Se hai saltato un giorno o un’ora della novena, non devi pensare di aver compromesso tutto né considerare la preghiera una formula magica regolata da un calcolo matematico. La scelta più tradizionale consiste nel riflettere sul motivo dell’interruzione e ricominciare la novena dall’inizio, ma non esiste una punizione automatica e, in caso di impedimento inevitabile, come un’improvvisa e tremenda malattia, la necessità di ricominciare non è così chiara.
In ogni caso, si tratta di una questione di coscienza, quindi è una decisione che devi prendere tu, in base alle specifiche circostanze. Maria è madre prima di tutto ed essa tiene conto dell’intenzione del cuore. Nella recita di una novena, non è importante né il calcolo matematico né la formula magica.
Che cos’è una novena
La parola “novena” deriva dal latino novem, che significa “nove”. Una novena è una preghiera ripetuta per nove giorni consecutivi, spesso accompagnata da un’intenzione particolare.
È una forma tradizionale di preghiera cattolica. Chi la pratica recita una preghiera specifica o una serie di determinate preghiere avendo in mente un particolare scopo o richiesta. Questa pratica si protrae per nove giorni o nove ore.
È una forma di devozione molto antica, che trae origine dai nove giorni di preghiera che gli apostoli e la Vergine Maria trascorsero tra l’Ascensione di Cristo e la Pentecoste. Dopo che Gesù ascese al cielo, Maria, gli apostoli e altri discepoli devoti pregarono costantemente per nove giorni fino alla domenica di Pentecoste. I cattolici guardarono a questo esempio, e da qui nacque la pratica di recitare le novene di nove giorni.
Questo tempo di attesa e di intercessione è stato santificato dalla Chiesa ed è diventato un modello di preghiera perseverante. Oggi le novene vengono spesso pregate per chiedere una grazia speciale, onorare un santo, prepararsi a una festa liturgica o semplicemente per rafforzare la propria fede.
Saltare un giorno significa dover ricominciare?
C’è un dibattito sul fatto che si debba o no ricominciare dall’inizio se si salta un giorno o un’ora della novena. La tradizione stabilisce che dovresti meditare sul motivo della tua interruzione e, dopo, ricominciare da capo.
Comunque, se il motivo era inevitabile - come un’improvvisa e tremenda malattia - la necessità di ricominciare dall’inizio potrebbe non essere così chiara. In ogni caso, si tratta di una questione di coscienza, quindi è una decisione che devi prendere tu, in base alle specifiche circostanze.
Fare una novena non significa semplicemente recitare una preghiera per nove volte. È un impegno del cuore. Maria è madre prima di tutto ed essa tiene conto dell’intenzione del cuore.
La recita di una novena non è importante per il calcolo matematico né per la formula magica. Non ci sono punizioni per chi lascia a metà, anche se concludere la pratica può essere di beneficio spirituale, indipendentemente dal fatto che la tua richiesta originale abbia ricevuto una risposta per la fine del periodo della novena.
Che cosa fare concretamente dopo l’interruzione
- Riconosci l’interruzione senza lasciarti prendere dall’ansia. Una distrazione, un imprevisto o un impedimento non trasformano la preghiera in un fallimento.
- Considera il motivo per cui hai saltato il giorno. Puoi chiederti se si è trattato di negligenza, di una dimenticanza, di un’interruzione inevitabile o di una situazione particolarmente grave.
- Decidi liberamente se ricominciare. Se desideri seguire la tradizione più rigorosa, ricomincia dal primo giorno. Se l’interruzione è stata inevitabile, puoi anche riprendere la novena dal punto in cui l’avevi lasciata.
- Riprendi la preghiera con fiducia. Non recitare la novena nella speranza di manipolare Dio per avere una risposta.
- Resta fedele all’intenzione. Indipendentemente da quale sia il tuo scopo, dovrai tenerlo al centro dei tuoi pensieri durante il periodo della novena, anche quando non stai pregando attivamente.
La novena non è una formula magica
Una novena non è una formula magica. In altre parole, recitare una novena non garantisce l’avverarsi di un miracolo, e le semplici parole della novena che hai scelto non hanno alcun potere in se stesse.
È l’atto di devozione che dimostri recitando una novena a possedere un significato spirituale. Il catechismo cattolico mette in guardia contro gli atti di superstizione.
Quando una pratica o l’esibizione di tale pratica è ritenuta in qualche modo magica, l’individuo che la considera tale ne sta solo vedendo l’aspetto esteriore, non il suo più profondo significato spirituale. Le novene sono uno di quegli atti che hanno un profondo significato spirituale ma sono comunemente trattati alla stregua di una superstizione.
