La Chiesa Madre è l'unica chiesa parrocchiale di Ferla ed è dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo. Recenti scavi documentano di essere stata edificata sopra una necropoli di età ellenistica.
Fu ricostruita dopo il terremoto del 1693, sullo stesso perimetro di una costruzione precedente, probabilmente di tipo rinascimentale, come dimostrano i reperti raccolti nel lapidario del Battistero. La struttura attuale è caratterizzata da un impianto murario imponente sostenuto da robuste colonne sui due lati e realizzato con conci squadrati di pietra da taglio.
La Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore
Il prospetto, oggi costituito da due ordini architettonici, il primo dorico e il secondo ionico, non fu mai completato: il terremoto del 1848 ha cancellato la parte incompleta del terzo ordine. Nel 1848 il terzo ordine fu distrutto dal terremoto e non fu mai più ricostruito.
Sulla facciata campeggia lo stemma civico della città. Sul portale della facciata è visibile lo stemma comunale. Successiva alla realizzazione del prospetto è la torretta dell'orologio, costruita su una delle colonne, sul lato nord.
L'interno, di ampie dimensioni, ha tre cappelle per ogni lato e l'apparato decorativo degli stucchi e delle sculture è di stile corinzio. L’interno ha tre cappelle per lato ed è ricco di decorazioni in stucchi e di sculture in stile corinzio.
| Elemento | Caratteristiche |
|---|---|
| Dedica | San Giacomo Maggiore Apostolo |
| Origine dell’area | Necropoli di età ellenistica |
| Ricostruzione | Dopo il terremoto del 1693 |
| Prospetto | Primo ordine dorico e secondo ordine ionico |
| Terzo ordine | Distrutto dal terremoto del 1848 e mai più ricostruito |
| Interno | Tre cappelle per ogni lato, stucchi e sculture in stile corinzio |
| Torretta dell’orologio | Costruita successivamente sul lato nord |

Le chiese storiche della parrocchia e di Ferla
Chiesa del Carmine
Dedicata a Santa Maria del Carmelo, posta sull’altare maggiore, presenta una facciata settecentesca, in conci squadrati di pietra da taglio bianca, particolare quanto imponente, che si sviluppa in due diversi ordini architettonici, dorico e ionico, un prospetto rialzato dalla bella loggia campanaria a tre luci ed un impianto ad unica navata.
Chiesa di San Sebastiano
E’ la più grande del paese; costruita nel 1481, fu distrutta totalmente dal sisma del 1693 e ricostruita, nel 1741, più grande e ricca di pregi artistici nello stile barocco di quei tempi. Michelangelo di Giacomo, architetto e scultore di Buccheri, si occupò del gruppo scultoreo sovrastante il portone centrale della facciata, che raffigura il martirio del santo.
L’interno è a tre navate e conserva reliquie di diversi santi. La navata centrale ha un altare di legno con bassorilievi, vivacizzato da specchietti colorati.
La tela del 1789, che sovrasta l’altare, è di Giuseppe Crestadoro. In legno d’arancio del 1530 è il preziosissimo simulacro del Patrono San Sebastiano.
Chiesa di Sant’Antonio Abate
Nel secolo XVI era ubicata nella parte bassa dell’abitato; il terremoto del 1693 la distrusse interamente e fu ricostruita nell’attuale sito, al centro del nuovo abitato. Presenta un impianto a croce greca ed una facciata con andamento curvilineo, tipicamente barocco ibleo, costituita da tre corpi concavi, disposti lungo gli assi verticali.
Su quello centrale insiste il portale, i due laterali si contraddistinguono per la presenza di nicchie incorniciate e altrettante celle campanarie; quella di destra è ancora completata da una cupoletta ma la cupoletta della torre campanaria sinistra cadde a seguito del terremoto del 1908 e mai più ricostruita.
