Podere Sante Marie nasce sui versanti settentrionali di Montalcino, dove Marino e Luisa Colleoni hanno recuperato vecchie viti di Sangiovese e costruito un progetto agricolo profondamente legato alla terra. I vigneti si trovano a circa 450-500 metri di altitudine, su terreni di origine vulcanica e suoli ricchi di sabbia, limo, calcare, tufo e argilla, in un ambiente fresco e ventilato che favorisce una maturazione lenta e completa del Sangiovese.
L’azienda coltiva circa 3 ettari di vigneto e 2,5 ettari di uliveto con un metodo rigorosamente biologico, orientato alla biodiversità e alla minima interferenza umana. In cantina le fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, l’assenza di controllo della temperatura e i lunghi affinamenti in grandi botti di rovere danno vita a vini energici, profondi e fedeli all’annata, tra cui il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino Santa Maria e la Riserva Sant’Arna.

La storia di Marino e Luisa Colleoni
Marino Colleoni, bergamasco di origine, e la moglie Luisa realizzano il sogno di acquistare un piccolo podere a Montalcino nel 1989. Luisa acquista la casa e i terreni nel 1989, mentre Marino si stabilisce definitivamente a Montalcino tra il 1993 e il 1994.
Tra i boschi e le colline che circondano Montalcino, nasce la storia di Marino Colleoni e del suo Podere Sante Marie. La sua avventura inizia quasi per caso negli anni ’90, quando insieme alla moglie Luisa si trasferisce in Toscana e scopre, sotto un campo di olivi acquistato per passione, vecchie viti di Sangiovese.
Nel 1994, tra la vegetazione della proprietà, riaffiorano vecchie viti di Sangiovese abbandonate. Nel 1995, all’interno del corpo aziendale, viene casualmente scoperta un’antica vigna a Brunello.
Qualche anno più tardi, dai boschi attorno alla proprietà, emergono vecchi tralci e grappoli d’uva: da quella scoperta prende forma il progetto agricolo della famiglia Colleoni, con la preparazione dei terreni nel rispetto dei terrazzamenti storici e dei muri a secco.
Solo cinque anni dopo scoprono che dal bosco spuntavano dei rami di vite e dei grappoli e ciò permise loro di realizzare quello che per loro era solo un sogno, produrre vino. Nel 2000 inizia la produzione di vino Brunello di Montalcino, commercializzato dal 2005.
Marino Colleoni si stabilisce a Montalcino nel 2000, anno della prima vendemmia dell’azienda, ma la storia di Podere Sante Marie comincia prima: nel 1989, quando la moglie Luisa acquista la casa e i terreni.
Il recupero dei terrazzamenti e delle vecchie vigne
Dopo la scoperta delle vecchie viti, la famiglia Colleoni prepara il terreno nel rispetto dei secolari terrazzamenti retti da muri a secco. I vigneti nascono quindi all’interno di un paesaggio agricolo già strutturato, dove i muretti consentono di lavorare le pendenze e conservare l’identità storica del luogo.
Nel 1995 Marino decide di preparare il terreno, riportare alla luce le viti, ricostruire i tipici muretti a secco indispensabili su simili pendenze e in poco tempo realizza circa 3 ettari vitati.
Nasce così Podere Santa Maria, sui versanti settentrionali di Montalcino, circa tre ettari terrazzati e sorretti da muretti a secco, a quasi 500 metri di altitudine su suoli di origine vulcanica.
Il cuore dell’azienda è il Sangiovese Grosso, coltivato a Montalcino con un approccio biologico e con l’obiettivo di favorire una biodiversità sempre più viva e autonoma nei vigneti.

Territorio, altitudine e suoli
I vigneti, situati a nord di Montalcino a circa 450 metri di altitudine, godono di un microclima fresco e ventilato, ideale per una maturazione lenta e completa del Sangiovese. L’altitudine, l’esposizione e la ventilazione contribuiscono a mantenere equilibrio e precisione nella maturazione delle uve.
La vigna si trova a quasi 500 metri su suoli di origine vulcanica. Per il Brunello di Montalcino “Santa Maria” 2019, i vigneti sono situati nella sottozona Santa Maria, a Montalcino, su suoli ricchi di sabbia, limo e calce.
| Elemento | Caratteristiche |
|---|---|
| Area | Toscana, Montalcino, Siena |
| Versante | Versanti settentrionali di Montalcino |
| Altitudine | Circa 450-500 metri |
| Terreni | Limo, tufo, calcare, argilla, sabbia e calce |
| Vitigno principale | Sangiovese |
| Superficie vitata | Circa 3 ettari |
| Superficie olivetata | Circa 2,5 ettari |
Una viticoltura biologica orientata alla biodiversità
In vigna non viene effettuato alcun intervento chimico: l’approccio si basa sull’equilibrio biologico e sulla minima interferenza umana. La gestione agronomica è biologica certificata, improntata sul massimo rispetto dell’ambiente e sulla biodiversità naturale.
