Nel Sabato Santo la Chiesa contempla il silenzio del sepolcro e attende nella fede la vittoria della Risurrezione. Le parole di Giovanni Paolo II aiutano a leggere questo giorno alla luce della Croce, della misericordia, della speranza e dell’amore che si dona fino alla fine.
“La sofferenza ci affratella, ma ci affratella anche la possibilità della speranza, e particolarmente la certezza della resurrezione.” Il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo incoraggia a camminare con speranza.
Il significato del Sabato Santo
È Sabato Santo: il Silenzio del dolore è sulla terra.“Oggi, sulla terra, c’è grande silenzio perché il re dorme.” Sono queste le parole di un’antica omelia sul Sabato Santo, che la liturgia delle ore, propone nella giornata di oggi.
Il silenzio della Chiesa, nei suoi segni, è sconvolgente. Tutto tace, le campane mute, fanno eco alla natura, che medita in silenzio la morte del suo Signore, che riposa nel sepolcro. Dio, in questo giorno, è scomparso dal mondo.
Il sacrificio del figlio, si è consumato. Tutto sembra ormai concluso. L’iconografia ortodossa, però, nella lettura delle sue splendide icone, ci dice un’altra realtà.
Cristo, nella morte, è sceso agli inferi, per portare il lieto annuncio della salvezza, a coloro , che nei secoli prima , non lo avevano conosciuto. Egli, scende al di là della terra, e porge le sue mani, prima di tutto a coloro, che portarono la morte ed il peccato nel mondo, Adamo ed Eva.
Sembra quasi che li voglia svegliare, con il suo soffio, da quel terribile sonno della morte, che si erano procurati nel giardino dell’ Eden. E la frase che Paolo, userà in una celebre lettera, è il grido di vita che il Signore porta, appena entrato nel luogo dove giacevano i Padri dell’antico testamento “svegliati tu che dormi, e io ti illuminerò”.

Il dolore del Venerdì Santo e l’attesa del terzo giorno
Il Sabato Santo, è il giorno del dolore perché Dio, si è lasciato crocifiggere, umiliare, morire, seppellire. Vogliamo pensare, che in questa giornata, a Gerusalemme, i suoi discepoli, hanno vagato, anzi si sono rinchiusi, nel silenzio e nelle paura, dopo i tragici fatti.
Solo Maria, la madre, è la donna del Sabato Santo, perche’, ha saputo attendere la realizzazione della promessa, fatta dal figlio. Il suo cuore di madre, non ha mai ceduto, anche difronte alle cose più strazianti.
La sua vita, è stata la vita di una ” povera del Signore”, prescelta tra tante donne sulla terra, che ha detto si, fin dal concepimento verginale. Che ha seguito quel figlio, segnato da un destino atroce.
Che ha gioito nella casa di Nazareth, quando era piccolo, che ha sofferto di nascosto, quando ricordava le parole di Simeone, al tempio, parole che le preannunciavano la morte atroce del figlio, venuto in terra a redimere l’uomo dal peccato, e dallo stesso uomo messo in croce.
In questa giornata di silenzio, vogliamo restare accanto a questa donna, E la immaginiamo già nella casa dell’apostolo Giovanni, il figlio donatole da Gesù sotto la Croce.
Insieme a Giovanni, che magari sta in silenzio, con la mente e il cuore, ancora sconvolti, .Giovanni, che magari si gira e rigira, nel suo giaciglio, con il pensiero rivolto a quella croce, con ancora nelle orecchie l’urlo straziante del maestro prima di morire “tutto è compiuto”.
Maria dal dolore composto, che non ha più lacrime. Che però, attende l’alba del terzo giorno: vogliamo essere con Maria, alla vigilia di questa Pasqua, in questo Sabato Santo, dove ancora, si sono seppelliti i corpi di tanti fratelli e sorelle, colpiti dalla rabbia cieca.
A Maria, vogliamo donare tutte le nostre incredulita’, le nostre mancanze di fede. E vogliamo chiederle, di donarci un pò della sua fede, così grande e così umile, E che, soprattutto, ci faccia credere, nella Resurrezione del suo Figlio, che è anche il nostro destino finale.
Frasi di Giovanni Paolo II sulla Croce
La croce è diventata il segno del rifiuto dell’uomo in Cristo. In modo singolare camminano di pari passo il rifiuto di Dio e dell’uomo.
Gridando “crocifiggilo”, la folla di Gerusalemme ha pronunciato la sentenza di morte contro tutta questa verità sull’uomo, che ci è stata rivelata da Cristo, Figlio di Dio.
