La processione delle reliquie è una delle incisioni più celebri di Umberto Prencipe: realizzata nel 1911 con la tecnica dell’acquaforte, dell’acquatinta e della roulette, rappresenta la processione del corporale sullo sfondo del duomo di Orvieto. L’opera misura 547 × 371 mm, con il foglio di 569 × 394 mm, ed è firmata in basso a destra «U. Prencipe».
La stampa fu premiata nel 1912 con la medaglia d’argento alla mostra della Promotrice fiorentina. La composizione unisce il paesaggio umbro, la monumentalità dell’architettura orvietana e il movimento solenne della processione, trasformando un episodio religioso in una scena di forte intensità grafica.
Dati principali dell’opera
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Titolo | La processione delle reliquie |
| Autore | U. Prencipe |
| Anno | 1911 |
| Tecnica | Acquaforte, acquatinta, roulette su carta |
| Dimensioni dell’immagine | 547 x 371 mm |
| Dimensioni del foglio | 569 x 394 mm |
| Indicazione dell’esemplare | 37/50 VII s. |
| Collocazione indicata | Collezione privata |
| Soggetto | La processione del corporale sullo sfondo del duomo di Orvieto |
| Numero d’inventario | 297 |
| Codice di catalogo nazionale | 1500875549 |

Il soggetto: la processione del corporale
La processione delle reliquie rappresenta la processione del corporale sullo sfondo del duomo di Orvieto. Il tema religioso è strettamente legato alla città e alla presenza del suo principale monumento, che domina la scena come punto di riferimento visivo e spirituale.
Nella composizione, la processione organizza lo spazio e introduce una direzione di movimento all’interno del paesaggio urbano. Le figure, il percorso cerimoniale e il duomo concorrono a costruire un’immagine nella quale la dimensione collettiva del rito si unisce alla riconoscibilità del luogo.
Il paesaggio non è quindi un semplice sfondo, ma parte integrante della narrazione. L’architettura di Orvieto conferisce alla scena una struttura monumentale, mentre la tecnica incisoria permette di modulare i contrasti, le atmosfere e la profondità dell’ambiente.
Tecnica e caratteristiche grafiche
L’opera è stata realizzata con una combinazione di acquaforte, acquatinta e roulette su carta. L’acquaforte consente di definire il disegno attraverso l’incisione indiretta, l’acquatinta permette di ottenere campiture tonali e passaggi atmosferici, mentre la roulette contribuisce alla varietà delle superfici e degli effetti grafici.
L’integrazione di queste tecniche è coerente con l’interesse di Prencipe per una grafica capace di fondere precisione del segno e valori pittorici. La superficie incisa può così accogliere contemporaneamente i particolari architettonici, le presenze della processione e le variazioni luminose del paesaggio.
La stampa misura 547 x 371 mm, mentre il foglio misura 569 x 394 mm. In basso a sinistra compare l’iscrizione «La processione delle reliquie 37/50 VII s.», mentre in basso a destra è presente la firma «U. Prencipe».
Acquaforte, acquatinta e roulette
L’acquaforte costituisce la componente lineare dell’immagine e permette di descrivere le forme con un segno incisivo. L’acquatinta amplia le possibilità espressive attraverso superfici più morbide e valori chiaroscurali, particolarmente adatti alla resa del cielo, delle architetture e degli spazi lontani.
La roulette introduce una qualità più vibrante e materica, utile per differenziare le superfici e attenuare la rigidità del tratto. Il risultato è una grafica nella quale il disegno e il tono collaborano alla costruzione di un’atmosfera solenne.
Umberto Prencipe e il paesaggio di Orvieto
La scelta di Orvieto lega l’opera alla tradizione del paesaggio umbro e alla ricerca di una rappresentazione in cui natura, architettura e memoria religiosa siano inseparabili. Il duomo costituisce il fulcro della composizione e rende immediatamente identificabile l’ambientazione.
Il paesaggio di Prencipe non appare soltanto come una veduta, ma come uno spazio storico e spirituale. La processione introduce la presenza umana e rituale, mentre la costruzione architettonica del duomo stabilisce una misura monumentale capace di ordinare l’intera scena.
In questo rapporto tra figura, architettura e ambiente si riconosce uno degli aspetti più significativi dell’incisione. La grafica permette di trasformare la veduta di Orvieto in una scena sospesa tra documentazione del luogo e interpretazione poetica.
La fortuna dell’incisione
Si tratta di una delle incisioni più celebri di Prencipe. Premiata nel 1912 con la medaglia d’argento alla mostra della Promotrice fiorentina, l’opera ebbe una lunga presenza nelle esposizioni italiane e internazionali.