Il metodo di produzione è rigorosamente biologico, ma l’obiettivo è andare oltre, e arrivare a ricostruire all’interno delle colture una naturale diversità biologica tale da rendere sempre più indipendente dalla volontà umana e dai suoi interventi la vita del suolo e delle piante.
Marino lavora per recuperare 2,5 ettari di ulivi e studia suoli, piante, insetti, la natura che lo circonda, perché il suo obiettivo è vivere in simbiosi con l’ambiente, impattando il meno possibile.
Il suo approccio naturale, la sua visione che ricorda da vicino quella del mitico Masanobu Fukuoka, trasferita sulla vigna, non sono frutto di casualità, ma provengono dalla profonda convinzione che l’uomo deve fare vino negli ambienti giusti, deve assecondare i cicli vitali delle piante, deve imparare a “leggere” le loro necessità, a utilizzare tutti i sistemi di difesa che la natura stessa mette a disposizione, quindi niente chimica ma metodi del tutto naturali, sfruttando anche gli antagonisti che l’ambiente stesso fornisce.
“Il nostro obiettivo prossimo è di non usare assolutamente niente. Vorremmo creare un equilibrio naturale dove i “buoni” e i “cattivi” se la sbrighino tra loro”.
Basta farsi un giro in vigna per rendersi conto che qui tutto vive in simbiosi, condizione ideale perché certi parassiti e certe malattie fungine non invadano il campo, ma si limitino a qualche sporadica apparizione.
L’oliveto e il recupero delle antiche varietà
Nel 1999 l’azienda acquista altri appezzamenti di terreno in Sant’Antimo, in particolare oliveti per la produzione di olio extra vergine di oliva. L’azienda acquista altri appezzamenti di terreno in Sant’Antimo, in particolare oliveti per la produzione di olio extra vergine di oliva.
Attualmente, dopo una paziente opera di recupero manuale, conseguenza della scelta aziendale di conservare le antiche varietà colturali presenti, l’oliveto sta lentamente recuperando la sua originaria vigoria producendo olive di ottima qualità.
La consistenza aziendale è di 3 ettari di vigna e circa 2,5 ettari di uliveto. Nel tempo il lavoro si è allargato anche ad altri appezzamenti, tra Sant’Antimo, la zona dell’Orcia Rosso e alcune collaborazioni in Maremma.
Il lavoro in cantina
In cantina Colleoni lavora con lo stesso spirito artigianale: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, lunghi affinamenti in botti grandi di rovere e nessuna forzatura tecnica.
Le fermentazioni spontanee avvengono in tini di legno da 20 ettolitri senza controllo della temperatura, seguite da un lungo affinamento tra 36 e 45 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia.
Le vinificazioni sono condotte con lieviti indigeni, senza controllo della temperatura, le fermentazioni vengono svolte in botti da 20 hl per circa una settimana e le macerazioni durano 20-25 giorni.
Per il Brunello di Montalcino “Santa Maria” 2019, il Sangiovese viene vinificato con fermentazione spontanea in acciaio e una lunga macerazione di 4-5 settimane, senza controllo della temperatura. L’affinamento avviene in botte grande di rovere da 25 ettolitri per 3 anni.
| Fase | Metodo |
|---|---|
| Viticoltura | Metodo rigorosamente biologico |
| Fermentazione | Spontanea, con lieviti indigeni |
| Controllo della temperatura | Assente |
| Fermentazione tradizionale | In botti da 20 ettolitri per circa una settimana |
| Macerazione | 20-25 giorni; per Santa Maria 2019, 4-5 settimane |
| Affinamento | In grandi botti di rovere |
| Affinamento Santa Maria 2019 | 3 anni in botte grande da 25 ettolitri |
Una filosofia produttiva senza correzioni
La filosofia di Marino Colleoni è che il vino debba rispecchiare l’annata con tutti i suoi pregi e difetti, senza correzioni di cantina. Ne nascono vini di energia e purezza di frutto, come il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino Santa Maria e la Riserva Sant’Arna.
