Preghiera «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria»

La preghiera «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria» è la parte conclusiva della Salve Regina, una delle quattro antifone mariane della liturgia cattolica. È un’invocazione a Maria, riconosciuta come Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza, e si conclude con la richiesta di vedere Gesù, «il frutto benedetto» del suo seno.

La formula completa è tradizionalmente recitata al termine del Santo Rosario e, in alcune comunità religiose, alla fine della Compieta. Le tre esclamazioni finali - «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!» - vengono attribuite dalla tradizione a san Bernardo, che le avrebbe aggiunte a un’antifona mariana più antica.

Testo della preghiera in italiano

Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo Seno.

O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

Preghiera completa con l’invocazione finale

Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi Tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

Invocazione dopo la Salve Regina

In alcuni casi alla Salve Regina vengono aggiunte le seguenti invocazioni:

Prega per noi, santa Madre di Dio.

Per essere degni delle promesse di Gesù Cristo.

Preghiamo

Dio onnipotente ed eterno, che per azione dello Spirito Santo hai preparato il corpo e l’anima della gloriosa Maria, Vergine e Madre, per farne una dimora degna di Tuo Figlio, concedi a noi, nella gioia che portiamo per celebrare la Sua memoria, di essere liberati, per Sua benevola intercessione, dai mali che ci minacciano e dalla morte eterna. Per Cristo nostro Signore. Così sia.

Testo latino della Salve Regina

Salve, Regina, Mater misericordiae, vita, dulcedo, et spes nostra, salve.

Ad te clamamus, exsules filii Evae, ad te suspiramus, gementes et flentes in hac lacrimarum valle.

Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte.

Et Iesum, benedictum fructum ventris tui, nobis, post hoc exilium, ostende.

O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.

In alcuni casi viene aggiunto:

Ora pro nobis sancta Dei Genetrix.

Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Origine e storia della Salve Regina

La Salve Regina è una delle 4 antifone mariane (le altre sono il Regina Caeli, l'Ave Regina Caelorum e l'Alma Redemptoris Mater).

L'antifona è un testo più o meno breve che viene recitato o anche cantato durante un momento liturgico. Il testo della Salve Regina quindi appare fin da subito musicale all'orecchio perché, soprattutto nella sua versione originale, in latino, è stato concepito per essere cantato.

La preghiera fu composta nell'XI secolo. La storia del Salve Regina ha origine nel Medio Evo e il suo autore è ancora incerto: c'è chi la attribuisce al monaco Ermanno di Reichenau, ma anche a papa Gregorio VII, a sant'Anselmo da Baggio, a san Pietro di Mezonzo, a San Bernardo.

Questa bella preghiera a Maria, cantata ufficialmente prima del XII secolo, è stata arricchita da San Bernardo, che ha aggiunto le ultime tre esclamazioni: «O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!»

La sua diffusione è avvenuta principalmente nelle abbazie cistercensi alla fine del XII secolo.

Il «Salve Regina» è stato cantato nelle comunità domenicane già nei primi anni di esistenza dell'Ordine.

Manoscritto medievale della Salve Regina

La Salve Regina nella preghiera della Chiesa

Tradizionalmente viene recitata soprattutto a conclusione del Rosario.

Si tratta di un testo che esprime insieme omaggio ed invocazione.

«Salve o Regina» sono le prime parole latine di una delle ultime preghiere cantata dalla comunità dei frati o delle suore domenicane prima di andare a dormire, alla fine della compieta.

Prima del grande silenzio della notte, è una preghiera che chiede la protezione della Madre di Dio, la vera Regina del Cielo, il fedele si rivolge a Lei perché protegga ogni uomo nella sua «valle di lacrime» e gli mostri un giorno Gesù: questa è la dolcezza di Maria.

Significato delle principali espressioni

«Salve, Regina»

La prima parola su cui riflettere è la parola «Regina» che richiama proprio il Santo Rosario e in particolare i misteri gloriosi e le litanie.

Il titolo di Regina esprime l’onore rivolto a Maria e richiama il suo posto nella preghiera della Chiesa come Madre del Re, cioè di Cristo.

«Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra»

«Madre di Misericordia vita dolcezza e speranza nostra» è un'espressione bellissima in quanto ci ricorda come la Vergine avendo accettato il disegno di Dio, è diventata non solo madre, ma anche cooperatrice del suo progetto salvifico nei confronti dell'uomo e quindi anche la nostra speranza.

La preghiera presenta Maria come una madre vicina all’umanità: la misericordia richiama la sua benevolenza, la vita indica il sostegno spirituale, la dolcezza esprime la consolazione e la speranza orienta verso la salvezza.

«A te ricorriamo, esuli figli di Eva»

«A te ricorriamo noi esuli figli di Eva».

Qui c'è una particolare costruzione sintattica perché «Eva» è «Ave» letta al contrario: quasi a indicare come le due figure di Maria ed Eva si contrappongano nel destino dell'umanità.

Da Eva parte la cacciata dell'uomo dall'Eden, da Maria la riconciliazione dopo il peccato originale.

«A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime»

«A te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.»

Ancora una volta attraverso questa espressione viene sottolineata la figura di Maria come ponte e salvezza tra le prove della vita terrena e la gioia della vita celeste, la vera vita a cui l'uomo deve tendere.

La «valle di lacrime» rappresenta la condizione dell’uomo che vive nelle difficoltà, nella sofferenza e nell’attesa della piena comunione con Dio.

