Giubilei del Comune di Tivoli: interventi, luoghi sacri e patrimonio culturale

Il Giubileo 2025 ha previsto per Tivoli due importanti opere: il potenziamento e miglioramento della viabilità pedonale e veicolare e della sosta urbana, finanziato con 2 milioni e 100mila euro, e il restauro, il consolidamento strutturale e la riqualificazione dell’ex Seminario Vescovile, finanziato con 4 milioni e 200mila euro.

Accanto agli interventi urbani, Tivoli ha sviluppato un articolato percorso religioso e culturale legato al Giubileo, comprendente la Casa del Pellegrino, le chiese giubilari della Diocesi, la Cattedrale di San Lorenzo, il Museo Civico al Palazzo della Missione e iniziative dedicate alla storia degli Anni Santi.

Gli interventi finanziati per il Giubileo 2025

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 giugno 2023, firmato dal Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, è stato approvato l’elenco degli interventi per il Giubileo 2025, proposto dal Commissario straordinario di Governo per il Giubileo e Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Fra i progetti previsti sono finanziate due importanti opere nella città di Tivoli.

InterventoImporto finanziato
Potenziamento e miglioramento della viabilità pedonale e veicolare e della sosta urbana2 milioni e 100mila euro
Restauro, consolidamento strutturale e riqualificazione dell’ex Seminario Vescovile4 milioni e 200mila euro

Il progetto per la viabilità e la sosta urbana

Il primo progetto di “potenziamento e miglioramento della viabilità pedonale e veicolare e della sosta urbana”, elaborato dagli uffici tecnici dei Lavori Pubblici del Comune di Tivoli e finanziato con un importo complessivo pari a 2 milioni e 100mila euro, si divide in quattro segmenti.

Collegamento tra la stazione ferroviaria e il centro storico

Il primo segmento è l’asse di collegamento tra la Stazione Ferroviaria e il Centro Storico e prevede interventi di miglioramento e riqualificazione del lungo viale alberato che costeggia anche il Parco della Vestale Cossinia e interventi di riqualificazione del cosiddetto Parco “della Villetta” con rifacimento degli arredi green (panchine, aiuole etc).

Collegamento tra la stazione e il parcheggio G. Impastato

Il secondo segmento è l’asse di collegamento tra la Stazione Ferroviaria e il parcheggio G. Impastato e prevede opere di riqualificazione della passeggiata pedonale che scende dal piazzale della Stazione fino al Ponte della Pace con eliminazione della vegetazione selvatica.

Sul Ponte della Pace verrà realizzato un impianto di illuminazione artistica. Rientrano nel progetto anche la messa in sicurezza della scala che sale fino a viale Roma e della passeggiata che collega il Ponte al parcheggio.

Ponte della Pace e passeggiata di Tivoli

L’area camper nel parcheggio G. Impastato

Il terzo segmento riguarda la realizzazione di una vera e propria area camper, con tutte le attrezzature connesse, nel grande parcheggio G. Impastato, con riqualificazione completa dell’area, rifacimento della pavimentazione e sistemazione del verde.

La rotatoria di Largo San Giovanni

Il quarto e ultimo segmento è quello che riguarda il miglioramento della viabilità del nodo della rotatoria di Largo San Giovanni.

Sono previste la messa in sicurezza della rampa che sale dal parcheggio G. Impastato verso l’ospedale e la sistemazione dell’impianto semaforico intelligente, nonché la sistemazione dell'area antistante l'importante chiesa affrescata di San Giovanni, anche sulla base degli studi effettuati dai tecnici del traffico e dalla Polizia Locale di Tivoli.

La Casa del Pellegrino nell’ex Seminario Vescovile

Il secondo progetto prevede il restauro, il consolidamento strutturale e la riqualificazione dell’ex Seminario Vescovile e ha un importo finanziato di 4 milioni e 200mila euro.

Il prestigioso immobile, edificato attorno al 1635 dal Cardinale Giulio Roma, si trova nel rione San Paolo, uno dei quattro quartieri medievali di Tivoli. Il palazzo contiene la Cappella di San Filippo Neri.

