St Michael’s Mount è un’isola di marea sulla costa della Cornovaglia, collegata alla cittadina di Marazion da un’antica strada lastricata che emerge con la bassa marea e viene coperta dall’acqua quando la marea sale. L’isola ospita un castello fortificato, una cappella medievale, giardini terrazzati, un antico porto e una piccola comunità residente.
È storicamente considerata la controparte inglese di Mont-Saint-Michel in Normandia, anch’essa un’isola tidale con una forma conica simile. I due luoghi sono accomunati dal culto di San Michele e dal fatto di essere ciclicamente circondati dalle maree, ma St Michael’s Mount è più piccolo, raccolto e facilmente visitabile in una giornata, soprattutto durante un viaggio in famiglia in Cornovaglia.
Dove si trova St Michael’s Mount
Appena al largo della costa a Marazion, in Cornovaglia, troverete St. Michael's Mount. Isolata dalla terraferma durante l'alta marea, quest'isola fortezza è avvolta nel mistero. Un castello medievale, leggende di un gigante e un clima subtropicale.
St. Michael’s Mount è un’isola di marea sull’Oceano Atlantico al largo della costa cornovagliese. E a questa è collegata da una striscia di terra che viene periodicamente ricoperta dalle maree.
Quando la marea è bassa si può raggiungere l’isola a piedi lungo il suggestivo causeway, la strada di pietra che collega l’isolotto alla cittadina di Marazion e alla sua bella spiaggia di sabbia fine.

Isola di marea: come funziona il collegamento con la terraferma
Con la bassa marea, la strada emerge dal mare e potete raggiungere il Mount a piedi, seguendo il percorso di giganti e pellegrini. Partendo dalla spiaggia, davanti al The Godolphin Arms, ci vogliono pochi minuti per percorrere l'antica strada lastricata che si allunga dalla terra ferma verso l'isola.
Con l’alta marea l’accesso avviene in barca, cosa che rende la visita ancora più divertente per i bambini. Quando la marea si alza, i nostri marinai vi traghetteranno sull’isola dall’acqua.
Con l’alta marea, in primavera, estate ed autunno, barche a motore partono frequentemente dai punti di imbarco lungo la costa di Marazion verso l’antico porto del Mount. Le nostre guide, sia al Mount che sulla terraferma, vi faranno sapere quali punti di imbarco usare, a seconda delle maree.
In realtà, visto che la marea sale molto lentamente si può anche decidere di percorrere il causeway parzialmente sommerso: in alcune fasce orarie l’acqua arriva fino al ginocchio e la strada è tranquillamente percorribile anche con i bambini piccoli.
Gli orari delle maree, che variano di giorno in giorno in base ai cicli astronomici della Luna e del Sole, si possono consultare sul sito ufficiale. È importante verificare sempre gli orari della strada prima della visita, perché il passaggio a piedi e il servizio di barche dipendono dalle condizioni della marea.
| Condizione della marea | Come raggiungere l’isola |
|---|---|
| Bassa marea | A piedi lungo l’antica strada lastricata |
| Alta marea | In barca dai punti di imbarco lungo la costa di Marazion |
| Tariffa di sola andata in barca | Importo indicato |
| Adulti | £3.20 |
| Bambini | £1.60 |
Il castello fortificato e la cappella di San Michele
Salite per la strada lastricata fino alla sommità dell’isola per esplorare le sue molteplici facce. Abitanti dell’età del bronzo, monaci, pellegrini e soldati hanno tutti lasciato il segno sul Mount.
Cercate i tesori del passato del Mount, dalle origini religiose all’epoca dei conflitti e dell’assedio, ed ascoltate la storia della famiglia St Aubyn che vive qui dal XVII secolo.
Un piccolo universo regala alle famiglie in visita ore spensierate alla fortezza, che sorge sull’antica abbazia costruita proprio dai benedettini provenienti da Mont Saint-Michel.
Ad oggi è possibile visitare sia l’isola che la cappella, ma anche la ferrovia sotterranea e il castello fortificato, abitato dalla famiglia St Aubyn dal 15esimo secolo, dove sono conservati una moltitudine di oggetti di valore storico, tra cui un’armatura da Samurai, una statua di San Michele che dà la grazia al diavolo ai suoi piedi e un gatto mummificato.
La cappella di San Michele risale al 1135 ed è stata ricostruita nel 15esimo secolo. La cappella è ancora aperta, ed oggi serve l’Ordine di St John.

La storia religiosa e medievale
La leggenda vuole che all'arcangelo Michele piacessero le isole della Manica e che sia apparso nel 495 a un gruppo di pescatori, chiedendo loro di innalzare una chiesa, a onore del Salvatore e suo. Cosa che venne puntualmente fatta.
In realtà le prime tracce documentate della presenza sull'isola di una chiesa risalgono all'XI secolo. Pare che la costruzione sia stata voluta da re Edoardo il Confessore nel 1047.
