Preghiera per benedire le candele nella festa della Presentazione del Signore

La preghiera per benedire le candele si colloca nel rito della Benedizione delle candele e processione, celebrato il 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore. Il sacerdote benedice i ceri chiedendo a Dio, fonte di ogni luce, di guidare il suo popolo sulla via del bene e di condurlo alla luce che non ha fine.

La formula principale è: «O Dio, fonte e principio di ogni luce, che oggi hai manifestato al giusto Simeone il Cristo, luce per rivelarti alle genti, ti supplichiamo di benedire questi ceri e di ascoltare le preghiere del tuo popolo che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode; guidalo sulla via del bene, perché giunga alla luce che non ha fine. Per Cristo nostro Signore. R/. Amen».

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Preghiera principale per la benedizione delle candele

Preghiamo.

O Dio, fonte e principio di ogni luce, che oggi hai manifestato al giusto Simeone il Cristo, luce per rivelarti alle genti, ti supplichiamo di benedire + questi ceri e di ascoltare le preghiere del tuo popolo che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode; guidalo sulla via del bene, perché giunga alla luce che non ha fine.

Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

Preghiera alternativa per benedire le candele

Preghiamo.

O Dio, vera luce, che crei e diffondi la luce eterna, riempi i cuori dei fedeli del fulgore della luce perenne, perché quanti nel tuo santo tempio sono illuminati dalla fiamma di questi ceri giungano felicemente allo splendore della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

Un’altra formula liturgica

O Dio, fonte e principio di ogni luce, che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone il Cristo, vera luce di tutte le genti, benedici + questi ceri e ascolta le preghiere del tuo popolo, che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode; guidalo sulla via del bene, perché giunga alla luce che non ha fine.

Per Cristo nostro Signore.

Formula alternativa riportata nel Messale

Dio, creatore e datore di verità e di luce, guarda noi tuoi fedeli riuniti nel tuo tempio e illuminati dalla luce di questi ceri, infondi nel nostro spirito lo splendore della tua santità, perché possiamo giungere felicemente alla pienezza della tua gloria.

Per Cristo nostro Signore.

Quando si benedicono le candele

Nel Calendario liturgico della Chiesa, il 2 febbraio è indicata la festa della “Presentazione del Signore”. Il Messale Romano in uso nelle nostre chiese, propone prima della celebrazione della Messa il rito chiamato “Benedizione delle candele e processione”.

Quaranta giorni dopo la nascita, secondo la legge di Mosè, Gesù viene presentato al tempio: è Dio che viene incontro al suo popolo. Il Bambino Gesù, luce per illuminare le genti, è stretto tra le braccia di Simeone, figura dell’umanità che ormai ha visto giungere la salvezza.

Presente a Gerusalemme già dal secolo IV, questa celebrazione si diffuse innanzitutto in Oriente come festa dell’“Incontro”. Nel secolo VI si estese all’Occidente con sviluppi originali, a Roma con carattere più penitenziale, e in Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele, popolarmente nota come la “candelora”.

Il significato cristiano della candela benedetta

Le parole pronunciate per la benedizione sulle candele accese che i fedeli tengono in mano, richiamano il valore sul piano della fede e quindi del senso della vita, di questo segno.

Nella tradizione religiosa popolare è abitudine conservare in casa la candela benedetta. Non è un oggetto scaramantico, ma è il segno della fede in Cristo, luce del mondo.

Questa fede è luce per le persone nelle diverse situazioni della vita. Sta diventando abitudine in alcune famiglie l’accendere la candela al momento della preghiera familiare, in particolare la domenica.

In questo modo il segno del rito liturgico diventa espressione della situazione esistenziale della famiglia e delle singole persone. Nella loro vita hanno incontrato il Cristo Signore e anche nel segno della candela accesa, ma non solo, esprimono e sentono la sua presenza.

candela accesa preghiera familiare

Il rito della benedizione delle candele

Prima forma: la processione

All’ora stabilita l’assemblea si raduna in una chiesa minore o in altro luogo adatto al di fuori della chiesa verso la quale si dovrà dirigere la processione. I fedeli tengono in mano le candele spente.

Il sacerdote e i ministri indossano le vesti liturgiche di colore bianco come per la Messa; al posto della casula, il sacerdote può indossare il piviale, che deporrà alla fine della processione.

Mentre si accendono le candele si canta l’antifona: Ecco, il Signore nostro verrà con potenza, e illuminerà gli occhi dei suoi servi. Alleluia. Oppure si esegue un altro canto adatto.

