Il percorso accademico di Lugano dedicato alla cultura e all’archeologia delle terre bibliche studia il testo biblico nel suo ambiente culturale, storico e materiale, unendo ricerca filologica, archeologia del Vicino Oriente Antico ed esegesi. L’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche della Facoltà di Teologia di Lugano organizza attività didattiche, seminari, convegni, programmi estivi, ricerche e scavi archeologici in Israele e Giordania.
Nel quadro degli ambiti di ricerca dell'Istituto è possibile svolgere ricerche dottorali sia per studenti che possiedono una licenza in teologia sia per studenti con un master in materie umanistiche. I primi per un dottorato canonico in teologia, gli altri per un PhD in scienze religiose con indirizzo in Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico.
Identità e finalità dell’Istituto
L’Istituto si propone di organizzare attività didattiche e di ricerca centrate sull’interesse per il testo biblico visto nel suo ambiente culturale. Nell’Istituto sono attivi due ambiti di ricerca: il settore filologico ed il settore archeologico.
Il settore filologico porta una particolare attenzione allo studio del testo biblico nelle sue diverse attestazioni (testo Massoretico, Bibbia dei LXX, Pentateuco Samaritano ecc.), come sono recepite dalle tradizioni delle comunità credenti. Il settore archeologico, dedica attenzione alla cultura materiale del Vicino Oriente Antico e alla storia dei luoghi legati in diversi modi alla Bibbia; promuove la collaborazione fra archeologi e studiosi di Sacra Scrittura.
Le due aree di formazione e ricerca
Filologia biblica
Lo studio filologico considera il testo biblico nelle sue diverse attestazioni e nelle tradizioni che ne hanno custodito, trasmesso e interpretato il contenuto. L’attenzione alle lingue, alle varianti testuali e alla storia della ricezione permette di affrontare la Bibbia come una realtà documentaria complessa, inserita nella storia delle comunità credenti.
Gli strumenti dell’esegesi comprendono le lingue bibliche: Ebraico, Aramaico, Greco del Nuovo e dell’Antico Testamento. L’analisi testuale riguarda la comprensione delle stratificazioni redazionali e dell’evoluzione del testo.
La storia delle interpretazioni considera la ricezione delle Scritture attraverso i secoli. Lo studio biblico non si limita alla critica storica: esso si inserisce nella grande tradizione dell'interpretazione cristiana.
Archeologia delle terre bibliche
Il settore archeologico dedica attenzione alla cultura materiale del Vicino Oriente Antico e alla storia dei luoghi legati in diversi modi alla Bibbia. L’archeologia viene studiata in rapporto con la Sacra Scrittura, con l’esegesi, con la storia del giudaismo antico e con le memorie cristiane in Terrasanta.
Gli ambiti di ricerca comprendono la composizione dei salmi e del Salterio; l’archeologia di Qumran e i Rotoli del Mar Morto, con particolare attenzione all’archeologia delle grotte di Qumran e allo studio dei manoscritti dei salmi; l’archeologia dei luoghi neotestamentari e del giudaismo del I secolo; memorie cristiane in Terrasanta.
| Ambito | Oggetto di studio |
|---|---|
| Settore filologico | Testo Massoretico, Bibbia dei LXX, Pentateuco Samaritano e tradizioni delle comunità credenti |
| Settore archeologico | Cultura materiale del Vicino Oriente Antico e storia dei luoghi biblici |
| Ricerca interdisciplinare | Rapporto tra archeologia, esegesi, filologia e storia |
Attività didattiche e scientifiche
Il servizio didattico-scientifico comprende l’organizzazione scientifica e logistica della Summer School di archeologia «Gerusalemme» e di altri programmi di approfondimento dello studio del Vicino Oriente Antico. Comprende inoltre l’organizzazione scientifica di convegni e seminari di ricerca dedicati al rapporto tra archeologia ed esegesi, oltre a seminari filologici.
Tra le attività rientrano anche ricerche e scavi archeologici in Israele e Giordania. Il percorso integra quindi lezioni, studio dei testi, analisi del territorio, ricerca sul campo e confronto tra specialisti di discipline diverse.

Il Corso di archeologia in Terra Santa
Nel 2026 tornerà il Corso di archeologia in Terra Santa organizzato dalla Facoltà Teologica di Lugano, in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum e con la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Il programma si svolgerà tra il 28/29 giugno e il 19/20 luglio 2026.
