riposano. Nessuno dei suoi contemporanei si rese conto di quello che stava accadendo. Solo gli angeli del cielo fecero festa.

Sino alla nascita di Maria la terra era rimasta al buio, avvolta nelle tenebre del peccato. Con la sua nascita è sorta nel mondo l’aurora della salvezza, come un presagio dell’avvicinarsi del giorno.

Lo riconosce la Chiesa nella festa della Natività della Beata Vergine Maria: Con la tua nascita, Vergine Madre di Dio, hai annunciato la gioia a tutti: da te è nato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio (Ufficio delle Lodi). Ma il mondo, allora, non lo seppe. La terra dormiva.

Il rapporto con la genealogia di Gesù

La liturgia della festa della natività della Beata Vergine Maria ci propone l’inizio del Vangelo secondo Matteo; una specie di traduzione in forma narrativa dell’albero genealogico che iniziando da Abramo e passando per il re Davide, secondo la linea dei maschi primogeniti, prosegue con il racconto della nascita di Gesù.

Questo primo capitolo costituisce, assieme al secondo, quello che è definito il “vangelo dell’infanzia”. Se guardiamo questo brano evangelico come a un testo letterario (o ad una serie tv), non fatichiamo ad intravedere nei primi sedici versetti un vero e proprio prequel dell’episodio centrale di questa sezione iniziale, che prosegue fino al v. 23: come è nato Gesù.

È fortissimo il potere che ogni storia ha di generare un’altra storia, sia avanti che dietro di sé ed è proprio questo il primo significato teologico che possiamo attribuire alla serie di nomi elencati da Matteo: il nome di ciascun antenato del Signore non è un punto isolato nell’universo, ma fa parte di una costellazione che lo lega inevitabilmente all’umanità che lo ha preceduti e a quella che verrà dopo.

La storia della salvezza è una storia infinita, generativa, che procede di generazione in generazione, come la stessa Maria ha cantato visitando la cugina Elisabetta (cfr. Lc 1, 46-55). E la vita di ciascuno di noi è inserita in questa storia di salvezza che Dio ha da sempre voluto tracciare per l’umanità intera.

Le vicende umane nella genealogia evangelica

Le vicende umane nelle quali si inserisce la nascita di Gesù non sono perfette, come non lo sono quelle di ciascuno di noi: sebbene un albero genealogico nell’antichità si costruisse evidenziando soltanto i nomi dei maschi primogeniti, già al v. 2 possiamo riconoscere un’eccezione.

Giacobbe non è il primogenito, ma ottiene con un inganno la primogenitura e quindi l’iscrizione nel libro dei “padri” (cfr. Gn 25, 19-34): Dio sceglie Giacobbe nonostante la sua condotta.

Sempre al v. 2 ritroviamo un altro elemento che l’evangelista non ha potuto tacere, sebbene non sia l’unico caso, e cioè che Giuda aveva dei fratelli: Dio si incarna nelle fraternità, la storia di Gesù discende da una storia di fratelli che hanno vissuto tra loro invidie, gelosie e riconciliazione (cfr. Gn 37-47).

La fraternità è segnalata come necessaria a questa storia anche ai vv. 3 (Fares e Zara) e 13 (Ieconia e i suoi fratelli). Ai vv. 3 e 5 leggiamo, poi, i nomi di tre donne, Tamar, Racab e Rut, che si inseriscono nella linea maschile del racconto di Matteo: la storia della salvezza è una, ed è fatta di uomini e donne.

Un accenno è da fare anche Al v. 6, poi, viene ricordata, senza nominarla, colei che era stata la moglie di Uria… Possiamo allora essere illuminati da un secondo significato, che va oltre le storie citate: il Signore sceglie di farsi uomo nonostante le non limpide vicende umane, ieri come oggi; non disprezza nessuna nostra storia personale e anzi assume le nostre contraddizioni e in quelle si incarna, come fossero il grembo più accogliente per la sua venuta.

Giuseppe e la nascita di Gesù secondo Matteo

Ai vv. 18-21 la velocità del racconto rallenta bruscamente. Dopo una sorta di sommario di secoli con un elenco di nomi senza trame, se non quelle che il lettore riesce a ricordare, adesso Matteo sembra puntare un faro sulla vicenda di Gesù Cristo, il protagonista della buona notizia che vuole raccontare in tutti i suoi dettagli.

Ripercorriamo allora la storia dal punto di vista di Giuseppe, uomo giusto, osservante della legge, secondo la quale avrebbe dovuto accusare pubblicamente Maria, esporla al giudizio e forse anche alla morte… Leggiamo e comprendiamo il suo dubbio, la tentazione di rifiutare l’iniziativa di Dio, ma intuiamo anche la sua difficoltà ad obbedire ciecamente alla legge, fino all’intervento risolutivo dell’angelo del Signore.