È stata quindi respinta la verità sull’origine dell’uomo e sul fine del suo pellegrinaggio sulla terra. È stata respinta la verità circa la sua dignità e la sua più alta vocazione.
È stata respinta la verità sull’amore, che tanto nobilita e unisce gli uomini, e sulla misericordia che solleva anche dalle più grandi cadute.
Siamo venuti noi, i figli di questo secolo che è diventato di nuovo teatro di tale rifiuto di Dio da parte dell’uomo, come forse raramente è capitato nella storia.
La ragione non può svuotare il mistero di amore che la Croce rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca.
La verità non è sempre quella che ha deciso la maggioranza.
La nostra dignità umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore.
L’uomo è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo.
Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo.
La Croce come rivelazione dell’amore
Il Cristo confitto sul legno, annientato dal doloroso supplizio, tende le mani come per abbracciare tutti gli uomini. Egli vi insegnerà a qual prezzo si ottiene la salvezza del mondo.
Egli è il modello e l’esempio da seguire: «a Lui arriva solo chi cammina - sono ancora parole di S. Leone - per il sentiero della sua pazienza e della sua umiltà.
In tale cammino non manca la pena affannosa della fatica, né la nube della tristezza, né la procella della paura. Voi troverete le insidie dei cattivi, le persecuzioni degli infedeli, le minacce dei potenti, le offese dei superbi.
Proprio perchè, fra i pericoli della vita presente, non desideriamo di scansarli con la fuga, ma piuttosto di superarli con la pazienza.
È il dolore cosciente, innocente, sofferto per amore, quello che redime e salva; come Cristo, bisogna darsi volontariamente, gratuitamente, e anche dolorosamente, per il bene altrui, per la redenzione dell’umanità, per la salvezza e per la pace del mondo.
“L’amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.”
“Nessun errore e nessun peccato, nessuna ideologia e nessun inganno umano possono sopprimere la struttura profonda del nostro essere, che ha bisogno di essere amato ed è a sua volta capace di amore autentico.”
“L’amore cerca sempre la vicinanza di colui che si ama.”
“L’amore vero è un dono di Dio e rispetta il suo piano per l’unione dell’uomo e della donna nel matrimonio.”
La speranza cristiana nel silenzio del sepolcro
“Non abbandonatevi alla disperazione. Siamo il popolo della Pasqua, e Alleluia è la nostra canzone.”
La sofferenza ci affratella, ma ci affratella anche la possibilità della speranza, e particolarmente la certezza della resurrezione.
“Ha vinto la morte, perché ha vinto il peccato. Il peccato ha la sua radice nella disobbedienza della creatura nei riguardi del Creatore e Padre e ha il suo frutto nella morte.”
“Che meraviglioso destino! Vivere di Dio e con Dio sempre, per essere felici in eterno insieme a lui!”
“Il futuro inizia oggi, non domani.”
“Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l’avvenire dell’uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E’ certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose.”
“Non abbiate paura del futuro! In Cristo voi potete credere nel futuro, anche se non potete distinguerne i contorni.”
“Voi potete affidarvi al Signore del futuro, e superare così il vostro scoraggiamento di fronte alla grandezza del compito ed al prezzo da pagare.”
“Per questo, non abbiate paura di impegnare le vostre vite nella pace e nella giustizia, perché voi sapete che il Signore è con voi in tutte le vostre vie.”
La Risurrezione come fondamento della speranza
“E' risorto dal sepolcro il Signore, che per noi fu appeso alla croce. Alleluia!”.
“Questo annuncio è il fondamento della speranza dell’umanità. Se infatti Cristo non fosse risorto, non solo sarebbe vana la nostra fede, ma vana sarebbe anche la nostra speranza, perché il male e la morte ci terrebbero tutti in ostaggio”.
“'Pace a voi!' Questo è il primo saluto del Risorto ai discepoli; saluto che quest'oggi ripete al mondo intero. O Buona Novella tanto attesa e desiderata! O annuncio consolante per chi è oppresso sotto il peso del peccato e delle sue molteplici strutture!”
“Per tutti, specialmente per i piccoli e i poveri, proclamiamo oggi la speranza della pace, della pace vera, fondata sui solidi pilastri dell'amore e della giustizia, della verità e della libertà”.
“Si spezzi la catena dell'odio, che minaccia l'ordinato sviluppo della famiglia umana. Ci conceda Iddio di essere liberati dal pericolo d'un drammatico scontro tra le culture e le religioni.”
