Mons. Luigi Ernesto Palletti e le cresime a Ponzano Ceramica

Sabato 13 maggio 2017 alle 18, nella parrocchia di Ponzano San Carlo, località Ceramica, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha presieduto la celebrazione delle cresime.

La celebrazione rientrava nel calendario delle cresime celebrate dal vescovo della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato. Dopo la messa a Santo Stefano di Magra, le celebrazioni sono proseguite nella parrocchia di Sant’Anna al Felettino e nella chiesa di Nostra Signora della Salute, detta della Scorza, in piazza Brin alla Spezia.

Chiesa di Ponzano Ceramica celebrazione cresime

La celebrazione delle cresime a Ponzano San Carlo

Le cresime tenute dal vescovo Luigi Ernesto Palletti si sono svolte in diverse parrocchie della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato. Sabato sempre alle 18 a Ponzano San Carlo, località Ceramica, il vescovo ha presieduto la celebrazione del sacramento della Confermazione.

La celebrazione ha rappresentato un momento importante per la comunità parrocchiale di Ponzano, riunita attorno ai giovani che ricevevano il sacramento. Il ministero del vescovo nella celebrazione delle cresime si inserisce nella sua responsabilità di guida della Chiesa locale e di custode della vita sacramentale della comunità.

Chi è monsignor Luigi Ernesto Palletti

Luigi Ernesto Palletti è nato a Genova il 29 ottobre 1956. Luigi Ernesto Palletti (Genova, 29 ottobre 1956) è un vescovo italiano.

Dopo la scuola media inferiore si iscrisse al Conservatorio Musicale Nicolò Paganini di Genova, dove seguì i corsi musicali conseguendo il diploma in pianoforte nel 1978. Dopo essersi diplomato in pianoforte presso il conservatorio di musica Nicolò Paganini di Genova, intraprende gli studi teologici e il 29 giugno 1983 è ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Genova dal cardinale Giuseppe Siri.

Entrato nel Seminario Maggiore di Genova all’età di vent’anni, frequentò gli studi teologici presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione di Genova, sostenendo tutti gli esami. È stato ordinato presbitero il 29 giugno 1983 per l’imposizione delle mani del cardinale Giuseppe Siri.

Il ministero sacerdotale a Genova

Dal 1983 al 1989 è stato vicario parrocchiale della parrocchia di San Giacomo Maggiore, a Genova Pontedecimo, ed ha insegnato religione. Durante questo periodo ha svolto anche il servizio di cappellano presso il Pronto Soccorso e i vari reparti dell’Ospedale “Gallino” di Genova Pontedecimo.

Nel 1989 è stato trasferito alla parrocchia di San Giovanni Battista a Genova Sestri Ponente, che ha servito fino al 1996. Dal 1990 al 1995 è stato responsabile vicariale per la Pastorale dei Giovani del Vicariato Foraneo di Genova Sestri Ponente.

Nel 1994 è stato annoverato tra i membri della “Commissione per il Diaconato Permanente”. Dal 1995 è confessore presso il Seminario Minore arcidiocesano, incarico che ha mantenuto fino alla nomina episcopale.

Gli incarichi diocesani

Nel 1996 è stato nominato Cancelliere Generale e Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano, Segretario del Consiglio Episcopale, nonché Membro della “Nuova Commissione per i confini dell’arcidiocesi di Genova”. Dal febbraio 1996, e fino all’ordinazione episcopale, ha ricoperto l’incarico di Cancelliere Arcivescovile.

Dal 1996 è stato membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Opera Pia “Albergo dei Fanciulli - Umberto I - e Colonie Alpine Genovesi”. È stato inoltre membro del Consiglio di Amministrazione di varie fondazioni, tra queste l’Opera Pia “Albergo dei Fanciulli”.

Dal 1997 è stato assistente degli Oblati laici della Diocesi per la zona centro. Dal 1998 è Canonico effettivo del Capitolo della Cattedrale, mentre dal 2001 al 2004 è stato Direttore Spirituale del Seminario Arcivescovile.

Dal 2001 è direttore spirituale del seminario maggiore. Dal settembre 2003 è stato segretario della Commissione per l’accertamento di fatti avvenuti a Genova nel primo dopoguerra.

