Lo sportello di ascolto parrocchiale è un luogo di accoglienza rivolto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di difficoltà, disagio, povertà, precarietà economica, disoccupazione, solitudine o marginalità. Il suo obiettivo è ascoltare la persona, comprendere i suoi bisogni e accompagnarla nella ricerca di soluzioni adeguate, rispettando la sua storia, la sua dignità e le sue potenzialità.
Il servizio si svolge presso la Casa della Carità - Piazza Prandina, 8, S. Pietro in Gu. È disponibile ogni quarto lunedì del mese dalle ore 14.00 alle ore 15.00 e, per gli altri accessi, su appuntamento chiamando il numero 347.6729193 dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle ore 18.00.
Che cos’è uno sportello di ascolto parrocchiale
I Centri di Ascolto sono realtà promosse dalle Parrocchie dove le persone in difficoltà possono incontrare dei volontari preparati per ascoltarle e accompagnarle nella ricerca di soluzioni ai propri problemi. Valutata la situazione gli operatori cercano di definire con la persona ascoltata un progetto di aiuto specifico, sostenibile e rispettoso delle potenzialità e della dignità di ciascuno.
Il Centro di Ascolto è il luogo dove la comunità cristiana (parrocchia, unità pastorale, Diocesi,…) incontra quotidianamente le persone che vivono uno stato di disagio, instaurando delle relazioni in cui l’altro è soggetto e non oggetto, per non ridurre la persona al suo bisogno identificandola con le condizioni che sta vivendo.
Il Centro di Ascolto diocesano è lo strumento che la comunità cristiana si dà per accogliere ed ascoltare in modo attivo coloro che si trovano in difficoltà, nella consapevolezza che in essi Dio stesso ci interpella, e per stimolare la corresponsabilità e l’impegno di tutta la comunità.
Il Centro d’Ascolto è una “porta aperta al territorio“ che si caratterizza principalmente nelle seguenti funzioni: accoglienza, ascolto, orientamento, promozione di reti solidali e lettura delle situazioni di disagio sociale.
A chi si rivolge
Lo sportello è rivolto a persone, italiane o straniere della comunità parrocchiale, in situazione di fragilità e/o precarietà, che attraversano momenti di difficoltà economica e/o marginalità.
Il servizio può essere utile a persone che necessitano di sostegno materiale, ad esempio di generi alimentari o del pagamento di utenze quali bollette gas, acqua, luce o di una casa, ma anche di aiuto per problemi legati alla disoccupazione, a difficoltà relazionali o alla solitudine.
Ogni Centro di Ascolto parrocchiale opera per le persone che vivono nel territorio di competenza della parrocchia, in modo da rendere più proficuo il percorso di accompagnamento al superamento dei problemi esistenti.
Come funziona il servizio
L’accesso allo sportello avviene attraverso un incontro con i volontari, durante il quale la persona può raccontare la propria situazione e individuare insieme agli operatori i bisogni più urgenti e le difficoltà che incidono sulla sua vita.
Il loro “fare” prevalente è l’ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno.
Valutata la situazione gli operatori cercano di definire con la persona ascoltata un progetto di aiuto specifico, sostenibile e rispettoso delle potenzialità e della dignità di ciascuno. Dall’ascolto e dall’accoglienza incondizionata della persona nella sua integrità conseguono le altre funzioni specifiche.
Accoglienza
Accogliere incondizionatamente la persona nella sua integrità senza distinzione di razza, di sesso, di religione. Accoglienza come valore che ha profonde radici evangeliche.
Poiché il mandato del C. di A. è di incontrare l’altro come Dio vuole incontrare ogni uomo, le persone che vi lavorano sono chiamate a farlo in modo tale che chiunque vi si rivolge possa trovare un luogo dove la fatica esce dall’anonimato per diventare nome, volto, persona.
La persona trova uno spazio e un tempo dove essere accolta, ascoltata nel rispetto della propria storia, insieme a un interesse non solo al bisogno immediato, ma alla globalità della propria vicenda con l’intento di cominciare a riscoprire e valorizzare il significato profondo di ogni esistenza.
Ascolto
Sono molti gli operatori - in gran parte volontari - che, a nome della comunità, si impegnano ad ascoltare e “leggere” con attenzione i racconti di sofferenza. I Centri di ascolto fanno dell’ascolto il loro modo proprio di servizio: servono ascoltando.
Si tratta di un servizio non necessariamente professionale, ma che nasce da un mandato della comunità cristiana. L’ascolto permette di prendere in considerazione la persona nella sua interezza, senza identificarla esclusivamente con la difficoltà che sta attraversando.