“La fede e l'amore verso Dio rendano i credenti di ogni religione artefici coraggiosi di comprensione e di perdono, pazienti tessitori di un proficuo dialogo interreligioso, che inauguri un'era nuova di giustizia e di pace”.
“Per quanto buio possa apparire l'orizzonte dell'umanità, oggi celebriamo il trionfo sfolgorante della gioia pasquale.”
“Se un vento contrario ostacola il cammino dei popoli, se si fa burrascoso il mare della storia, nessuno ceda allo sgomento e alla sfiducia! Cristo è risorto; Cristo è vivo tra noi, realmente presente nel sacramento dell'Eucaristia, Egli si offre quale Pane di salvezza, Pane dei poveri, Cibo dei pellegrini”.

La pace, il perdono e la vita nuova
“La pace richiede quattro condizioni essenziali: verità, giustizia, amore e libertà.”
“I pilastri della vera pace sono la giustizia e quella particolare forma dell'amore che è il perdono.”
“La violenza non risolve mai i conflitti, e nemmeno diminuisce le loro drammatiche conseguenze.”
“In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.”
“Dove non c’è rispetto per i diritti umani - dico i diritti inalienabili, inerenti all’uomo in quanto è uomo -, non ci può esser pace, perché ogni violazione della dignità personale favorisce il rancore e lo spirito di vendetta.”
“Dove non c’è giustizia non ci può esser pace, perché l’ingiustizia è già un disordine e sempre vera resta la parola del Profeta: “Opus iustitiae pax ".
“La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia.”
“Un vero patriottismo non non cerca mai di promuovere il bene della propria nazione a discapito di altre.”
“È necessario rimettere in discussione quei sistemi che conducono manifestamente a un punto morto, congelano il dialogo e l'intesa, sviluppano la diffidenza, accrescono la minaccia e il pericolo, senza risolvere i problemi reali, senza offrire una sicurezza vera, senza rendere i popoli veramente felici, pacifici, liberi.”
“Chiedere e donare perdono è una via profondamente degna dell'uomo; talvolta è l'unica via per uscire da situazioni segnate da odi antichi e violenti.”
Libertà, verità e conversione del cuore
“È veramente libero solo l'uomo che si lascia guidare dalla verità.”
“La libertà non consiste nel fare ciò che ci piace, ma nell'avere il diritto di fare ciò che dobbiamo.”
“La libertà non è fine a se stessa; essa è autentica solo quando viene posta al servizio della verità, della solidarietà e della pace.”
“Cristo rivela l'uomo all'uomo stesso. Ognuno quindi dovrebbe imparare da Lui cosa significa "essere umani".”
“La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.”
“La fede non mortifica l'intelligenza umana, ma la stimola a riflettere permettendole di capire meglio tutti i 'perché' che nascono dall'osservazione del reale.”
“Bisogna possedere una fede illuminata e convinta, per poter essere illuminanti e convincenti.”
“Attraverso la preghiera, Dio si rivela prima di tutto come Misericordia, cioè come Amore che va incontro all'uomo sofferente, Amore che sostiene, rialza, invita alla fiducia.”
“Noi cominciamo a pregare con l'impressione che sia una nostra iniziativa. Invece è sempre un'iniziativa di Dio in noi.”
“La preghiera è l'origine e la conclusione di qualsiasi impegno.”
Non abbiate paura: la voce di Giovanni Paolo II
“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!”
Fin dalle prime battute del suo lungo Pontificato (1978-2005) il Santo Padre invitò tutti ad aprire con fiducia la mente e il cuore a Cristo Signore, ad accoglierlo nella propria vita, nel proprio lavoro, nella trama dei propri affetti e desideri.
Solo Lui sa ridonare luce al nostro cammino.
“Non abbiate paura della verità!”
“Non abbiate paura di ritornare incessantemente a Cristo, fonte della Vita! Egli vuole sostenervi nel vostro cammino di conversione, colmarvi di grazia e donarvi la sua gioia!”
“Nel silenzio del vostro cuore, non abbiate paura di ascoltare il Signore che vi parla!”
“Non abbiate paura di essere santi!”
“Perseverate con fermezza accanto a Cristo, perché Lui rimanga in voi! Non permettete che nei vostri cuori si spenga la luce della santità! Non abbiate paura di aspirare alla santità!”
“Non abbiate paura di annunciare il Vangelo!”
“Il Vangelo non deve essere tenuto nascosto per paura o indifferenza. Non è stato concepito per essere custodito in privato.”
“Non abbiate paura di rispondere alla vostra vocazione!”