Anche in cantina il pieno rispetto per la tradizione e le fermentazioni spontanee danno un Brunello di forte carattere e personalità, diretto e mai ruffiano, ma sincero ed avvolgente, come il carattere di chi lo fa.
Mai uguale a sé stesso, rispecchia i pregi e i difetti di ogni annata, dando il meglio di sé dopo anni di affinamento.
Questo è, in estrema sintesi, quello che cerchiamo di trasmettere con il nostro Brunello di Montalcino e con tutti i vini che produciamo, dalla terra alla bottiglia, senza mai tradire questi principi.
I vini di Podere Sante Marie
I vini di Marino Colleoni, dal Rosso di Montalcino al Brunello, sono espressioni pure, eleganti e di grande profondità, capaci di unire la classicità del territorio con una sensibilità personale unica.
La produzione comprende Rosso, Brunello Sant’Anna e Santa Maria, bianco Perluisa da ansonica, rosato e rosso Selvarella. La produzione totale è di circa 8000 bottiglie.
Oggi i vini di Marino Colleoni sono considerati piccole gemme di Montalcino: bottiglie prodotte in quantità limitata, ma che custodiscono tutta la passione, la coerenza e l’anima di un vignaiolo che ha scelto di seguire una strada indipendente e autentica.
Brunello di Montalcino Santa Maria
Il Brunello di Montalcino “Santa Maria” 2019 di Marino Colleoni nasce da uve Sangiovese coltivate nel versante più fresco di Montalcino, in località Santa Maria. È una bottiglia che porta dentro una parte intima e meno costruita di Montalcino.
Nasce in località Santa Maria, sul versante più fresco della denominazione, da vigneti coltivati su suoli ricchi di sabbia, limo e calce. È un Brunello legato prima di tutto alla terra e alle persone: al lavoro di Marino e Luisa Colleoni, alla loro idea agricola paziente, concreta, lontana da ogni eccesso.
Ne nasce un Brunello che unisce frutto, eleganza e profondità, con quel carattere un po’ austero e personale che rende riconoscibile il lavoro di Marino Colleoni a Montalcino.
| Caratteristica | Brunello di Montalcino Santa Maria 2019 |
|---|---|
| Denominazione | Brunello di Montalcino DOCG |
| Vitigno | Sangiovese 100% |
| Vigneti | Sottozona Santa Maria, Montalcino |
| Suoli | Sabbia, limo e calce |
| Vinificazione | Fermentazione spontanea in acciaio |
| Macerazione | 4-5 settimane |
| Affinamento | 3 anni in botte grande di rovere da 25 ettolitri |
| Grado alcolico | 13,5% |
| Temperatura di servizio | 14-16°C |
Brunello di Montalcino Sant’Arna Riserva
Il Brunello Sant’Arna proviene dall’appezzamento di Poggio Sant’Arna sul versante sud di Montalcino, con suolo prevalentemente sabbioso che conferisce potenza al vino.
La Riserva 2017 ha mostrato una notevole complessità, con un profilo pieno, vigoroso, complesso, ma anche elegante, terragno e profondo.
I profumi fanno emergere la mora selvatica in primo piano, una forte impronta di macchia mediterranea, l’alloro, la felce, note di liquirizia, cacao, noce moscata, mallo di noce e qualche spunto agrumato.
L’assaggio rivela un equilibrio invidiabile in ogni sua componente: freschezza, tannino e sapidità sono in armonia, il frutto è perfetto nella sua maturità e l’alcolicità si nasconde magnificamente.
Questo 2017 ha il pregio di essere assolutamente godibile già ora, pur avendo tutte le condizioni per evolvere altri vent’anni.
Viaggio tra vigneti e cantine a Montalcino, dove il Brunello fa rima con ospitalità
Carattere dei vini e identità aziendale
I vini di Podere Sante Marie esprimono energia e purezza di frutto, con una struttura che non rinuncia all’eleganza. Il Brunello è diretto e mai ruffiano, sincero e avvolgente, con una personalità legata sia al territorio sia alla sensibilità di Marino Colleoni.
La classicità di Montalcino viene interpretata attraverso una viticoltura biologica, fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e una scelta precisa di non correggere l’annata. Ogni vino conserva quindi una componente agricola, territoriale e umana riconoscibile.
Marino e Luisa portano avanti una viticoltura profondamente personale, fatta di presenza quotidiana, rispetto della terra e vini che conservano un carattere schietto, agricolo e umano.
Il progetto nasce dalla volontà di dare al vino la possibilità di rappresentare ciò che la natura offre, dalla terra alla bottiglia, senza tradire i principi di equilibrio e di non intervento.
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