È così che nasce Gesù - sembra dire Matteo - attraverso la lotta interiore di un uomo che deve scegliere se mettere davanti anzitutto la lettera della legge o l’amore per una donna, per il suo bambino e per quello che sembra essere un progetto che va oltre ogni logica umana.

Un’altra storia inusuale, la più originale fra tutte quelle a cui l’evangelista ha accennato, partendo da Abramo. Una storia che segna un nuovo inizio nella Storia dell’umanità, perché inserisce come chiave di volta un progetto di Dio che, per realizzarsi, ha bisogno dell’adesione dell’uomo.

Le profezie di Isaia e Michea

I vv. 22-23 mettono in risalto il fatto che ciò che è avvenuto non è altro che l’adempimento delle antiche profezie: al v. 23 è citato il profeta Isaia (7,14 e 8,8.10); ma la liturgia della festa ci propone anche, come prima lettura, in alternativa al testo di Paolo ai Romani (8,28-30), la profezia di Michea (5, 1-4a) che sarà ripresa dallo stesso evangelista Matteo nel capitolo secondo.

Questo è uno dei modi che nella Scrittura dice e dimostra la fedeltà di Dio alle promesse fatte al suo popolo, quindi anche a noi. che leggiamo oggi.

Il significato di questa memoria profetica è ripetuto anche dal salmo 12, che ci presenta l’uomo che confida nella fedeltà di Dio; non nella sua né nelle sue capacità o nei suoi piani, ma in quelli che Dio propone; e che addirittura danno al salmista la certezza della gioia futura prima ancora che si compia.

Perché il Vangelo di Matteo nella festa di Maria

A questo punto potremmo chiederci - specie dopo aver segnalato che il punto di vista del racconto della nascita di Gesù è quello di Giuseppe - perché leggiamo questo Vangelo di Matteo nella festa della Natività di Maria.

Penso che la risposta sia da ricercare guardando all’intero capitolo primo. L’evangelista Matteo sembra dire al lettore che la generazione di Gesù è significativamente legata non solo alla generazione dei padri, ma anche a quella delle “madri” e soprattutto a quella di Maria, concepita Immacolata e quindi nata Immacolata proprio per preparare la nascita di Gesù.

Giuseppe, in questo capitolo, è detto sposo (cfr. v. 16), cioè associato a Maria, che è detta madre (v.18): è come se l’elenco dei nomi dei padri fosse ripreso da Matteo nel punto che riguarda Gesù e scritto in un altro modo, da un’altra angolatura.

Per la storia umana Gesù si inserisce in un elenco di padri, ma per il progetto di Dio è importante dire che la generazione di Gesù (quindi anche noi) ha avuto una madre, Maria, che la storia sembra aver atteso da sempre.

In questa festa della natività di Maria vogliamo celebrare perciò il dono della nascita di questa donna, madre, che ha permesso a Dio di farsi carne.

Maria come Madre di Dio e discepola

L’avvenimento fondamentale nella vita di Maria rimane quello dell’Annunciazione. La Chiesa guarda a lei come la Madre di Dio, ma ancor più come la discepola che meglio di tutte può offrire l’esempio e il modello di vita cristiana.

Nella sua fede, nell’obbedienza al Figlio, nel suo farsi prossima verso la cugina Elisabetta e alle nozze di Cana: Maria è donna da imitare anche per la fiducia nei momenti più bui della storia del suo Figlio Gesù.

Questo, e molto altro, spiega perché il popolo di Dio sa di trovare in lei rifugio e conforto, aiuto e protezione.

La liturgia della festa

La liturgia della festa della Natività della Beata Vergine Maria presenta Maria come l’aurora della salvezza e collega la sua nascita alla venuta di Cristo, sole di giustizia.

Antifona d’ingresso

Antifona Celebriamo con gioia la Natività della beata Vergine Maria: da lei è sorto il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio.

Colletta

Colletta Donaci, Signore, i tesori della tua misericordia e poiché la maternità della Vergine ha segnato l'inizio della nostra salvezza, la festa della sua Natività ci faccia crescere nell'unità e nella pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima lettura: la profezia di Michea

Prima Lettura Partorirà colei che deve partorire. Dal libro del profeta Michèa Mi 5,1-4a

E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.

Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace!

Seconda lettura: la lettera ai Romani

Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.

Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Dal Salmo 12 (13) R. Gioisco pienamente nel Signore.

Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio, conserva la luce ai miei occhi. R.

Io nella tua fedeltà ho confidato; esulterà il mio cuore nella tua salvezza, canterò al Signore, che mi ha beneficato. R.

Acclamazione al Vangelo

Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia. Beata sei tu, o Vergine Maria, e degna di ogni lode: da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio. Alleluia.