L’intervento di riqualificazione e valorizzazione dell’ex Palazzo del Seminario è finalizzato alla realizzazione da parte del Comune di Tivoli, al quale il Palazzo è stato concesso in comodato d'uso gratuito per dieci anni dalla Curia Vescovile, della “Casa del Pellegrino” da destinare all’accoglienza dei turisti, in occasione del Giubileo 2025.

Sono previste camere doppie, spazi comuni e servizi generali della Casa del Pellegrino. Inoltre la Cappella di San Filippo Neri verrà restituita al suo utilizzo religioso originario.

Ex Seminario Vescovile di Tivoli

“Questo intervento costituisce una delle azioni più rilevanti per la riqualificazione e il rilancio di uno dei quartieri storici medievali della nostra Città - affermano il Sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti e la Vicesindaca e Assessora ai Lavori Pubblici Laura Di Giuseppe -. Ci prepariamo ad accogliere i turisti nell’anno del Giubileo con le dovute accortezze, offrendo loro una città più ospitale, efficiente, attenta ai bisogni di chi viene da fuori. Ma anche di chi la abita, grazie ad un sistema di viabilità migliorato e aggiornato.”

Il vescovo della Diocesi di Tivoli, Mons. Mauro Parmeggiani, dichiara: “Sono lieto che tramite il Comune di Tivoli, al quale ho affidato in Comodato d’uso gratuito lo storico Palazzo del Seminario Vescovile costruito dal Cardinale Roma nel 1635 e successivamente ampliato nel 1866 e nel 1931, sia ora possibile in vista del Giubileo del 2025 una sua ristrutturazione e destinazione a “Casa del pellegrino” per i tanti che giungeranno a Roma in quella occasione ed anche successivamente e che sovente dopo aver fatto visita alle tombe degli Apostoli giungono a Tivoli per visitare le sue ricchezze artistiche, archeologiche e spirituali.”

“Sono certo che la “Casa del Pellegrino” renderà un utile servizio anche ai tanti che giungendo a Roma faranno sosta a Tivoli anche previamente, per poi entrare, come gli antichi Romei, nella Città eterna”.

“La realizzazione di una struttura ricettiva per accogliere i pellegrini durante il giubileo, che rimarrà in attività anche successivamente, situata nel Centro storico, in un edificio di grande valore architettonico, come il Palazzo del Seminario, e gli altri interventi di riqualificazione del centro urbano di Tivoli rappresentano sia la cifra dell’attenzione del Commissario Gualtieri e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni nei confronti della Città di Tivoli, sia la conferma della centralità e dell’importanza che Tivoli ricopre dal punto di vista turistico, storico e culturale all’interno della nostra regione”, aggiunge Marco Vincenzi, consulente del Commissario per il Giubileo 2025.

Le chiese giubilari della Diocesi di Tivoli

In data 15 agosto il vescovo Mauro Parmeggiani ha reso note le chiese giubilari visitando le quali i fedeli potranno conseguire l’indulgenza plenaria, secondo le consuete indicazioni della Chiesa in materia e per la durata dell’anno giubilare ordinario 2025 (29 dicembre 2024 - 28 dicembre 2025).

Per la Diocesi di Tivoli, oltre alla cattedrale di San Lorenzo Martire, sono state costituite chiese giubilari: il santuario Beata Vergine delle Grazie di Quintiliolo, in Tivoli; Santa Maria delle Grazie Madonna della Mentorella, nel comune di Capranica Prenestina e il santuario Nostra Signora di Fatima in San Vittorino Romano.

Per la Diocesi di Palestrina, oltre la cattedrale di Sant’Agapito Martire, sono costituite chiese giubilari il santuario Santa Maria del Buon Consiglio, in Genazzano e la chiesa parrocchiale di Santa Maria di Pugliano, in Paliano.

Il Giubileo della Cattedrale di Tivoli

Il 27 ottobre 2019 è iniziato il Giubileo della Cattedrale di Tivoli, in occasione del 350° Anniversario della sua Dedicazione. Inizialmente previsto della durata di un anno, è stato prorogato dalla Penitenzieria Apostolica fino al 27 ottobre 2021: si potrà ancora ottenere l’indulgenza plenaria per quanti si recheranno nel nostro Duomo, singolarmente o in gruppo, osservando alcune condizioni.