La partecipazione al corso, con frequenza completa e superamento dell’esame finale, darà inoltre diritto a 6 crediti ECTS per gli studenti del II Ciclo di Teologia: crediti di specializzazione per teologia biblica e crediti di libera configurazione per le altre specializzazioni.
La Pontificia Università della Santa Croce partecipa al progetto, consentendo così ai propri studenti di accedere a una quota agevolata. Il prof. Marcello Fidanzio della Facoltà di Teologia di Lugano e organizzatore del corso, terrà un incontro informativo giovedì 11 dicembre (alle 12:35 nell’aula A302), per presentare il programma e rispondere alle domande degli interessati.
L’iniziativa rappresenta un’opportunità formativa unica per conoscere in modo sistematico e approfondito la Terra Santa. Per chi non potesse partecipare nel 2026, gli organizzatori ricordano che il corso ha cadenza annuale, offrendo quindi la possibilità di programmare la propria partecipazione per il 2027.
Struttura dell’esperienza a Gerusalemme
Nelle vie di Gerusalemme, con un programma ben definito: sono i sessanta studenti di un corso biblico che si svolge in queste settimane nella Citta’ Santa. Vengono da vari paesi e il programma offre loro la possibilita’ di frenquentare corsi intensivi di ebraico biblico, archeologia e geografia proprio nel paese della Bibbia.
Nel programma lezioni in aula di ebraico biblico, geografia, archeologia e topografia, presso lo Studium Biblicum Franciscanum. Il corso propone lezioni anche all’interno degli scavi, escursioni ai principali siti archeologici e visite ai più importanti musei del Paese.
Tutte guidate da specialisti. “Secondo me, vedere concretamente il paese, vedere concretamente la situazione dove è nata questa letteratura cosi’ particolare, cosi’ importante per la nostra storia, aiuta anche a riportare un po’ di realismo in un’impostazione qualche volta un po’ romantica che la gente ha nei confronti dell’approccio alla Bibbia ebraica. E, secondo me, è stremamente educativo”.
Dan Bahat - Scavi archeologici a Gerusalemme e Gesù storico.
Confronto tra discipline e tradizioni
Una caratteristica del corso e’ di avere professori di diverse appartenenze. Abbiamo professori ebrei israeliani, abbiamo professori cristiani francescani e domenicani, abbiamo anche l’archeologo musulmano dell’università islamica.
Questo favorisce un confronto tra opinioni diverse e permette agli studenti di comprendere meglio il difficile contesto orientale. Il progetto e’ nato dalla collaborazione tra la Facoltà di Teologia di Lugano e la Facolta’ teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, accolte dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.
Come sacerdote che studia teologia biblica a Roma, stare a Gerusalemme, camminare sui passi di Gesù e’ fare un’esperienza di fede che ci mette insieme. Il nostro corso è di base un’esperienza molto speciale, perche’ ci aiuta ad amare di piu’ cio’ che gia’ conosciamo.
Cio’ che fa la differenza in questo corso e’ che si studia l’ebraico biblico nella Terra della Bibbia. Al mattino si leggono i testi su Gerusalemme, si impara come sono stati interpretati nella tradizione giudaica. Nel pomeriggio, invece, posso conoscere i luoghi di cui ho letto nella Bibbia.
Collaborazioni accademiche
Il programma «Gerusalemme» è realizzato in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e con la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale; esso vede la partecipazione di: Facoltà Teologica del Triveneto; Facoltà Teologica dell’Italia Centrale; Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; Pontificia Università Gregoriana; Pontificia Università della Santa Croce, Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino, Pontificia Università Lateranense; Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; Istituto Patristico Augustinianum.
Oggi sono coinvolte altre cinque facoltà: la Pontificia Universita’ Gregoriana, la Facolta’ teologica di Firenze, quella di Padova, la Facolta’ dell’Angelicum e quella della Santa Croce di Roma. Dodici università mandano ogni estate i loro studenti e il corso è riconosciuto nei loro programmi accademici.
Un programma di collaborazione con l'Istituto di archeologia dell'Università Ebraica di Gerusalemme che prevede lo scambio di docenti e la mobilità di studenti dei tra i due istituti (programma realizzato con il Centro di Judaica GMFF).
