I messaggi di Medjugorje sul Papa invitano soprattutto a pregare per il Santo Padre, a sostenerne la missione di pace e a riconoscerne il ruolo di padre spirituale della Chiesa e di tutti gli uomini. Tra i temi ricorrenti compaiono l’unità dei cristiani, la preghiera per i sacerdoti e i vescovi, la conversione, il digiuno e l’apertura allo Spirito Santo.
La posizione ecclesiale attuale distingue però tra il valore spirituale dei messaggi e la dichiarazione della loro origine soprannaturale: il nulla osta approvato da Papa Francesco autorizza il culto pubblico e riconosce i frutti positivi legati a Medjugorje, ma non afferma che le apparizioni siano autentiche né obbliga i fedeli a credervi.
Che cosa dicono i messaggi di Medjugorje sul Papa
Il primo nucleo riguarda la preghiera per il Santo Padre e per i responsabili della Chiesa. Il messaggio del 4 novembre 1981 afferma: «Il Papa é vostro padre, é il padre spirituale di tutti. Bisogna pregare molto per lui».
Il 25 settembre 1982 l’invito è rivolto direttamente alla missione del Pontefice: «Il Santo Padre continui ad essere instancabile e coraggioso annunciatore di pace e d'amore. Si senta sempre il padre spirituale non solo dei cattolici ma di tutti gli uomini».
Il messaggio del 16 settembre 1982 collega il Papa alla pace e all’unità dei cristiani: «Vorrei dire anche al Sommo Pontefice la parola che sono venuta ad annunciare qui a Medjugorje: pace, pace, pace! Desidero che egli la trasmetta a tutti. Il mio messaggio particolare per lui é di riunire tutti i cristiani con la sua parola e la sua predicazione e di trasmettere ai giovani quello che Dio gli ispira durante la preghiera».
Preghiera per il Papa, i vescovi e i responsabili della Chiesa
Nel messaggio del 24 giugno 1983 la preghiera per il Papa è inserita in un più ampio cammino di conversione e di vita spirituale. Ai membri del gruppo di preghiera viene chiesto di rinunciare alle passioni e ai desideri disordinati, di abbandonarsi a Dio, di amare i propri avversari, di pregare e di digiunare.
Lo stesso messaggio invita a pregare molto «per il Papa, il vostro vescovo e gli altri responsabili della Chiesa: non meno della metà dei vostri sacrifici e preghiere deve essere consacrata a questa intenzione».
Il 13 agosto 2004 l’invito viene ripetuto in forma breve: «Cari figli in questo tempo, vi prego pregate per i vostri sacerdoti i vescovi e il santo Padre».
Il 27 gennaio 1984 propone inoltre una pratica quotidiana di preghiera: «Pregate e digiunate. Desidero che approfondiate continuamente la vostra vita di preghiera. Ogni mattina in famiglia rinnovate le preghiere di consacrazione ai sacri Cuori di Gesù e di Maria. Pregate ogni giorno l’Angelus, il Credo, cinque Pater, Ave e Gloria in onore della passione di Gesù, un sesto per il nostro Santo Padre, il Papa, e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo su di voi. Poi la preghiera di invocazione dello Spirito Santo. Se vi è possibile, pregate anche il Rosario».
I messaggi sul Papa e la pace
Nei messaggi di Medjugorje la figura del Papa è frequentemente collegata alla pace. Il titolo mariano di «Regina della Pace» viene interpretato non soltanto come riferimento all’assenza di guerra, ma anche alla pace spirituale, familiare e sociale.
La Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede ricorda: «Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16.06.1983).
Il messaggio del 17 agosto 2014, attribuito a Ivan, collega esplicitamente la preghiera per il Papa alla missione della pace: «Cari figli oggi in modo particolare vi invito a pregare per la pace. Apritevi allo Spirito Santo cari figli, che lo Spirito Santo vi guidi: in modo particolare, cari figli in questo tempo pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione,la missione della pace. La Madre prega insieme a voi e intercede presso Suo Figlio per ciascuno di voi. Grazie cari figli perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata».
Il messaggio del 14 maggio 1982 e Giovanni Paolo II
Il 14 maggio 1982, durante i giorni in cui Giovanni Paolo II si trovava a Fatima per l’anniversario dell’attentato, viene riportato questo messaggio: «I nemici del Papa volevano ucciderlo, ma io l’ho protetto».
Il riferimento riguarda l’attentato subito da Giovanni Paolo II e presenta il Papa come oggetto di una particolare protezione materna. Questo messaggio si inserisce nel tema più generale della preghiera per il Pontefice e della sua missione ecclesiale.
