Reliquie dei santi: teschi, corpi, frammenti e oggetti della tradizione cristiana

Le reliquie dei santi sono resti del corpo di un santo, parti di esso oppure oggetti che hanno avuto un contatto diretto con la sua persona, con il suo abbigliamento o con gli strumenti del martirio. Nella tradizione cristiana rappresentano testimonianze di amore, devozione e fede, e vengono conservate e venerate nelle chiese come segni del legame con uomini e donne considerati beati.

Dalle prime reliquie cristiane rinvenute nelle catacombe, alle tante spoglie e frammenti sacri portati da Gerusalemme da Elena, madre dell’imperatore Costantino, le reliquie e i corpi santi hanno rappresentato per le comunità cristiane la speranza di una maggior partecipazione alla grazia e alla santità mediante il contatto diretto o quanto meno la venerazione di ciò che con un Santo aveva avuto contatto, o ancora di più era stato parte.

Che cosa sono le reliquie dei santi

La parola reliquia deriva dal latino reliquiae e significa resti. Dunque una reliquia può essere prima di tutto la salma di un Santo, o più spesso una parte di essa, conservata in qualche modo e frazionata nel corso dei secoli. Non è raro trovare frammenti dei corpi di un unico Santo in chiese disseminate in tutto il mondo.

Nel caso delle reliquie cristiane il concetto di santità si allarga anche a qualsiasi cosa abbia avuto un contatto diretto con il Santo in questione, a partire dai loro indumenti o gioielli per arrivare agli strumenti usati per il loro martirio. Inoltre, nel tempo si è diffusa l’usanza di venerare anche le cosiddette reliquie da contatto, ovvero oggetti che non hanno avuto nessun contatto diretto con il Santo, bensì con una sua reliquia, e in qualche modo ne hanno assorbito parte della santità.

Se consideriamo i Sacri Chiodi, per esempio, al mondo ce ne sono circa 33 considerati autentici, 16 solo in Italia, oltre a un non meglio precisato numero di copie realizzate usando la limatura dei chiodi originali, il cui potere sacro veniva trasmesso per assimilazione.

La venerazione delle reliquie riguarda anche oggetti legati direttamente a Gesù, come le spine della Corona della crocifissione, i Sacri chiodi e la Sindone. In questo articolo l’attenzione è rivolta soprattutto alle reliquie dei santi più curiose e suggestive, con particolare riferimento ai teschi, ai resti del corpo e agli oggetti entrati nella tradizione cristiana.

Il teschio e la testa di San Giovanni Battista

Tutti conosciamo la storia di Giovanni Battista, il precursore di Gesù, colui che Lo battezzò nel Giordano e preparò il mondo alla Sua venuta. Sappiamo che morì per volontà di Salomè, figlia di Erodiade, principessa di Giudea, che chiese in dono la sua testa al patrigno Erode, in cambio di una danza.

Ci sono tradizioni diverse riguardo che fine abbia fatto la sua testa. La testa di San Giovanni è conservata nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma. Manca la mandibola, che è nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo.

Ma anche la cattedrale di Amiens rivendica il possesso della testa originale, e così il Palazzo di Topkapı a Istanbul. La presenza di tradizioni diverse mostra quanto le reliquie del Battista siano state distribuite, contese e interpretate in luoghi differenti nel corso dei secoli.

Il piatto che ha raccolto la testa del Battista è invece conservato a Genova, nel Museo del tesoro della cattedrale di San Lorenzo, e con esso parte delle ceneri del Santo. Nel Duomo di Siena c’è un suo braccio, una mano a Rapagnano, l’altra mano in Montenegro.

Molti altri luoghi di culto conservano frammenti d’osso, denti, ciocche di capelli, cenere e perfino il sangue di San Giovanni Battista. In occasione della ricorrenza della decollazione il 29 agosto queste reliquie vengono esposte alla devozione dei fedeli.