Saluto e monizione introduttiva

Terminato il canto, il sacerdote, rivolto verso il popolo, dice:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dopo aver salutato il popolo, pronuncia una monizione introduttiva per esortare i fedeli a una celebrazione attiva e cosciente del rito che si sta per compiere.

Fratelli e sorelle, sono trascorsi quaranta giorni dalla gioiosa celebrazione del Natale del Signore. Oggi ricorre il giorno nel quale Gesù fu presentato al tempio da Maria e Giuseppe. Con quel rito egli si assoggettava alle prescrizioni della legge, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.

Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna. Illuminati dallo stesso Spirito, riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.

Anche noi, qui riuniti dallo Spirito Santo, andiamo nella casa di Dio incontro a Cristo. Lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

Benedizione dei ceri

Dopo la monizione il sacerdote benedice le candele dicendo, a braccia allargate:

Preghiamo.

O Dio, fonte e principio di ogni luce, che oggi hai manifestato al giusto Simeone il Cristo, luce per rivelarti alle genti, ti supplichiamo di benedire + questi ceri e di ascoltare le preghiere del tuo popolo che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode; guidalo sulla via del bene, perché giunga alla luce che non ha fine.

Per Cristo nostro Signore.

R/. Amen.

Il sacerdote asperge le candele con l’acqua benedetta e senza dire nulla infonde l’incenso per la processione.

Inizio della processione

A questo punto il sacerdote riceve dal diacono o da un altro ministro la candela accesa per lui predisposta e comincia la processione, mentre il diacono, o, in sua assenza, lo stesso sacerdote, canta o dice:

Andiamo in pace incontro al Signore.

Oppure:

Andiamo in pace.

Nel qual caso tutti rispondono:

Nel nome di Cristo. Amen.

Tutti tengono le candele accese. Mentre si svolge la processione, si canta una delle antifone che seguono: l’antifona Luce per rivelarti con il cantico proprio, o l’antifona Adorna il tuo talamo, oppure un altro canto adatto.

Antifona “Luce per rivelarti”

Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.

Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola.

Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.

Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.

Preparata da te davanti a tutti i popoli.

Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.

Antifona “Adorna il tuo talamo”

Adorna il tuo talamo, o Sion, e accogli Cristo Re; abbraccia Maria, vera porta del cielo: lei porta il Re della gloria, la vera luce nuova.

Vergine ella rimane pur porgendo con le mani il Figlio, generato prima dell’aurora.

Simeone lo accoglie tra le braccia e annuncia ai popoli: «Egli è il Signore della vita e della morte, egli è il salvatore del mondo».

Ingresso in chiesa e continuazione della Messa

Mentre la processione entra in chiesa, si canta l’antifona d’ingresso della Messa.

Il sacerdote, una volta giunto all’altare, dopo averlo venerato, secondo l’opportunità, lo incensa. Quindi si dirige alla sede e, deposto il piviale, se lo ha usato durante la processione, indossa la casula.

Terminato il canto del Gloria a Dio, dice l’orazione colletta. La Messa prosegue nel modo consueto.

Seconda forma: ingresso solenne

Quando non è possibile svolgere la processione, i fedeli si radunano nella chiesa, tenendo in mano le candele.

Il sacerdote, indossate le vesti liturgiche per la Messa, di colore bianco, con i ministri e almeno una parte dei fedeli si reca in un luogo adatto, o davanti alla porta o nella stessa chiesa dove la maggior parte dei fedeli possa opportunamente partecipare al rito.

Quando il sacerdote giunge nel luogo stabilito per la benedizione delle candele, queste vengono accese, mentre si canta l’antifona Ecco, il Signore nostro, o un altro canto adatto.

Quindi il sacerdote, dopo il saluto e la monizione, benedice le candele come descritto e compie una processione fino all’altare con il canto.

Per la Messa si osserva quanto stabilito per la prima forma.

La monizione completa del rito

Fratelli carissimi, sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale. Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio.

Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.

Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.

Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

La processione come cammino incontro a Cristo

L’esortazione che dà l’avvio alla processione è anche un programma di vita, oltre che una indicazione rituale: «Andiamo in pace incontro al Signore».

La processione esprime il cammino del popolo riunito dallo Spirito Santo verso la casa di Dio e verso Cristo, riconosciuto come luce per illuminare le genti.

Il cantico riprende le parole di Simeone: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola. Perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli».

Il testo biblico della Presentazione del Signore

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore», e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.

Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni.

Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Forma breve del Vangelo

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore», e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.

Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Luce, attesa e incontro nella celebrazione

Le letture della festa presentano il Signore che entra nel suo tempio e il popolo che lo attende nella fede.

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti».

«Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.»

«Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.»

«Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».