Perché un Giubileo straordinario a Tivoli

È nella facoltà delle Chiese locali richiedere alla Santa Sede l’autorizzazione a celebrare un Giubileo diocesano (quindi, nel nostro caso, limitato alla sola Diocesi Tiburtina, e ovviamente distinto da quello universale che cade di norma ogni 25 anni e che viene indetto dal Papa).

Questa richiesta, come ha spiegato il Vescovo Parmeggiani nella sua Lettera di indizione, è stata accolta da Papa Francesco “per accrescere la santità dei fedeli e la salvezza delle anime” con un decreto della Penitenzieria Apostolica.

La Dedicazione della Cattedrale

Il 27 ottobre del 1669 l’allora Vescovo di Tivoli, il cardinale Marcello Santacroce, eseguì il rito della Dedicazione dell’appena ricostruita Basilica di San Lorenzo, consistente in particolare nell’unzione dei muri (segnati con le croci che si possono ancora vedere) per significare la definitiva consacrazione dell’edificio di culto a Dio.

La Cattedrale, infatti, rappresenta il luogo visibile in cui Dio raduna il suo Popolo santo, lo guida attraverso il Vescovo e lo nutre spiritualmente alla sua mensa eucaristica. Da quel giorno sono trascorsi esattamente 350 anni, quindi la ricorrenza è molto importante per la nostra Chiesa.

Il significato dell’indulgenza plenaria

L’indulgenza plenaria è un termine teologico, nato nel medioevo, per indicare un particolare tipo di perdono del quale può beneficiare ogni fedele a determinate indicazioni.

Ogni peccato commesso, infatti, porta con sé una colpa e una pena. La colpa viene cancellata nel sacramento della Confessione, che ci riammette nuovamente alla relazione di amicizia piena con Dio, mentre la pena (che è essenzialmente la riparazione del danno causato dal peccato) deve essere scontata in qualche modo (penitenza, preghiera, opere di carità, anticamente anche lunghi pellegrinaggi, ecc.).

Pertanto l’indulgenza plenaria è, come dice il termine, la completa remissione della pena dovuta ai peccati già perdonati da Dio nella Confessione.

Le condizioni per ottenere l’indulgenza

Il nostro Vescovo Mauro ha stabilito le condizioni per ottenere l’indulgenza plenaria (lucrare è il termine tecnico). Leggiamo nella sua Lettera che occorrono le consuete condizioni della Chiesa: Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice.

L’indulgenza, ha spiegato, “potrà essere lucrata dai fedeli spinti da vera penitenza e carità dal giorno 27 ottobre 2019 al giorno 27 ottobre 2020 (prorogato al 27 ottobre 2021, ndr), e che i fedeli potranno applicare anche in suffragio alle anime dei fedeli del Purgatorio, se si recheranno in pellegrinaggio alla Chiesa Cattedrale tiburtina e lì parteciperanno devotamente alle celebrazioni giubilari, o almeno sosteranno per uno spazio di tempo congruo dedicandosi a pie meditazioni, concludendo con la Preghiera del Signore, il Simbolo della Fede e le invocazioni alla Beata Vergine Maria e al Santo Martire San Lorenzo.”

“Gli anziani, i malati e tutti coloro che per grave causa saranno impediti ad uscire di casa, potranno ugualmente ottenere l’Indulgenza Plenaria, con il completo distacco da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, appena possibile, le tre consuete condizioni, se si uniranno spiritualmente alle celebrazioni giubilari offrendo a Dio misericordioso le loro preghiere, i loro dolori e le sofferenze della loro vita”.

Il Museo Civico al Palazzo della Missione

In occasione del Giubileo Santo della Misericordia, indetto da Papa Francesco per mezzo della Bolla Pontificia Misericordia Vultus, ricorrente nel cinquantesimo della fine del Concilio Vaticano II, la città di Tivoli ha inaugurato il 22 dicembre 2015 il Museo Civico al Palazzo della Missione, con la mostra “Il Giubileo, percorsi della misericordia a Tivoli”.