Quando reciti la tua novena, fallo con fede in Dio, credendo che Dio ti darà la risposta giusta nel modo giusto. Non recitare una novena nella speranza di manipolare Dio per avere una risposta.
Le novene, come tutte le preghiere, sono un modo di lodare Dio. La struttura della novena fornisce anche un canale unico per esprimere forti desideri, bisogni o sentimenti spirituali.
Se hai saltato per dimenticanza, stanchezza o distrazione
Dal momento che questa pratica viene svolta nel corso di nove giorni, qualche distrazione è prevedibile. Dovresti cercare, per quanto possibile, di ridurre al minimo tale distrazione.
Riservare del tempo alla preghiera è spesso un compito difficile. Soprattutto per chi è sposato e ha dei bambini, ritagliarsi dai 15 ai 30 minuti per pregare tranquillamente può essere quasi impossibile.
Anche quando riusciamo a farlo, piccole mani e vocine sottili inevitabilmente ci interrompono. Ad esempio, potreste decidere che domani vi sveglierete un’ora prima per leggere un buon libro spirituale o meditare con calma, oppure vi alzate presto, vi sedete nella vostra comoda poltrona e aprite il libro.
Dopo qualche minuto di tranquillità, il vostro bambino più piccolo vi si avvicina e vi chiede immediatamente la colazione. E così è finito l’unico momento tranquillo della vostra giornata!
San Francesco di Sales ci esorta a non arrabbiarci quando veniamo interrotti in questo modo. Se hai saltato una preghiera perché sei stato interrotto, hai dovuto assistere qualcuno o hai affrontato un dovere necessario, puoi riprendere con serenità senza trasformare l’imprevisto in uno scrupolo.
Le interruzioni non annullano la devozione
San Francesco di Sales racconta cosa accadde a Santa Francesca Romana una volta in cui venne chiamata continuamente. Un giorno Santa Francesca stava recitando l’ufficio di Nostra Signora, e come accade in genere, se c’è qualcosa da fare nell’intera giornata esercita pressione soprattutto al momento della preghiera.
La santa donna venne chiamata dal marito per qualche questione domestica, e le quattro volte in cui pensò di riprendere il filo della preghiera venne chiamata nuovamente e costretta a interrompere lo stesso versetto, fino a quando non terminò l’occupazione per la quale era stata tanto interrotta nella sua preghiera.
Quando tornò all’Ufficio, trovò il versetto tanto spesso abbandonato per obbedienza e altrettanto spesso ripreso per devozione tutto scritto in lettere dorate.
San Francesco di Sales usa questo esempio per spiegare come gli “impegni necessari, in base alla vocazione di ciascuno, non diminuiscono l’amore divino, ma lo aumentano, e indorano l’opera di devozione.
L’usignolo non ama meno la sua melodia quando fa delle pause nel canto; il cuore devoto non ama meno quando si volge alle necessità esterne; il suo silenzio e le sue parole, le sue azioni e la sua contemplazione, il suo impiego e il suo riposo cantano ugualmente in lui l’inno del suo amore.
Se la preghiera è un momento prezioso per promuovere il nostro amore nei confronti di Dio, dovremmo considerare anche gli altri nostri doveri dei modi per aumentare la nostra unione con Lui. Tutta la nostra vita dev’essere un’offerta a Dio, che siamo da soli nella preghiera o impegnati nelle nostre attività in casa.
Se hai saltato per una malattia o un impedimento inevitabile
Se l’interruzione è stata causata da una malattia, da un’emergenza, da un dovere familiare o da un altro impedimento inevitabile, la necessità di ricominciare dall’inizio potrebbe non essere così chiara.
Non è necessario interpretare l’interruzione come una colpa quando non dipendeva dalla tua volontà. Puoi riprendere la novena con umiltà e affidare a Dio anche il limite che ti ha impedito di pregare secondo il programma stabilito.
La fede invita alla perseveranza, alla fiducia e all’umiltà. Ci aiuta a mettere le nostre intenzioni nelle mani di Dio o dei suoi santi, non come una formula magica, ma come un atto di abbandono e di amore.
La novena si può recuperare?
Non esiste un’unica regola valida per ogni novena. La maniera più tradizionale di recitare una novena è quella di pronunciarla almeno una volta al giorno durante nove giorni.
