Manifesto Matite Presbitero: storia, immagini e significato della pubblicità milanese

Il manifesto pubblicitario delle Matite Nazionali Presbitero è una stampa realizzata per promuovere la produzione milanese di matite e prodotti di cancelleria, con un’immagine centrata su figure maschili, volti, matite, un alpino, un cappello e un pennino. Il manifesto conservato presso il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso misura 100 × 140 cm ed è realizzato su carta mediante cromolitografia.

L’opera è attribuita a Roberto Aloy e Marcello Dudovich e unisce due precedenti affiches pubblicitarie realizzate rispettivamente da Aloy e Dudovich. In questa forma è già presente in pubblicità del 1931-1932.

Manifesto pubblicitario Matita Nazionale Presbitero

La società Presbitero e la produzione delle matite

Quella della società milanese Presbitero (1916-1976) è una storia industriale importante; una storia con un simbolo forte difficile da dimenticare; talmente forte da essere citato in decine di romanzi e articoli, entrato nei dialetti di diverse province italiane e, infine, persino nei modi di dire della lingua comune.

Nel 1916 Pietro Presbitero decise di iniziare la produzione di matite, a cui affiancò, nel 1927, quella di pennini. La prima registrazione di un marchio Presbitero è del 1931 e riporta come ragione sociale “Soc. An. Matita Nazionale Pennino Nazionale Presbitero”.

La società rimase in attività almeno fino al 1952, data di registrazione dell’ultimo marchio noto. L’indagine sulla Presbitero si concentra su una delle tre grandi fabbriche italiane di matite che, a partire dagli anni venti del Novecento, tentarono di sfidare il dominio delle matite tedesche nel mercato scolastico e professionale.

L’obiettivo non è soltanto ricostruire la storia industriale di un’azienda milanese, ma comprendere come un oggetto apparentemente semplice - la matita - possa diventare specchio dei cambiamenti economici, politici e culturali del Paese.

Il manifesto del Museo nazionale Collezione Salce

Il documento è un manifesto pubblicitario appartenente alla categoria delle stampe. La materia e tecnica sono carta e cromolitografia, mentre le misure sono altezza 100 cm e larghezza 140 cm.

ElementoInformazione
OggettoManifesto pubblicitario
Materia e tecnicaCarta; cromolitografia
Altezza100 cm
Larghezza140 cm
Autori attribuitiDudovich Marcello (1878/1962); Aloi Roberto (1897/1981)
PeriodoPost 1927 - circa 1930; forma pubblicitaria già presente nel 1931-1932
Luogo di conservazioneMuseo nazionale Collezione Salce
LocalizzazioneComplesso di Santa Margherita e San Gaetano, Treviso
Numero d’inventario03806
Codice di catalogo nazionale0500673979

Il manifesto è conservato presso il Museo nazionale Collezione Salce, nel Complesso di Santa Margherita e San Gaetano, in Via Carlo Alberto, 31, Treviso (TV). La condizione giuridica dell’opera è la proprietà dello Stato.

L’ente competente per la tutela è il Museo Nazionale Collezione Salce. La scheda è stata compilata nel 2014 dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, con esclusione della città di Venezia e dei Comuni della Gronda lagunare, Belluno, Padova e Treviso.

La lettura iconografica

La lettura iconografica individua figure maschili, volti, matite, un alpino, un cappello e un pennino. Questi elementi collegano immediatamente il prodotto alla scrittura, al disegno, alla scuola e all’identità nazionale.

La composizione riunisce il volto maschile e gli strumenti della scrittura in un’immagine facilmente riconoscibile. Le matite non sono soltanto raffigurate come articoli di cancelleria, ma diventano il segno visivo attraverso cui la società comunica la propria presenza nel mercato italiano.

Il riferimento all’alpino e al cappello introduce una componente fortemente caratterizzata sul piano nazionale. La denominazione “Matita Nazionale Presbitero” associa infatti il prodotto alla produzione italiana e alla competizione con le matite tedesche nel mercato scolastico e professionale.

Dettaglio grafico alpino e matite Presbitero

Roberto Aloy e Marcello Dudovich

Il manifesto è attribuito a Roberto Aloy, nato nel 1897 e morto nel 1981, e a Marcello Dudovich, nato nel 1878 e morto nel 1962. Il manifesto in oggetto unisce due precedenti affiches pubblicitarie fatte rispettivamente da Aloy e Dudovich.