Il messaggio del 2 aprile 2005 e la morte di Giovanni Paolo II
Il 2 aprile 2005, in un messaggio attribuito a Ivan, viene descritta la presenza di Giovanni Paolo II accanto alla Madonna durante la preghiera. Il testo riferisce che «il Papa era sorridente, appariva giovane ed era molto felice. Era vestito di bianco con un mantello dorato».
La descrizione prosegue: «La Madonna si è voltata verso di lui e i due, guardandosi, hanno entrambi sorriso, un sorriso straordinario, meraviglioso. Il Papa continuava estasiato a guardare la Giovane Donna e lei si è rivolta verso Ivan dicendogli: ‘il mio caro figlio è con me’. Non ha detto nient’altro, ma il suo volto era raggiante come quello del papa che ha continuato a guardare il volto di lei».
Il messaggio è stato associato alla morte di Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, e viene letto dai sostenitori di Medjugorje come una rappresentazione consolante del rapporto tra il Pontefice e Maria.
Il ruolo del Papa secondo i messaggi
Dai testi dedicati al Santo Padre emergono quattro funzioni principali: essere padre spirituale, annunciatore della pace, promotore dell’unità dei cristiani e guida della Chiesa insieme ai vescovi e ai sacerdoti.
| Tema | Contenuto dei messaggi |
|---|---|
| Padre spirituale | «Il Papa é vostro padre, é il padre spirituale di tutti». |
| Pace | Il Santo Padre è invitato a essere «annunciatore di pace e d'amore». |
| Unità dei cristiani | Il Papa è chiamato a «riunire tutti i cristiani con la sua parola e la sua predicazione». |
| Preghiera ecclesiale | I fedeli sono invitati a pregare per il Papa, il vescovo e gli altri responsabili della Chiesa. |
| Missione | La preghiera per il Santo Padre è collegata alla «missione della pace». |
Il contesto storico delle apparizioni di Medjugorje
Le presunte apparizioni iniziano il 24 giugno 1981 nella parrocchia San Giacomo, affidata ai Francescani nella diocesi di Mostar-Duvno (ex Jugoslavia, oggi Bosnia ed Erzegovina).
Due ragazze Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević vanno in località Podbrdo: all’improvviso, Ivanka (non Mirjana) vede la Madonna. Lo stesso giorno sei ragazzi vedono nello stesso luogo Maria con un bambino in braccio.
Sono Vicka Ivanković, Ivan Dragičević, Ivan e Milka Pavlović, Marija Pavlović e Jakov Čolo. Il 21 luglio 1983 mons. Pavao Žanić, vescovo di Mostar, incontra i «veggenti», si convince che «non mentono» e invia alla Dottrina della fede una relazione manifestando «fortissimi dubbi».
Le prime valutazioni ecclesiali
Il 12 ottobre 1984 la Conferenza episcopale richiama la competenza dell’autorità ecclesiastica e proibisce i pellegrinaggi ufficiali. Nel 1986 la commissione diocesana sentenzia (11 contro 4) «Non constat de supernaturalitate».
La Congregazione vaticana affida all’episcopato un nuovo esame: nel 1991 emette la «dichiarazione di Zadar (Zara)»: «Non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali».
Nel 1994 mons. Ratko Perić, nuovo vescovo di Medjugorje, chiede a Giovanni Paolo II di istituire una Commissione per un verdetto definitivo. Si preannuncia una visita di Wojtyla a Medjugorje: il Papa, in alcune lettere, si esprime positivamente. Ma mons. Perić è contrario e la visita salta.
Nel 1998 la Congregazione permette i pellegrinaggi privati a condizione che non si dichiari Medjugorje «luogo di apparizioni autentiche».
La Commissione internazionale e Papa Francesco
Il 14 gennaio 2008 Benedetto XVI istituisce una Commissione internazionale presieduta dal card. Camillo Ruini che nel gennaio 2014 emette le proprie conclusioni, che non vengono rese note ma due esperti giungono a risultati assai diversi.
Nel dicembre 2015 Papa Bergoglio avoca a sé ogni decisione; nel 2017 nomina il polacco mons. Henryk Hoser inviato speciale della Santa Sede; il 14 gennaio 2019 dispone: «È possibile organizzare pellegrinaggi ma non è l’autenticazione delle apparizioni».
Nel 2013 Papa Francesco aveva già messo in guardia da una ricerca continua di messaggi e fenomeni straordinari. Commentando il passo evangelico di Lc 17,22-24, spiegava come «la curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: “Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna”», ricordando poi come «la Madonna è Madre! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni».
Non mancò in quell’occasione un riferimento alle «novità» che «allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo», perché «Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione: viene nella saggezza».