Salmo responsoriale

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Chi è questo re della gloria? Il Signore forte e valoroso, il Signore valoroso in battaglia.

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Chi è mai questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

I miei occhi hanno visto la tua salvezza: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.

Alleluia.

Preghiera dei fedeli per la festa della Presentazione

Introduzione del sacerdote

Fratelli e sorelle, convocati dallo Spirito per celebrare l’incontro tra Gesù, luce delle genti, e l’umanità in attesa di salvezza, ci uniamo a Maria e Giuseppe per essere da loro presentati a Dio nostro Padre.

Preghiamo insieme e diciamo:

Visita il tuo popolo, Signore.

  • Padre della luce, che hai voluto la Chiesa sacramento del tuo incontro con gli uomini, fa’ che porti l’annuncio del Vangelo là dove più fitte sono le tenebre del male. Noi ti preghiamo.

  • Tu che chiami alcuni tuoi figli a lasciare ogni cosa per consacrarsi a Te, fa’ che offrano con fedeltà la loro vita, a gloria del tuo nome e a servizio dei fratelli. Noi ti preghiamo.

  • Tu che conosci il buio e le ombre del nostro tempo, fa’ che tutti i battezzati ed in particolare i battezzati in questo ultimo anno vedano in Gesù la luce che dissolve l’oscurità. Noi ti preghiamo.

  • Tu che sei l’origine e il fondamento della comunità domestica, fa’ che nelle famiglie i bambini siano aiutati a crescere in sapienza e grazia, e gli anziani siano onorati come dono prezioso. Noi ti preghiamo.

  • Tu che semini nel cuore dell’uomo il desiderio di vedere il tuo volto, fa’ che questa comunità custodisca la luce di questo giorno di festa per camminare nei sentieri del mondo come fedeli discepoli di Cristo. Noi ti preghiamo.

Visita il tuo popolo, Signore.

Conclusione del sacerdote

O Padre, che nel tuo Figlio presentato al tempio manifesti visibilmente l’incontro tra l’antica e la nuova alleanza, fa che la tua Chiesa sperimenti con Maria la gioia di essere madre dell’umanità nuova, che cammina nello splendore della tua luce.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Preghiere collegate alla celebrazione

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nella festa della Presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi anche a noi di essere presentati a te purificati nello spirito.

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Sulle offerte

Accogli i doni della Chiesa in festa, o Padre, come hai gradito l’offerta del tuo Figlio unigenito, Agnello senza macchia per la vita del mondo.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona alla comunione

I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli.

Dopo la comunione

O Padre, che hai esaudito l’ardente attesa del santo Simeone, porta a compimento in noi l’opera della tua misericordia; tu che gli hai dato la gioia, prima di vedere la morte, di stringere tra le braccia il Cristo tuo Figlio, concedi anche a noi, con la forza del pane eucaristico, di camminare incontro al Signore per ottenere la vita eterna.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Il Gloria nella celebrazione

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini amati dal Signore.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.

Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.

Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo; nella gloria di Dio Padre.

Amen.

Una preghiera davanti all’Eucaristia

Dice il Signore: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore».

Dice il Signore: «Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me».

Anima di Cristo, santificami.

Corpo di Cristo, salvami.

Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua del costato di Cristo, lavami.

Passione di Cristo, confortami.

O buon Gesù, esaudiscimi.

Dentro le tue piaghe nascondimi.

Non permettere ch’io mi separi da te.

Dal nemico maligno difendimi.

Nell’ora della mia morte chiamami.

Fa’ che io venga a te, a lodarti con i tuoi santi, nei secoli dei secoli.

Amen.

Preghiera per chiedere la luce e la pace

O Signore, fa di me uno strumento della tua pace.

Dov’è l’odio, fa che io porti l’amore.

Dov’è offesa, che io porti il perdono.

Dov’è discordia, che io porti l’unione.

Dov’è dubbio, che io porti la fede.

Dov’è errore, che io porti la verità.

Dov’è disperazione, che io porti la speranza.

Dov’è tristezza, che io porti la gioia.

Dove sono le tenebre, che io porti la luce.

O Signore, fa che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare; di essere compreso, quanto di comprendere; di essere amato, quanto di amare.

Poiché donando, si riceve; perdonando, si è perdonati; morendo, si risuscita a vita eterna.

Invocazioni di lode

  • Dio sia benedetto.

  • Benedetto il suo santo nome.

  • Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

  • Benedetto il nome di Gesù.

  • Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

  • Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

  • Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.

  • Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.

  • Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

  • Benedetta la sua santa e immacolata concezione.

  • Benedetta la sua gloriosa assunzione.

  • Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.

  • Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.

  • Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

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