Le iscrizioni identificano al centro a sinistra la firma “Aloy”, in corsivo e a stampa. La presenza della firma collega il progetto alla produzione grafica di Roberto Aloy, mentre l’attribuzione a Dudovich documenta la fusione di due precedenti soluzioni pubblicitarie.

La costruzione del manifesto testimonia una pratica pubblicitaria basata sulla rielaborazione di immagini già sperimentate. L’unione delle due affiches consente di concentrare in una sola composizione i principali elementi visivi associati alla linea Presbitero.

Il marchio e l’identità della Matita Nazionale

La prima registrazione di un marchio Presbitero è del 1931 e riporta come ragione sociale “Soc. An. Matita Nazionale Pennino Nazionale Presbitero”. La denominazione lega esplicitamente due categorie di prodotti: la matita e il pennino.

Nel manifesto compare anche uno stemma commerciale in alto a sinistra: un marchio delle Edizioni Star, circolare, con la dicitura “EDIZIONI STAR” su una stella a cinque punte. All’interno dello stemma sono riportate le indicazioni “OFFICINE IMPRESA GEN. D’AFFISSIONI E PUBBLICITA’ MILANO VIA C. GOLDONI, 10”.

Il marchio Presbitero era associato a un simbolo forte e difficilmente dimenticabile: una testa trafitta da matite infilate nel cranio, che ad alcuni evocava un porcospino e ad altri una medusa.

Simbolo della testa trafitta da matite

La pubblicità della matita nel Novecento

Forse perché intere generazioni, durante gli anni di scuola, hanno utilizzato i prodotti Presbitero: matite, pennini, pastelli, penne a sfera, gessetti, temperamatite, tutti rigorosamente marchiati con quella testa trafitta da matite, infilate nel cranio, che ad alcuni evocava un porcospino, ad altri una medusa.

Oggetti semplici, economici, destinati a perdersi o consumarsi in fretta, ma capaci di accompagnare - per gran parte del Novecento - gli anni che si ricordano con maggiore nostalgia: quelli dell’astuccio colmo di pastelli nuovi, di mille colori, e di un tempo senza pensieri né preoccupazioni.

La pubblicità della Presbitero trasformava quindi un oggetto ordinario in un elemento riconoscibile della vita quotidiana. Matite, pennini e pastelli appartenevano alla scuola, all’ufficio e alle attività di disegno, ma il marchio conferiva loro una precisa identità visiva.

La varietà dei prodotti ricordati comprendeva matite copiative, matite da disegno, matite per ufficio, pastelli, matite per il Ventennio, matite pubblicitarie, matite particolari, pennini e altri prodotti.

La Matita Nazionale Presbitero e il contesto italiano

Matita Nazionale Presbitero nasce come naturale prosecuzione del percorso di ricerca avviato da Giovanni Renzi nel 2019 con Matite, storia e pubblicità e proseguito con La scuola italiana e la pubblicità.

La storia della Presbitero è quella di una società milanese attiva dal 1916 al 1976, il cui simbolo entrò nella memoria di generazioni di consumatori. Il segno grafico fu citato in decine di romanzi, articoli di giornali e riviste, in alcuni dialetti delle province italiane e nei modi di dire della lingua italiana.

La vicenda industriale della società permette di osservare il ruolo della cancelleria nella modernizzazione del Paese. Un prodotto destinato alla scuola e al lavoro diventa così una testimonianza dei cambiamenti economici, politici e culturali dell’Italia del Novecento.

  1. Nel 1916 Pietro Presbitero iniziò la produzione di matite.
  2. A partire dagli anni venti, la produzione italiana di matite tentò di sfidare il dominio delle matite tedesche.
  3. Nel 1927 la società affiancò alle matite la produzione di pennini.
  4. Nel 1931 fu registrato il marchio con la ragione sociale “Soc. An. Matita Nazionale Pennino Nazionale Presbitero”.
  5. Nel 1931-1932 il manifesto composto dall’unione delle due affiches era già presente nella pubblicità.
  6. Nel 1952 fu registrato l’ultimo marchio noto.
  7. La società Presbitero rimase attiva fino al 1976.