Ad un anno e mezzo di distanza, il Pontefice è tornato in questi giorni a fare riferimento in due occasioni al dibattuto caso di Medjugorje. La prima volta in concomitanza con il viaggio apostolico a Sarajevo, il 7 giugno scorso.
Rispondendo ad una domanda sull’argomento posta da un giornalista croato sul volo di rientro a Roma, papa Francesco ha ricordato come «sul problema di Medjugorje papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri Cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni - non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro. Il cardinale Müller [Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede] mi ha detto che avrebbe fatto una feria quarta [un’apposita riunione] in questi tempi. Siamo lì lì per prendere delle decisioni. Poi si diranno. Per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi, ma sulle linee che si prenderanno».
La Nota «La Regina della Pace» approvata da Papa Francesco
La Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede approvata da Francesco non si pronuncia sulla soprannaturalità ma riconosce gli abbondanti frutti spirituali legati alla parrocchia-santuario della Regina della Pace e formula un giudizio complessivamente positivo sui messaggi pur con alcuni chiarimenti.
«È arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di vescovi, teologi, commissioni e analisti».
Si apre con queste parole “La Regina della Pace”, nota sull’esperienza spirituale legata a Medjugorje, firmata dal cardinale Víctor Manuel Fernández, e da mons. Armando Matteo, rispettivamente prefetto e segretario per la sezione dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Un testo approvato da Papa Francesco il 28 agosto, che riconosce la bontà dei frutti spirituali legati all’esperienza di Medjugorje, autorizzando i fedeli ad aderirvi - secondo quanto stabilito dalle nuove Norme per discernere questi fenomeni - in quanto «si sono verificati molti frutti positivi e non si sono diffusi nel popolo di Dio effetti negativi o rischiosi».
Complessivamente positivo anche il giudizio sui messaggi pur con dei chiarimenti su alcune espressioni. Si sottolinea inoltre che «le conclusioni di questa Nota non implicano un giudizio circa la vita morale dei presunti veggenti» e che in ogni caso i doni spirituali «non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire».
Che cosa significa il nulla osta
«Sebbene questo non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale» e ricordando che nessuno è obbligato a credervi, il nulla osta - emesso dal vescovo di Mostar-Duvno in accordo con la Santa Sede - indica che i fedeli «possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale e autorizza il culto pubblico».
La Nota precisa inoltre che «la valutazione positiva della maggior parte dei messaggi di Medjugorje come testi edificanti non implica dichiarare che abbiano una diretta origine soprannaturale».
E pur esistendo - com’è noto - diversi pareri «circa l’autenticità di alcuni fatti o su alcuni aspetti di questa esperienza spirituale, le autorità ecclesiastiche dei luoghi dove essa sia presente sono invitate ad apprezzare il valore pastorale e promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale».
Ferma restando la potestà di ogni vescovo diocesano di prendere decisioni prudenziali nel caso vi siano persone o gruppi che «utilizzando inadeguatamente questo fenomeno spirituale, agiscano in un modo sbagliato».
| Elemento | Valutazione ecclesiale |
|---|---|
| Origine soprannaturale | La Nota non dichiara che le apparizioni abbiano origine soprannaturale. |
| Messaggi | Il giudizio sulla maggior parte dei messaggi è complessivamente positivo, con alcuni chiarimenti. |
| Culto pubblico | Il nulla osta autorizza il culto pubblico. |
| Obbligo di credere | Nessuno è obbligato a credere alle apparizioni o ai messaggi. |
| Pellegrinaggi | I pellegrinaggi possono essere organizzati, ma ciò non autentica le apparizioni. |
| Presunti veggenti | I pellegrinaggi non devono essere orientati all’incontro con i presunti veggenti. |
I frutti spirituali riconosciuti dalla Chiesa
I luoghi legati al fenomeno Medjugorje sono meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. «I frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede» in accordo con la tradizione della Chiesa.
Si registrano «abbondanti conversioni» di persone che hanno scoperto o riscoperto la fede; il ritorno alla confessione e alla comunione sacramentale, numerose vocazioni, «molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare».
«Occorre menzionare - si legge nella Nota - che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i “veggenti” per presenziare alle presunte apparizioni».
Si riportano pure «numerosissime guarigioni». La parrocchia del piccolo paese dell’Erzegovina è luogo di adorazione, preghiera, seminari, ritiri spirituali, raduni di giovani e «sembra che a Medjugorje le persone si rechino soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete».
Sono sorte anche opere di carità che si occupano di orfani, tossicodipendenti, disabili e si registra anche la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani.
Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, fornisce alcune statistiche: nel 1985-2024 oltre 47 milioni di Comunioni; oltre 1 milione di sacerdoti hanno concelebrato.
Il messaggio della pace e la centralità di Cristo
La Nota del Dicastero prosegue esaminando gli aspetti centrali dei messaggi, a partire da quello della pace intesa non soltanto come assenza di guerra ma anche in un senso spirituale, familiare e sociale: il titolo più originale che la Madonna attribuisce a sé stessa è infatti “Regina della Pace”.
È una pace frutto della carità vissuta, che «implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici». Un aspetto che si comprende meglio «nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose».
Emerge con frequenza l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore: «Possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio».
Inoltre «l’intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona».
Maria intercede, ma è Cristo che «ci dà la forza, pertanto, tutta la sua opera materna consiste nel motivarci ad andare verso Cristo»: «Lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione» (25.11.1993).
Ancora, molti messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo: «La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21.10.1983).
Conversione, preghiera e digiuno
Nei messaggi si ritrova poi «un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo».
Proprio la conversione sembra essere il fulcro del messaggio di Medjugorje. C’è anche una «insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato e a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana», indicato come origine dell’odio, della violenza, della divisione.
Fondamentali anche il ruolo della preghiera e del digiuno, come pure la centralità della messa, dell’importanza della comunione fraterna e la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna.
Il messaggio del 24 giugno 1983 invita a «rinunciare a tutte le passioni e ai desideri disordinati», ad abbandonarsi totalmente a Dio e ad amare i propri avversari. Chiede inoltre di pregare, digiunare, partecipare alla santa messa e dedicare una parte significativa delle preghiere al Papa, al vescovo e agli altri responsabili della Chiesa.
I chiarimenti sui messaggi problematici
La seconda parte del documento sottolinea come «alcuni pochi» messaggi si allontanino dai contenuti fin qui elencati. E dunque «per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso, è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale».
Se si leggono parzialmente alcuni messaggi, essi possono apparire «connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» anche se qualche errore può non essere «dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno».
In alcuni casi «la Madonna sembra mostrare una qualche irritazione perché non sono state seguite alcune sue indicazioni; avverte così su segni minacciosi e sulla possibilità di non apparire più».
Ma in realtà altri messaggi offrono una giusta interpretazione: «Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione» (15.12.1983).
Il primato del Vangelo
Ci sono poi messaggi per la parrocchia nei quali la Madonna sembra desiderare un controllo su dettagli del cammino spirituale e pastorale, «dando così l’impressione di volersi sostituire agli organismi ordinari di partecipazione».
Altre volte insiste sull’ascolto e l’accettazione dei messaggi, insistenza probabilmente provocata «dall’amore e dal generoso fervore dei presunti veggenti che con buona volontà temevano che le chiamate della Madre alla conversione e alla pace fossero ignorate».
L’insistenza diventa più problematica quando i messaggi «si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie».
In realtà è la stessa Madonna a relativizzare i propri messaggi sottomettendoli al valore della Parola rivelata nella Scrittura: «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12.11.1982); «Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo» (19.09.1981). «Non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura!» (02.02.2018).
«Il mio piano» e il posto di Maria
Nella Nota si indicano come problematici quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni “il mio piano”, “il mio progetto”, espressioni che «potrebbero confondere. In realtà, tutto quanto Maria compie è sempre al servizio del progetto del Signore e del suo piano divino di salvezza».
Come pure non bisogna erroneamente «attribuire a Maria un posto che è unico ed esclusivo del Figlio di Dio fatto uomo».
Il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea invece un messaggio che può essere considerato come una sintesi della proposta del Vangelo attraverso Medjugorje: «Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito» (25.11.1991).
Come leggere i messaggi sul Papa
I messaggi sul Papa possono essere letti all’interno del più ampio invito alla preghiera, alla conversione e alla pace. Non presentano il Pontefice come una figura separata dalla Chiesa, ma come il padre spirituale per il quale pregare insieme ai sacerdoti, ai vescovi e agli altri responsabili ecclesiali.
Il loro centro non è la curiosità per informazioni straordinarie, ma la richiesta di sostenere spiritualmente la missione del Papa, soprattutto quando essa riguarda la pace, l’unità dei cristiani e la fedeltà al Vangelo.
La valutazione ecclesiale richiede tuttavia di distinguere il contenuto edificante di un messaggio dalla sua eventuale origine soprannaturale. La valutazione positiva della maggior parte dei messaggi non equivale quindi all’autenticazione delle apparizioni.
Il Dicastero invita infine chi si reca a Medjugorje «ad accettare che i pellegrinaggi non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace».
