Madonna dell’Altomare ad Andria: storia, santuario, immagine e celebrazioni

Il Santuario della Madonna dell’Altomare ad Andria conserva una devozione mariana legata a un’antica immagine dipinta in una cisterna, alla tradizione di prodigi avvenuti tra il XVI e il XVII secolo e alla trasformazione della chiesa rupestre nell’attuale edificio neoclassico.

La storia più antica del santuario è documentata nella relazione del Vescovo di Andria Nicola Adinolfi, datata 6 giugno 1711 e confluita nello Zodiaco di Maria, dato alle stampe a Napoli nel 1715, opera di F. Serafino Montorio dei Frati Predicatori.

Orari delle Sante Messe

Gli orari riportati per le celebrazioni della Madonna dell’Altomare sono i seguenti.

GiornoOrariNote
Martedì 22 settembre06.30, 08.00, 09.30, 19.00
Mercoledì 23 settembre09.00, 19.00La celebrazione delle 09.00 e quella delle 19.00 risultano indicate come soppresse dal 01 luglio al 17 luglio.
Giovedì 24 settembre09.00, 19.00La celebrazione delle 09.00 e quella delle 19.00 risultano indicate come soppresse dal 01 luglio al 17 luglio.
Venerdì 25 settembre09.00, 19.00La celebrazione delle 09.00 e quella delle 19.00 risultano indicate come soppresse dal 01 luglio al 17 luglio.
Sabato 26 settembre09.00, 19.00La celebrazione delle 09.00 risulta indicata come soppressa dal 01 luglio al 17 luglio.
Domenica 27 settembre10.30
Lunedì 28 settembre09.00, 19.00La celebrazione delle 09.00 e quella delle 19.00 risultano indicate come soppresse dal 01 luglio al 17 luglio.
Martedì 29 settembre06.30, 08.00, 09.30, 19.00

La relazione del 1711 e il titolo di Madonna dell’Altomare

Una relazione del Vescovo di Andria, Nicola Adinolfi, datata 6 giugno 1711, confluì nell’opera ZODIACO DI MARIA (data alle stampe in Napoli nel 1715) nella quale l’autore F. Serafino Montorio dei Frati Predicatori conservò tutto il materiale raccolto nel ministero della predicazione sulla storia dei tanti centri di culto mariano disseminati nelle dodici province del Regno di Napoli.

Le pagine 570-72 riportano il testo che qui viene riprodotto essendo la fonte storica più antica di tutto ciò che riguarda il Santuario.

Di Proteo favoleggiarono gli antichi Poeti, che à suo arbitrio trasformavasi in quante forme diverse à lui veniva à capriccio, e che adorato qual Dio dalla cieca Gentilità, non dasse gli oracoli, se · non per forza.

Così chimerizò la Greca fantasia, mà non senza mistero; ed io senza favoleggiare ardisco affermare, che MARIA veramente sia un Proteo, mentre se stessa trasforma in mille guise nelle sue Immagini, e di continuo acquista per mezo delle sue grazie nuovi titoli, e prerogative; ma al contrario del favoloso, senza essere pregata, liberalissima à suoi divoti dispensa i suoi favori, conforme cantò la Musa del Mantoano (pr. lib. Parthen. MARIANAE).

lpsa est adversis commune in rebus Asylum, Ante preces etiam, nec dum obsecrata, favorem Donat, et ad miseros maternas explicat ulnas.

Tanto appunto vedremo verificato nella Immagine, della quale qui discorriamo, perché in quella MARIA prende (molto diverso dalle altre) il nome dal Mare, quasi che ella essendo un Mare inesausto di grazie divine, compartir voglia à noi, come in tanti fiumi, l’acque de’ suoi celesti favori, e senza esserne supplicata, soccorre per maggior gloria di Dio, e sua alli bisogni di chi si trova in travaglio.

La fanciulla nella cisterna

Molti anni prima, che la divina Giustizia, per gastigare le colpe di questo Regno, ponesse mano alla spada del suo giusto rigore, e col morbo Epidemico spopolasse le sue Provincie, circa cento passi dalla Città d’Andria distante, cadde inavvedutamente in una cisterna, allora piena d’acqua, una tal fanciulla, senza che da altri fosse veduta, e soccorsa.

