Officina Trenitalia Santa Maria la Bruna: storia, funzioni e collegamento ferroviario

L’Officina Trenitalia di Santa Maria la Bruna è un importante impianto ferroviario per la manutenzione dei convogli delle Ferrovie dello Stato, situato nel territorio di Torre del Greco, in provincia di Napoli. Il complesso è direttamente raccordato alla stazione di Santa Maria La Bruna, lungo la linea ferroviaria Napoli-Salerno.

Dal 1966 le attività dell’officina di Pietrarsa sono state trasferite in quella di Santa Maria la Bruna, mentre Pietrarsa è diventato un Museo Nazionale Ferroviario. L’impianto di Santa Maria la Bruna ha sostituito le officine dei Granili a Napoli, diventate ormai obsolete e poco funzionali.

Officina ferroviaria Santa Maria la Bruna

La storia della stazione e dell’officina

Nella seconda metà dell'800, lungo la tratta ferroviaria fra Torre del Greco e Torre Annunziata, nei pressi della località Villa Inglese, venne creato un raccordo ferroviario per la Cava di Villa Inglese che era ubicata grosso modo dove oggi sono le Officine Grandi Manutenzione e nell'area retrostante. Il raccordo aveva origine circa 300 metri oltre il punto dove si trova oggi la stazione di Santa Maria La Bruna (in direzione Salerno) ed in tale sito era ubicato un posto movimento denominato "Villa Inglese".

Da notizie che al momento non trovano conferma, sembrerebbe che tale posto movimento abbia svolto anche servizio viaggiatori per un periodo e che abbia funzionato fino al secondo conflitto mondiale. La stazione di Santa Maria La Bruna venne invece creata nel dopoguerra: si trattava di una fermata con un traffico viaggiatori piuttosto limitato.

La sua importanza crebbe alla fine degli anni '60 quando in questo luogo vennero realizzate le officine ferroviarie (poi divenute Officine Grandi Manutenzioni) in sostituzione delle officine dei Granili a Napoli, diventate ormai obsolete e poco funzionali. Le officine vennero raccordate direttamente alla stazione.

Da decenni rappresenta l’unico stabilimento industriale della quarta città della Campania, capace di assicurare lavoro (e tranquillità economica) a centinaia di operai. Ma ora una nube scura si allunga sul futuro dell’Officina Trenitalia di Santa Maria la Bruna, la fabbrica in cui si effettuano le riparazioni e le manutenzioni delle carrozze dei convogli Fs.

Il raccordo ferroviario con le Officine Grandi Manutenzioni

Il raccordo con l’impianto di manutenzione costituisce l’elemento distintivo della stazione. La stazione è raccordata con le Officine Grandi Manutenzioni delle Ferrovie dello Stato.

Per facilitare l'accesso alle maestranze, in questa stazione iniziarono a fermare non solo i treni locali ma anche alcuni diretti negli orari di inizio e fine turno lavorativo. Per un buon periodo vennero anche istituite apposite "corsette" che collegavano direttamente alcune stazioni di Napoli con le officine ove è ancora presente un binario con marciapiede destinato proprio ad ospitare tali convogli riservati.

Un'altra visuale dello stesso centro mostra il binario che una volta veniva utilizzato per corse ferroviarie per il trasporto dipendenti fino a Napoli. La stazione con il raccordo per il centro manutenzione delle Ferrovie dello Stato aveva sullo sfondo la vecchia stazione.

Alla fine degli anni novanta la stazione è stata ricostruita in posizione leggermente spostata verso Napoli, per migliorarne l'accessibilità; in precedenza per raggiungere i binari occorreva attraversare il binario di raccordo con le officine ferroviarie.

La stazione di Santa Maria La Bruna

La stazione di Santa Maria La Bruna si trova sulla ferrovia Napoli-Salerno e serve la località Santa Maria La Bruna di Torre del Greco. Attualmente il traffico viaggiatori è discreto, legato non solo agli abitanti della zona ed ai dipendenti delle officine ferroviarie, ma anche ai pendolari che nella stagione balneare affollano il litorale.