“È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso.”
“È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.”
Maria, donna del Sabato Santo
“Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19, 27). Ogni volta che ci soffermiamo a contemplare e a rivivere questa scena di passione e di amore che si svolse sul Calvario non possiamo non sentire rivolte a noi le parole di Gesù che ci affida come madre la sua stessa Madre.
In Giovanni sono presenti la Chiesa e i credenti di ogni tempo; è presente ciascuno di noi. “Ecco tua Madre”: ecco la Madre di ogni uomo!
Il discepolo la prese con sé, aprendogli le porte della sua casa, perché il suo cuore pulsasse in sintonia con quello della Madre. Seguendo l’esempio di Giovanni anche noi siamo chiamati ad aprire il nostro spirito a Maria.
Nella mia angoscia, aiutami Signore! (Sal 70)! L’invocazione dell’odierna liturgia, che si leva dal seno dell’umanità appesantita dal male e dal dolore non cade così nel vuoto.
Il cammino dell’uomo, anche quando è faticoso ed impervio, non è senza speranza. C’è una Madre che veglia accanto ad ogni essere umano!
Maria è madre di speranza e di bontà; madre di misericordia e di grazia.
È mistero di salvezza e di speranza; è mistero di pace vera e di gioia profonda.
La Vergine continua nel tempo questo suo ruolo di Madre: genera in modo spirituale l’Emmanuele fra gli uomini; ci offre il Redentore, di cui è la prima e più generosa serva, ed incoraggia il popolo cristiano a convertirsi costantemente al divino Maestro e Signore.
Quando questa madre buona scorge i nostri limiti, si avvicina per soccorrerci prima che noi domandiamo aiuto. Il Signore ce l’ha data come avvocata, ad essa ha conferito il potere di sostenerci.
Maria soccorre la Chiesa che a Lei guarda con fiducia. Sostenta con la sua misericordia chi soffre e rischia di cedere allo sconforto.
La preghiera nel Sabato Santo
Non vergognatevi di recitare il rosario da soli, mentre andate a scuola, all'università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico; abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni.
Se desiderate veramente seguire Cristo, se volete che il vostro amore per Lui si accresca e duri, dovete essere assidui nella preghiera. essa è la chiave della vitalità della vostra vita in Cristo.
Senza la preghiera, la vostra fede e il vostro amore moriranno.
Se siete costanti nella preghiera quotidiana e nella partecipazione domenicale alla Messa, il vostro amore per Gesù crescerà. E il vostro cuore conoscerà la gioia e la pace profonda, quali il mondo non sarà in grado di dare.
Il Sabato Santo invita a rimanere nel silenzio, come Maria, senza confondere l’attesa con l’assenza e senza lasciare che il dolore cancelli la promessa.
“Non scoraggiatevi!”
“Vi attendono compiti e traguardi che possono apparire sproporzionati alle forze umane. Non scoraggiatevi!”
“Con Cristo la santità - progetto divino per ogni battezzato - diventa realizzabile. Contate su di Lui; credete alla forza invincibile del Vangelo e ponete la fede a fondamento della vostra speranza.”
“Gesù cammina con voi, vi rinnova il cuore e vi irrobustisce con il vigore del suo Spirito.”
Frasi brevi di Giovanni Paolo II da meditare a Pasqua
- “Non abbandonatevi alla disperazione. Siamo il popolo della Pasqua, e Alleluia è la nostra canzone.”
- “La pace richiede quattro condizioni essenziali: verità, giustizia, amore e libertà.”
- “I pilastri della vera pace sono la giustizia e quella particolare forma dell'amore che è il perdono.”
- “È veramente libero solo l'uomo che si lascia guidare dalla verità.”
- “Cristo rivela l'uomo all'uomo stesso.”
- “La preghiera è l'origine e la conclusione di qualsiasi impegno.”
- “Il futuro inizia oggi, non domani.”
- “La ragione non può svuotare il mistero di amore che la Croce rappresenta.”
- “L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.”
- “Ha vinto la morte, perché ha vinto il peccato.”
- “Non abbiate paura del futuro!”
- “Non abbiate paura di essere santi!”
- “Non abbiate paura di ritornare incessantemente a Cristo, fonte della Vita!”
- “Chiedere e donare perdono è una via profondamente degna dell'uomo.”
La Chiesa si ferma nel giorno della morte di Gesù. Ma non si ferma la riflessione sul cuore del mistero di fede più forte e più intenso per noi cristiani: la resurrezione, la vittoria sulla morte.