Oltre al Gruppo della Deposizione lignea, opera d’arte più importante della città, datata ai primi decenni del XIII secolo e uno degli esempi più rilevanti della scultura lignea medievale italiana, al Palazzo della Missione sono esposti testimonianze artistiche, libri antichi e documenti storici.

Deposizione lignea medievale di Tivoli

Il Museo di Tivoli si apre con un allestimento temporaneo destinato a celebrare il Giubileo, che avrà la durata di un anno, così come la mostra: per questa straordinaria occasione la Diocesi di Tivoli, nella persona del Vescovo Mauro Parmeggiani, ha generosamente concesso di poter esporre l’eccezionale Deposizione lignea della Cattedrale di Tivoli, forse l’opera d’arte più importante conservata in città.

Il Gruppo, datato ai primi decenni del XIII secolo, è uno degli esempi più rilevanti della scultura lignea medievale italiana.

I libri e i documenti sugli Anni Santi

Riguardanti il Giubileo anche i libri esposti all'interno del Museo Civico, provenienti dal patrimonio, raro e prezioso, del comune di Tivoli custodito nel Fondo antico della Biblioteca Comunale, costituita nel 1773.

Gli argomenti illustrati, di carattere giubilare, riguardano indizioni, ritualità, pellegrinaggi, descrizione dei luoghi sacri, reliquie, cerimonie, episodi particolari; si espongono, tra gli altri, due importantissimi documenti tiburtini: una bolla pontificia e una lettera del Cardinale Ippolito d'Este.

Il Palazzo della Missione nella storia di Tivoli

L'edificio settecentesco della Missione è stato sede prima dei Missionari di San Vincenzo De' Paoli, poi del Carcere minorile e, dopo il terribile bombardamento del maggio del 1944, ricovero degli sfollati e dei senzatetto.

Il Palazzo della Missione e l’annessa Chiesa dell’Annunziata costituiscono un unico complesso monumentale, le cui origini risalgono al XIV secolo, momento a partire dal quale hanno svolto per diversi secoli un’importante funzione nell’assistenza materiale e spirituale degli abitanti della città.

Le prime notizie circa l’esistenza di un ente assistenziale nei pressi della Chiesa dell’Annunziata si datano alla metà del ‘300, come testimoniano due iscrizioni ancora visibili nel ‘700 all’interno della sagrestia.

La prima ricordava la fondazione di un hospitale da parte del nobile tiburtino Cecco Maligno, gestito dalla Confraternita dell’Annunziata. L’ospedale era destinato all’assistenza ai malati, ai poveri e all’accoglienza dei pellegrini.

L’iniziativa va collocata intorno al 1350, anno di morte del suo fondatore come indicato nell’iscrizione funebre apposta sulla sua lastra tombale, oggi conservata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.

La Congregazione e l’ospedale ebbero successivamente, dopo il 1368, il pieno sostegno dell’allora vescovo di Tivoli, il Cardinale Filippo Gezza de Rufinis, come ricordato nella seconda iscrizione.

Sulle vicende dell’ospedale, successivamente alla sua fondazione, non si hanno molte notizie; fu utilizzato certamente come ricovero di alcuni feriti della battaglia svoltasi tra i Colonna e gli Orsini nei pressi della città nell’aprile del 1491.

Dalla Chiesa dell’Annunziata alla Casa della Missione

L’edificio subì degli importanti rifacimenti nel 1540, cui seguì la sua riconsacrazione da parte del Vescovo di Tivoli Marcantonio Croce.

Le vicende dell’Ospedale dell’Annunziata si conclusero, dopo oltre tre secoli di vita, alla fine del XVII secolo, quando venne assorbito da quello di San Giovanni Evangelista.

Nel 1729 il vescovo di Tivoli Placido Pezzangheri, dopo aver soppresso la Confraternita dell’Annunziata, ne destinò i beni residui ai Missionari di San Vincenzo de’ Paoli che ricostruirono la chiesa, conservando il titolo della precedente, ed edificarono la loro Casa, ovvero il monumentale Palazzo della Missione, riproducendo in scala ridotta la chiesa e la Casa della Missione di Montecitorio in Roma.

