Confessare al proprio migliore amico di provare attrazione o sentimenti può essere liberatorio, ma anche delicato: prima di parlare è importante capire che cosa si desidera davvero e prepararsi a qualunque reazione, senza dare per scontato l’orientamento dell’altra persona.
Un’amicizia intensa può trasformarsi in una cotta, in un desiderio o in un legame difficile da definire. Vivere queste emozioni non obbliga a scegliere subito un’etichetta e non permette, da solo, di stabilire se l’amico sia gay, bisessuale o eterosessuale.
Quando il migliore amico diventa qualcosa di più
Ricordo gli anni del liceo come un uragano di emozioni incontrollabili, un giorno ti senti il re del mondo, il giorno dopo vai in paranoia per un non nulla. Sono gli anni in cui cominci ad uscire la sera, a farti degli amici veri, alcuni dei quali ti restano accanto per tutta la vita.
Riccardo era il mio più grande amico. Lo è ancora in un certo senso, anche se tra gli imprevisti della vita, e le scelte universitarie, le nostre strade si sono un po’ divise. Era stato mio compagno di classe già alle elementari ma non ci eravamo mai cagati più di tanto fino alle superiori quando un po’ per sfiga, un po’ per fortuna, finimmo in banco insieme.
In seguito capi invece quanto fui fortunato. Dopo i primi giorni di timidezza diventammo grandi amici. A quel tempo io ero molto riservato, ma con lui riuscii presto a lasciarmi andare.
Imparai a conoscerlo meglio, a dividerci la merenda ed anche i compiti che spesso facevamo insieme dopo la scuola. Con la scusa dei compiti finivamo per vederci quasi tutti i pomeriggi per poi passare la maggior parte del tempo a giocare col pc chiusi in camera sua.
Mi piaceva stare con lui ed ogni giorno che passava sentivo di volergli sempre più bene. Il tantissimo tempo passato insieme, a scuola e poi a casa, ci univa sempre di più. Ci raccontavamo tutto, i nostri segreti, i problemi a casa quando ce n’erano, e ovviamente anche le nostre prime esperienze amorose.
Il desiderio di capire che cosa si prova
Da molto tempo mi sono preso una cotta per lui e immagino che potete capire che effetto mi ha fatto tenere il suo fazzoletto in mano.
Le esperienze raccontate mostrano quanto possa essere forte la curiosità verso una persona già molto importante nella propria vita. Tuttavia, la curiosità e l’eccitazione non sostituiscono il consenso: ogni contatto deve essere desiderato da entrambe le persone, espresso chiaramente e interrotto immediatamente quando qualcuno dice di smettere.
In realtà, l’unico sesso che facevamo era un solitario lavoro di mano… Ed in questo era un gran lavoratore!
Sarà stato l’arrivo delle primavera, ma ben presto i giochi del computer passarono in secondo piano e tra una partita e l’altra ci mettevamo a parlare di ragazze e soprattutto a cercare qualche porno su internet con la paura che suo padre avrebbe potuto scoprirlo visto che il pc lo usava anche lui.
E le tute non facevano altro che evidenziare le nostre erezioni. Avrei tanto voluto vederglielo! Semplicemente per confrontarlo col mio ovviamente, non per altro!
Queste situazioni mi eccitavano tantissimo! Sapevo benissimo poi che appena sarei andato a casa sarebbe corso in bagno a spararsi una “bella pippa” come diceva lui, e lo stesso avrei fatto pure io a casa mia, anche se cresceva sempre più la voglia di dividere questo momento di intimità insieme a lui.
Il primo passo e la confessione
Nella tua mail racconti di aver conosciuto un ragazzo che ti fa star bene, con cui ami condividere il tuo tempo e verso il quale provi una gelosia che non avevi mai conosciuto prima. Questo ti porta a interrogarti sulla natura del tuo orientamento sessuale.
