Incidente alla vetreria Etrusca di Altare: la ricostruzione della tragedia

Andrea Porcu, operaio di una ditta esterna, è morto nella vetreria Etrusca di Altare durante un intervento sul macchinario destinato al rifacimento del forno di produzione. Le prime ricostruzioni avevano indicato una caduta da alcuni metri, ma le successive indagini hanno evidenziato segni compatibili con una scarica elettrica e l’ipotesi che il giovane sia stato folgorato mentre lavorava al cablaggio di un motore.

L’esame sulla salma, conclusosi nei giorni scorsi, di Andrea Porcu, 25 anni, ha evidenziato segni di una scarica elettrica su un braccio. Andrea è morto folgorato. Per l’incidente di una settimana fa alla vetreria Etrusca di Altare sul registro degli indagati ci sono già i nomi di due addetti allo stabilimento, a cui se ne potrebbero però aggiungere altri, e diversi per ruolo e competenze, alla luce delle nuove indagini degli ispettori dell’Asl specializzati nella sicurezza sui luoghi di lavoro.

La prima ricostruzione dell’incidente

Incidente mortale sul lavoro questa mattina ad Altare, nel savonese. Un giovane operaio di 26 anni di una ditta esterna è morto all'interno della vetreria Etrusca nella zona di Isola Grande. L'uomo, per cause ancora in fase di accertamento, è precipitato da un'altezza di circa dieci metri. Inutili i soccorsi. L'operaio è morto sul colpo.

La tragedia è accaduta intorno alle 13.30. Ad avvisare il personale sanitario i colleghi del ragazzo. Sul posto anche i carabinieri per i rilievi del caso. Secondo le ricostruzione l'operaio si trovava sopra un ponteggio.

Tragedia sul lavoro nel primo pomeriggio nella vetreria Etrusca di Altare. Un operaio di una ditta esterna che stava lavorando al rifacimento del forno di produzione dell’azienda è caduto da un’altezza di alcuni metri e, nonostante i tentativi di soccorso, è spirato fra le braccia dei militi della Croce Bianca di Altare.

Il giovane, Andrea Porcu, 26 anni di Carcare, si trovava su una scala (e non su un ponteggio, come era emerso in un primo momento - ndr) quando è precipitato. Ancora da chiarire le cause dell’incidente: tra le ipotesi anche quella di un malore che gli può aver fatto perdere l’equilibrio.

Vetreria industriale di Altare

L’ipotesi della folgorazione

Dalle indagini della polizia giudiziaria dell’Asl, coordinati dal pubblico ministero Chiara Venturi, sarebbe emerso come la folgorazione potrebbe essere stata ricondotta al macchinario con il motore acceso a cui l’operaio tecnico della Ferraro srl di Carcare (specializzata in impianti elettrici industriali) stava lavorando al cablaggio.

Un motore che doveva essere tenuto spento per sicurezza secondo la tesi degli investigatori, ma che i tecnici elettricisti per il tipo di intervento ritenuto «minimo» tenevano acceso. Al momento dell’arrivo dei colleghi di lavoro il motore sarebbe stato trovato in funzione. E spento solo successivamente.

Le nuove verifiche degli ispettori dell’Asl specializzati nella sicurezza sui luoghi di lavoro stanno esaminando le modalità dell’intervento, le condizioni del macchinario e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nelle attività nello stabilimento.

I soccorsi e le indagini

Nello stabilimento sono accorsi i militi della pubblica assistenza locale, l’automedica del “118” e i carabinieri. Il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso, mentre i carabinieri hanno informato la Procura della Repubblica.

Il magistrato di turno sta raggiungendo Altare per valutare la situazione, autorizzare la rimozione del corpo ed eventualmente disporre l’autopsia. Ancora in fase di ricostruzione la dinamica della tragedia.

Sul posto i mezzi del 118 e delle forze dell’ordine che hanno avviato le prime indagini per ricostruire quanto avvenuto e le eventuali responsabilità.

Per l’incidente di una settimana fa alla vetreria Etrusca di Altare sul registro degli indagati ci sono già i nomi di due addetti allo stabilimento, a cui se ne potrebbero però aggiungere altri, e diversi per ruolo e competenze, alla luce delle nuove indagini degli ispettori dell’Asl specializzati nella sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il luogo e le condizioni di lavoro

L'infortunio è avvenuto nel cuore della notte all'interno di una vetreria a Isola Grande. Al momento dell'incidente l'azienda era chiusa.

L’operaio tecnico della Ferraro srl di Carcare, specializzata in impianti elettrici industriali, stava lavorando al cablaggio di un macchinario con il motore acceso. L’intervento era collegato al rifacimento del forno di produzione dell’azienda.

Ancora da chiarire le cause della caduta ma secondo le prime ricostruzioni sembra che l'operaio abbia avuto un malore. Dalle indagini successive sarebbe invece emersa l’ipotesi che la caduta o la perdita dell’equilibrio possano essere state collegate alla folgorazione.

Altri incidenti nella vetreria di Altare

Incidente sul lavoro questa notte ad Altare, in provincia di Savona. Un dipendente di circa 40 anni impegnato in alcune lavorazione ha subito lo schiacciamento di un braccio su un rullo di uno dei macchinari utilizzati.

Immediatamente chiamati dai colleghi sul posto è giunto il personale sanitario che ha prestato le prime cure al ferito. L'uomo è stato poi trasferito con un codice giallo all'ospedale San Paolo di Savona.

Le sue condizioni non sono gravi. Nell'incidente il 40enne ha infatti riportato la frattura del braccio. Avviate le indagini per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto.

Sul posto è intervenuto il personale della Croce Bianca altarese che ha prestato i primi soccorsi all'uomo con l'ausilio dell'automedica.

Incidente sul lavoro nella mattinata odierna in una vetreria di Altare. Durante alcune lavorazioni, un uomo si è ferito procurandosi la semi amputazione di un dito.

Un attimo prima e...un attimo dopo

Le verifiche sulle responsabilità

Le indagini della polizia giudiziaria dell’Asl, coordinate dal pubblico ministero Chiara Venturi, sono dirette a ricostruire la sequenza delle operazioni e a verificare perché il motore non fosse stato spento durante l’intervento.

Secondo la tesi degli investigatori, il motore doveva essere tenuto spento per sicurezza. I tecnici elettricisti lo tenevano invece acceso perché consideravano «minimo» il tipo di intervento.

L’esame sulla salma ha evidenziato segni di una scarica elettrica su un braccio. Gli accertamenti tecnici dovranno chiarire il rapporto tra la scarica, il macchinario, l’attività di cablaggio e la successiva caduta da alcuni metri.

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