Orientamento
La complessità della società attuale si riflette nelle storie di disagio sociale che si presentano nei centri: volti di sofferenza segnati spesso da un insieme complesso di problemi. Che vanno analizzati con cura per orientare le persone verso le soluzioni più indicate, a partire dalle risorse presenti sul territorio (Centri di accoglienza, patronati, servizi sociali).
Lo scopo del Centro è di offrire un supporto con l'ascolto, accogliendo le richieste, indirizzando e/o attivando persone/istituzioni/associazioni che possono accompagnare a risolvere la problematica presentata.
In ogni caso viene garantita un’azione di orientamento e accompagnamento ai servizi e alle risorse del territorio.
Accompagnamento
Accompagnare significa mettere in contatto la persona con i servizi presenti sul territorio; attivare tutte le risorse possibili, a cominciare da quelle della persona accolta; puntare sulla costruzione di una rete di solidarietà in cui gioca un ruolo fondamentale la comunità di appartenenza; prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio.
L’accompagnamento è rivolto a chi, nella difficoltà, sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori in grado di restituire la speranza di un cambiamento.
Quali servizi può offrire
Nell’ambito del progetto di aiuto, quando necessario e compatibilmente con le risorse della comunità, vengono offerti degli aiuti concreti. In altri casi, il sostegno consiste nell’orientamento verso i servizi pubblici, le associazioni, le strutture di accoglienza e le altre risorse disponibili.
- ascolto e accoglienza delle persone in difficoltà;
- individuazione e valutazione dei bisogni;
- definizione di un progetto di aiuto specifico e sostenibile;
- orientamento verso i servizi sociali, i patronati, i centri di accoglienza e le altre risorse del territorio;
- accompagnamento nella ricerca di soluzioni ai problemi presentati;
- attivazione delle risorse della persona, della comunità parrocchiale e del territorio;
- promozione di reti di solidarietà;
- prima risposta ai bisogni più urgenti, compatibilmente con le risorse disponibili;
- eventuale sostegno materiale e morale;
- collaborazione con i servizi sociali, le istituzioni e le associazioni.
Il gruppo parrocchiale In Ascolto è un servizio alle persone e alle famiglie del territorio, che vivono situazioni di disagio, di bisogno, di povertà, che si concretizza nell’accoglienza, nell’ascolto, nell’orientamento e dove c’è bisogno nell’accompagnamento, nell’affiancamento e sostegno sia materiale che morale.
Questo servizio richiede collaborazione con tutti i gruppi della comunità parrocchiale e con gli enti pubblici. Dopo la presa in carico di una situazione di disagio e di povertà, è indispensabile sollecitare gli interventi da parte dei servizi sociali e della comunità parrocchiale, mantenendo, sempre, anche noi un ruolo attivo.
Il sostegno materiale
Gli aiuti materiali vengono valutati all’interno del progetto concordato con la persona e sono collegati alle necessità emerse durante il percorso di ascolto. La possibilità di offrirli dipende dalle risorse della comunità e dalla situazione specifica.
Le forme di sostegno possono riguardare generi alimentari, utenze domestiche quali bollette gas, acqua e luce, esigenze abitative o altre necessità urgenti. L’aiuto materiale non sostituisce l’ascolto e l’accompagnamento, ma si inserisce in un percorso più ampio orientato alla persona.
Nell’ambito di questo progetto, quando necessario e compatibilmente con le risorse della comunità, vengono offerti degli aiuti materiali.
Il sostegno per il lavoro
Il percorso può comprendere anche un accompagnamento nella ricerca di un’occupazione o nell’individuazione di altre opportunità lavorative disponibili sul territorio, anche attraverso l’utilizzo dello strumento del “tirocinio”.
Accompagna le persone alla ricera di una occupazione o nell’individuare altre opportunità lavorative disponibili sul territorio, anche attraverso l’utilizzo dello strumento del “tirocinio”. Il percorso del “tirocinio” viene gestito direttamente dalla Fondazione San Carlo di Milano.
È necessario portare il “Curriculum Vitae” (CV) aggiornato e completo dei dati su formazione, competenze ed esperienze lavorative.
Chi sono i volontari
Le persone che accolgono sono volontari che abbiano frequentato una serie di incontri di formazione. La preparazione è necessaria per imparare ad ascoltare, leggere le situazioni di bisogno, orientare verso i servizi e accompagnare senza sostituirsi alla persona.
Il servizio non richiede di diventare “tecnici dell’assistenza”, anche se è necessaria una formazione e un aggiornamento costanti.
Il servizio è gestito gratuitamente da volontari.
Il rapporto con la comunità e il territorio
Centri di ascolto sono ambiti attraverso cui la comunità cristiana vive concretamente la dimensione dell’ospitalità nei confronti di chi si trova in una situazione difficile.