VoceInformazione
Situazione attuale del sitofermata in uso
Biglietteriadisabilitata
Centri abitati servitilocalità Santa Maria La Bruna di Torre del Greco
Altitudine9 m. s.l.m.
Progressiva chilometrica linea Napoli-Salerno16+290 km
Numero binari3 passanti + numerosi tronchini e raccordo per le officine ferroviarie
Servizi in stazionenessuno
Accessibilitàbuona
Interscambio con altri vettoriautobus EAVBUS per Torre del Greco e Torre Annunziata
Parcheggio autoesterno stazione

Dal 5 febbraio 2014 il servizio ferroviario venne sospeso causa crollo di muro a Portici. Dal 12 aprile 2015 la linea è stata riaperta e pertanto sono di nuovo attivi i collegamenti per Napoli e Salerno.

La stazione osserva orari di apertura e chiusura congruenti con quelli di partenza/arrivo del primo e ultimo treno del giorno nel rispetto dell'offerta di trasporto vigente. In stazione le informazioni sui treni in arrivo e partenza possono essere disponibili con due o tre minuti di anticipo rispetto alla pubblicazione on line.

Se ti trovi in stazione, sei pregato di prestare attenzione a tutte le informazioni sonore e visive diffuse tramite gli appositi canali audio e video. Se vuoi invece consultare l'orario programmato vai su Quadri orario on line.

Le attività di manutenzione ferroviaria

Sebbene più appartate rispetto alle stazioni, le officine sono luoghi simbolici al centro della storia del Gruppo FS Italiane. Da qui, ogni giorno, da più di un secolo, passa, si snoda la nostra storia, quelle dei lavoratori, le trasformazioni del progresso che hanno visto il passaggio dell’Italia, da agricolo, a uno dei Paesi più industrializzati al mondo, dalla civiltà della terra a quella delle macchine.

E, come le stazioni, le officine sono luoghi di transito, di sosta, di ripartenza dei treni. Perché è proprio questo che avviene nelle officine delle Ferrovie dello Stato: si applicano le più innovative tecniche di ingegneria industriale per smontare e sanificare, sostituire pezzi dei treni per la sicurezza del viaggio e dei viaggiatori: manutenzione ciclica, manutenzione corrente, treni ad alta velocità e treni regionali.

Fu proprio allora che al Sud, a Pietrarsa, fu inaugurata la prima officina, il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive che si trovava nei pressi della strada ferrata, la Napoli-Portici, dove nel 1839 fu inaugurato il primo viaggio di un treno a vapore. Allora le lavorazioni avvenivano sotto lo sguardo attento del re Ferdinando II di Borbone che visitava periodicamente l’opificio di Pietrarsa.

In suo onore venne costruito un monumento, visibile ancora oggi, in cui si legge: “Ferdinando II - fra tante opere grandi - queste meccaniche officine - come Emulatrici dell’industria straniera - creò”. Altre officine sono state convertite in spazi urbani, come a Torino, alcune sono esattamente lì dove furono pensate, esempi di archeologia industriale come Napoli Gianturco, trasformate dal progresso e da una storia che non è stata soltanto fortunata e felice.

La manutenzione dei treni a Cremona

Tecnologie, competenze e trasformazione degli impianti

In tutte però senti il flusso della storia: all’inizio furono soprattutto manovalanza non specializzata e prodotti di ferro, oggi tante attività sono gestite da tecnologie digitali, IoT e intelligenza artificiale, silenziose come reparti di ospedali piuttosto che rumorose come possiamo immaginarle.

Falegnami, tappezzieri, staffatori, casellatori, bastai, limatori montatori sono stati sostituiti o integrati da ingegneri e informatici, capaci di interpretare le informazioni della telediagnostica e quelle deputate alla manutenzione predittiva, capace di anticipare problematiche tecniche prima che si palesino e creino disservizi o cali di efficienza.

Oggi sono dei piccoli parchi tecnologici muniti di impianti fotovoltaici e di sistemi automatizzati per la riduzione dei consumi energetici, che vedono un investimento pari a 60 milioni di euro entro il 2024 per migliorarne la sostenibilità. Luoghi in cui si è conservata la straordinaria capacità del saper fare e del farlo bene.