La nomina a vescovo ausiliare di Genova

Il 18 dicembre 2004 viene eletto alla sede titolare di Fondi e nominato vescovo ausiliare di Genova. Con Lettera Apostolica del 18 dicembre 2004 il Beato Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Genova, assegnandogli la Sede Titolare di Fondi.

Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 16 gennaio 2005. Ricevette la sacra Ordinazione Episcopale nella Cattedrale di San Lorenzo in Genova il 16 gennaio 2005, per l’imposizione delle mani del cardinale Tarcisio Bertone, Arcivescovo di Genova, co-consacranti monsignor Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia, e monsignor Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari.

Con Decreto Arcivescovile dello stesso 16 gennaio 2005 fu nominato Vicario Generale dell’Arcidiocesi. Dal 2005 al 2012 fu Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente “Santuario N.S. della Guardia”.

Nella Conferenza Episcopale Ligure è stato Vescovo incaricato per il Clero e la Vita Consacrata e per la Pastorale vocazionale. Già Vescovo Ausiliare di Genova, è stato eletto il 20 ottobre 2012 alla sede di La Spezia-Sarzana-Brugnato.

Il trasferimento alla diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato

Benedetto XVI ha nominato Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato monsignor Luigi Ernesto Palletti, trasferendolo dalla sede titolare di Fondi e dall’incarico di vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Genova.

Il 20 ottobre 2012 è nominato vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato. Il successivo 2 dicembre prende possesso della nostra diocesi.

Il 20 ottobre 2012 fu nominato Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato; l’ingresso in diocesi avvenne il 2 dicembre dello stesso anno.

EventoData
Nascita a Genova29 ottobre 1956
Diploma in pianoforte1978
Ordinazione presbiterale29 giugno 1983
Nomina a vescovo ausiliare di Genova e alla sede titolare di Fondi18 dicembre 2004
Ordinazione episcopale16 gennaio 2005
Nomina a vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato20 ottobre 2012
Ingresso nella diocesi2 dicembre 2012

Il rapporto tra il vescovo e la Chiesa diocesana

In concattedrale a Pontremoli, lunedì 14 febbraio, monsignor Luigi Ernesto Palletti, guida della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato, ha avviato le celebrazioni per il bicentenario della diocesi di Massa. Monsignor Palletti ha presieduto la celebrazione nel Duomo di Pontremoli.

All’interno della celebrazione dei vespri, ha proposto una meditazione sul significato del rapporto del Vescovo con la Chiesa diocesana. Un tema non semplice da affrontare perché “si tratta di due realtà viventi e legate tra di loro. Da una parte il vescovo come successore degli apostoli, dall’altra la Chiesa locale come espressione autentica della Chiesa di Dio”.

Non due figure contrapposte né separate, anzi in stretto contatto tra di loro, tanto che l’una non può esistere senza l’altra. Monsignor Palletti si è rifatto a un discorso di Sant’Agostino ai cristiani di Ippona, che mette bene in evidenza quel concetto: “nel momento in cui mi dà timore l’essere per voi, mi consola il fatto di essere con voi”.

“Per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano. Quel nome è segno dell’incarico ricevuto, questo della grazia; quello è occasione di pericolo, questo di salvezza”. Il vescovo ha spiegato che il pastore è cosciente di essere alla guida della comunità e di avere ricevuto un incarico legato al sacramento dell’ordine, ma nel contempo non dimentica di essere membro della comunità che dirige, proprio perché battezzato.

Il vescovo come pastore e servitore

“Non ci può essere contrapposizione né separazione. Pastore e gregge non possono fare a meno l’uno dell’altro; sono frutto e strumento di salvezza gli uni per gli altri e dentro questa relazione sta la relazione tra vescovo e Chiesa locale”.

“Certo - ha continuato - il vescovo incide sulla vita della sua comunità; è principio e fondamento dell’unità, perché è mandato e ordinato, quindi segno sacramentale di unità”. La Chiesa locale, da parte sua, è tale solo perché è costituita attorno al successore degli apostoli.

È San Paolo che sottolinea l’idea del servizio e, nella Seconda lettera ai Corinzi, dice: “Non siamo padroni della vostra fede ma collaboratori della vostra gioia”. Pietro, a sua volta, pone il pastore come modello e non padrone del gregge.