I suoi Genitori non vedendola tornare a casa, nè sapendo la disgrazia accadutale, la cercarono tre giorni continui, nè trovarono chi loro ne dasse novella alcuna.

Finalmente passando à caso per di là vicino alcuni del paese, udirono con loro meraviglia una voce languente, che uscendo dalla detta cisterna, lor fè dubbitare, che ivi fosse per sua disgrazia caduta qualche persona, e stasse in pericolo di affogarsi.

Avvicinatisi dunque per osservare chi fosse, viddero con loro stupore la detta fanciulla andare à galla sù l’acqua, e conosciutala per quella che era, presto avvisarono i suoi Genitori, li quali accorsi piagnenti al soccorso della pericolante figliuola, proccurarono con scale, e funi cavarla da quella cisterna.

Uscita fuora di pericolo la fanciullina, fù interrogata come avesse potuto stare tre giorni nell’acqua, e non affogarsi? e non sommersa, vivere senza cibo?

Rispose ella, che la Madre di Dio di Altomare, la di cui Immagine era dipinta nel muro di quella cisterna, l’aveva per sua pietà liberata da quel pericolo.

Antica cisterna del Santuario Altomare

La nascita del culto e la prima cappella

Sparsa la fama di un tal prodigio per tutta la Città, e luoghi convicini, non è esplicabile qual fosse il concorso di quei Popoli per vedere sì belle meraviglie, ed in particolare la miracolosa Effigie di MARIA.

Fù in breve cavata l’acqua, ed acciocche ogni uno agiatamente potesse riverire la Madre delle Misericordie, da un canto di detta cisterna fabbricassi una comoda scalinata, per la quale calando abbasso la gente, adorarono in quella pittura la Regina degli Angioli, che avea aperto à loro beneficio in una cisterna un nuovo fonte di grazie.

Seguitò quel Popolo divoto l’umile ossequio alla Vergine, e questa à compartire loro liberalissima i suoi favori fino all’anno del Signore 1656, quando dilatatosi per tutto il Regno, e per conseguenza in Andria, il mal contagioso, attento ciascheduno à salvarsi, ò à prepararsi alla morte, non fù pur uno, che si ricordasse di ricorrere à quel pozzo, non d’acque piovane, ma d’acque vive, qual’era la Vergine colà pochi anni prima comparsa.

Anzi essendo loro più comodo, elessero quella cisterna per sepoltura degli appestati cadaveri, in modocchè quasi piena, non più pensassi alla Immagine miracolosa: così presto fuggono dalla mente umana le cose celesti, ed i benefici di Dio.

E benche poi fosse cessato il pericolo, e si ripopolasse la Città, per molto tempo niuno applicò il pensiero, nè alcuno concorreva à venerarla secondo il dovere.

La lampada di Angiola e il secondo prodigio

Sola frà tutti frequentò quel sagra luogo una vecchia per nome Angiola (sempre gli Angioli son familiari alla Vergine) e per fare qualche onore ad una tanta Signora, vi accendeva una lampada.

Ammalassi frattanto una Ragazza sua vicina, ed ella spinta dalla carità verso la povera inferma, e così disponendo la divina Provvidenza à gloria di MARIA, preso un poco di quell’olio, con fede viva ne unse l’ammalata, e tanto bastò per far conoscere, ch’era un balsamo à suo beneficio.

Appena pubblicassi questo fatto, non vi restò ammalato nella Città, che non corresse, ò si facesse portare à quella non più cisterna, ma vera officina di sanità, ò Piscina Probatica di prodigi: e ben ne sperimentarono la efficacia, perché à tutti fù restituita la pristina salute.

Ravvivata in questo modo in quel Popolo negligente la memoria antica d’una tanta Benefattrice, fu subito nettata la cisterna da ogni minima lordura, e furono dal Capitolo della Cattedrale assegnati Sacerdoti, acciocchè non solo vi celebbrassero la Santa Messa (già accomodata à modo di Cappella); ma anche avessero cura di raccogliere, e conservare tutte le limosine offerte dal Popolo beneficato.