Il dente di Sant’Apollonia

Santa Apollonia Martire, festeggiata il 9 febbraio, è la patrona dei dentisti, degli igienisti dentali e degli odontotecnici. Vissuta nel III secolo d.C. fu, secondo le diverse tradizioni, un’anziana donna nubile amica dei cristiani di Alessandria d’Egitto e lei stessa impegnata in opera di apostolato, o una giovane fanciulla, come viene di solito raffigurata nell’iconografia sacra.

Nella stessa iconografia la si mostra con un paio di tenaglie in mano, questo perché a Sant’Apollonia durante il martirio furono strappati tutti i denti. Nella Chiesa di Sant’Apollonia a Roma uno di questi denti è custodito ancora stretto tra le tenaglie che l’avrebbero estirpato.

Il sangue di San Gennaro

Racchiuso in due ampolle custodite nel Duomo di Napoli appartiene a San Gennaro che morì durante le persecuzioni di Diocleziano insieme ai suoi amici e compagni di fede. Ogni anno il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, il sangue nelle ampolle che il Vescovo agita davanti ai fedeli raccolti in attesa, miracolosamente torna a liquefarsi.

Il miracolo di San Gennaro è uno dei più famosi e attesi in Italia, punto di riferimento per migliaia di devoti a Napoli e non solo. Le tre date annuali sono legate alla memoria liturgica e alla tradizione devozionale del santo patrono di Napoli.

ReliquiaLuogo di conservazione o venerazioneParticolarità
Sangue di San GennaroDuomo di NapoliÈ custodito in due ampolle e torna a liquefarsi in tre occasioni dell’anno
Dente di Sant’ApolloniaChiesa di Sant’Apollonia a RomaÈ conservato tra le tenaglie associate al martirio della santa
Testa di San Giovanni BattistaChiesa di San Silvestro in Capite a RomaLa mandibola è conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo
Lingua di Sant’Antonio da PadovaBasilica di Sant’Antonio a PadovaFu ritrovata ancora rosea durante il trasferimento del corpo

Il corpo incorrotto di Santa Caterina da Bologna

Tra i corpi incorrotti di santi uno dei casi più famosi è sicuramente quello di Santa Caterina da Bologna, la monaca appartenente all’ordine delle Clarisse Francescane morte nel 1463 il cui corpo intatto siede nella Chiesa del Corpus Domini di Bologna, come se si fosse assopita su una sedia.

Il corpo era stato sepolto senza bara, come prevedeva l’usanza delle Clarisse, e ciononostante si è mantenuto integro, e ancora oggi è visibile a tutti, senza protezioni di sorta. Nonostante gli svariati tentativi di trovare una spiegazione scientifica al fenomeno, esso resta indefinibile.

Le reliquie di Sant’Antonio da Padova

Anche le reliquie di Sant’Antonio da Padova, famoso per i suoi insegnamenti di teologia, ma più ancora per la sua dedizione ai poveri e ai bisognosi, sono sparse in molti diversi luoghi di culto. La maggior parte dei suoi resti sono custoditi nella Cappella dell’Arca nella Basilica a lui dedicata a Padova.

I devoti li visitano ogni giorno, toccando il marmo dell’altare all’interno del quale sono raccolti e pregando il Santo per ottenere conforto e grazie. Altre reliquie del Santo, più delicate e particolari, sono conservate nella cappella delle reliquie: la lingua, che al momento del trasferimento del corpo del Santo nella nuova tomba era stata ritrovata ancora rosea come se fosse viva, le corde vocali, il mento e un dito.

Ci sono molti altri frammenti e piccole parti del corpo del Santo o oggetti a lui appartenuti in molte chiese in Italia e non solo. I Frati della Basilica di Padova organizzano ogni anno un pellegrinaggio delle reliquie di Sant’Antonio.

In pratica un frate della basilica si reca in viaggio portando con sé un reliquiario in giro per l’Italia e per il mondo per permettere ai tanti fedeli di Sant’Antonio lontani da Padova di poterlo adorare e sentire più vicino.