La diffusione della stampa è documentata da numerose esposizioni svoltesi tra il 1912 e il 2014. La sequenza comprende mostre a Montecatini, Roma, Venezia, Firenze, Lipsia, Lucca, Milano, Londra, Livorno, Kosice, Monaco, Bruxelles, Losanna e Orvieto.
| Anno | Sede o sedi indicate |
|---|---|
| 1912 | Montecatini; Roma; Venezia |
| 1913 | Roma |
| 1914 | Firenze; Lipsia |
| 1915 | Lucca; Milano |
| 1916 | Londra |
| 1918 | Milano |
| 1920 | Venezia |
| 1924 | Livorno |
| 1927 | Firenze |
| 1931 | Milano |
| 1933 | Kosice |
| 1934 | Monaco |
| 1950 | Roma |
| 1951 | Bruxelles |
| 1952 | Losanna |
| 1955 | Venezia |
| 1962 | Orvieto |
| 1979-80 | Roma |
| 1988 | Roma |
| 1998 | Roma |
| 2008 | Orvieto |
| 2009 | Roma |
| 2014 | Lucca |
Le serie tirate dalla matrice
Dalla stessa matrice sono state tirate sette serie: I 1912; III 1918; IV 1923; VII 1951. L’esemplare indicato reca il numero 37/50 ed è riferito alla VII serie.
La presenza di più serie testimonia la continuità dell’interesse per l’opera e la sua circolazione nel tempo. La matrice ha permesso di mantenere riconoscibile la composizione, mentre le diverse serie si collocano in momenti successivi della fortuna espositiva e collezionistica di Prencipe.
Conservazione e istituzioni
Altri esemplari si trovano alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, alla Galleria d’arte moderna di Roma Capitale, in un non identificato museo di Tokyo, all’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires e nella collezione della Deutsche Bank di Francoforte.
L’esemplare della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma fu acquistato alla Biennale di Venezia del 1912. Un esemplare conservato in un non identificato museo di Tokyo fu acquistato nel 1921, mentre quello dell’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires fu acquistato nel 1914.
Dati catalografici e attribuzione
La scheda indica come oggetto un dipinto e registra come materia e tecnica tela e pastello. L’attribuzione è riferita a Prencipe, Umberto, indicato come pittore.
La localizzazione indicata è Palazzo Zapata. La tipologia della scheda è «Opere/oggetti d’arte» e la condizione giuridica è «proprietà persona giuridica senza scopo di lucro».
L’ente competente per la tutela è la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli, mentre l’ente schedatore è la Fondazione Circolo Artistico Onlus. La data di compilazione è 2019 e la licenza dei metadati è CC-BY 4.0.
Esposizioni e bibliografia
La fortuna critica dell’opera è documentata da un’ampia bibliografia, che comprende cataloghi di mostre, repertori della grafica e pubblicazioni dedicate a Umberto Prencipe. Tra i riferimenti figurano Bellonci 1912, X Esposizione internazionale 1912, IV Mostra d’arte 1912, Sapori 1913, Erste Internationale Graphische 1914 e Tarchiani 1914.
La documentazione prosegue con Guidotti 1915, I Mostra dell’incisione 1915, Umberto Prencipe pittore 1918, Mostra nazionale d’arte 1920, Colasanti 1924, Umberto Prencipe 1924, II Esposizione internazionale 1927 e Vente aux enchères 1931.
Per gli anni successivi sono indicati VI Kosiciach Sucasnà 1933, Graphik Ausstellung Italienischer 1934, Ratta 1934, Le incisioni di Prencipe 1950, Art graphique italien 1951, Umberto Prencipe 1952, Orvieto nell’arte 1962 e Petrucci 1962.
La bibliografia comprende inoltre Grafica del primo 1979, Tempesta 1988, La raccolta d’arte 1991, Umberto Prencipe 1998, Spinazzè 2007, Omaggio a Umberto 2008, Spinazzè 2008, Umberto Prencipe 2009 e Umberto Prencipe 2014.
Riferimenti bibliografici
- Bellonci 1912.
- X Esposizione internazionale 1912, p. 52 n. 8.
- IV Mostra d’arte 1912, p. 20 n. 191.
- Sapori 1913.
- Erste Internationale Graphische 1914, p. 112 n. 88.
- Tarchiani 1914.
- Guidotti 1915.
- I Mostra dell’incisione 1915, p. 34 n. 79.
- Umberto Prencipe pittore 1918, n. 119.
- Mostra nazionale d’arte 1920, p. 44 n. 586.
- Colasanti 1924, p. 5.
- Umberto Prencipe 1924, n. 4.
- II Esposizione internazionale 1927, p. 27 n. 79.
- Vente aux enchères 1931, n. 517.
- VI Kosiciach Sucasnà 1933, p. 20 n. 166.
- Graphik Ausstellung Italienischer 1934, p. 228.
- Ratta 1934, tav. 65.
- Le incisioni di Prencipe 1950, n. 20.
- Art graphique italien 1951, n. 134.
- Umberto Prencipe 1952, n. 48.
- Orvieto nell’arte 1962, n. 23.
- Petrucci 1962, p. 6.
- Grafica del primo 1979, n. 50.
- Tempesta 1988, p. 93.
- La raccolta d’arte 1991, p. 248 n. 297.
- Umberto Prencipe 1998, p. 23 n. 75, ripr. p. XVI.
- Spinazzè 2007, p. 200 n. 6.
- Omaggio a Umberto 2008, n. 8.
- Spinazzè 2008, p. 128 n. 145, p. 259 n. 76.
- Umberto Prencipe 2009, pp. 96-97, n. 40.
- Umberto Prencipe 2014, p. 158 n. 95.
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