L’immagine della Madonna

E perché la miracolosa Effigie stava di rimpetto alla porta, per la quale entravasi nella cisterna, per maggior comodo fù diligentemente segato il muro, e trasportata la sagra Pittura ad un’Altare, ò Cappellina accomodata nella parte sinistra.

Da chi fosse stata dipinta in quel luogo sotterraneo, non si sà, solamente può dirsi, ch’ella rappresenta la Vergine di mezzo busto, senza tenere, come l’altre, frà le sue braccia il Bambino Gesù, ma invece di quello tiene colla sinistra un libro appoggiato al suo purissimo seno, e nella destra, come Regina dell’Universo, tiene un bastone à guisa di scettro, fregiato nella sommità d’una Croce.

L’immagine è dunque caratterizzata dalla figura della Vergine a mezzo busto, dal libro accostato al seno e dal bastone con la croce, che assume il valore simbolico dello scettro della Regina dell’Universo.

Dalla cura della Cattedrale ai Carmelitani

Ebbe per qualche tempo la cura di quel luogo il Clero della Cattedrale; ma da alcuni anni à questa parte, dovendo i Reverendi Padri Carmelitani fondare ivi vicino un loro Convento, colla permissione dell’Illustrissimo Vescovo di quel tempo, fù loro da Signori Canonici consegnata la chiave di detta Cappella, e sino da quell’ora ne hanno tenuta con gran decoro la cura, facendovi giornalmente celebrare la Messa.

Mancano ancora quì particolari miracoli per non averne cognizione.

Resta solamente, che noi ricorriamo à quella cisterna, dove MARIA aspetta tutti per farci partecipi delle acque delle sue grazie, onde Riccardo di S. Lorenzo, esplicando le parole del secondo libro de’ Regi al 23. dove dicesi: Haec est cisterna Bethleem soggiunge, e parla della Vergine: Juxta portam, quia omnes transeuntes vult, quantum in se est, satiare, conforme ella stessa appresso l’Ecclesiastico . (24) c’invita dicendo: Transite ad Me omnes, qui concupiscitis Me.

La chiesa rupestre e il territorio

La chiesa rupestre sulla quale oggi troviamo eretto il santuario della Madonna dell'Altomare era situata sulle pendici della stessa lama nella quale c'era quella di San Vito (e Marco).

Il santuario confina con la chiesa della Madonna del Carmine, mentre un tempo, a fronte dell'antico accesso, c'era anche la chiesetta di Santa Maria La Nuova.

Il sottostante particolare di una mappa del 1825 (rinvenuta nell'archivio di Stato di Trani da Giulio Cappabianca e da lui pubblicata in “L'omicidio di Michele Lampo - Misfatti e retroscena nell’Andria del 1815”, CSL Pegasus edizioni, 2025, pp.182-183) ne mostra la disposizione sul territorio: l'edificio a sinistra segnato con una croce è S. Maria La Nova, l'altro ugualmente segnato di fronte ad esso è la chiesa dell'Altomare, mentre quello grande con la scalinata di accesso raffigura il convento con la chiesa del Carmine.

Mappa storica Altomare Carmine Andria

Ai tempi del rinvenimento della chiesa rupestre (si stima fosse il 12 maggio 1598, martedì di Pentecoste) per accedere alla grotta che la ospitava si realizzò una scalinata interrata che terminava di fronte alla nicchia con l'affresco di Santa Sofia (la quale santa, per l'evento miracoloso accaduto, fu creduta e venerata come Madonna dell'Alto-mare).

La trasformazione ottocentesca del santuario

Le attuali strutture architettoniche, in evidente stile neoclassico, furono progettate e realizzate da Federico Santacroce negli anni 1875-1877.

Riassumiamo in breve i lavori che profondamente a fine Ottocento modificarono l'impianto esterno della chiesa rupestre, trasformandola nell'attuale edificio-santuario mariano, utilizzando quanto scrive Teresa D'Avanzo nel testo sotto citato.

A fine Seicento [dopo un secondo miracolo] la cisterna fu così definitivamente trasformata in cappella.

