Per l’Azione Cattolica il perdono è una scelta concreta che riguarda la vita personale, le relazioni, la comunità e la costruzione della pace. La pace ha bisogno di scelte lungimiranti da parte della politica e delle istituzioni, ma si nutre anche, e soprattutto, di scelte concrete, di abbracci tra popoli e persone, di tentativi di perdono che nascono da coscienze che vanno “oltre”.
Il perdono diventa così un cammino spirituale ed educativo: aiuta a riconoscere le proprie ferite, a sperimentare il perdono di Dio, a ricostruire i rapporti e ad assumere responsabilità nella società. Caritas Italiana, insieme all’ufficio Cei di Pastorale sociale e del lavoro e diverse associazioni e movimenti, tra cui l’Azione cattolica italiana, desiderano mobilitare il mondo cattolico e tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché siano autentici architetti e artigiani di pace e di fraternità.
Il perdono come fondamento della pace
Nell’indirizzare ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà la lettera enciclica Pacem in Terris sessanta anni fa (11 aprile 1963), papa Giovanni XXIII dichiarava fin da subito che la «pace fra tutte le genti è fondata nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà». Il perdono per immaginare la pace.
Proprio in un tempo in cui soffiano sempre più forti i venti di guerra non va persa la speranza che si possa costruire un futuro diverso. Soprattutto insieme (cosa non scontata nel variegato mondo cattolico).
Caritas Italiana, insieme all’ufficio Cei di Pastorale sociale e del lavoro e diverse associazioni e movimenti, tra cui l’Azione cattolica italiana, desiderano mobilitare il mondo cattolico e tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché siano autentici architetti e artigiani di pace e di fraternità.
Il percorso «Non c’è pace senza perdono»
È questo il messaggio principale del primo appuntamento (Roma, 16 novembre) di Non c’è pace senza perdono promosso da Caritas italiana, insieme alla Cei (Ufficio di Pastorale sociale del lavoro), in collaborazione con tante altre realtà associative del mondo cattolico, tra le quali le Acli, l’Agesci, il Cnal, i frati Francescani d’Assisi, Il Movimento dei focolari, Pax Christi e ovviamente l’Azione cattolica italiana (nella foto i rappresentanti delle associazioni riunite con il card. Zuppi al termine dell’incontro).
Un percorso che prenderà il via giovedì 16 novembre 2023 a Roma con il Convegno A 60 anni dalla Pacem in Terris: non c’è pace senza perdono. Convegno a cui parteciperanno, tra gli altri, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, Giovanni Bachelet, e sarà presente il presidente di Ac, Giuseppe Notarstefano.
Tre tappe per un cammino di pace
Con l’obiettivo di promuovere cammini di pace e alimentare una cultura della cura e delle relazioni solidali, il percorso ha preso il via giovedì 16 novembre a Roma con il convegno nazionale A 60 anni dalla Pacem in Terris. Non c’è pace senza perdono, ma continuerà con la 56ª Marcia per la Pace a Gorizia (31 dicembre 2023) e l’evento legato alla testimonianza di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, a Bozzolo (13 gennaio 2024).
È la prima tappa di un cammino con al centro la 56ª Marcia nazionale per la Pace che si terrà a Gorizia il 31 dicembre 2023, e che sarà accompagnato dal Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace (1 gennaio 2024) dal titolo, Intelligenze artificiali e Pace.
Il percorso poi si concluderà con la memoria di don Primo Mazzolari a Bozzolo il 13 gennaio del 2024.
| Tappa | Luogo | Data |
|---|---|---|
| Convegno nazionale «A 60 anni dalla Pacem in Terris. Non c’è pace senza perdono» | Roma | 16 novembre 2023 |
| 56ª Marcia nazionale per la Pace | Gorizia | 31 dicembre 2023 |
| Memoria di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani | Bozzolo | 13 gennaio 2024 |
In questo tempo le associazioni coinvolte sono chiamate a comunicare le varie iniziative locali e nazionali che parlino di pace.
La riflessione del cardinale Zuppi
Il card. Zuppi, presidente della Cei, ha detto che la Pacem in Terris «raccoglieva il dolore della prima guerra mondiale che Giovanni XXIII aveva visto con i suoi occhi e tutta la consapevolezza della seconda guerra mondiale. Dopo 60 anni ci ritroviamo ancora che non abbiamo imparato niente.
Cosa ci serve per imparare? Speriamo che la lezione della Pacem in Terris, che ha avuto ulteriori sviluppi con i magisteri degli altri Papi, serva a qualcosa ma purtroppo continuiamo a usare la guerra come metodo per risolvere i conflitti.
Questo ci deve preoccupare perché c’è una sorta quasi di cultura del riarmo. Dobbiamo invece continuare in quella cultura del disarmo che era dentro l’anima della Pacem in Terris e nei documenti successivi».