Recita la novena una volta al giorno per nove giorni consecutivi. Se hai saltato una giornata, puoi scegliere di ricominciare il ciclo per mantenere la sequenza completa oppure riprendere il giorno successivo, specialmente quando l’interruzione non è stata volontaria.
Non è necessario recitare due volte la preghiera nello stesso giorno per “compensare” automaticamente il giorno perduto, a meno che una particolare novena non preveda espressamente una modalità diversa. È più importante pregare con attenzione e fiducia che cercare di correggere l’interruzione attraverso un calcolo rigido.
Quando non la stai recitando attivamente, dovresti cercare di riflettere e meditare sullo scopo che hai scelto. Anche dopo aver saltato un giorno, puoi mantenere viva l’intenzione durante la giornata.
Come pregare la novena con maggiore regolarità
Prima di iniziarla, fatti un’idea chiara dello scopo per cui intendi recitarla. Il tuo scopo potrebbe consistere in una sincera preghiera per ricevere indicazioni quando ti trovi a un bivio nella vita, oppure potrebbe essere qualcosa di semplice, come un’espressione di grande gioia o dolore.
Prima di iniziare, è bene formulare chiaramente l’intenzione: guarigione, conversione, occupazione, pace interiore, ecc. Indipendentemente da quale sia il tuo scopo, dovrai tenerlo al centro dei tuoi pensieri durante il periodo della novena, anche quando non stai pregando attivamente.
Scegli un momento della giornata in cui recitare la novena. Dovresti pregare ogni giorno alla stessa ora. Per esempio, se il primo giorno preghi alle 9:00 del mattino, dovresti farlo alle 9:00 anche gli altri giorni.
Si può accendere una candela, creare un angolo di preghiera, leggere il Vangelo o abbinare un breve digiuno o un’offerta. Visto che le novene sono un atto di devozione, recitarle durante la pratica di altri significativi atti spirituali di sacrificio e devozione può enfatizzare ulteriormente la serietà del tuo scopo.
Puoi programmare un promemoria, lasciare il testo della preghiera in un luogo visibile e preparare in anticipo il tempo necessario. Se l’orario abituale salta, scegli un altro momento della giornata invece di rinunciare subito all’intera novena.
Novene di nove giorni e novene di nove ore
Un’alternativa più breve e concentrata è quella di recitare una novena una volta ogni ora nel corso di nove ore. Preparati di conseguenza.
Fai sapere ai tuoi amici e familiari che per le prossime nove ore non sarai disponibile, poi spegni il telefono e ogni altra potenziale distrazione. Scegli il momento in cui iniziare.
Ricorda che ti serviranno nove ore intere, e che dovrebbero essere consecutive. Recita all’inizio di ogni ora la novena che hai scelto.
Tra una preghiera e l’altra, trascorri il tempo meditando sullo scopo che hai scelto. Puoi fare altre attività, come pulire la casa o fare una passeggiata, ma dovrebbero permetterti di riflettere sul tuo scopo invece di distrarti da esso.
Se salti una delle nove ore, puoi applicare lo stesso criterio previsto per la novena di nove giorni: valutare il motivo dell’interruzione, decidere secondo coscienza se ricominciare e riprendere la preghiera con fiducia.
Quale preghiera usare dopo aver saltato un giorno
C’è una varietà di diverse novene con differenti preghiere che puoi utilizzare. Alcune novene richiederanno di recitare la stessa preghiera ogni volta, mentre altre di variarla.
Anche se la maggior parte delle novene utilizza preghiere formali, puoi anche recitarne di informali, se per te questo ha un significato maggiore in rapporto alle circostanze. L’unico limite è che la tua preghiera deve essere “orale”.
Perché sia una preghiera orale non hai bisogno di pronunciarla ad alta voce. È semplicemente una preghiera che usa effettivamente le parole per rivolgersi a Dio.
Le preghiere della tua novena possono essere rivolte a Dio o a uno dei Santi. Spesso le novene si recitano da soli e in privato.
Si può pregare anche per altre persone?
Sì, è possibile, anche se la persona non ne è informata. Pregando per qualcuno che ci è caro si condivide la sua sofferenza e il suo nodo. È un gesto amorevole.
Quando però le cause si moltiplicano, rimane pur vero che bisogna fare delle scelte perché diversamente rimarremmo come paralizzati. Fare novene particolari per una determinata persona o una determinata causa è sempre una cosa buona e meritoria.
Prima di iniziare, scegli l’intenzione principale e cerca di non caricare la novena di troppe richieste. D’altronde, è buona cosa riuscire a esprimere con una certa precisione ciò che è causa di sofferenza.