Un pastore, un gregge ma un unico popolo; c’è distinzione ma non c’è separazione perché sia il vescovo sia i fedeli appartengono ad un unico popolo che ha la sua radice nel battesimo. Un pastore si preoccupa che quel popolo possa essere annunziatore del Vangelo: “Il vescovo lavora assieme al suo popolo perché insieme possa essere annunziato il Vangelo di Cristo”.

La Chiesa come popolo di Dio

Nel “Credo” definiamo la Chiesa “apostolica” perché la crediamo fondata sugli apostoli e anche sui loro successori. È quanto afferma il Catechismo: “Tutta la Chiesa è apostolica in quanto rimane in comunione di fede e di vita con la sua origine attraverso i successori di san Pietro e degli Apostoli”.

Ma aggiunge: “Tutta la Chiesa è apostolica, in quanto è ‘inviata’ in tutto il mondo; tutti i membri della Chiesa, sia pure in modi diversi, partecipano a questa missione”. Non solo il vescovo, quindi, ma tutta la Chiesa si apre al mondo, certo, ognuno secondo la propria vocazione.

Monsignor Palletti ha poi proposto tre grandi immagini: la Chiesa popolo di Dio, Corpo di Cristo e tempio dello Spirito. “Non possiamo separare queste caratteristiche”.

“Il vescovo governa la sua Chiesa ma nello stesso tempo non esiste senza il suo popolo. È custode dei gesti e delle parole di Gesù ma è dentro al popolo di Dio, rinato attraverso il sacramento del battesimo”.

Accompagnare la comunità e annunciare il Vangelo

“È Dio che chiama; il pastore deve accogliere, accompagnare, prendersi cura della comunità; deve essere sacramento di Gesù, renderlo presente”. La dignità e la libertà dei figli di Dio devono essere accolte, rispettate e accompagnate.

“Si devono avviare processi perché il popolo di Dio, come una persona, cresce, si sviluppa, cammina nello Spirito”. Dice il Papa a proposito del Sinodo che sappiamo da dove partiamo ma non dove arriveremo perché è lo Spirito che ci sta conducendo.

Sta al pastore discernere che questo cammino sia veramente guidato dallo Spirito. Il grande servizio consiste nell’aiutare il popolo a mettersi insieme in modo ordinato: discernere, guidare, unire nello Spirito, camminare insieme.

Carismi e sacramenti diversi ma uno stesso fine e questa unione è dono dello Spirito stesso. Dopo aver enumerato l’abbondanza di doni presenti nella Chiesa, l’apostolo arriva ad affermare che il più grande è la carità.

Camminare insieme senza contrasti è difficile perché siamo diversi. Se in casa abbiamo una porta che cigola, mettiamo un po’ d’olio: la carità svolge questa funzione nelle relazioni tra persone.

Il ministero pastorale nella diocesi

Nella relazione tra il vescovo e la sua comunità, ha concluso monsignor Palletti, è giusto evidenziare la bellezza ma anche la responsabilità dell’annuncio del Vangelo. La celebrazione delle cresime a Ponzano Ceramica si colloca in questa prospettiva di comunione tra il vescovo, la comunità parrocchiale e i giovani chiamati a vivere pienamente il cammino cristiano.

Il ministero episcopale di monsignor Palletti comprende la guida della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato, la celebrazione dei sacramenti e l’accompagnamento delle comunità locali nei momenti più significativi della loro vita ecclesiale.

“Sarà sicuramente un vescovo amato, così come è stato qui - ha commentato il presidente della Cei, dando l’annuncio ufficiale -. Per me, in qualità di vicario generale ha rappresentato ben più di un valido braccio destro: è stato un grandissimo appoggio”.

Per la chiesa di Genova quella di oggi è una giornata di grande gioia per il duplice dono che ci ha fatto il Santo Padre, dimostrando ancora una volta stima e apprezzamento per la nostra città e la nostra chiesa.

Il vescovo ha espresso vicinanza ai fedeli della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato, soprattutto a chi è stato colpito duramente dalla perdita di qualche persona cara e a chi ha subito danni.

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