La Natività di Bernardino Luini a Saronno

La Natività di Bernardino Luini a Saronno appartiene al complesso di opere legate al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, dove il pittore realizzò tra il 1525 e il 1532 un vasto ciclo di affreschi. Nel Santuario Bernardino dimostra una perfetta padronanza della composizione, con scorci ariosi e virtuosistici, atmosfere serene, la misurata nobiltà delle sue figure.

Il soggetto della Natività è documentato tra le opere di Luini con il titolo «Nativity and Annunciation to the…», datato 1525 e indicato come olio su tela, mentre il ciclo saronnese è ricordato soprattutto per l’«Adorazione dei Magi», la «Presentazione del Bambino al tempio», lo «Sposalizio della Vergine» e il «Ritrovamento di Gesù fra i dottori».

Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli

Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, uno dei più amati e dei più belli in Diocesi di Milano, è in festa, perché ricorda i 500 anni da quando furono eseguiti al suo interno gli splendidi affreschi di Bernardino Luini. Così orgoglioso di aver realizzato quel lavoro da voler lasciare la sua firma e la data: 1525, appunto.

8 Maggio 1498 è la data della posa della prima pietra per la costruzione del Santuario che i saronnesi dedicarono alla Beata Vergine dei Miracoli, perché come molti altri templi mariani la costruzione faceva seguito ad un fatto miracoloso: la guarigione di un pover uomo di nome Pedretto, costretto all’immobilità da dolori lancinanti alle gambe, che aveva ricevuto in sogno la predizione della guarigione dalla sua invalidità se si fosse recato “sulla strada a forma di croce”, (da Milano a Varese e da Saronno a Legnano) dove esisteva già un pilone con la statua della Madonna, la quale desiderava che lì fosse eretto un santuario in suo onore.

Il Santuario sorse dopo l’apparizione della Vergine al Pedretto, attorno al 1460. Fu significativo e per certi versi insolito, che nell’atto di fondazione fosse stabilito che le offerte, donate per la costruzione, fossero amministrate da sei deputati eletti dall’assemblea dei capi famiglia del borgo, quindi con una gestione laica delle risorse economiche donate dai fedeli.

Santuario Beata Vergine dei Miracoli Saronno

Bernardino Luini e la cultura lombarda

Nato attorno al 1480 a Dumenza sulla sponda varesina del Lago Maggiore, Bernardino fu chiamato con il nome del capoluogo di quel territorio: Luino. Di famiglia assai umile, ma dotato di un talento prodigioso, si fece presto apprezzare per lo stile aggraziato della sua pittura.

Secondo Vasari, Bernardino Scapi detto il Luini aveva così tante virtù, sia come uomo, sia come pittore, che faceva «risplendere le opere della vita sua come quelle dell’arte». Il cardinal Federico Borromeo, cugino e successore di san Carlo, nonché fondatore dell’Ambrosiana, lo considerava il suo artista preferito in assoluto.

E ancora a metà Ottocento si sosteneva che Luini non fosse in nulla inferiore a Leonardo… Testimonia la sua devozione per Leonardo, ma rivela pure la sua ammirazione per Raffaello, lasciandosi ispirare anche da qualche invenzione del Sodoma…

Con richieste via via sempre più vaste, per le quali aveva bisogno dell’aiuto di figli e allievi. Quando Luini giunse a Saronno era già uno dei pittori più noti e ammirati del suo tempo, e proprio per questo venne chiamato per ornare il Santuario appena edificato.

Il ciclo di affreschi di Saronno

Un legittimo orgoglio dei “Sei Deputati” fece sì che gli artisti chiamati alla realizzazione del cantiere, sia per la parte architettonica che per l’apparato decorativo, fossero sempre personalità di primissimo piano tra quanti operavano nel territorio milanese a cominciare dall’architetto Giovanni Antonio Amadeo, ideatore della parte antica del Santuario (1505), impegnato in quegli anni anche nel duomo di Milano.

Al suo progetto si attribuisce la parte che va dall’abside fino al limitare del presbiterio quadrato su cui si eleva l’elegante tiburio dodecagonale. Non meno importante l’intervento del complesso apparato figurativo ad affresco per il quale si alternarono Bernardino Luini (1525 - 1532) autore dei grandi affreschi dell’adorazione dei Magi, la presentazione del Bambino al tempio, lo sposalizio della Vergine e il Ritrovamento di Gesù fra i dottori.

ArtistaIntervento o operaData
Giovanni Antonio AmadeoParte antica del Santuario1505
Bernardino LuiniAdorazione dei Magi, Presentazione del Bambino al tempio, Sposalizio della Vergine, Ritrovamento di Gesù fra i dottori1525 - 1532
Cesare MagniS. Martino e S. Giorgio
Gaudenzio FerrariParadiso con il concerto degli angeli sotto la cupola
Bernardino LaninoIntervento nel Santuario1547
Vincenzo CiniselliCiclo dei simboli mariani nella volta della navata1631

Al pennello di Cesare Magni si deve il S. Martino e il simmetrico S. Giorgio. Alla morte del Luini i Deputati si rivolsero ad un altro grande maestro Gaudenzio Ferrari autore dello sfavillante paradiso con il concerto degli angeli dipinto sotta la cupola. Da ultimo non si può dimenticare l’intervento di Bernardino Lanino nel 1547.