Ma fu dopo la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, nel 1066, che sull'isola venne fondata un'abbazia benedettina, subordinata ai monaci normanni di Mont Saint Michel, di cui riprese il nome, e che con il tempo diventò una delle mete di pellegrinaggi più importanti del medioevo.
Nel 1135 i benedettini ampliarono il complesso, e anche in seguito continuarono a modificarlo e ingrandirlo, ricostruendolo anche in gran parte dopo un disastroso terremoto.
St. Michael's Mount era una tappa fondamentale lungo il cammino di pellegrinaggio che dall'Irlanda e dalla Scozia portava in Spagna a Santiago di Compostela, dove nel IX secolo sarebbe stata trovata la tomba dell'apostolo Giacomo.
Dall’abbazia alla fortezza
Nel Cinquecento, dopo la rottura con la Chiesa cattolica, il re Enrico VIII confiscò i monasteri del paese. Ciò accadde anche per l'abbazia benedettina sull'isola di St. Michael's Mount che, trasformata in postazione militare, diventò parte difensiva delle coste meridionali inglesi.
Nel XVI secolo Enrico VIII confiscò tra gli altri anche questo monastero cattolico e, cacciati i monaci benedettini, ne fece una fortezza.
Non per molto tuttavia. Durante il regno di sua figlia Elisabetta I la casa regnante inglese, ridotta in serie difficoltà finanziarie dalle guerre con la Spagna, dovette vendere molti ex conventi incamerati, e anche St. Michael's Mount subì questa sorte.
La famosa abbazia benedettina entrò così, nel 1659, in possesso di Jonh St. Aubuyn, e da quel momento venne usata come residenza della famiglia, il cui capo porta il titolo di Lord Saint Levan.
Gli Aubuyn fecero del monastero, già trasformato in fortificazione, una dimora signorile, sede della famiglia. Gli ultimi lavori di un certo rilievo ebbero luogo verso la fine dell'Ottocento.
Nel 1954 Lord Aubuyn trasferì l'isola a un ente statale, il National Trust, a condizione che alla sua famiglia fosse garantito diritto d'alloggio nell'edificio per mille anni.
I giardini terrazzati
Tra macchie di aeonium e agapanti, fatevi strada nei giardini terrazzati che esplodono di colori, tra i fiori e le numerose piante esotiche che prosperano in questo luogo dal 1780.
Respirate l’aria di mare, profumata dai fiori primaverili o dalle fragranze estive. Sporgetevi dai parapetti merlati per ammirare i giardini terrazzati che digradano verso il mare.
Da non perdere anche i giardini a terrazza ricchi di piante esotiche e fiori. Per via della loro delicatezza, i giardini hanno orari di apertura limitati.
Il villaggio e la vita sull’isola
Nel suo fulgore, il villaggio al porto del Mount era la dimora di oltre 300 abitanti e fino al 1811 c’erano 53 case, 4 vie, 3 scuole e 3 edifici pubblici.
Durante i primi anni del 18esimo secolo, St Michael Mount divenne un importante porto. Nel 19esimo secolo la popolazione raggiunse il suo picco, e la comunità rimase attiva fino al 1852, quando il porto di Penzance venne migliorato, marcando il declino del villaggio di St Michael Mount e la demolizione di molti edifici.
Oggi sull’isola vivono 30 residenti e tutti, dal barcaiolo al giardiniere, dalla guida al meccanico, collaborano per mantenere l’isola in perfetto stato.
L’isola, un tempo stabilmente abitata, ora ospita 30 persone per lo più dedite alla cura del luogo: il barcaiolo, il giardiniere, la guida turistica.

St Michael’s Mount con i bambini
Immerso tra miti e leggende, il Mount scatena l'immaginazione e l'avventura coinvolgendo i bambini di tutte le età. Trovate il cuore del gigante tra i ciottoli e ascoltate attentamente: si dice che batta ancora oggi.
I bambini possono divertirsi tra le sue sale con il Castle Quiz, con tanto di medaglia finale, e cercare il cuore del gigante Cormoran tra i ciottoli del percorso verso il castello.
Partecipate al quiz sul castello, cercate le tracce in ogni stanza e scoprite cosa lo rende così speciale, seguendo il sentiero nel mezzo del nostro splendido giardino subtropicale. C'è molto da fare e da scoprire per i più piccoli.
Con i fasciatoi per cambiare i bimbi, i seggioloni, il parco passeggini ed i marsupi a disposizione per salire al castello, siamo pronti a darvi il benvenuto per la vostra gita con la famiglia!
Se arrivate con bambini particolarmente piccoli potete parcheggiare i passeggini alla biglietteria del castello e prendere marsupi e zaini portabimbi messi a disposizione gratuitamente.
Confronto con Mont Saint-Michel
St Michael’s Mount è il cugino, o il fratello minore, britannico del più famoso Mont Saint-Michel. Ad accomunarli la natura di “isola di marea” collegata alla “terraferma” solo da un tombolo e le maree, appunto, che ciclicamente li circondano e li staccano dal resto del mondo.