Il progetto della chiesa, conserva ancora le forme originali, fu opera di Bernardo della Torre, sensibile all’opera borrominiana, all’interno della quale, oltre alle tele e alle statue che ne decorano gli altari, venne apposta, dal lato della facciata, una lapide con il ringraziamento della Congregazione al Monsignor Pezzangheri datata 1740.

Inizia così un lungo periodo, protrattosi fino all’Unità d’Italia, in cui si stabilì uno stretto legame tra Tivoli ed i missionari vincenziani.

Va infatti ricordato che, nonostante la parola missione evochi destinazioni lontane, in realtà l’impegno era rivolto all’assistenza spirituale e materiale della popolazione locale e dei paesi della Valle dell’Aniene, che avveniva mediante vere e proprie missioni, ovvero soggiorni più o meno lunghi dei membri della Congregazione.

Le loro attività erano molteplici, giungendo anche alla composizione di liti e vertenze tra i cittadini.

Dal Riformatorio al Museo Civico

Le vicende della Congregazione e del Palazzo della Missione subirono le alterne vicende legate ai processi di secolarizzazione seguiti alla Rivoluzione francese.

Durante il periodo napoleonico, infatti, si assistette all’alternarsi in pochi anni di soppressioni e riaperture, fino al ripristino del vecchio ordine a seguito della Restaurazione del 1815.

Dopo un periodo relativamente tranquillo, l’edificio fu occupato nel 1867 dalle truppe di Garibaldi nel corso del suo tentativo di occupare Roma conclusosi con la battaglia di Mentana.

Di lì a poco seguì la soppressione definitiva, avvenuta dopo il 1870, a seguito della presa di Roma, che comportò l’acquisizione del complesso nel Demanio dello Stato.

Dopo l’acquisizione da parte dello Stato Italiano, il Palazzo, con l’annessa chiesa, trovò una nuova destinazione come Riformatorio Giudiziario per minorenni intitolato al patriota, scrittore, e linguista, Niccolò Tommaseo.

A questo periodo risale la creazione di un cortile esterno su Piazza Campitelli delimitato da un alto muro, oggi demolito in occasione della risistemazione della piazza.

Le vicende dell’ultima guerra segnarono definitivamente la storia del Palazzo della Missione.

Dopo il brevissimo insediamento, durato appena qualche giorno, del Comando della Divisione Ariete in ripiegamento su Tivoli dopo il tentativo di difesa di Roma dall’attacco delle truppe tedesche condotte dal generale Kesserling, seguito all’Armistizio dell’8 Settembre, l’edificio venne adibito ad alloggio per cinquantotto famiglie di sfollati e senzatetto, in conseguenza dei disastri bellici, ed in particolare dei bombardamenti del 26 maggio 1944.

L’occupazione, che determinò diverse alterazioni ed un progressivo degrado, si protrasse fino ai primi anni ‘80, quando le ultime famiglie lasciarono l’edificio per una più idonea sistemazione.

Nel frattempo, nel 1981, il Demanio aveva concesso l’uso del Palazzo al Comune di Tivoli che avviò un programma di recupero funzionale, destinandolo successivamente a sede del “Museo della Città di Tivoli”.

Questa scelta segna una vera e propria rinascita dell’edificio, che torna così a svolgere un importante ruolo nella vita della città, quale spazio per la conservazione e la promozione dell’importante patrimonio storico e artistico di Tivoli, che da qui avvia la sua piena valorizzazione.

Il progetto di recupero del complesso monumentale

L’Amministrazione Comunale di Tivoli, consapevole del contesto storico-architettonico di tale complesso, posto alla confluenza dell’asse medioevale di Via Campitelli, contiguo a Villa d’Este ed alla Chiesa di S. Pietro alla Carità, ha avviato un programma di lavori di ripristino ed adeguamento necessari per una nuova utilizzazione dell’immobile destinato a sede museale permanente, restituendo alla fruizione di cittadini e turisti il Complesso monumentale della Missione.

A causa della indisponibilità di finanziamenti adeguati per il ripristino dell’intero complesso, è stato elaborato un progetto realizzabile per stralci successivi: ne sono stati realizzati quattro, finalizzati alla utilizzazione progressiva dell’intero immobile.

