Parroco di Loreto Aprutino: don Marco Fernandez e le parrocchie affidate alla sua guida

Don Marco Fernandez dal giorno di Ferragosto è il nuovo parroco di Loreto Aprutino, nelle parrocchie di San Pietro apostolo, della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e di Sant’Antonio di Padova. Il sacerdote venezuelano prende il posto del suo predecessore, Don Cesare, che a sua volta è stato trasferito a Pianella.

La prima messa nella chiesa di San Pietro, alla presenza dell’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, del sindaco Renato Mariotti in fascia tricolore e dell’assessore Roberta Legnini, e di tanti fedeli che hanno voluto dare il benvenuto al nuovo parroco. C’era anche il parroco della vicina Penne, Don Andrea Di Michele.

Le parrocchie affidate a don Marco Fernandez

Il nuovo parroco guida le comunità di San Pietro apostolo, della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e di Sant’Antonio di Padova. L’avvicendamento parrocchiale segna il passaggio del servizio pastorale da don Cesare a don Marco Fernandez, sacerdote venezuelano chiamato a svolgere il proprio ministero a Loreto Aprutino.

La celebrazione nella chiesa di San Pietro ha rappresentato il primo momento pubblico dell’ingresso del nuovo parroco, con la partecipazione delle autorità religiose, civili e della comunità locale. La presenza dell’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ha sottolineato il significato ecclesiale dell’insediamento.

La chiesa di San Pietro Apostolo

Denominazione ufficiale: S. PIETRO APOSTOLO. Tipo: Parrocchia. Telefono: 0858291113. Indirizzo: Via Baio, 37, LORETO APRUTINO, 65014, Italia.

InformazioneDato
CittàLoreto Aprutino
CAP65014
RegioneAbruzzo
PaeseItalia

Il complesso di San Pietro Apostolo, antica abbazia esistente già nel 1066, si articola su una serie di volumi tra loro interconnessi che costituiscono e realizzano il luogo di culto più importante di Loreto Aprutino, ubicato nella parte più alta del centro storico.

L’ingresso della chiesa è segnato da un portico cinquecentesco in laterizio diviso in tre campate coperte da volte crociera che conclude la prospettiva di Via del Baio. Il portico è ornato internamente da stemmi di vescovi e regnanti e, nel suo angolo estremo, da eleganti trifore con colonnine in pietra che permettono un delizioso affaccio sui tetti del centro storico.

Chiesa di San Pietro Apostolo Loreto Aprutino

Un portale rinascimentale in pietra permette l’accesso alla chiesa che si articola in tre navate e termina con un’abside semicircolare. Le navate laterali sono poi ulteriormente ampliate da una teoria di cappelle laterali ricche di affreschi, tra cui l’ottocentesca cappella di San Zopito, coperta da una cupola con lanterna.

Santa Maria in Piano e il patrimonio religioso di Loreto Aprutino

Accanto alle parrocchie affidate a don Marco Fernandez, il patrimonio religioso di Loreto Aprutino comprende la chiesa di Santa Maria in Piano, edificio di grande rilievo storico, artistico e spirituale. I lavori, finanziati dal Ministero della cultura, dureranno 360 giorni e consentiranno di riaprire la chiesa danneggiata dal sisma del 2016-2017.

Ancora 360 giorni di attesa, dopo la chiusura provocata dai danni causati dal sisma 2026-2017, e lo scrigno d’arte rappresentato dalla chiesa di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino (Pescara), considerato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le provincie di Chieti e Pescara uno degli edifici sacri più importanti del panorama abruzzese, tornerà ad aprire le porte a fedeli, appassionati e studiosi, dopo i lavori di consolidamento delle strutture per ridurne la vulnerabilità sismica e il restauro degli apparati decorativi - i quali saranno esaltati dal progetto illuminotecnico - consegnati ieri nell’ambito di una conferenza stampa con tutte le maestranze coinvolte.

Struttura e trasformazioni architettoniche

La chiesa, già documentata nel XII secolo tra i beni del Monastero di San Bartolomeo di Carpineto della Nora, presenta un’unica navata suddivisa da archi ogivali su semicolonne che si conclude con un’abside ottagonale, realizzata con gli interventi di trasformazione del XVI secolo, condotti per volere dell’abate Giovanni Battista Umbriani di Capua, come risulta dall’incisione ai lati dell’architrave del portale principale.

A queste opere si riferiscono anche il corpo porticato in facciata, la sopraelevazione della torre campanaria, gli interventi sul portale principale gotico (1599) e la realizzazione del portale laterale (1560). La volta a spicchi sull’abside, dove campeggia un maestoso altare dorato, con una ricca statuaria policroma, databile alla metà del ’600, è protetta da un tiburio cilindrico con lanterna.