Credo che sia una domanda comprensibile, con la quale è giusto che tu ti confronti. Tuttavia, vorrei sottolineare come il desiderio affettivo che provi, non necessariamente è rivelatore di una tua possibile omosessualità.
Per me questo è tutto nuovo, a 18 anni, quasi compiuti, vivo per la prima volta qualcosa a cui non so dare un nome. Sino ad oggi non mi ero mai innamorato di nessuno, ne avevo mai desiderato nessuno o nessuna come lui, cosa vuol dire questo?
Sono gay, lo ero e non lo sapevo? È una fase? Ma sopratutto cosa devo fare con lui?
Una confessione può essere formulata in modo semplice e rispettoso, senza pretendere una risposta immediata: si può dire che si prova qualcosa, precisare che l’amicizia resta importante e lasciare all’altra persona lo spazio necessario per riflettere.
Da una parte vorrei parlargli di ciò che provo, dall’altra ho tanta paura di perderlo. Così rimango zitto, ma poi ci sto male.
Che cosa significa la reazione dell’amico
Il fatto che un ragazzo accetti una confidenza, mostri affetto o viva un momento di intimità non consente di definire automaticamente il suo orientamento. Allo stesso modo, il fatto che dica di provare attrazione per le ragazze non esclude che possa avere dubbi, curiosità o un orientamento diverso da quello che gli altri immaginano.
Non di rado, comunque, mi trovo a lavorare anche con persone con le quali, invece, scopriamo che la confusione, i dubbi e i sentimenti che provano per persone dello stesso sesso, nascondono in realtà caratteristiche e difficoltà che niente hanno a che vedere con l’omosessualità.
Purtroppo, non avendo una conoscenza diretta della tua situazione, non posso aiutarti a capire in quale dei due casi rientri ciò che stai vivendo, ma posso semplicemente limitarmi a illustrarti tutte le possibili alternative.
Abbiamo deciso di andare un paio di giorni fuori nella prossima settimana e poi forse quest’estate torniamo in montagna. Gli ho confessato di essere gay ma lui non si è sbilanciato, ha detto che però gli piacciono le ragazze, ma non so se solo le ragazze.
Questa incertezza non deve diventare una pressione. L’amico ha il diritto di non definirsi, di non rispondere subito o di chiarire di non desiderare una relazione. La persona che confessa i propri sentimenti, a sua volta, ha il diritto di proteggere il proprio equilibrio emotivo e di prendere distanza se la situazione diventa dolorosa.
L’orientamento sessuale non è un’etichetta obbligatoria
Siamo spesso portati a considerare l’orientamento sessuale come una categoria binaria, a ritenere cioè che ogni essere umano sia semplicemente eterosessuale o, per esclusione, omosessuale.
In realtà, gli studi condotti sull’argomento hanno portato a concludere che l’orientamento sessuale non sia una caratteristica dicotomica ma, piuttosto, un continuum che si distribuisce nel seguente modo:
Questo significa che gli individui esclusivamente omosessuali ed esclusivamente eterosessuali rappresentano solo le polarità più estreme di questo continuum e che, nel contempo, esistono numerose persone che, seppur caratterizzate da desideri emotivi ed erotici per l’altro sesso, posseggono una “soglia di omosessualità” più o meno alta.
Ecco, quindi, che il bisogno di etichettarsi necessariamente in una categoria specifica si rivela spesso un’inutile forzatura.
Forse questa affermazione ti getterà in una confusione ancora più forte, ma è giusto che io non escluda nessuna possibilità.
Nel frattempo, credo tu debba vivere quello provi senza cercare necessariamente di etichettarti in una categoria ma, piuttosto, cercando di vivere questo momento come una possibilità per conoscerti meglio, per esplorare il tuo mondo affettivo, i tuoi bisogni e desideri, mantenendo un atteggiamento di apertura verso ogni possibilità, compresa quella di scoprirti omosessuale.
Come parlare al migliore amico dei propri sentimenti
La confessione può avvenire in un momento tranquillo, lontano da altre persone e senza aspettative irrealistiche. È utile parlare in prima persona, descrivendo ciò che si prova senza attribuire all’amico un’identità o intenzioni che non ha dichiarato.