Il progetto di recupero è stato limitato ad interventi conservativi che non hanno alterato lo stato dell’edificio, che verrà riportato all’originaria conformazione con l’eliminazione di divisioni posticce e tamponamenti realizzati per l’uso abitativo d’emergenza nel dopoguerra.

Gli unici interventi modificativi della preesistenza, necessari per l’utilizzazione dell’immobile, sono la realizzazione di un ascensore che garantisce l’accesso ai portatori di disabilità e la creazione dei servizi igienici previsti su ogni livello.

L’edificio si sviluppa su cinque piani oltre all’ammezzato, al seminterrato e alla loggia belvedere in copertura. È impostato secondo uno schema architettonico semplice e lineare, con una pianta regolare, corridoio centrale e stanze per l’accoglienza laterali.

Sul lato con affaccio su Piazza Campitelli e su Villa d’Este, nei piani primo e secondo, sono situate le stanze di rappresentanza che godevano di vista sull’intera città e migliore soleggiamento.

La superficie complessiva è di circa di 3.505 mq, di cui oggi è utilizzabile circa il 35%, pari a 1.230 mq.

La mostra “Il Giubileo, percorsi della misericordia a Tivoli”

L’inaugurazione del Museo Civico al Palazzo della Missione è avvenuta martedì 22 dicembre alle ore 17:30.

La Deposizione nella sua collocazione storica nella Cattedrale di S. Lorenzo a Tivoli, nella Cappella chiamata appunto della Deposizione o della Pietà o del Crocifisso.

La Deposizione nella collocazione nel Museo Civico di Tivoli ha permesso di valorizzare un gruppo scultoreo di straordinaria importanza per la storia artistica della città.

Le statue in primo piano (la Madonna e S. Giovanni Evangelista) non rispettano la collocazione originaria, che prevedeva le loro mani rivolte a reggere gli avambracci e le braccia aperte del Cristo morto.

Una ricostruzione più consona del gruppo ligneo della Deposizione, con la Madonna e S. Giovanni Evangelista con le braccia rivolte verso gli avambracci e le braccia del Cristo morto.

“La scena in tal caso risulterebbe tutta ed in maniera unitaria impostata sull’atto corale della deposizione, cui i quattro personaggi partecipano direttamente con funzioni di sostegno a braccia, tronco ed estremità inferiori, mentre il corpo scende dolcemente, sostenuto dalla fune regolata e « mollata» da Nicodemo. E partecipa anche l’Angelo, il quale, più che portatore di corona o di lampada, come è stato supposto, sembra in procinto d’intervenire con braccia tese e mani aperte, quasi in volo di protezione, per offrire eventuale sostegno dall’alto. Diversamente da altre letture, questa potrebbe offrire più ampio spazio alla commozione ed è anche più logica, considerando posizioni, atteggiamenti e gesti dei singoli personaggi“.

La mostra sarà aperta dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle ore 18, e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

L’apertura al pubblico del complesso della Missione - situato in una zona strategica della città, vicino a Villa d’Este ed alla Chiesa di S. Pietro alla Carità - è parte di un programma di interventi sul patrimonio architettonico di Tivoli portato avanti dal Comune con l’obiettivo di recuperare spazi fatiscenti, finora inutilizzati.

Dopo i lavori realizzati per stralci negli ultimi decenni con importanti contributi finanziari della Provincia e della Comunità Europea, è stato possibile, nell’ultimo anno, accelerare e completare il restauro e l’adeguamento funzionale di due piani del Palazzo, destinato ad essere la sede del Museo Civico della Città di Tivoli.

Il Museo di Tivoli, sogno di generazioni, si apre con un allestimento temporaneo destinato a celebrare un evento religioso importantissimo che avrà la durata di un anno, così come la mostra: si tratta del Giubileo Santo della Misericordia, indetto da Papa Francesco per mezzo della Bolla Pontificia Misericordia Vultus, ricorrente nel cinquantesimo della fine del Concilio Vaticano II.

Da oggi, pertanto, grazie a tutti coloro che nel corso degli anni vi si sono adoperati, il complesso della Missione tornerà finalmente a svolgere un importante ruolo nella vita della città, quale spazio museale per la conservazione e la promozione del patrimonio storico e artistico di Tivoli, che avvia da qui la sua piena valorizzazione.