L’interno è impreziosito da cicli di affreschi per lo più quattrocenteschi, ad eccezione di due riquadri cinquecenteschi sul lato sinistro. Emerge, sulla controfacciata, il celebre Giudizio Universale, databile alla fine del terzo decennio del XV secolo, mancante della parte destra per l’inserimento della seicentesca cantoria.

Affreschi della chiesa Santa Maria in Piano

Il ciclo, realizzato con una tecnica simile all’encausto, costituisce uno degli esempi più importanti della pittura del ‘400 in Abruzzo. «Questo è un luogo meraviglioso, identitario - esordisce Cristina Collettini, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le Provincie di Chieti e Pescara -. La Soprintendenza ha deciso di procedere a un cantiere aperto in alcuni giorni stabiliti, per ovvi motivi di sicurezza.»

«Un luogo che si aprirà nelle fasi principali dei lavori e in condizioni di sicurezza per tutti, per condividere con la collettività le scelte fatte e spiegarle con l’obiettivo di far conoscere sempre di più il patrimonio della nostra regione, fatto di esempi notevoli di storia dell’arte ma ancora, purtroppo, poco noto sia agli abruzzesi che al resto d’Italia.»

«Un “cantiere aperto” per raccontare e far conoscere il patrimonio artistico anche oltre i confini regionali, con la speranza di reperire degli sponsor per completare anche restauro degli affreschi».

I lavori di consolidamento e restauro

I lavori di consolidamento e riqualificazione della chiesa, finanziati con il Decreto Mibact rep. n. 109 del 19/02/2018 per un importo di 1.073.200,00 euro, avranno luogo grazie al procedimento coordinato dall’architetto Aldo Giorgio Pezzi, responsabile unico del progetto.

«Un risultato auspicato da tutta la collettività, spirituale, ma anche laico, perché è una chiesa che ha un rilievo spirituale altissimo, ma ne ha uno altrettanto alto sotto il profilo storico-architettonico. Come noto a tutti, l’iter è stato piuttosto lungo e articolato, perché quando si arriva da definire un progetto esecutivo va fatto nei migliori dei modi, in modo tale che non ci siano sorprese nella fase esecutiva e si possa arrivare quindi a una chiusura dei lavori con la restituzione dell’agibilità e il miglioramento anche di altre altri elementi della chiesa.»

«In questo caso, la fruibilità interna, l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’immagine esterna ed interna in termini di illuminazione e miglioramento dell’illuminazione e non solo. C’è da dire che il gruppo di lavoro non ha mai perso tempo per questo importante intervento e tra i finanziamenti che la Soprintendenza gestisce, non pochi, questo è stato sempre considerato una delle priorità assolute.»

«Il gruppo di lavoro che è costituito da me, come rup, e da Marialuce Latini del mio ufficio, che è il direttore dei lavori, con vari supporti interni, ha consentito poi di arrivare a un progetto esecutivo che riteniamo valido e che porterà, entro 360 giorni da oggi, alla riapertura della chiesa e la restituzione alla collettività».

Danni sismici e interventi strutturali

D’altra parte, i danni causati dal sisma sono rilevanti. «Il quadro fessurativo che si è formato dopo le onde sismiche, soprattutto nella zona absidale, è stato ulteriormente implementato da cedimenti fondali nella zona absidale.»

«Per cui, l’intervento nasce soprattutto come ripristino della condizione strutturale iniziale e miglioramento sismico dell’edificio e non per questo rinuncia ad una serie di interventi, che sono anche l’apparato esterno in laterizio che verrà ripulito con la serratura dei giunti.»

«Poi l’intervento sul campanile, che verrà interessato da interventi di restauro materico, e come ho detto prima anche un’illuminazione che in termini di valorizzazione darà ancor più visibilità dal contesto limitrofo all’edificio».

I lavori attuali, però, riguarderanno solo l’aspetto strutturale dell’edificio. «Per arrivare ad una bellezza totalmente compiuta - precisa l’architetto Pezzi -, si dovrebbe intervenire anche sugli apparati decorativi, su questi importanti affreschi che danno anche la cifra artistica dell’edificio.»

«Ma questo potrà essere fatto in un secondo momento, con un secondo finanziamento che invito tutti caldamente a individuare. Non solo il Ministero della cultura, qui dovrebbe esserci anche un interessamento degli enti locali.»

«Il Comune, la Provincia e, in via sovraordinata, anche la Regione. Quindi auspichiamo che, nell’anno in cui interverremo per restituire l’agibilità alla Chiesa, si possa arrivare a trovare dei delle somme utili al recupero completo degli affreschi degli apparati decorativi interni».