Le reliquie di Sant’Agata

Nella cattedrale di Catania in un grande scrigno d’argento sono custodite molte reliquie di Sant’Agata, patrona della città. Giovanissima cristiana morta durante la persecuzione di Decio subì un martirio particolarmente efferato e resistette fino alla morte sopportando ogni sofferenza pur di non rinnegare la sua Fede.

Le sue reliquie ebbero una storia avventurosa. Rubate da un generale bizantino che voleva portarle a Costantinopoli furono in parte recuperate da due dei suoi soldati che le riconsegnarono al vescovo di Catania.

Una delle sue mammelle finì così a Gallipoli, mentre la maggior parte dei suoi poveri resti furono portati nel Duomo di Catania dove sono ancora oggi conservati in un prezioso busto in argento e in un grande scrigno.

Tra di esse c’è anche il velo di Sant’Agata, un velo che una donna avrebbe steso sulle braci ardenti per preservare il corpo della santa dal martirio.

La Santa Casa di Loreto della Vergine Maria

La storia della Santa Casa della Madonna di Loreto è alla base del culto della Madonna di Loreto. È anche il cuore stesso del famoso santuario, dove, tra le altre cose, sono nate le Litanie Lauretane del Santo Rosario.

In effetti il santuario è costruito intorno alla Sacra Casa! Ma di cosa si tratta? In pratica secondo la leggenda la Sacra Casa sarebbe la casa in cui Maria di Nazareth nacque, visse e ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele.

A un certo punto, mentre gli infedeli imperversavano in Terra Santa, gli Angeli avrebbero deciso di portare in salvo in volo la casa della Madonna, e hanno scelto come mèta finale proprio questa località.

A causa di questa storia pittoresca la Madonna di Loreto è considerata la patrona degli aviatori e in genere di chi viaggia in aria.

Santa Casa di Loreto interno del santuario

Il bastone di San Giuseppe

Sulla collina di San Potito a Napoli fin dal 1795 l’Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di vestire i Nudi custodisce il bastone di San Giuseppe. Giunto a Napoli più di due secoli fa, il bastone è racchiuso in una teca di legno cedrino.

Sarebbe il famoso bastone che Giuseppe portò con sé quando andò a chiedere in sposa Maria. Tutti i pretendenti portavano un bastone simile, ma quello di Giuseppe fiorì per incanto.

Andato perduto per secoli, il bastone venne ritrovato in Inghilterra e riportato in Italia da Giuseppe Grimaldi, detto Nicolino, un cantante castrato italiano molto famoso in quel paese.

Il velo della Madonna e la veste di San Giuseppe

Nella Basilica di S. Anastasia al Palatino sono custodite da oltre 1600 anni due reliquie molto particolari. Si tratta del velo della Madonna e di un pezzo della veste di San Giuseppe.

Sarebbe stato San Girolamo a portarle a Roma, di ritorno da uno dei suoi viaggi apostolici in Terra Santa. Forse proprio perché custodite gelosamente e mostrate di rado ai fedeli queste reliquie si sono conservate molto bene: i colori del velo sono ancora vividi e brillanti in modo impressionante.

I trenta denari di Giuda Iscariota

Anche Giuda, l’apostolo che tradì Gesù con un bacio condannandolo a morte, è figura nota e conosciuta. Non si sa molto invece di cosa ne fu dei 30 denari simbolo del suo tradimento, una cifra iniqua, per la vita di un uomo e un amico, se pensiamo che oggi varrebbero circa 3000 €!

Prima di impiccarsi, rendendosi conto di ciò che aveva fatto, Giuda restituì i 30 denari ai Sacerdoti del Tempio, ed essi li usarono per acquistare il “Campo del vasaio”, che in seguito venne chiamato “Campo di Sangue”, in aramaico Akeldamà o Aceldama.

Qui è custodito il Sangue di Gesù raccolto sotto la Croce

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