Collaborazione con l’Università di Losanna e il Kinneret Academic College (Israele) per scavi archeologici in Israele. I membri dell'Istituto partecipano al coordinamento di studiosi delle università svizzere su Qumran e il giudaismo antico: Swiss Dead Sea Scrolls.
| Partner o rete | Forma di collaborazione |
|---|---|
| Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme | Realizzazione del programma «Gerusalemme» |
| Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale | Organizzazione del corso di archeologia in Terra Santa |
| Università Ebraica di Gerusalemme | Scambio di docenti e mobilità degli studenti |
| Università di Losanna e Kinneret Academic College | Scavi archeologici in Israele |
| École biblique et archéologique française de Jérusalem | Pubblicazione degli scavi archeologici alle grotte di Qumran |
| Università della Svizzera Italiana | Surveys e scavi alle grotte di Qumran |
Qumran e i Rotoli del Mar Morto
L’istituto collabora con l’École biblique et archéologique française de Jérusalem nel progetto di pubblicazione degli scavi archeologici alle grotte di Qumran. Il progetto di ricerca: A Material Approach to the Qumran Quest: When, How and Why Were Dead Sea Scrolls Deposited to the Natural Caves del Prof. Dr. Marcello Fidanzio è sostenuto dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS).
Collaborazione con l’Università della Svizzera Italiana per i surveys e gli scavi alle grotte di Qumran. Il nome di Lugano si è fatto strada anche nella ricerca sull’archeologia dei rotoli del Mar Morto, con i simposi organizzati in Ticino, gli scavi archeologici alle grotte, l’incarico di pubblicare insieme all’École Biblique et Archéologique di Gerusalemme il report sugli scavi alle grotte dove sono stati trovati i Rotoli.
Il progetto di ricerca A Material Approach to the Qumran Quest. When, How, and Why Were Dead Sea Scrolls Deposited to the Natural Caves? (2021-2025) è finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero. Marcello Fidanzio è direttore del Qumran Caves Publication Project (EBAF e ISCAB FTL).
Con Joan Taylor e Dennis Mizzi ha realizzato il Network Dispersed Qumran Caves Artefacts and Archival Sources, finanziato da Leverhulme Trust (2016-2019). Il progetto di ricerca prende in esame le grotte naturali, gli oggetti archeologici, i manoscritti e le fonti d’archivio per ricostruire le modalità, i tempi e le ragioni della deposizione dei Rotoli del Mar Morto.
Il Grande Rotolo di Isaia
Il progetto di ricerca The Great Isaiah Scroll: a Biography, approvato dal Museo d'Israele è diretto dal Prof dr. Marcello Fidanzio in collaborazione con Hagit Maoz, curatrice dello Shrine of the Book di Gerusalemme.
Il Grande Rotolo di Isaia è una pergamena di 7,34 m. Esso riporta l’intero testo del libro di biblico, in un manufatto preparato verso la fine del secondo secolo a.C. che si trova in ottimo stato di conservazione.
Il manoscritto è il cuore del Tempio del Libro, in Israele, un'istituzione simbolicamente costruita di fronte al parlamento. Il nuovo progetto di ricerca prevede lo studio di questo rotolo come oggetto archeologico, concentrandosi sulle informazioni non testuali.
Il testo della Bibbia smette di essere considerato come un’entità astratta e trova corpo in un manoscritto. Un corpo che presenta tutti i segni dell’interazione con gli uomini che lo hanno prodotto e ricevuto.
Il progetto the Great Isaiah Scroll: A Biography è realizzato in collaborazione con il museo d’Israele, che garantisce l’accesso al rotolo. La curatrice del Tempio del Libro, Hagit Maoz partecipa alla ricerca come dottoranda.
Ricerca, archeologia e divulgazione in Ticino
Il mondo dell’archeologia in Ticino è molto attivo. Sul territorio esistono aree di rilevanza archeologica molto estese, le associazioni di categoria e gli eventi pubblici suscitano interesse e c’è perfino chi - pur lavorando principalmente nella Svizzera italiana - ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali.
Scoprire e proteggere i siti archeologici e il patrimonio culturale a livello locale e internazionale è una sfida senz’altro affascinante. Negli ultimi quindici anni a Lugano abbiamo iniziato un percorso accademico con l’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche nella Facoltà di Teologia, ora affiliata alla USI, e si vedono i primi risultati.