L’interno è uno spazio dinamico e nuovo rispetto agli stili architettonici di quel tempo, e raramente usato; vi si conservano, in nicchie, pregevoli sculture a stucco del Settecento, raffiguranti Santi, Virtù teologali e cardinali.
Chiesa di Santa Maria di Gesù
La Chiesa di Santa Maria di Gesù nasce come complesso conventuale, già nel XV secolo, abitato dai Padri Osservanti. Successivamente è stato adibito a Caserma dei Carabinieri e a scuola.
La chiesa invece, ricostruita interamente dopo il terremoto del 1693, presenta un’unica navata, che custodisce un crocifisso ligneo di Frate Umile da Petralia del 1633. I Ferlesi dicono che, a seconda delle diverse angolazioni da cui si osserva, il volto del Cristo sembra accennare al pianto o al sorriso.
Conservata in questa chiesa, una tra le più belle statue esistenti nelle incantevoli chiese barocche di Ferla, è quella in marmo bianco della Madonna col Bambino, di scuola gaginesca, nota come S. Maria la Bianca.
Chiesa di Santa Sofia
La chiesa di Santa Sofia risale al Settecento; ha una facciata in pietra calcarea, dalle linee molto semplici, suddivisa in tre ordini da dei cornicioni aggettanti; alla sommità presenta una loggia campanaria a tre luci.
L’interno è in stile corinzio, ha un’unica navata, che termina con una struttura circolare, all’altezza dell’abside; presenta cinque altari, tre a destra e due a sinistra, tutti realizzati in pietra dipinta.
Convento dei Frati Minori Cappuccini
La Chiesa e il convento dei Padri Cappuccini sono costruiti su un altopiano, alla periferia della città, a contatto diretto con la natura, secondo lo stile di vita proprio di questi frati.
Lo stile lineare, semplice e massiccio ricorda quello delle altre chiese conventuali dei Cappuccini. L’altare maggiore, dedicato alla Madonna Odigitria, è in noce, databile intorno al XVIII secolo.
L’arredo della chiesa è tardo barocco, integrato con lavori di Sebastiano De Marco del primo Novecento. Del Cinquecento sono il coro ligneo e il pulpito intarsiato con legni di diverso colore.
Di pregio è l’armadio della sagrestia nel quale è riportata la data 1773. Il convento ruota intorno ad un cortile nel quale il portico, il pozzo e le meridiane creano uno spazio architettonico tutt’altro che ordinario.
L’interno del convento ospita una biblioteca di testi teologici e filosofici, che vanno dal 1500 in poi.
Chiesa Madonna delle Grazie
Dopo il terremoto, fu ricostruita all’interno del centro urbano; una chiesa armoniosa, dalla facciata in stile ottocentesco, aggrazziata da una finestra a motivi floreali.
L’interno, ad unica navata, è decorato con stucchi tardo barocco; troviamo la presenza di altari, addobbati con quadri di manifattura locale.

Palazzo Mirabella e il Museo Parrocchiale
In via Garibaldi, il fastoso balcone barocco di Palazzo Mirabella. Il palazzo è uno degli esempi più belli di commistione tra lo stile seicentesco e quello liberty, visibili a Ferla.
Ospita Il Museo Parrocchiale, che conserva manoscritti e documenti in pergamena a partire dal 1481 ed espone paramenti sacri, statue, quadri, oggetti devozionali appartenuti ai conventi e alle chiese di Ferla.
Una sezione del museo - la Casa della Memoria - è dedicata agli arredi tipici di una casa contadina del borgo.
| Spazio | Patrimonio conservato |
|---|---|
| Museo Parrocchiale | Manoscritti, documenti in pergamena, paramenti sacri, statue, quadri e oggetti devozionali |
| Casa della Memoria | Arredi tipici di una casa contadina del borgo |
| Palazzo Mirabella | Commistione tra stile seicentesco e liberty, con fastoso balcone barocco |
Museo della Parrocchia: tel. 0931 870136.
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