Gloria liturgico: «Fra di noi, nessuno ha veduto Dio»

Il canto «Fra di noi, nessuno ha veduto Dio» annuncia il mistero del Verbo che era presso Dio, era Dio e, nella pienezza dei tempi, è disceso tra noi sulla terra facendosi bambino come uno di noi. La gloria invisibile del Padre si manifesta nel Figlio, l’unigenito che lo rivela e rende possibile all’uomo diventare figlio di Dio.

Il testo unisce il prologo del Vangelo secondo Giovanni al Gloria della liturgia: la contemplazione della creazione, la proclamazione della gloria divina e la preghiera della Chiesa convergono nell’annuncio di Gesù Cristo, Verbo eterno fatto uomo, «gloria di grazia e verità».

Il Verbo presso Dio e la luce venuta nel mondo

In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio in principio era il Verbo, ed il Verbo era Dio. E ogni cosa creata fu per mezzo di lui: nulla di ciò che esiste fu fatto senza lui. E nel mondo arrivava la luce vera luce vera che illumina ogni uomo.

Lui veniva nel mondo che fu fatto per lui, ma non lo riconobbe il mondo ed era lui. Ma a quanti l’accolsero diede il potere di essere figli di Dio, a tutti coloro che credono nel nome suo. Perché non son nati da sangue o da carne o volere di uomo, ma sono nati da Dio, ma sono nati da Dio.

Ed il Verbo è disceso tra noi sulla terra e si è fatto bambino come uno di noi. Contempliamo la gloria sua di unigenito Figlio di Dio Padre gloria di grazia e verità.

Fra di noi, nessuno ha veduto Dio, solo il Figlio. Fra di noi, nessuno ha veduto Dio. Lui sì, ed è qui fra di noi: il Figlio che lo rivela sta qui fra noi.

Ed il Verbo è disceso tra noi sulla terra e si è fatto bambino come uno di noi. Contempliamo la gloria sua di unigenito Figlio di Dio Padre gloria di grazia e verità.

Verbo incarnato bambino luce divina

Il significato liturgico del canto

Il canto presenta il mistero cristiano attraverso una progressione precisa: il Verbo esiste dall’eternità, mediante lui tutte le cose sono create, egli è la luce vera venuta nel mondo, viene accolto da quanti credono e infine si fa bambino «come uno di noi».

La frase «Fra di noi, nessuno ha veduto Dio, solo il Figlio» esprime il centro dell’annuncio: Dio rimane invisibile nella sua realtà divina, ma il Figlio lo rende conoscibile. La sua presenza tra gli uomini è la rivelazione concreta del Padre.

L’espressione «il Figlio che lo rivela sta qui fra noi» collega la nascita del Verbo alla celebrazione liturgica. Il Cristo non è presentato soltanto come una figura del passato, ma come colui che è presente in mezzo alla comunità credente.

Il Gloria a Dio nell’alto dei cieli

Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.

Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente, Signore Figlio unigenito Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre.

Tu che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi, Tu che togli i peccati del mondo accogli la nostra supplica, Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Perchè Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l'Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre. Amen.

Il testo latino del Gloria

Glória in excélsis Deo et in terra pax homínibus bonæ voluntátis. Laudámus te, benedícimus te, adorámus te, glorificámus te, grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam, Dómine Deus, Rex cæléstis, Deus Pater omnípotens.

Dómine Fili Unigénite, Jesu Christe, Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis; qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.

Quóniam tu solus Sanctus, tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus, Jesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris. Amen.

La struttura musicale del canto

Il canto si apre con l’affermazione solenne dell’eternità del Verbo: «In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio». La ripetizione rafforza l’incisività dell’annuncio e introduce il tema della creazione compiuta per mezzo di lui.

La sezione successiva sviluppa il tema della luce e dell’accoglienza del Verbo. Il testo passa dalla realtà universale della creazione alla risposta personale di coloro che credono nel nome del Figlio e ricevono il potere di essere figli di Dio.

La parte centrale conduce all’incarnazione: «Ed il Verbo è disceso tra noi sulla terra e si è fatto bambino come uno di noi». La ripresa della frase permette di sottolineare musicalmente il passaggio dall’eternità alla storia e dalla gloria divina alla vicinanza umana.