Riguardo alla crisi in Medio Oriente e al difficile processo per la liberazione degli ostaggi e il cessate il fuoco, il cardinale ha spiegato che «ci aspettiamo che prendano sul serio le parole del Papa. Non lo dico solo da cristiano e da cattolico ma anche per l’autorità che il Papa ha.
Il Papa parla a quella logica della guerra che richiede il cessate il fuoco».
Mentre, riferito all’Ucraina, ha aggiunto: «La Chiesa ha i riflettori sempre accesi su tutte le crisi. Quindi continua il lavoro dei nunzi e il lavoro sui bambini e sulla liberazione dei prigionieri e degli ostaggi.
Cercheremo tutti gli spazi possibili per spingere per la pace anche in Ucraina».
Il messaggio di papa Francesco su tecnologia, giustizia e pace
Nel Messaggio papa Francesco sollecita un dialogo aperto sul significato di queste nuove tecnologie, dotate di potenzialità dirompenti e di effetti ambivalenti.
Egli richiama la necessità di vigilare e di operare affinché non attecchisca una logica di violenza e di discriminazione nel produrre e nell’usare tali dispositivi, a spese dei più fragili e degli esclusi: ingiustizia e disuguaglianze alimentano conflitti e antagonismi.
La tutela della dignità della persona e la cura per una fraternità effettivamente aperta all’intera famiglia umana sono condizioni imprescindibili perché lo sviluppo tecnologico possa contribuire alla promozione della giustizia e della pace nel mondo.
Il perdono nella formazione dell’Azione Cattolica
L’Azione Cattolica vive il tema del perdono attraverso la preghiera, la catechesi, la formazione dei bambini e dei ragazzi, la preparazione al sacramento della Riconciliazione e le esperienze comunitarie.
Una preghiera di un testimone di Azione Cattolica, il beato Alberto Marvelli, sul perdono, l'amore, la verifica personale quotidiana.
Il volumetto offre soprattutto un'esauriente spiegazione del ruolo del sacerdote durante la Confessione: non è un giudice severo, ma, con la sua persona, mostra quel Padre buono e vero che abbraccia il figlio prodigo quando torna a casa.
Il sacramento della Riconciliazione raccontato con la "gioia" del perdono. Piccoli racconti e suggerimenti per aiutare i ragazzi a non vivere questo momento come una "trappola", ma come "il" momento per mettersi con fiducia di fronte al Signore e riconoscere di aver sbagliato, di esser venuti meno a un patto di amicizia.
La preparazione dei bambini alla Riconciliazione
Percorso catechistico con i bambini di terza elementare che si preparano al sacramento della Riconciliazione. Fa riferimento al catechismo 'Io sono con voi'.
Per aiutare i bambini a comprendere quali sono i comportamenti giusti e quelli sbagliati, che tutti noi possiamo sbagliare, ma che Dio è sempre con noi e che ci aspetta per accoglierci a braccia aperte.
Per ogni argomento una scheda con un'attività, un momento di preghiera ed un impegno per la settimana.
Schede e attività per i bambini che si preparano alla prima confessione. L’itinerario segue il catechismo Venite con Me: 0 Invito genitori 1 Copertina 2 Preghiera Signore noi ci siamo 3 I pescatori del lago 4 La chiamata di Levi 5 Il giovane ricco 6 Il Vangelo 7 Avvento 8 Attività Corona di Avvento 9 La storia della salvezza 10 Dio è fedele 11 Abramo 12 Giuseppe e i suoi fratelli 13 Mosè 14 I dieci comandamenti 15 Amare Dio 16 Amare il prossimo 17 Beatitudini 18 Come ho fatto io 19 Pace a voi 20 Gesù ci parla di Dio amore che perdona 21 Gesù ci dà il perdono del Padre 24 Esame di coscienza.
La Festa del Perdono
Uno schema per la celebrazione della festa del perdono un pò diversa. Contiene una preghiera da recitare dopo l'esame di coscienza, una preghiera di ringraziamento e un cartellone dove far scrivere i propri nomi ai bambini.
Libretto per la festa del Perdono. Contiene un breve momento di preghiera penitenziale per i bambini che per la prima volta si accostano al Sacramento della Riconciliazione.
Libretto per la celebrazione del Sacramento della prima Confessione, molto semplice. Dopo le letture bibliche un racconto (la mongolfiora) per aiutare la riflessione, domande per l'esame di coscienza, confessioni individuali e preghiera di ringraziamento.
Semplice libretto per la prima confessione, con lettura dialogata della Parabola del Figlio Prodigo, preghiera di ringraziamento, spazio per i nomi dei bambini e copertina a colori.
Immagini e gesti per comprendere il perdono
Libretto per la prima confessione con brano evangelico della pecora perduta (Lc 15,4-7), traccia per esame di coscienza, gesto e preghiera di ringraziamento.