Il Vangelo secondo Matteo

Vangelo Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,1-16.18-23

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. Parola del Signore

Forma breve del Vangelo

Forma breve: Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,18-23

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. Parola del Signore

Preghiere eucologiche

Sulle offerte Ci soccorra, o Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio, che nascendo dalla Vergine non diminuì, ma consacrò l'integrità della Madre, e liberandoci da ogni colpa ti renda gradito il nostro sacrificio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona alla comunione Ecco: la Vergine darà alla luce un Figlio, che salverà il popolo dai suoi peccati. (Is 7,14; Mt 1,21)

Dopo la comunione Esulti la tua Chiesa, Signore, rinnovata da questi santi misteri, nel ricordo della Natività di Maria Vergine, speranza e aurora di salvezza al mondo intero. Per Cristo nostro Signore.

La festa a Milano e la devozione a Maria Bambina

A Milano questa festa viene fatta risalire al X secolo, e il Duomo dedicato a “Maria nascente” viene consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo.

Ed è sempre a Milano, in via santa Sofia, che sorge il santuario dove è custodito il simulacro di Maria Bambina, affidato alle Suore di Carità delle sante Bartolomea e Vincenza.

Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (Suor Chiara Isabella Fornari) realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce.

Una di queste effigi nel 1739 fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano. Le suore ne propagarono la devozione, che nel contesto ambrosiano trovò subito un terreno particolarmente pronto e fecondo.

Simulacro di Maria Bambina a Milano

Gli spostamenti del simulacro

Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall'imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose.

Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione.

Infine la statuetta approdò nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio, dove divenne popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate "di Maria Bambina".

Il miracolo del 1884

Nel 1884, si legge: ". erano le ore sette del 9 settembre 1884. La madre si reca nell'infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino.

Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione.

Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. 'Sono guarita!', esclama. Si alza e cammina".

Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il 'giorno del miracolo'. La devozione popolare si estende a seguito delle numerose grazie ottenute.

La tradizione fiorentina della Rificolona

La storia di Maria è intrisa di numerose vicende che, nel corso del tempo, sono diventate rimembranze storiche e feste comandate.

Per citarne alcuni esempi: nella giornata del 25 Marzo si celebra l’Annunciazione, data che per i fiorentini medievali era estremamente significativa poiché rappresentava l’inizio del calendario; il 15 agosto - conosciuto più comunemente come Ferragosto - si festeggia l’Assunzione di Maria, ovvero quando la sua anima e le sue spoglie furono portate in cielo; il 22 agosto è dedicato all’Incoronazione della Vergine come Regina dei cieli ed, infine, l’8 dicembre si festeggia l’Immacolata Concezione, il dogma secondo cui Maria è stata concepita senza peccato.

Come accennato poc’anzi, il popolo fiorentino medievale era estremamente devoto alla figura della Vergine, non a caso diversi ospedali e luoghi di culto sono intitolati a suo nome.

Nel folklore locale esiste un’altra festa molto particolare, istituita a partire dal 1600 e legata a doppio filo al culto mariano… La festa della “Rificolona”.

Si racconta che, al calar della sera del 7 settembre, i contadini provenienti dalle campagne limitrofe del capoluogo toscano, giungessero a piedi presso la piazza della Santissima Annunziata per venerare un’icona mariana conservata all’interno della Basilica e per allestire il giorno seguente la Fierucola, il mercato dove vendere i propri prodotti.

La scelta di uscire di notte era dovuta alle vantaggiose possibilità di trovare un posto buono per la propria bancarella prima degli altri e dunque, per illuminare il proprio percorso ed evitare spiacevoli incontri, i contadini realizzavano delle sgargianti lanterne di carta colorata e le poggiavano su dei bastoni.

Il nome “Rificolona” nasce dalla corruzione della parola “fierucolona”, ovvero l’appellativo offensivo e canzonatorio dato alle donne del contado ritenute dai cittadini fiorentini sciatte, goffe e corpulente.

Ancora oggi si festeggia la Rificolona illuminando le strade della città con bellissime lanterne colorate, proprio come facevano un tempo, in attesa dell’8 settembre.

Rificolona lanterne colorate Firenze

Il significato spirituale della Natività di Maria

L’avvenimento fondamentale nella vita di Maria rimane quello dell’Annunciazione, ma la sua nascita viene celebrata come l’inizio del cammino della donna scelta per diventare la madre del Salvatore.

La festa richiama il legame tra la storia umana e il progetto di Dio, tra le generazioni ricordate nella genealogia di Gesù e la nascita di Maria, madre attraverso la quale il Figlio di Dio è entrato nella storia.

La maternità della Vergine ha segnato l'inizio della nostra salvezza, e la festa della sua Natività viene celebrata come memoria della speranza e dell’aurora di salvezza al mondo intero.

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