Altre immagini pubblicitarie della Presbitero

Un’altra immagine pubblicitaria è una cartolina per “Matita Nazionale Presbitero”, con grafica di Roberto Aloy del 1925. L’opera è indicata come litografia e appartiene alla produzione pubblicitaria italiana del XX secolo.

La lettura iconografica di questa immagine comprende un volto maschile, matite colorate, un alpino, un cappello e un pennino. La categoria merceologica comprende l’industria manifatturiera, i prodotti di cancelleria, la penna e la matita.

La cartolina pubblicitaria è collegata ai temi dell’Italia, dell’autarchia, della matita, della pubblicità, di Roberto Aloy e del colore. L’immagine presenta inoltre riferimenti alla capigliatura, alla figura maschile e alla comunicazione commerciale del prodotto.

Cartolina pubblicitaria Presbitero 1925

La pubblicità su Emporium

Un’altra locandina pubblicitaria, non firmata e in bianco e nero, è presente in diverse soluzioni nella rivista “Emporium” dal gennaio 1924, volume LIX numero 349, al luglio 1930, volume LXXII numero 427.

La locandina è realizzata su cartoncino mediante riproduzione fotomeccanica. Misura 33,9 cm di altezza e 29,8 cm di larghezza ed è attribuita a Roberto Aloy.

ElementoInformazione
OggettoLocandina pubblicitaria
Materia e tecnicaCartoncino; riproduzione fotomeccanica
MisureAltezza 33,9 cm; larghezza 29,8 cm
AttribuzioneAloi Roberto (1897/1981)
Periodo di pubblicazioneGennaio 1924 - luglio 1930
Numero d’inventario09414
Codice di catalogo nazionale0500653162

Anche questa opera è conservata presso il Museo nazionale Collezione Salce, nel Complesso di Santa Margherita e San Gaetano di Treviso. La scheda appartiene alla tipologia delle stampe e la condizione giuridica è la proprietà dello Stato.

Il valore culturale degli oggetti di cancelleria

Gli oggetti Presbitero erano semplici e poco costosi, si perdevano e si consumavano in fretta, ma per tante generazioni del Novecento accompagnarono gli anni ricordati con maggiore nostalgia.

Quelle matite, pennini, pastelli, penne a sfera, gessetti e temperamatite appartenevano alla quotidianità scolastica e professionale. La loro presenza negli astucci e sui banchi rese il marchio familiare a intere generazioni.

La forza della comunicazione Presbitero derivava dall’incontro tra la semplicità del prodotto e la riconoscibilità del simbolo. La matita restava un oggetto d’uso, ma il marchio la inseriva in un sistema di immagini, denominazioni e associazioni culturali legate alla scuola, al lavoro e all’identità italiana.

Dati di catalogazione e conservazione

Il manifesto è catalogato con il codice di catalogo nazionale 0500673979 e il numero d’inventario 03806. La locandina pubblicitaria attribuita ad Aloy è catalogata con il codice 0500653162 e il numero d’inventario 09414.

Le opere appartengono al patrimonio del Museo Nazionale Collezione Salce e sono sottoposte alla tutela dell’ente competente. I metadati della scheda sono rilasciati con licenza CC-BY 4.0.

OperaCodice nazionaleInventarioConservazione
Manifesto pubblicitario Matita Nazionale Presbitero050067397903806Museo nazionale Collezione Salce, Treviso
Locandina pubblicitaria attribuita ad Aloy050065316209414Museo nazionale Collezione Salce, Treviso

La documentazione relativa alle opere comprende la scheda completa in formato PDF e le indicazioni sulle altre opere degli stessi autori e dello stesso periodo. Per il manifesto sono indicati Marcello Dudovich e Roberto Aloy, mentre per la locandina è indicato Roberto Aloy.

SAEDTLER, una storia lunga quasi 200 anni!

La memoria della Presbitero

Il marchio Presbitero rimase nella memoria non soltanto per i prodotti, ma anche per il particolare simbolo della testa trafitta da matite. La sua immagine poteva suscitare interpretazioni diverse, ma proprio questa singolarità ne favoriva il ricordo.

La società milanese Presbitero rappresenta quindi un caso significativo di come un’impresa manifatturiera possa legare la propria identità a un’immagine pubblicitaria duratura. La matita, oggetto quotidiano destinato alla scuola, all’ufficio e al disegno, divenne il centro di una storia industriale e visiva che attraversò gran parte del Novecento.

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