Attualmente il Canton Ticino ha archeologi di grande valore che hanno raggiunto posizioni apicali. Penso per esempio ad Andrea Bignasca, direttore dell’Antiken Museum di Basilea e della rivista “Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”, oppure a Simonetta Biaggio-Simona, capo dell'Ufficio dei beni culturali del Cantone.
Ci sono poi diversi studiosi della generazione più giovane che hanno completato o portano avanti studi di valore. Il limite sta nel fatto che la formazione universitaria si svolge altrove.
Il rapporto con il territorio
Il rischio per chi lavora in università è chiudersi nella bolla degli addetti ai lavori. In Ticino la mia esperienza è quella di un uditorio molto ricettivo.
Ogni volta che abbiamo proposto iniziative di divulgazione i numeri sono stati sempre alti e in crescendo, e così l’interesse. Ho ancora vive le emozioni dell’ultimo evento prima della pandemia, il 4 febbraio del 2020, quando abbiamo dedicato una mezza giornata alla presentazione dei nostri lavori su Qumran usando linguaggi diversi: l’esperienza immersiva nelle grotte (insieme con l’Accademia di architettura dell'USI a Mendrisio), un nuovo documentario, una tavola rotonda con protagonisti della ricerca internazionale.
L’auditorium dell’Università scoppiava di gente (in piedi, seduta anche sui gradini…) e fino a tarda notte ci è stato chiesto di continuare a replicare il documentario. Ma se parliamo di rapporto con il territorio ci sono soprattutto le attività dell’Associazione Archeologica Ticinese: una presenza che unisce grande partecipazione ed eccellenza di proposte.
L’Associazione Archeologica Ticinese (AAT), fondata nel 1986, ha lo scopo di riunire tutti gli appassionati di questa affascinante disciplina. L’AAT è oggetto della mia ammirazione.
Sembra che neanche a Parigi le iniziative di un’associazione analoga raggiungano i numeri di quella presente in Ticino. Ma non è solo questione di numeri: le interazioni mostrano la qualità della partecipazione.
Noi sappiamo che uno degli impegni dell’università è la cosiddetta terza missione. In un contesto in cui l’università in Ticino muove solo di recente i primi passi verso l’archeologia, la terza missione è già ampiamente compiuta.
Vorrei ricordare anche un’altra realtà, questa volta preziosa nell’ambito della ricerca: i “Quaderni ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”, una rivista scientifica che ha raggiunto quest’anno i cinquant’anni di pubblicazioni.
Il profilo scientifico di Marcello Fidanzio
Professore incaricato di Ambiente Biblico alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (Milano). Professore straordinario alla Facoltà di Teologia di Lugano, direttore Istituto di Cultura e Archeologia delle terre Bibliche Fondatore e direttore del programma di corsi estivi di archeologia a Gerusalemme.
Chercheur associé École Biblique et Archéologique Française de Jérusalem. Ernest S. Frerich Annual Professor al W.F. Albright Institute of Archaeological Research di Gerusalemme (2021-22).
Ambiti di ricerca
- Composizione dei salmi e del Salterio;
- Archeologia di Qumran e i Rotoli del Mar Morto, con particolare attenzione all’archeologia delle grotte di Qumran e allo studio dei manoscritti dei salmi;
- Archeologia dei luoghi neotestamentari e del giudaismo del I secolo;
- Memorie cristiane in Terrasanta.
Progetti di ricerca
- Titolare del progetto di ricerca: A Material Approach to the Qumran Quest. When, How, and Why Were Dead Sea Scrolls Deposited to the Natural Caves? (2021-2025) finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero.
- Direttore del Qumran Caves Publication Project (EBAF e ISCAB FTL).
- Con Joan Taylor e Dennis Mizzi ha realizzato il Network Dispersed Qumran Caves Artefacts and Archival Sources, finanziato da Leverhulme Trust (2016-2019).
Dottorati e possibilità di ricerca avanzata
Nel quadro degli ambiti di ricerca dell'Istituto è possibile svolgere ricerche dottorali sia per studenti che possiedono una licenza in teologia sia per studenti con un master in materie umanistiche. I primi per un dottorato canonico in teologia, gli altri per un PhD in scienze religiose con indirizzo in Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico.
Il percorso è quindi aperto sia a chi proviene dalla formazione teologica sia a chi possiede una preparazione umanistica e intende specializzarsi nella storia, nell’archeologia e nella cultura del Vicino Oriente Antico.