All'esterno vi era soltanto un muro con un ingresso protetto da un cancello da cui si accedeva alla grotta illuminata da una alta finestra circolare.

Tutto rimase inalterato fino al giorno in cui cominciarono i lavori della nuova chiesa; grazie alla generosità di Caterina Jannuzzi e Mariangela Spagnoletti e con l'autorizzazione del Consiglio Comunale ad utilizzare venticinque metri di suolo pubblico si dava l'incarico della direzione dell'opera all'architetto Federico Santacroce.

Il 3 maggio 1875 ebbe inizio la costruzione, affidata al muratore Riccardo Merra; l'opera fu ultimata nel dicembre del 1877.

La chiesa mancava ancora della facciata principale e delle decorazioni intorno all'immagine della Madonna limitate allo stellario di rame realizzato a Napoli.

Un altro devoto, Bartolomeo Rutigliano, si fece carico delle spese per la costruzione del cappellone di San Giuseppe, situato nel vestibolo, e della costruzione della facciata, affidando i lavori a Francesco Fuzio, eseguiti pure sotto la direzione dell'architetto Santacroce.

Risale a questo momento la realizzazione dello scalone che, dal cappellone di S. Giuseppe, immette nella navata.

La porta “Misericordiæ Mater”

Nel 2025 il santuario si è arricchito della porta “Pellegrini di Speranza”, denominata “Misericordiæ Mater”.

La porta “Pellegrini di Speranza” A.D. MMXXV, la “Misericordiæ Mater”, aperta per il giubileo del 2025.

Le sculture della porta minore e secondaria, esistente sul prospetto del santuario, furono ideate e progettate per il "Giubileo della Misericordia" 2015-2016 indetto da papa Francesco; un insieme di circostanze fecero slittare la realizzazione dell'opera al successivo "Giubileo della Speranza", celebrato del 2025.

Le otto formelle di bronzo, realizzate dallo scultore Luigi Enzo Mattei, furono benedette dal vescovo di Andria, mons. Luigi Mansi, nella serata del 24 dicembre 2024, mentre a Roma Papa Francesco apriva la Porta Santa per dare inizio al suddetto Giubileo della Speranza.

Applicate le formelle sulla porta, domenica 23 febbraio 2025 la porta “Misericordiæ Mater” fu solennemente inaugurata dal Vescovo.

Porta Misericordiae Mater Altomare

Da tempo il portone centrale del santuario mostrava segni di invecchiamento e parti gravemente ammalorate, per cui si rendeva necessario un intervento di restauro.

A conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia (2015-2016) fu chiesto al prof. Luigi E. Mattei, lo scultore già presente in santuario con la Pietà e la Via Crucis, un progetto artistico di restauro del portone, al fine di aiutare devoti e pellegrini in arrivo al santuario dell’Altomare di comprendere facilmente di entrare nella casa della Madonna, la Madre della Misericordia.

Il progetto fatto era interessante, ma per difficoltà sopravvenute parve non realizzabile e fu accantonato.

Intanto la nuova pitturazione della facciata del santuario rese più urgente l’intervento sul portone grande, restaurato nel 2023 con un risultato più che positivo perché mise in evidenza il prezioso legno, il castagno, usato quando nel 1877 fu completata la costruzione dell’attuale edificio sacro.

Restaurato il portone grande, si è reso urgente anche l’intervento sull’altra porta presente in facciata.

Le sue dimensioni ridotte hanno fatto subito pensare alla “Porta santa” presente nelle quattro basiliche pontificie in Roma, che si apre solo nell’anno giubilare ogni 25 anni.

L’imminenza del Giubileo 2025 ha suggerito di fare presto.

Il progetto originario previsto per il portone centrale è stato ridimensionato e adattato alla porta più piccola e il tema della misericordia è stato unito a quello della speranza: le otto formelle di bronzo, opera dello scultore Luigi E. Mattei già presente in santuario con la Pietà e la Via Crucis, sono state benedette nel pomeriggio del 24 dicembre 2024 mentre Papa Francesco apriva la porta santa nella basilica di San Pietro a Roma e dichiarava aperto il Giubileo 2025.