«Orsù dunque, avvocata nostra»

«Orsù dunque avvocata nostra» questa espressione rievoca il ruolo che Gesù stesso ha attribuito a Maria.

Maria intercede per i suoi figli presso il Padre e può quindi essere considerata la nostra avvocata.

La parola «avvocata» indica colei che presenta a Dio le suppliche dei fedeli e accompagna l’umanità nella ricerca della misericordia.

«Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi»

«Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi»: gli occhi della Vergine quindi passano dalla contemplazione della grandezza di Dio, all'attenzione verso le fragilità dell'umanità.

È attraverso questo dialettica di sguardi che avviene l'intercessione e la salvezza dell'umanità.

L’immagine degli occhi misericordiosi esprime la fiducia del fedele nello sguardo materno di Maria, rivolto a chi soffre e invoca aiuto.

«Mostraci, dopo questo esilio, Gesù»

«Mostraci dopo questo esilio Gesù il frutto benedetto del tuo seno»: è in questa frase l’essenza di tutta l’invocazione.

La figura di Maria e la sua maternità sono essenziali nella storia dell'umanità.

È il «fiat» di Maria che ha mostrato agli uomini il vero volto di un Dio: un Dio che si è fatto davvero uomo, per comprendere le difficoltà della Sua creatura, grazie proprio a quel sì.

Il «frutto benedetto» è Gesù, presentato nella preghiera come il compimento della speranza cristiana e come la meta verso cui tende l’invocazione mariana.

«O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria»

Le tre esclamazioni finali riassumono il tono della preghiera. Maria è invocata come clemente, perché benevola e misericordiosa; come pia, perché amorevole e fedele; come dolce, perché fonte di consolazione per i suoi figli.

La conclusione riprende così i temi principali della Salve Regina: la misericordia, l’intercessione, la protezione durante il cammino terreno e la speranza di incontrare Gesù.

La Salve Regina al termine del Santo Rosario

Al termine dei cinque misteri del Rosario viene recitata la seguente preghiera:

Salve Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!

Misteri del Rosario

GiorniMisteri
Lunedì e sabatoMisteri gaudiosi
Martedì e venerdìMisteri dolorosi
Mercoledì e domenicaMisteri gloriosi
GiovedìMisteri luminosi

Misteri gaudiosi

  1. L'annunciazione.
  2. La visitazione della Madonna.
  3. La nascità di Gesù.
  4. La purificazione della Madonna.
  5. Il Bambino perduto e ritrovato nel tempio.

Misteri dolorosi

  1. L'orazione di Gesù nell'Orto degli Ulivi.
  2. La flagellazione del Signore.
  3. L'incoronazione di spine.
  4. Gesù con la Croce sulle spalle.
  5. Gesù muore sulla Croce.

Misteri gloriosi

  1. La Risurrezione del Signore.
  2. L'Ascensione del Signore in cielo.
  3. La discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.
  4. L'Assunzione della Madonna.
  5. L'Incoronazione della Madonna.

Misteri luminosi

  1. Il Battesimo del Signore.
  2. Le nozze di Cana.
  3. L'annuncio del Regno di Dio.
  4. La Trasfigurazione del Signore.
  5. L'istituzione dell'Eucaristia.

La Salve Regina nella tradizione domenicana

La preghiera del «Salve Regina» veniva cantata dalla comunità dei frati o delle suore domenicane prima di andare a dormire, alla fine della Compieta.

Il canto conclusivo della giornata affidava alla protezione della Madre di Dio la comunità religiosa e ogni persona che vive nella propria «valle di lacrime».

La diffusione della preghiera nelle comunità domenicane risale ai primi anni di esistenza dell'Ordine, mentre la sua presenza nelle abbazie cistercensi si affermò principalmente alla fine del XII secolo.

Salve Regina - Gen Verde @FocoB #maria

La Salve Regina e le altre preghiere mariane

La Salve Regina è una delle quattro antifone mariane tradizionali. Le altre sono il Regina Caeli, l’Ave Regina Caelorum e l’Alma Redemptoris Mater.

La preghiera appartiene inoltre alla tradizione delle invocazioni mariane insieme al Santo Rosario, alle Litanie lauretane, all’Angelus, al Magnificat, all’Ave maris stella e alla preghiera Sotto la tua protezione.

Invocazione mariana

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Prega per noi, santa Madre di Dio.

Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu che all’annuncio dell’Angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

La Salve Regina nelle litanie mariane

Le Litanie lauretane raccolgono numerosi titoli attribuiti a Maria e si concludono con l’invocazione alla sua intercessione.

  • Santa Maria, prega per noi.
  • Santa Madre di Dio.
  • Madre della Misericordia.
  • Madre della speranza.
  • Vergine clemente.
  • Vergine fedele.
  • Porta del cielo.
  • Stella del mattino.
  • Salute degli infermi.
  • Rifugio dei peccatori.
  • Consolatrice degli afflitti.
  • Aiuto dei cristiani.
  • Regina degli Angeli.
  • Regina dei Martiri.
  • Regina delle Vergini.
  • Regina di tutti i Santi.
  • Regina del santo Rosario.
  • Regina della famiglia.
  • Regina della pace.

Le invocazioni delle litanie presentano Maria come Madre, Vergine, aiuto, consolatrice e Regina, temi che ritornano anche nella Salve Regina.

tags: #preghiera #o #clemente #o #pia #o