Il rito è stato svolto di domenica pomeriggio prima della messa alla quale hanno partecipato i ragazzi e le loro famiglie insieme alla comunità.
E' stato preparato un grande cartellone che raffigurava un arcobaleno colorato, presentato sull'altare coperto da un telo (semitrasparente bianco) che raffigurava il peccato (il peccato copre i nostri colori. i colori che Dio ci ha donato).
Un momento di preghiera con i bambini sulla parabola della pecorella smarrita. Come segno è stato poi chiesto ai bambini di scambiarsi "il bracciale dell'amicizia" (fatto con un semplice nastro).
Un momento di preghiera con i ragazzi sulla parabola del figliol prodigo, in occasione dell’anno della misericordia. Come segno è stato poi chiesto ai ragazzi di scambiarsi un abbraccio, si può usare come musica di sottofondo "Abbracciami" del Rns).
Il perdono nella preghiera e nella vita comunitaria
La seconda parte della preghiera del Padre nostro, con le richieste che come figli presentiamo per la nostra vita: pane e perdono. Per esperienze di gruppo, campo scuola, vacanze di Branco, campo di Reparto, Grest.
Incontro di preghiera sulla misericordia e il perdono divino. Lo schema: Canto d’inizio - Ascolto della Parola Lc 7,36-50 - testo di S. Teresa del B.G. - Salmo - preghiera dei fedeli - Padre Nostro - canto finale.
Dopo una prima parte dedicata alla riflessione sulla preghiera di Gesù seguono altre quattro parti su cosa è la preghiera: silenzio, richiesta di perdono, adorare, ringraziare.
Libretto per preghiera del mattino per gli animatori di estate ragazzi, per ogni giorno su un tema: meditazione, perdono, comunità, preghiera, stupore. Con brano biblico, preghiera, oggetto simbolo e impegno.
Il perdono nella famiglia
Foglietto di preghiera per famiglie. Tutta la famiglia si raduna per la preghiera nella propria casa davanti al cero acceso: per ogni giorno della settimana un tema: preghiera per la coppia, per i figli, per l’armonia e il perdono della famiglia, per la Comunità, per accrescere la Fede.
Momento di preghiera per ragazzi delle medie da fare in prossimità del Natale. Con un passo di Isaia, un brano evangelico, richieste di perdono, una storia, una riflessione e una preghiera di don Tonino Bello.
Il perdono come esperienza concreta per i giovani
Un cammino di 5km, 250 ragazzi della diocesi di Rimini tra i 13 e i 19 anni, una cinquantina di educatori e sacerdoti, volontari dei settori giovani e adulti, il vescovo Nicolò Anselmi, la Croce, un pranzo pane e acqua, 5 tappe, l’azione del perdono.
Sono stati questi gli ingredienti principali della Via Crucis diocesana di quest’anno organizzata venerdì 3 aprile dal settore giovani di AC con il patrocinio del Comune di Riccione.
Dalla chiesa di San Francesco, il percorso ha attraversato l’entroterra di Riccione in 5 tappe, concludendosi alla parrocchia Stella Maris: la tappa finale in cui si è svolto il rito del bacio della Croce e, a seguire, il tipico pranzo “pane e acqua” del Venerdì Santo.
Il tema di quest’anno, “Per-donare”, ha portato i ragazzi a riflettere sulle dimensioni coinvolte dal perdono e sulla sua concretezza, a partire dai propri rapporti personali: con gli altri, con sé stessi e Dio e con la società di cui ciascuno è parte.
Le cinque tappe del cammino
All’inizio dell’esperienza, ciascun ragazzo ha messo per iscritto ciò che, in questo momento, costituisce per lui un peso, una ferita aperta che ha bisogno di un perdono.
Poi è cominciato il cammino, accartocciando il proprio peso e mettendolo in tasca.
Durante il percorso, sono state proposte testimonianze di perdono relative a tre diverse dimensioni: relazionale, personale, sociale.
Ognuna delle prime tre tappe è stata dedicata a una specifica dimensione, proponendo attività attraverso cui rivivere dinamiche quotidiane e leggerle alla luce del perdono, realizzando quanto questo concetto sia presente e interroghi la vita di ciascuno.
Nella tappa successiva, la disponibilità dei sacerdoti presenti ha permesso di sperimentare l’esperienza concreta del Perdono di Dio, attraverso il Sacramento della Riconciliazione.
La guida di ogni tappa è stata il Passio: tanti diversi episodi in cui Cristo, nel momento più difficile della sua vita umana, perdona, testimoniando la forza rigeneratrice di questo gesto che apre a nuove possibilità e rende possibile il completo dono di sé.