La Natività nel contesto delle opere mariane

La Natività si inserisce nel repertorio religioso di Bernardino Luini accanto a numerose rappresentazioni della vita della Vergine e dell’infanzia di Cristo. Tra le opere attribuite al pittore compaiono «Nativity and Annunciation to the…», «Adoration of the Magi», «The Presentation of Mary at the Temple», «The Childhood of the Virgin Mary», «The Dream of St. Joseph», «The Annunciation» e «The Holy Family with John the Ba…».

Nel catalogo delle opere di Luini è inoltre indicata «Nativity and Annunciation to the…», datata 1525 e classificata come «Olio su tela», insieme a una seconda voce intitolata «Nativity and Annunciation to the…» senza data. La presenza di titoli affini richiede di distinguere la Natività documentata nel catalogo dalle grandi scene del ciclo monumentale conservato nel Santuario di Saronno.

La scena della nascita di Cristo è legata per soggetto alla rappresentazione dell’adorazione e all’insieme delle immagini dedicate alla Vergine, al Bambino e alla Sacra Famiglia. Nel percorso artistico di Luini, questi temi convivono con la «Madonna and Child», la «Madonna and Child with St. Anne», la «Madonna and Child with Saints» e la «Virgin and Child, c.1500».

Le grandi scene del Santuario

Affascinante è la maestosa «Presentazione al tempio di Gesù», nel presbiterio. L’«Adorazione dei Magi», affrescata sulla parete di fronte, è stata imitata da generazioni di pittori.

E nell’antipresbitero Luini rinnova la meraviglia, con il «Gesù tra i dottori» e lo «Sposalizio della Vergine», affollato di personaggi. Proprio questa scena farà da sfondo, giovedì 23 gennaio, alle 18, alla Messa e alla speciale benedizione per i fidanzati e per gli sposi.

Nelle grandiose scene affrescate nel Santuario di Saronno, Bernardino dimostra una perfetta padronanza della composizione, con scorci ariosi e virtuosistici, atmosfere serene, la misurata nobiltà delle sue figure.

Affreschi Bernardino Luini Santuario Saronno

Architettura e ampliamenti del complesso

Alla metà del ‘500 l’afflusso dei fedeli che imploravano le grazie della Vergine era tale che i Deputati ritennero indispensabile ingrandire la capienza del Santuario facendo costruire la navata centrale con le due laterali ad opera dell’architetto Vincenzo Seregni, anch’egli attivo nel grande cantiere del Duomo di Milano.

Nel 1631 il pittore Vincenzo Ciniselli affrescò la volta della navata con i ciclo dei simboli mariani in onore della Vergine. Anche due componenti della famiglia Legnani hanno lasciato opere del loro pennello nel Santuario: il padre Ambrogio è l’autore della tela S. Anna che educa Maria Bambina(1675), collocato nell’altare di sinistra; di mano del grande Stefano Maria Legnani l’angelo che annuncia S. Anna la maternità di Maria e nell’altare di destra Zaccaria che l’impone il nome al Battista (1691).

Negli ultimi anni del XVI secolo si imponeva la questione della facciata del Santuario alla quale si applicarono un altro architetto del Duomo - Lelio Buzzi e il saronnese Giacomo Borroni che realizzarono il prospetto principale su disegno di un altro protagonista assoluto della controriforma borromaica: Pellegrino Tibaldi.

La facciata fu solennemente inaugurata nel 1613 alla presenza del card. Federico Borromeo, di manzoniana memoria. Nel 1656 Carlo Buzzi costruiva la balaustra sormontata dalle statue di Maria e degli Angeli tubicini che davano maggior slancio verticale al prospetto del tempio che è un vero scrigno di arte, storia e devozione.

La Natività e la visione complessiva del percorso figurativo

Osservata insieme alle altre immagini mariane, la Natività richiama il fulcro spirituale del Santuario: la presenza della Vergine e del Bambino, la rivelazione del mistero dell’Incarnazione e la partecipazione dei personaggi chiamati ad adorare o riconoscere Cristo.

La sequenza delle scene ricordate nel Santuario collega episodi dell’infanzia di Gesù, della vita di Maria e della storia sacra: l’«Adorazione dei Magi», la «Presentazione del Bambino al tempio», lo «Sposalizio della Vergine» e il «Ritrovamento di Gesù fra i dottori».

Nel catalogo di Luini compaiono anche «Nativity and adoration of the sh…», «Adoration of the Shepherds 1532» indicata come «Olio su tela», «The Dream of St. Joseph 1521» e «The Holy Family with John the Ba…». Questi titoli mostrano la continuità dei temi della Natività, dell’adorazione, della Sacra Famiglia e dell’infanzia di Cristo nella produzione dell’artista.

Il Battistero del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli (28 ottobre 2006)

La fortuna delle immagini di Luini

La maestosa «Presentazione al tempio di Gesù» e l’«Adorazione dei Magi» costituiscono alcune delle immagini più note del complesso saronnese. L’«Adorazione dei Magi», affrescata sulla parete di fronte, è stata imitata da generazioni di pittori.

Il Santuario conserva inoltre il dialogo tra le opere di Luini e quelle degli altri maestri chiamati a completare la decorazione. Alla morte del Luini i Deputati si rivolsero ad un altro grande maestro Gaudenzio Ferrari autore dello sfavillante paradiso con il concerto degli angeli dipinto sotta la cupola.

La Natività di Bernardino Luini si comprende quindi all’interno di una stagione artistica caratterizzata dall’incontro tra devozione mariana, cultura lombarda e grande pittura rinascimentale. Le scene del Santuario formano un insieme nel quale l’eleganza delle figure, la chiarezza narrativa e la ricchezza degli episodi sacri definiscono il carattere del ciclo.

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