Il significato spirituale di una novena interrotta
Fare una novena significa entrare in un processo attivo di fede. Ci invita alla perseveranza, alla fiducia e all’umiltà.
Alcuni testimoniano grazie spettacolari, altri un cambiamento interiore, una pace ritrovata o una nuova luce sulla loro vita. Che ottenga o meno un favore visibile, una novena trasforma sempre chi la prega con fede.
La novena è un’esperienza di preghiera comune e spiritualmente arricchente, normalmente praticata all’interno della Chiesa cattolica. Ci sono alcune direttive essenziali da ricordare, ma non c’è un unico modo “giusto” di recitare una novena.
Le novene recitate nella famiglia della Chiesa mantengono il credente singolo in collegamento con la comunità cristiana. Vivere insieme la novena in parrocchia è di grande importanza per la costruzione della comunità.
Quando i fedeli si riuniscono per pregare insieme, condividere le proprie intenzioni e cercare insieme la volontà di Dio, si crea un legame più forte tra loro. La partecipazione alla novena insegna a perseverare insieme nella preghiera, dà un senso di appartenenza e di sostegno, e aiuta a costruire l’unità nella Chiesa.
Quando è opportuno ricominciare dall’inizio
Ricominciare dall’inizio può essere una scelta adatta quando hai interrotto la novena per semplice negligenza, quando desideri seguire fedelmente una pratica tradizionale oppure quando la novena è legata a una preparazione liturgica con un calendario preciso.
Le novene di preparazione si pronunciano prima di un giorno festivo della Chiesa, di un sacramento o di un simile evento spirituale. Lo scopo è quello di preparare l’anima al significato di tale giorno.
Se la novena è organizzata da una parrocchia o viene recitata insieme a un gruppo, è opportuno seguire le indicazioni stabilite per tutti. Di solito le novene pubbliche sono organizzate da una chiesa.
Si possono recitare per scopi precisi o in preparazione a specifici giorni festivi. La tua chiesa potrebbe chiederti di essere presente nell’edificio durante il periodo in cui la novena viene recitata quotidianamente, o più semplicemente di farlo a casa durante un certo orario per mantenere un’unità spirituale con la congregazione, anche se i suoi membri sono fisicamente separati.
Quando è ragionevole riprendere dal giorno successivo
Riprendere dal giorno successivo può essere ragionevole quando hai saltato per una causa grave o indipendente dalla tua volontà, quando ricominciare ti causerebbe un’ansia sproporzionata oppure quando la novena viene vissuta soprattutto come un cammino personale di affidamento.
Le novene non sono preghiere di altri tempi. Al contrario, corrispondono a un profondo bisogno di stabilità, regolarità e approfondimento spirituale.
Nel nostro mondo frenetico, offrono un luogo di pausa e di comunione con Dio. Inoltre, creano legami tra i credenti: molti pregano le novene insieme, con la famiglia, gli amici o attraverso le reti.
La novena a Maria che scioglie i nodi
La Novena a Maria che scioglie i nodi viene recitata per nove giorni consecutivi per chiedere l’intercessione di Maria per far sciogliere qualsiasi nodo che ci genera dolore.
La Novena è una forma devozionale cristiana che solitamente viene praticata in vista di una ricorrenza religiosa o di una festività particolarmente importante, come il Natale, la Pasqua, l’Immacolata o la Pentecoste.
Consiste nel recitare per nove giorni consecutivi una particolare preghiera, o diverse preghiere, rivolte a Dio, ma di solito finalizzate a richiedere l’intercessione della Madonna, di un Santo o degli angeli per avere conforto, protezione, chiedere una grazia o la risoluzione di un particolare problema.
Con questa Novena si chiede l’intercessione di Maria per far sciogliere qualsiasi nodo che ci genera dolore. Potrà trattarsi di un problema legato alla quotidianità, al lavoro, un problema famigliare, un parente malato, o piuttosto a una situazione di disagio fisico o mentale, di un dissidio personale con il compagno, un figlio, un genitore.
La Novena di Maria che scioglie i nodi viene recitata per nove giorni consecutivi come preludio o coda del Santo Rosario. Per prima cosa occorre fare il Segno della Croce e recitare l’atto di contrizione.
A questo punto, con l’anima predisposta alla preghiera, ci si rivolge a Maria recitando la “Supplica a Maria che Scioglie i Nodi”. In alternativa la supplica si può recitare alla fine del Rosario.