Non si tratta solo di un’assonanza nella toponomastica e nella dedica all’arcangelo Michele. Ad accomunare i due il fatto di essere ciclicamente circondati da maree che ricoprono la lingua di terra che li unisce al “continente” e li trasformano in isole a tutti gli effetti.
A dividere i due, non a caso, ci sono appena 205 miglia marine, circa 330 km: la geografia e l’effetto della luna, insomma, non sono poi così diversi.
È però giusto dire che i due “San Michele” non sono esattamente la stessa cosa. Giusto per partire con aspettative realistiche, così da apprezzare davvero ciò che ognuno dei due luoghi ha da offrire.
| Caratteristica | St Michael’s Mount | Mont Saint-Michel |
|---|---|---|
| Dimensioni e atmosfera | Più piccolo e raccolto | Più grandioso e articolato |
| Collegamento | Causeway e barche secondo la marea | Isola tidale collegata alla terraferma |
| Escursione della marea | Generalmente tra i 4 e i 6 metri | Può raggiungere i 14-15 metri |
| Velocità dell’acqua | L’acqua sale molto più lentamente | L’acqua avanza con una velocità impressionante |
| Durata della visita | Minore, adatta a una gita in famiglia | Più lunga, con vie medievali, ristoranti e negozietti |
Dimensioni e durata della visita
L’imponenza, in primis. Mont Saint-Michel, patrimonio dell’umanità UNESCO, è un luogo iconico soprattutto per la grandiosità della sua struttura e per la sua immediata riconoscibilità.
Le sue vie medievali brulicano di ristoranti e negozietti in cui perdersi per ore, mentre l’Abbazia domina la baia regalando panorami spettacolari.
St. Michael’s Mount è invece più piccolo e raccolto. Anche il tempo necessario per visitarlo è minore: perfetto quindi per una gita in famiglia, senza la folla e le lunghe camminate che caratterizzano il suo celebre “cugino” francese.
Le differenze tra le maree
La differenza più evidente tra i due luoghi riguarda però la grandiosità delle maree. Quelle della Baia di Mont Saint-Michel sono tra le più spettacolari d’Europa: l’escursione può raggiungere i 14-15 metri e l’acqua avanza con una velocità impressionante.
Non a caso qui si dice che la marea sale “alla velocità di un cavallo al galoppo”: questo per la particolare conformazione a imbuto della baia che amplifica enormemente il fenomeno.
Le maree di St. Michael’s Mount, invece, sono più contenute. Verificandosi sulla costa aperta dell’Atlantico, l’escursione è generalmente tra i 4 e i 6 metri e l’acqua sale molto più lentamente.
Questo rende la visita più tranquilla e gestibile, soprattutto con i bambini. Un altro vantaggio è che St. Michael’s Mount diventa un’isola ogni giorno seguendo il normale ritmo delle maree atlantiche.
Al contrario, per ammirare le Grandi Maree del Mont Saint-Michel bisogna aspettare periodi specifici dell’anno.
Cosa vedere nei dintorni
Portcurno Beach e il Minack Theatre
Noi ci siamo stati in una soleggiata domenica di agosto iniziata in una delle più belle spiagge della Cornovaglia, Portchurno Beach, vicinissima al Minack Theatre, un teatro di inizio 1900 in stile neo-romano antico costruito a picco sul mare.
Portchurno Beach è stata definita “le Maldive del Regno Unito” e rappresenta una delle tappe più suggestive da abbinare alla visita dell’isola.
Penzance
La giornata è proseguita a Penzance, tipica cittadina di pescatori con un bel lungomare.
La penisola di Lizard
La giornata si è conclusa con un bagno al tramonto nella splendida penisola di Lizard, la punta più meridionale dell’Inghilterra, con le sue rocce di serpentino rosso, i suoi fari e il suo sapore da “fine del mondo”.
In realtà, e qui le analogie con la Francia settentrionale continuano, anche la Cornovaglia ha il suo Finis Terrae: è Land’s End, la fine della terra, del mondo un tempo conosciuto, sull’estrema punta occidentale dell’Inghilterra, con l’Oceano Atlantico che si spalanca di fronte agli occhi dei visitatori.

Perché inserire St Michael’s Mount in un itinerario in Cornovaglia
- Il contesto è davvero suggestivo.
- Vedere salire le maree anche solo per qualche cm è un’esperienza di quelle che si ricordano.
- I dintorni sono ricchi di luoghi bellissimi da scoprire con i bambini.
- Tutti conoscono Mont Saint-Michel, in Normandia, e moltissimi ci vanno, ma solo pochi possono dire di aver visto anche il suo omonimo in Cornovaglia.
Abbiamo amato ogni singolo scorcio del nostro viaggio in Cornovaglia con bambini e St. Michael’s Mount non fa eccezione. Anzi, l’idea di trovarci davanti a una sorta di Mont Saint-Michel in miniatura ci ha subito conquistati.
In conclusione, se Mont Saint-Michel vale quasi da solo un viaggio in Normandia, probabilmente lo stesso non si può dire di St. Michael’s Mount. Che resta, però, una tappa suggestiva e non banale di un viaggio in Cornovaglia in famiglia.