L’attività di un Centro di Ascolto non si esaurisce nella relazione con le persone incontrate. Implica un’interazione con il territorio finalizzata a individuare le possibili risposte ai bisogni delle persone incontrate.
Il Centro di ascolto è in collegamento costante con i Servizi Sociali del Comune di Padova, Associazioni del territorio, Caritas Diocesana e Centro di Ascolto Vicariale.
Promozione di reti solidali
La comunità è una risorsa fondamentale spesso trascurata nei percorsi di soluzione al disagio. Il territorio diventa luogo di promozione di reti di solidarietà che accompagnano le persone alla ricerca di risposte.
I CdA si rapportano costantemente con i servizi sociali del territorio in termini di sussidiarietà, cercando di evitare di porsi con uno stile di supplenza.
L’attività di un Centro di Ascolto non si esaurisce nella relazione con le persone ascoltate. Implica un’interazione con il territorio finalizzata a individuare possibili risposte ai bisogni incontrati.
Sollecita una comunicazione con la comunità tesa a renderla più consapevole e corresponsabile nei confronti delle povertà accolte.
Una comunità fraterna
Il suo specifico sta nel rendere i poveri e i bisognosi amici e familiari, affinchè non siano solo assistiti, ma siano “a casa”, non siano solo aiutati a liberarsi dal proprio bisogno, ma siano introdotti liberamente, nella relazione fraterna.
Saper donare, essere carità, non può essere solo questione di un “fare” e di persone di cui occuparsi, ma richiede che questo diventi una questione sul nostro essere credenti, sull’immagine di chiesa e di relazione fraterna.
La lettura dei bisogni sociali
Tradizionalmente i CdA vengono definiti “antenne della povertà” sul territorio. Attraverso indicatori comuni a livello nazionale i CdA, spesso in collaborazione con gli Osservatori delle Povertà e delle Risorse, trasformano gli incontri quotidiani in veri e propri percorsi di osservazione del disagio sociale.
La lettura delle situazioni incontrate permette di comporre un quadro complessivo dei problemi sociali del territorio e di segnalare le emergenze su cui sensibilizzare e attivare le comunità parrocchiali.
Il servizio del Centro di ascolto è profondamente legato a quello degli altri due strumenti pastorali: l’Osservatorio delle povertà e delle risorse e il Laboratorio di promozione e accompagnamento delle Caritas parrocchiali.
- lettura condivisa delle povertà, attraverso modalità di lavoro comuni a livello nazionale o diocesane;
- valorizzazione degli incontri quotidiani, per la composizione di un quadro complessivo dei problemi sociali del territorio;
- monitoraggio della “maturità” delle parrocchie nella loro capacità di farsi carico delle situazioni di povertà del loro territorio;
- ruolo attivo nella promozione delle Caritas parrocchiali, nell’avvio di Centri di Ascolto o altri punti di ascolto da parte delle medesime;
- segnalazione di emergenze sociali, su cui sensibilizzare e attivare le comunità parrocchiali;
- coordinamento dei vari punti di ascolto parrocchiali/zonali/vicariali;
- promozione e cura della formazione dei volontari parrocchiali.
Il significato dell’aiuto
L’ascolto non mira soltanto a fornire una risposta immediata, ma a restituire alla persona un ruolo attivo nel percorso di cambiamento. La presa in carico delle storie di sofferenza e la definizione di un progetto di “liberazione” permettono alla persona in difficoltà di essere protagonista.
L’efficacia di un Centro di Ascolto non si misura nel numero delle situazioni “risolte” ma nell’apporto fornito alla costruzione di una comunità capace di condividere i bisogni per restituire dignità alle persone.
Il suo “fare” prevalente è l’ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno.
Dove e quando accedere allo sportello
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Luogo d’incontro | Casa della Carità - Piazza Prandina, 8 - S. Pietro in Gu |
| Accesso ordinario | Ogni 4° Lunedì del mese dalle ore 14.00 alle ore 15.00 |
| Accesso su appuntamento | Chiamando il numero 347.6729193 dal lunedì al venerdì dalle ore 14.00 alle ore 18.00 |
| Obiettivo | Ascolto ed accoglienza delle persone in difficoltà per cercare di percepire quali sono i loro bisogni |
| Operatori | Persone che abbiano frequentato una serie di incontri di formazione |
Per accedere al servizio è possibile presentarsi durante l’orario di apertura oppure fissare un appuntamento telefonico. L’incontro consente di esporre la propria situazione e di valutare con gli operatori il percorso più adeguato.
Lo sportello offre ascolto e orientamento anche quando non è possibile fornire direttamente una risposta materiale. In ogni caso viene garantita un’azione di orientamento e accompagnamento ai servizi e alle risorse del territorio.

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