Pubblicazioni e collane scientifiche
L’Istituto cura la pubblicazione di due collane, corrispondenti ai suoi due ambiti di ricerca: ISCAB - Serie Archeologica; ISCAB Serie Filologica.
Gli atti del convegno 2014, The Caves of Qumran: Proceedings of the International Conference, Lugano 2014 sono pubblicati dall'editrice Brill di Leiden nella Collana STDJ. Il volume ha ricevuto il premio Best Scholarly Book in Archaeology dalla Biblical Archaeology Society.
Il final report sugli scavi alle grotte di Qumran è pubblicato dall'editore Vandenhoeck & Ruprecht di Göttingen nella collana NTOA.SA.
Libri
- Marcello Fidanzio, Un fiume e i suoi canali. Studio metodologico sull'Analisi retorica biblica dei Salmi e saggi di esegesi, StA 1, Milano, IPL 2014.
- Adriano Fabris - Marcello Fidanzio - Renè Roux eds., Carlo Maria Martini. La Scrittura e la Città, BT 16, Lugano-Siena, Eupress FTL-Cantagalli 2021.
- Jean-Baptiste Humbert - Marcello Fidanzio eds., Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, NTOA.SA8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019.
- Giorgio Paximadi - Marcello Fidanzio eds., Terra Sancta II. Ricerche storiche e filologiche. Atti dei convegni 2012-2014, ISCAB.SA 2, Lugano - Siena, Eupress FTL - Cantagalli 2017.
- Marcello Fidanzio ed., The Caves of Qumran. Proceedings of the International Conference. Lugano 2014, STDJ 118, Leiden - Boston, Brill 2016.
- Giorgio Paximadi - Marcello Fidanzio eds., Terra Sancta. Archeologia ed esegesi. Atti dei convegni 2008-2010, ISCAB.SA 1, Lugano, Eupress FTL 2013.
Articoli e capitoli di libri
- Marcello Fidanzio, «The Deposition of the Copper Scroll: New Archaeological Investigations», Early Christianity (in corso di pubblicazione).
- Marcello Fidanzio, «Roland de Vaux’s Excavations at Qumran Caves (1949-1956), Final Report: Cave 11Q as a Starting Point», in The Dead Sea Scrolls at Seventy: “Clear a Path in the Wilderness”: Proceedings of the Sixteenth International Symposium of the Orion Center for the Study of the Dead Sea Scrolls, Cosponsored by the University of Vienna, New York University, the Israel Antiquities Authority, and the Israel Museum, 29 April-2 May, 2018, a cura di E.G. Chazon, STDJ, Leiden, Brill, in corso di pubblicazione).
- Marcello Fidanzio, «Biblical Scrolls in Their Depositional Contexts: Psalms as a Case Study», in Stones, Tablets, and Scrolls. Periods of the Formation of the Bible, a cura di P. Dubovsky - F. Giuntoli, Tübingen, Mohr Siebeck, 2020, 443-460.
- Marcello Fidanzio, «Qumran Cave 11Q Through the Ages», in Life at the Dead Sea. Proceedings of the International Conference held at the State Museum of Archaeology Chemnitz (SMAC), February 21-24, 2018, Chemnitz, a cura di M. Peilstöcker - S. Wolfram, AAT 96; Münster, Zaphon, 2019, 285-292.
- Marcello Fidanzio, «Introduction», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 1-10.
- Marcello Fidanzio, ed. «Archival Sources and First Publications on the Excavations of Cave 11Q», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 11-44.
- Marcello Fidanzio - Marco De Pietri - Alessandro Maifredi - Benedetta Torrini, «Notes from the 2017 Excavation of Cave 11Q», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 71-86.
- Marcello Fidanzio - Naama Sukenik, «Linen Textile Gr11Q75: A Scroll Wrapper from Cave 11Q», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 119-122.
- Marcello Fidanzio, ed. «Manuscript from Cave 11Q: Photo Collections by Hunzinger and Allegro», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 191-197.
- Marcello Fidanzio, «The Retrieval of Unknown Manuscript Fragments from Cave 11Q», in Khirbet Qumrân et Aïn Feshkha IVA: Cave 11Q. Archaeology and New Scroll Fragments, a cura di J.B. Humbert - M. Fidanzio, NTOA.SA 8A, Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 2019, 199-202.