Tempi e caratteristiche tecniche del cantiere

Il geometra Paolo De Fabritiis, dirigente dell’azienda Cir Srl. I lavori, aggiudicati all’impresa Cir Srl di Penne per un importo di 728.129,40 euro, termineranno a giugno del 2024.

«C’è un entusiasmo molto in importante - racconta il geometra Paolo De Fabritiis -, in quanto noi siamo appassionati prima di tutto e quindi teniamo molto ai lavori perché, a nostro avviso, è una delle chiese più importanti dell’area vestina e dell’Abruzzo, quindi metteremo il massimo del nostro impegno per rispettare tempi, modi e tecniche.»

«Abbiamo da fare una serie di consolidamenti di volte, con materiali tecnologici e noi siamo molto attenti sia sulla qualità degli interventi che sui materiali. C’è da rifare il tetto e dei consolidamenti in fondazione, con micropali, e sottofondazione».

Il ruolo dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne

A monitorare attentamente i lavori sarà l’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne diretto da Paola Di Tommaso. «Come ufficio - sottolinea la Di Tommaso - saremo in accordo con la Soprintendenza nel controllare l’andamento dei lavori.»

«E poi, evidentemente, restituire questo spazio prima di tutto alla comunità parrocchiale e alla comunità cittadina. Questo spazio è sicuramente un grandissimo traguardo. Il finanziamento dei lavori era stato previsto dal Ministero.»

«Poi, come ufficio, in accordo con il parroco, abbiamo comunque avuto stretti contatti con la Soprintendenza. Questo a partire dalla volontà dell’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti che, chiaramente, ha intessuto dei rapporti con la Soprintendenza per avere parte a quelli che sono i vari progetti a livello di conoscenza, essere informati di tutto quello che viene avviene nelle nostre chiese e quindi poter collaborare lì dove ci viene chiesto con l’Ente per portare avanti questi progetti».

Il valore di Santa Maria in Piano per la comunità

D’altra parte, la chiesa di Santa Maria del Piano ha un valore enorme per la Chiesa di Pescara-Penne. «È un luogo importante con un ciclo di affreschi straordinario - sottolinea la direttrice dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne -. Non è l’unico, sul territorio ne abbiamo tanti altri - per fortuna - che hanno parimenti importanza a livello storico artistico.»

«Adesso cominciamo con il recupero di questo, poi vedremo come poter recuperare anche gli altri luoghi». Il recupero della chiesa riguarda quindi non soltanto la sicurezza dell’edificio, ma anche la possibilità di restituire alla comunità un luogo di culto e di cultura.

Soddisfatto il parroco di Loreto Aprutino don Cesare Krzyzyk, che potrà riaprire le porte di questa bella chiesa ai suoi parrocchiani. «Fortunatamente le chiese abbondano - osserva il presbitero -, quindi non è che siamo rimasti in questo tempo senza poter celebrare, però a livello artistico culturale è sicuramente un luogo di altissimo pregio.»

«Così siamo contenti, nonostante il dispiacere per tutti gli anni che sono serviti per avviare i lavori, in quanto la chiesa di Santa Maria del Piano è stata una grave perdita per il paese essendo essa oggetto di interesse da tutto il mondo.»

«Le persone che da tutta l’Europa e dalle Americhe venivano qui, dimostrano l’interesse per la cultura. Quindi speriamo davvero che entro il prossimo anno potrà essere riaperta.»

«Come dicono i contadini, la parola fondamentale è “speriamo”. A livello parrocchiale, questa non è la chiesa principale, ma la domenica torneremo ad utilizzarla per celebrare più funzioni, sia i matrimoni che i funerali».

Il significato della chiesa per Loreto Aprutino

Entusiasta anche il sindaco di Loreto Aprutino Renato Mariotti. «Per noi - sottolinea il primo cittadino - è un luogo identitario. Un riferimento d’arte, cultura, storia, tradizioni, non solo per Loreto Aprutino.»

«È un riferimento, prima che regionale, per tutta l’area vestina. È un riferimento dal quale noi, oltre 20 anni fa, siamo partiti per strutturare una Fondazione dei musei civici, che potesse partire da una grande attenzione internazionale che ha questo monumento di Santa Maria in Piano, dandoci la possibilità di far poi conoscere tutte le nostre peculiarità artistiche, storiche, architettoniche e soprattutto nel territorio.»

«L’impresa che è stata incaricata è un’altra eccellenza del nostro territorio, la conosciamo molto bene e gli staremo molto vicini, nella speranza che in questo anno riusciranno a concludere i lavori».

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