Il Giubileo come percorso di accoglienza e memoria

La storia del complesso della Missione mostra come l’accoglienza dei pellegrini sia una funzione profondamente radicata nella storia di Tivoli.

La prima ricordava la fondazione di un hospitale da parte del nobile tiburtino Cecco Maligno, gestito dalla Confraternita dell’Annunziata. L’ospedale era destinato all’assistenza ai malati, ai poveri e all’accoglienza dei pellegrini.

Nel Giubileo 2025 questa vocazione viene collegata alla nuova Casa del Pellegrino nell’ex Seminario Vescovile, agli interventi sulla viabilità urbana e alla valorizzazione dei luoghi religiosi, museali e storici della città.

Iniziative culturali dedicate al Giubileo

Il Comune di Tivoli invita la cittadinanza a un appuntamento culturale di grande rilievo: la presentazione del volume I Papi del Giubileo, curato da Tertulliano Bonamoneta, in programma sabato 31 maggio 2025 alle ore 17:45 nel suggestivo cortile della Rocca Pia.

L’opera, illustrata con rare cartoline d’epoca, ripercorre la storia dei Papi che hanno istituito e proclamato gli Anni Santi, offrendo un affascinante viaggio tra fede, arte e memoria storica.

All’evento interverranno anche Angelo Pinci, collezionista e studioso di cartoline storiche, e Mauro Rosa, esperto numismatico. A moderare sarà Anna Maria Panattoni, direttrice del Notiziario Tiburtino.

A corredo della presentazione, sarà allestita una mostra tematica all’interno della Rocca Pia, con cartoline raffiguranti i Papi di nome Leone, in omaggio al nuovo Santo Padre, Papa Leone XIV.

Saranno esposti anche medaglie e libri antichi, per arricchire ulteriormente il percorso di scoperta.

La partecipazione è gratuita. Un’occasione imperdibile per conoscere da vicino aspetti inediti della storia della Chiesa e riscoprire il valore del patrimonio culturale e spirituale.

La chiusura del Giubileo diocesano di Tivoli

Si è svolta il 28 dicembre, nella Cattedrale di San Lorenzo martire di Tivoli, la cerimonia di chiusura del Giubileo diocesano di Tivoli, presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Mauro Parmeggiani.

L’evento ha anticipato di circa dieci giorni la conclusione del Giubileo 2025, che culminerà il giorno dell’Epifania con la chiusura della Porta Santa di San Pietro da parte di Papa Leone XIV.

La mostra “Pellegrini di Speranza”

In occasione della celebrazione, l’antica Sagrestia Monumentale della Cattedrale ha accolto - e ospiterà fino al 6 gennaio - un nucleo di opere concettuali di Italo Carrarini, frutto di un percorso artistico e spirituale incentrato sul tema della speranza.

Un cammino avviato lo scorso settembre con la mostra “Pellegrini di Speranza”, inaugurata presso la Chiesa di San Vincenzo insieme a Paula Caccavale, in dialogo con la Spes non confundit, Bolla di Indizione del Giubileo Ordinario 2025 emanata da Papa Francesco.

Cuore del progetto è stato il pellegrinaggio in Terra Santa, vissuto dall’artista dal 17 al 23 novembre con la parrocchia del Duomo di Tivoli, come segno concreto di solidarietà fraterna.

Da questa esperienza è nato un quaderno spirituale, tradotto in una sequenza di otto opere che rimandano ai luoghi visitati, alle riflessioni, ai canti e alle preghiere quotidiane, con tracce materiche impresse su tela e cartone telato.

Nel corso dell’Anno Santo Carrarini ha inoltre compiuto, prevalentemente a piedi, il pellegrinaggio alle sette Chiese Giubilari delle Diocesi di Tivoli e di Palestrina, lasciandone l’impronta nell’opera conclusiva del ciclo creativo dedicato al Giubileo della Speranza.

L’installazione è stata introdotta dalle riflessioni di Padre Andrea Stefani e del dott. Alain Vidal, delegato episcopale per la Cultura della Diocesi di Tivoli e di Palestrina.

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