Al termine della Via Crucis, ciascuno ha portato il proprio peso ai piedi della Croce, affidandolo a Cristo con la preghiera e l’impegno di reindirizzare il proprio cammino verso il perdono, per abbracciare la Vita vera e riuscire a donare sé stessi seguendo il Suo esempio.
San Francesco e il Perdono di Assisi
La spiritualità del perdono nell’Azione Cattolica incontra anche la tradizione francescana, in particolare attraverso il Perdono di Assisi del 2 agosto.
Preghiera francescana in preparazione al 'perdono di Assisi' (2 agosto).
Incontro sulla vita di San Francesco, adatto a bambini e ragazzi fino ai 14 anni, che verte sull'Indulgenza plenaria di Assisi.
Obiettivi: cominciare ad introdurre la vita di san Francesco di Assisi e gli eventi e personaggi a lui legati; indurre i ragazzi a parlare di se stessi e riflettere sull'importanza del Sacramento della Riconciliazione e sul Perdono di Dio.
Si compone di 4 momenti: il primo ludico-formativo, il secondo riflessivo-creativo, il terzo interattivo, il quarto di preghiera.
Incontro pensato per il periodo di Quaresima, può fungere da introduzione ad una Liturgia Penitenziale.
Preghiera di adorazione in preparazione o per il giorno del "Perdono di Assisi" (2 agosto).
Perdono e sofferenza nella Perdonanza celestiniana
Nella preparazione spirituale alla Perdonanza celestiniana, un incontro organizzato dall’Azione Cattolica diocesana.
L’Aquila. In occasione della 730a Perdonanza celestiniana, l’Azione Cattolica Italiana della Chiesa di L’Aquila, organizza una conferenza per il pomeriggio del 26 agosto, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, dal titolo ‘Perdono. Imparare dalla propria sofferenza’.
Questa iniziativa, che rientra nel percorso spirituale che l’Arcidiocesi sta sostenendo da anni, per dare forza al messaggio di Celestino V e che grazie alla visita pastorale di Papa Francesco per la Perdonanza celestiniana del 2022, ha assunta una dimensione universale, con la proclamazione della Città dell’Aquila a ‘Capitale del Perdono’, è stata organizzata dal Consiglio di Presidenza dell’A.C. e dal suo Presidente Diocesano, Francesco Fazio.
Per l’occasione che vedrà la presenza di mons. Antonio D’Angelo, in una delle sue prime uscite come nuovo Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, è stato invitato a tenere la riflessione Dom Michael Davide Semeraro, priore dell’abbazia benedettina sublacense cassinese di Novalesa, un monaco benedettino dal 1983 che dopo i primi anni di formazione monastica presso l’Abbazia di Germagno in provincia di Novara, ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale presso l’Università Gregoriana di Roma.
Dom Semeraro, benedettino, fondatore nel 2007 di una di una piccola comunità di tre fratelli, una “domus monastica” in Val D’Aosta, a Rhêmes-Notre-Dame, a 1750 metri, dal mese di Luglio del 2022 è il nuovo priore amministratore del monastero della Novalesa, l’antica abbazia benedettina fondata nel 726, in Val Cenischia.
‘Pugliese d’origine, è tra i saggisti e autori di spiritualità più letti in Italia. Di recente sono usciti due suoi libri, uno per le Edizioni Terra Santa (L’armadio del cuore. Lo straordinario potere del riordino interiore), l’altro per la San Paolo (Preti senza battesimo?).
Due testi molto diversi tra loro (il primo, con un taglio molto esperienziale, tocca i nodi esistenziali che ogni persona deve affrontare nella vita, dalla nascita alla morte; il secondo si occupa del delicato tema degli abusi sessuali nella Chiesa), ma che nascono entrambi dall’ascolto costante delle persone del nostro tempo.
«Che è un tempo complesso che richiede più che mai l’intelligenza della fede».
Dal perdono personale alla pace sociale
Il perdono non è soltanto un gesto privato, ma può diventare una forma di responsabilità sociale e un punto di partenza per affrontare i conflitti.
La pace ha bisogno di scelte lungimiranti da parte della politica e delle istituzioni, ma si nutre anche, e soprattutto, di scelte concrete, di abbracci tra popoli e persone, di tentativi di perdono che nascono da coscienze che vanno “oltre”.
Il tema della pace attraversa quindi la formazione associativa, l’educazione alla cittadinanza, la preghiera e la partecipazione alle iniziative pubbliche.
Nel sito della Caritas, inoltre, al link Eventi di pace, si è pensato di arricchire questo cammino condividendo ogni momento di animazione sul tema “pace” che si sta organizzando a livello locale.
In questa sezione, in costante aggiornamento, si può trovare le attività che verranno svolte nelle varie diocesi inerenti la pace: preghiere, marce, incontri culturali, momenti di animazione (qui un contributo su una cultura di pace).