C’è un rapporto strettissimo tra memoria e futuro, tra le radici delle competenze e la possibilità di essere competitivi. A partire dalle persone.

Lavoro e prospettive occupazionali

A lanciare l’allarme - alla luce della mancanza di investimenti dell’azienda e del preoccupante trend occupazionale all’interno dello stabilimento di viale Europa - sono i sindacati di categoria, a partire dalla Fit Cisl Campania.

«Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione dei lavoratori impiegati nell’officina Trenitalia di Santa Maria la Bruna. Nonostante gli obiettivi raggiunti in termini di produzione, grazie alla collaborazione del personale e della dirigenza locale, a oggi non c’è stato alcuno impegno da parte dell’azienda per investimenti futuri - la denuncia dei vertici del sindacato -.

Come Fit Cisl Campania chiediamo da mesi un incontro sul futuro di Santa Maria la Bruna e, alla vigilia della visita al sito di Torre del Greco, programmata per martedì 25 luglio dall’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi, ribadiamo la necessità di chiarezza e programmazione».

Una preoccupazione «giustificata» dai numeri dell’Officina Trenitalia: «Questa incertezza - aggiungono Alfonso Langella e Massimo Aversa - è ancora più preoccupante perché lo stabilimento è situato in una zona che ha già grandi difficoltà occupazionali. Gli ultimi dati in nostro possesso attestano un calo di oltre 100 unità negli ultimi cinque anni.

Attraverso il confronto e l’apertura del dialogo con le parti sociali, siamo certi che si possa fare molto di più, valorizzando le maestranze. Auspichiamo che i settori Risorse umane, in primis, e la Linea manutenzione di Trenitalia vogliano evitare l’ennesimo scontro.

Le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del lavoro e i lavoratori sono pronti a tutto pur di invertire la rotta e porre fine a questa situazione divenuta ormai insostenibile».

La vertenza per la manutenzione degli ETR500

Mattinata di mobilitazione nei pressi delle officine di manutenzione Trenitalia a Santa Maria la Bruna. A manifestare per la difesa del lavoro decine di dipendenti a rischio licenziamento.

Si tratta dei lavoratori Caf - ditta vincitrice dell’appalto per la manutenzione degli ETR500. Assunti tra maggio e giugno, ad oggi sono destinatari di una procedura di licenziamento collettivo.

Nei giorni scorsi già era stato attivato un presidio al cantiere di Napoli Gianturco. La vertenza è abbastanza complessa ed è legata alla decisione del Tar del Lazio che ha disposto l’annullamento dell’affidamento alla Caf srl accogliendo il ricorso presentato da Hitachi che dovrebbe quindi subentrare nell’appalto.

Si prospettano quindi 233 licenziamenti tra Campania e Lazio. “Una situazione paradossale”, secondo Adele De Cocco della Fiom arrivata questa mattina a Torre del Greco al fianco dei lavoratori, “siamo di fronte a operai tutti specializzati. E’ Inaccettabile che a fronte di una situazione legata a questi ricorsi, a pagarne le spese siano i lavoratori e a pagare sia ancora una volta il Sud”.

Elementi visibili nell’area ferroviaria

  • La facciata esterna della stazione.
  • La stazione all'interno.
  • La stazione con il raccordo per il centro manutenzione delle Ferrovie dello Stato.
  • Ale 724 in sosta sul terzo binario.
  • Una visione complessiva della stazione.
  • I marciapiedi della vecchia stazione.
  • Il fabbricato della vecchia stazione.
  • Il centro manutenzione delle Ferrovie dello Stato, raccordato alla stazione.
  • Un'altra visuale dello stesso centro con il binario che una volta veniva utilizzato per corse ferroviarie per il trasporto dipendenti fino a Napoli.

L’area riunisce quindi funzioni diverse: fermata ferroviaria per i residenti e i pendolari, punto di accesso per i dipendenti dell’impianto e raccordo operativo per le attività di manutenzione dei rotabili.

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