Le formelle, poi, sono state attaccate nei lacunari della porta esistente, restaurata e predisposta ad alloggiare i bronzi, dal maestro falegname Vincenzo Saccotelli.

Le opere di Luigi Enzo Mattei nel santuario

Il prof. Mattei non è uno sconosciuto in Andria, anzi.

Nella Cattedrale fu chiamato dal Vescovo Raffaele Calabro e nel 2009 realizzò i tre elementi principali del presbiterio: l’altare, l’ambone e la sede vescovile.

Nel santuario dell’Altomare è presente fin dal 2004 con la Pietà, la statua di bronzo che i devoti possono ammirare nel vestibolo appena entrano in santuario; in esso nel 2014 realizzò la Via Crucis, bella e monumentale, benedetta dal Vescovo Calabro nel primo anniversario della elezione di Papa Francesco.

Perciò la porta “Misericordiae Mater” che il Vescovo Luigi Mansi ha inaugurato domenica 23 febbraio è la terza grande opera di bronzo che l’artista ha realizzato all’Altomare, quasi a conclusione e completamento di un ciclo scultoreo di notevole importanza artistica e fortemente unitario nel contenuto della fede.

Per inciso si annota che la porta sul lato sinistro del portico della Basilica liberiana di Santa Maria Maggiore a Roma è la sua Porta Santa, realizzata TERTIO MILLENNIO INEUNTE, durante il pontificato di Giovanni Paolo II il cui stemma e motto TOTUS TUUS appare centrale nella sommità della stessa.

I suoi pannelli (donati dall'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, come appare anche dagli stemmi presenti sotto i pannelli centrali: l'uno del cardinale Carlo Furno, allora [1997-2004] arciprete della Basilica, col motto ARDERE ET LUCERE; l'altro dell'Ordine equestre col motto DEUS LO VULT) sono opera dello stesso artista, Luigi Enzo Mattei, che per il giubileo del 2025 ha realizzato le formelle del nostro Santuario dell'Altomare.

I detti pannelli della porta di Santa Maria Maggiore risultano scolpiti, come si è detto, per il giubileo precedente, del 2001, (infatti sono datati in basso a destra “a.d. VI id. dec. MMI in soll. Conceptionis Immaculatae B.M.V.”).

Formelle bronzee porta Altomare Andria

La festa della Madonna dell’Altomare

Come tradizione, sono state approntate una serie di iniziative per celebrare la festa di Maria SS.ma dell’Altomare, che ricorre nel Martedì di Pentecoste, il 26 Maggio p.v.

Novena di Pentecoste e preparazione

Dal 14-16 mag. esposizione Solenne dell’Eucarestia Tema: “Eucarestia e famiglia”, predicatore: P. Rocco Iacovelli, Parroco di S.M. Vetere.

15-23 mag. : Novena di Pentecoste.

Ogni giorno feriale ore 6.30; 9.00 e 19.00: Sante Messe con Omelia.

ore 20.30: Catechesi su: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

  • Lun. 18: La riflessione della Chiesa oggi sulla famiglia. (Capuzzolo d. Giuseppe)
  • Mar. 19: Il Sinodo dei Vescovi: Sfide pastorali e prospettive future (Sgaramella d. Cosimo)
  • Mer. 20: Il vangelo della famiglia. (Zinfollino d. Vito)
  • Giov. 21: La catechesi di Papa Francesco sulla famiglia. (Pace d. Michele)
  • Ven. 22: Il vangelo della misericordia per le famiglie ferite. (Gallucci d. Pasquale)

Veglia e solennità di Pentecoste

Sabato 23 maggio ore 19.00: Messa Solenne ore 20.30: Veglia di Pentecoste.

Domenica 24 maggio - Solennità di Pentecoste ore 6.30: Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine ore 7.30: Messa Solenne della comunità parrocchiale. ore 19.00: Messa Solenne presieduta dal Parroco.

Il giorno della festa

Festa della Madonna dell’Altomare (26 maggio 2015).