- Marcello Fidanzio, «L’agenda di Qumran», in TerraSancta II. Ricerche storiche ed Archeologiche. Atti dei convegni 2012-2014, a cura di G. Paximadi - M. Fidanzio, ISCAB.SA 2, Lugano - Siena, Eupress FTL - Cantagalli 2017, 151-167.
- Marcello Fidanzio, «De nouvelles découvertes dans la grotte XII/53 (12?) à Qumrân» RdQ 109 (2017) 139-144.
- Joan E. Taylor - Dennis Mizzi - Marcello Fidanzio, «Revisiting Cave 1Q and its Archaeological Assemblage», PEQ 149 (2017) 295-325.
- Marcello Fidanzio - Marco De Pietri - Alessandro Maifredi - Benedetta Torrini, «Campagna di scavi ISCAB-FTL e USI alla grotta 11Q di Qumran, marzo 2017», RTLu XXII (2017) 437-466.
- Marcello Fidanzio, «Introduction», in The Caves of Qumran. Proceedings of the International Conference. Lugano 2014, a cura di M. Fidanzio, STDJ 118, Leiden - Boston, Brill 2016, 1-6.
- Marcello Fidanzio - Jean-Baptiste Humbert. «Finds from the Qumran Caves: Roland de Vaux’s Inventory of the Excavations (1949-1956)», in The Caves of Qumran. Proceedings of the International Conference. Lugano 2014, a cura di M. Fidanzio, STDJ 118, Leiden - Boston, Brill 2016, 263-332.
- Marcello Fidanzio - Émile Puech, «La grotta 11 di Qumran. Archeologia e frammenti manoscritti», in Extra Ironiam Nulla Salus. FS R. Vignolo, a cura di M. Crimella - C. Pagazzi - S. Romanello, Biblica 8, Milano, Glossa 2016. 927-948.
- Marcello Fidanzio, «Which cave does this pottery came from? The information written on the pottery found in the Qumran caves (R. de Vaux excavations 1949-1956)» RB 122 (2015): 128-131.
- Marcello Fidanzio, «Leggere la Bibbia nella Chiesa: la Dei Verbum», in Riscoprire il Vaticano II, a cura di A. Cattaneo, AdC 6, Lugano, Eupress FTL 2014, 35-48.
- Marcello Fidanzio, «E videro dove abitava. Apertura del V anno dei corsi a Gerusalemme, classe di Archeologia e geografia», RTLuXVIII (2013), 283-291.
- Marcello Fidanzio, «La casa di Dio e il cammino dell’uomo. Studio del Salmo 84», in Terra Sancta. Archeologia ed esegesi. Atti dei convegni 2008-2010, a cura di G. Paximadi - M. Fidanzio, ISCAB.SA 1, Lugano, Eupress FTL 2013, 220-248.
- Marcello Fidanzio, «I passi del pellegrino», in Un libro nelle viscere. I Salmi, via della vita, a cura di M.I. Angelini - R. Vignolo, Sestante 29, Milano, Vita e Pensiero 2011, 81-94.
- Marcello Fidanzio, «Composition des Psaumes 84-88», in The Composition of the Book of Psalm, a cura di E. Zenger, BETL 238, Leuven 2010, 463-468.
Traduzioni scientifiche
- J. Weingreen, Grammatica di ebraico biblico, trad. di M. Fidanzio, Milano - Lugano, EUPress FTL - Glossa 2011.
- Guida biblica per pellegrinaggi cristiani in Terrasanta e nel Vicino Oriente.
Il rapporto tra testo, luogo e cultura
Il percorso di Lugano considera la Bibbia nel rapporto concreto con le lingue, i luoghi, i manoscritti, le tradizioni e la cultura materiale del Vicino Oriente Antico. L’obiettivo è quello di individuare il significato profondo e vivente delle Scritture, tenendo conto dell’evoluzione della loro interpretazione e della loro risonanza attuale.
Questo approccio permette di mettere in relazione il lavoro filologico con l’indagine archeologica, l’analisi storica con l’esperienza sul campo e lo studio dei manoscritti con la storia delle comunità che li hanno prodotti e ricevuti.
Il testo della Bibbia smette di essere considerato come un’entità astratta e trova corpo in un manoscritto. Un corpo che presenta tutti i segni dell’interazione con gli uomini che lo hanno prodotto e ricevuto.
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