Inizia poi il Rosario vero e proprio, con le prime tre decine, la Meditazione corrispondente a ogni giorno della Novena, le ultime due decine, seguite dal “Salve Regina” e da un’altra preghiera a Maria che scioglie i nodi.
Ma in realtà lo schema può essere variato a seconda delle possibilità e delle condizioni di chi prega. La cosa importante è l’atteggiamento con cui ci si pone a pregare.
Se hai saltato un giorno di questa novena, puoi applicare il medesimo discernimento: ricominciare dall’inizio se vuoi seguire la sequenza tradizionale, oppure riprendere con fiducia se l’interruzione è stata causata da un impedimento serio.
La novena per una causa particolare
Le novene della categoria della preghiera semplice, nota anche come “petizione”, sono tra le più comuni. Queste preghiere sono suppliche a Dio nella richiesta di intervento, segni o altro tipo di aiuto.
Le novene nella categoria del lamento vengono pronunciate prima di una sepoltura o per simili periodi di dolore. Le preghiere sono spesso recitate per il bene dell’individuo trapassato, quando è appropriato, o per il conforto di chi è in lutto.
Le novene di indulgenza sono quelle che vengono recitate per la remissione dei peccati. In altre parole, queste preghiere sono recitate come un atto di penitenza per passate malefatte.
Di solito, queste novene si fanno insieme al sacramento della confessione e durante la frequentazione della chiesa. Alcune novene potrebbero ricadere in più di una categoria.
Il Rosario come sostegno alla perseveranza
Il Rosario è una preghiera particolarmente potente perché decina per decina tu offri a Dio per le cause che ti stanno a cuore i meriti infiniti di Gesù.
Inoltre col Rosario non preghi da sola, ma preghi insieme con Maria, la cui preghiera è più preziosa di quella di tutti i santi mesi insieme. Infine il Rosario puoi dirlo dappertutto, anche negli andirivieni per strada, mentre le preghiere formulate richiedono sempre un libretto a portata di mano.
In conclusione potresti fare così: impegnati a recitare il Santo Rosario ogni giorno, almeno una terza parte (5 poste). Nelle varie decine o per l’intera corona metti tutte le intenzioni che vuoi.
Se poi c’è qualche causa particolare, oltre a tenerla presente nel Rosario, farai anche qualche novena secondo quello che puoi leggere nelle Massime eterne, oppure con qualche breve preghiera come ad esempio il Memorare di san Bernardo, o anche la coroncina della divina misericordia.
Se la preghiera diventa difficile
Può accadere che, dopo aver saltato un giorno, la persona si senta indegna, scoraggiata o incapace di riprendere. Alcune suggestioni possono indurre a credere che le preghiere non siano gradite, che non siano ascoltate, oppure che sia arrogante pensare che le proprie preghiere possano essere utili.
È giusto farsi forza e pregare lo stesso in queste condizioni, senza trasformare la difficoltà in una prova di perfezione. Se la preghiera è faticosa, si può offrire al Signore anche questa difficoltà come impreziosimento della preghiera stessa.
Le preghiere già preparate possono risultare difficili. Nelle devozioni personali o private ognuno percorre le proprie vie, secondo quello che gli sembra più opportuno.
Detto questo, un metodo più semplice può portarsi simultaneamente in varie direzioni e su varie persone senza causare tormento nell’anima. Quando le cause si moltiplicano, rimane pur vero che bisogna fare delle scelte perché diversamente rimarremmo come paralizzati.
Se alla fine dei nove giorni non arriva la grazia
Nove giorni possono essere lunghi, ma è anche vero che sono giorni in cui sono nominate, rese manifeste ed esaminate in tutte le sfaccettature la difficoltà che pesa e la grave preoccupazione, e poi quasi distaccate da noi in quanto sono affidate a Maria.
Sono giorni di alleggerimento e di respiro. I frutti non sono necessariamente immediati e neanche quelli che noi ci aspettiamo.
Non è detto che Maria sciolga necessariamente il nodo affidatole, ma aiuta a capirlo meglio, a dargli un nome, a vederlo sotto un’altra luce, grazie alle meditazioni di nove giorni.
Alla fine, grazie alla novena, è possibile che Maria ci aiuti a liberarcene da noi stessi. Concludere con fiducia significa ringraziare anche se la grazia richiesta non si è manifestata subito.
La fede insegna che ogni preghiera sincera viene ascoltata. Quando reciti la tua novena, fallo con fede in Dio, credendo che Dio ti darà la risposta giusta nel modo giusto.