Lunedì 25 maggio - Giornata mariana a carattere penitenziale (Confessioni e Offerte per la Carità). Messe come ogni martedì (ore 6.30; 8.00; 9.30; 11.00).

ore 19.00: Messa presieduta da d. Gianni Massaro, Vicario Generale.

ore 21.00: Veglia Mariana con Appello alla Madonna.

Martedì 26 maggio - Giorno della Festa ore 4,30: Prima S. Messa. Così ogni ora.

ore 12.00: Supplica alla Madonna, prima dell’ultima Messa.

ore 18.00: Processione.

Il percorso della processione

Itinerario: via S. Vito, Imp. Costantino, Traiano, Don R. Lotti, Annunziata, P.za Porta La Barra, Via Orsini, G. Poli, V.le A. Adige, D. Alighieri, V. Pisani, De Gasperi, G. Bovio, Pendio S. Lorenzo, Porta Nuova, Via Sant’Andrea, Croci, Imp. Augusto, S. Vito, Chiesa.

La giornata degli ammalati

Mercoledì 27 maggio - Giornata degli ammalati ore 6,30 - 11,30: Sante Messe, una ogni ora.

ore 16.30: Trasferimento del simulacro della Madonna all’Ospedale civile.

Percorso di Andata: P.za Adua, Via Derna, Annunziata, Orsini, Jannuzzi, F. De Sanctis, V. Pisani, Vittoria, Duca di Genova, C.so Cavour, V.le Gramsci, V.le Virgilio, L. Bernini, G. A. Canal, Carpaccio, breve sosta (presso la Residenza Sanitaria Andria ATI Elleuno) via L. Bernini, V.le Virgilio, A. Gramsci, V.le Istria, Ospedale (ingresso principale).

ore 18.00: Messa per gli ammalati, presieduta da d. Gianni Massaro.

Percorso di Ritorno: Ospedale (uscita su via Duca di Genova), Via Firenze, Bari, V.le Goito, Puglia, Dalmazia, Marco Antonio, Imp. Augusto, Bòttego, Oratorio Maria SS.ma dell’Altomare.

ore 20.00: Messa per gli ammalati della Parrocchia, in Oratorio, presieduta da d. Gianni Massaro e animata dal CVS.

La giornata eucaristica e di ringraziamento

Giovedì 28 maggio - Giornata Eucaristica e di Ringraziamento ore 8.00 e 9.00: Ss. Messe.

ore 19.00: Messa Solenne di Ringraziamento.

ore 20.00: Adorazione Eucaristica, canto del Te Deum, Benedizione.

La processione e la viabilità nel 2026

Il Settore Ambiente, Paesaggio, Mobilità e Viabilità, Decoro Urbano, Verde, Gare (CUC), Innovazione Tecnologica informa che è stata pubblicata l'Ordinanza Dirigenziale n.165 che dispone modifiche alla viabilità in occasione della Procesione della Madonna dell'Altomare, in programma martedì 26 maggio alle ore 18.

Con tale atto si ordina di istituire il divieto di transito veicolare e il divieto di fermata e sosta con rimozione coatta su:

  • martedì 26 maggio 2026 • Piazza Altomare, Via Altomare, Via Carmine e Piazza Adua, dalle ore 04:00 alle 24:00;
  • dalle ore 15:00 sino a cessata esigenza lungo il seguente percorso della processione: Piazza Altomare, Via San Vito, Via Imperatore Costantino, Via Dei Gracchi, Via Imperatore Giustiniano, Via Don R. Lotti, Via Annunziata, P.zza Porta la Barra, Via F. Orsini, P.zza Ruggero Settimo, Via O. Iannuzzi, Piazza Imbriani, Via Regina Margherita, Via Duca di Genova, Corso Cavour, Viale Roma, Piazza Trieste e Trento, Via A. Vespucci, Via A. Ferrucci, Piazza Umberto I, Via M. Attimonelli, Pendio San Lorenzo, Via Porta Nuova, Via Carmine, P.zza Altomare.;
  • mercoledì 27 maggio 2026 • Piazza Altomare, Via Altomare e Piazza Adua, dalle ore 06:00 alle 17:00.

Processione martedì Madonna della Consolazione 2026

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