- Spiegare che i sentimenti sono personali e non rappresentano un’accusa.
- Dire chiaramente che non si pretende una risposta immediata.
- Riconoscere il valore dell’amicizia senza usarlo come pressione.
- Accettare un eventuale rifiuto o una richiesta di tempo.
- Stabilire dei limiti se restare vicini rende la situazione troppo dolorosa.
Inviartene una email non servirà a cambiarmi la vita, ma credo che da qualche parte devo pur cominciare per affrontare questa cosa nuova per me.
La condivisione e il confronto possono aiutare a comprendere meglio le emozioni, soprattutto quando si teme di essere soli o di non riuscire a dare un nome a ciò che si prova.
Sono contenta che tu abbia trovato in noi l’occasione per cominciare a confidare i tuoi sentimenti, perché la comprensione di quello che ci accade passa anche attraverso la condivisione e il confronto.
Consenso, rispetto e sicurezza
In alcuni racconti il confine del consenso viene superato: una persona dorme, dice di smettere, viene trattenuta o subisce pressioni. Questi comportamenti non sono una confessione d’amore e non sono un modo corretto per verificare l’orientamento di qualcuno.
Si è svegliato e mi ha detto di smetterla, di andare via, che aveva sonno. Ma ho continuato e alla fine si è fatto fare una sega.
Un rifiuto, una richiesta di fermarsi, il silenzio o l’incertezza non equivalgono a consenso. Il consenso deve essere libero, consapevole, specifico e revocabile in ogni momento.
Nei racconti che riguardano violenza, coercizione o abusi familiari, la priorità non è la componente erotica della storia, ma la sicurezza della persona coinvolta. È necessario rivolgersi a un adulto affidabile, ai servizi territoriali o alle autorità competenti, soprattutto quando la vittima è minorenne o corre un pericolo immediato.
La paura di perdere l’amicizia
Nella tua mail, infine, racconti di essere molto in dubbio sulla possibilità di confidare i tuoi sentimenti a questo ragazzo perché temi la possibilità di perderlo. Si tratta di un’eventualità estrema che, comunque, devi tenere in conto.
Può infatti accadere che lui non sia in grado di capirti, che risulti spiazzato, spaventato o addirittura irritato dalla tua rivelazione. Purtroppo non possiamo conoscere a priori il modo in cui potrebbe reagire, ma credo che nella scelta potresti essere aiutato dal pensare alla conseguenza che potrebbe farti stare meglio.
Se, per esempio, sei convinto che il sollievo che trarresti dal parlare con lui è più importante della paura di perderlo, allora trova il coraggio e dai voce a ciò che provi.
Viceversa, non fare il passo più lungo della gamba se credi che, nel caso di un suo allontanamento, lo sconforto potrebbe devastarti.
Prima di parlare, può essere utile chiedersi se si desidera soprattutto esprimere un sentimento, ricevere una risposta, iniziare una relazione o semplicemente smettere di nascondere una parte di sé. Chiarire questo punto aiuta a non affidare all’amico il compito di risolvere tutta la propria confusione.
Vivere il sentimento senza forzarsi
Caro Emanuele, con il tempo sono certa riuscirai a fare chiarezza nei pensieri e nelle emozioni che il legame che hai instaurato con questo ragazzo suscitano oggi in te.
Nel frattempo, credo tu debba vivere quello provi senza cercare necessariamente di etichettarti in una categoria ma, piuttosto, cercando di vivere questo momento come una possibilità per conoscerti meglio, per esplorare il tuo mondo affettivo, i tuoi bisogni e desideri, mantenendo un atteggiamento di apertura verso ogni possibilità, compresa quella di scoprirti omosessuale.
So che in questo momento sei spaventato e che quanto ti propongo non è affatto facile, ma sono certa riuscirai a trovare la tua strada.

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