Il ritornello «Fra di noi, nessuno ha veduto Dio, solo il Figlio» assume una funzione dichiarativa e comunitaria. La ripetizione finale «sta qui fra noi» accentua la presenza del Figlio nel cuore della celebrazione.

Accordi riportati per l’accompagnamento

SezioneAccordi riportati
In principio era il VerboDO FA SOL
Il Verbo era presso DioDO FA SOL SOL/SI
Ogni cosa creata fu per mezzo di luiLA- MI- FA RE7 DO MI7
Nulla di ciò che esiste fu fatto senza luiLA- SOL DO FA SOL
Il Verbo è disceso tra noiDO FA SOL DO FA SOL/SI
Si è fatto bambino come uno di noiDO FA SOL DO FA SOL
Contempliamo la gloria suaLA- SOL6 FA7+ RE9/FA#
Di unigenito FiglioDO MI7
Di Dio Padre, gloria di grazia e veritàLA- SOL DO FA SOL LA7
Fra di noi, nessuno ha veduto DioRE SOL LA RE SOL LA LA/DO#
Solo il FiglioRE SOL LA
Lui sì, ed è qui fra di noiSI- FA#- SOL MI7
Il Figlio che lo rivela sta qui fra noiRE FA#7 SI- LA RE SOL LA

Il Gloria nella celebrazione

Gloria, gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.

Gloria, gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Signore, Figlio Unigenito Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà, abbi pietà, abbi pietà di noi.

Gloria, gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Perchè Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.

Gloria, gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Amen.

La preghiera di apertura e l’inno a Cristo

V. O Dio, vieni a salvarmi Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio. O Cristo, Verbo del Padre, re glorioso fra gli angeli, luce e salvezza del mondo, in te crediamo.

Cibo e bevanda di vita, balsamo, veste, dimora, forza, rifugio, conforto, in te speriamo. Illumina col tuo Spirito l’oscura notte del male, orienta il nostro cammino incontro al Padre. Amen.

La parola del Signore come scudo

1 ant. La tua parola, Signore, è scudo per chi si rifugia in te.

Salmo 17, 31-51 - Ringraziamento a Dio salvatore

Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? (Rm 8, 31).

La via di Dio è diritta, † la parola del Signore è provata al fuoco; * egli è scudo per chi in lui si rifugia. Infatti, chi è Dio, se non il Signore? * O chi è rupe, se non il nostro Dio?

Il Dio che mi ha cinto di vigore * e ha reso integro il mio cammino; mi ha dato agilità come di cerve, * sulle alture mi ha fatto stare saldo; ha addestrato le mie mani alla battaglia, * le mie braccia a tender l’arco di bronzo.

1 ant. La tua parola, Signore, è scudo per chi si rifugia in te.

2 ant. La tua destra mi sostiene, o Signore.

Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza, † la tua destra mi ha sostenuto, * la tua bontà mi ha fatto crescere. Hai spianato la via ai miei passi, * i miei piedi non hanno vacillato.

Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti, * non sono tornato senza averli annientati. Li ho colpiti e non si sono rialzati, * sono caduti sotto i miei piedi.

Tu mi hai cinto di forza per la guerra, * hai piegato sotto di me gli avversari. Dei nemici mi hai mostrato le spalle, * hai disperso quanti mi odiavano.

Hanno gridato e nessuno li ha salvati, * al Signore, ma non ha risposto. Come polvere al vento li ho dispersi, * calpestati come fango delle strade.

Mi hai scampato dal popolo in rivolta, * mi hai posto a capo delle nazioni. Un popolo che non conoscevo mi ha servito; * all’udirmi, subito mi obbedivano, stranieri cercavano il mio favore, † impallidivano uomini stranieri * e uscivano tremanti dai loro nascondigli.

2 ant. La tua destra mi sostiene, o Signore.

3 ant. Viva il Signore: benedetto il Dio della mia salvezza.

Viva il Signore e benedetta la mia rupe, * sia esaltato il Dio della mia salvezza. Dio, tu mi accordi la rivincita † e sottometti i popoli al mio giogo, * mi scampi dai nemici furenti, dei miei avversari mi fai trionfare * e mi liberi dall’uomo violento.

Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli * e canterò inni di gioia al tuo nome. Egli concede al suo re grandi vittorie, † si mostra fedele al suo consacrato, * a Davide e alla sua discendenza per sempre.

3 ant. Viva il Signore: benedetto il Dio della mia salvezza.

La gloria di Dio nella creazione

V. Togli il velo ai miei occhi, Signore: scruterò i prodigi della tua legge.

Prima lettura - Dal libro del Siracide 42, 15 - 43, 12

Tutta la creazione canta la gloria di Dio

Ricorderò le opere del Signore e descriverò quanto ho visto. Per le parole del Signore sussistono le sue opere. Il sole con il suo splendore illumina tutto, della gloria del Signore è piena la sua opera.

Neppure i santi del Signore sono in grado di narrare tutte le sue meraviglie, ciò che il Signore onnipotente ha stabilito perché l’universo stesse saldo a sua gloria. Egli scruta l’abisso e il cuore e penetra tutti i loro segreti.

L’Altissimo conosce tutta la scienza e osserva i segni dei tempi, annunziando le cose passate e future e svelando le tracce di quelle nascoste. Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta.

Ha ordinato le meraviglie della sua sapienza, poiché egli è da sempre e per sempre. Nulla può essergli aggiunto e nulla tolto, non ha bisogno di alcun consigliere.

Quanto sono amabili tutte le sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare. Tutte queste cose vivono e resteranno per sempre in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono.

Tutte sono a coppia, una di fronte all’altra, egli non ha fatto nulla di incompleto. L’una conferma i pregi dell’altra, chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?

Orgoglio dei cieli è il limpido firmamento, spettacolo celeste in una visione di gloria! Il sole mentre appare nel suo sorgere proclama: «Che meraviglia è l’opera dell’Altissimo!».

A mezzogiorno dissecca la terra, e di fronte al suo calore chi può resistere? Si soffia nella fornace per ottenere calore, il sole brucia i monti tre volte tanto; emettendo vampe di fuoco, facendo brillare i suoi raggi, abbaglia gli occhi.

Grande è il Signore che l’ha creato e con la parola ne affretta il rapido corso. Anche la luna sempre puntuale nelle sue fasi regola i mesi e determina il tempo.

Dalla luna dipende l’indicazione delle feste, luminare che decresce fino alla sua scomparsa. Da essa il mese prende nome, mirabilmente crescendo secondo le fasi.

È un’insegna per le milizie nell’alto, splendendo nel firmamento del cielo. Bellezza del cielo la gloria degli astri, ornamento splendente nelle altezze del Signore.

Si comportano secondo gli ordini del Santo, non si stancano al loro posto di sentinelle. Osserva l’arcobaleno e benedici colui che l’ha fatto, è bellissimo nel suo splendore.

Avvolge il cielo con un cerchio di gloria, l’hanno teso le mani dell’Altissimo.

Responsorio

Sei degno, Signore Dio nostro, di ricevere gloria, onore e potenza: hai creato tutte le cose e per la tua volontà tutto esiste. * Tu sei il Dio dell’universo.

Hai fatto il cielo e la terra e tutte le loro meraviglie. Tu sei il Dio dell’universo.

Creazione cielo sole luna arcobaleno

Il Verbo del Padre e l’ordine dell’universo

Seconda lettura - Dal «Discorso contro i pagani» di sant’Atanasio, vescovo

Il Verbo del Padre tutto abbellisce, dispone e contiene

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, nella sua bontà infinita, è di gran lunga superiore a tutte le cose create. Ottimo sovrano qual è, con la sua sapienza e con il suo Verbo, cioè con il Signore nostro e Salvatore Gesù Cristo, governa, ordina e crea in ogni luogo tutte le cose, secondo che si addice alla sua giustizia.

Infatti è giusto che le cose siano fatte così come lo sono, e che si compiano come noi le vediamo compiute. Poiché è lui che ha voluto che tutto accada in questo modo e nessuno può avere un motivo ragionevole per negarlo.

Infatti se il movimento delle cose create avvenisse senza ragione e il mondo girasse alla cieca, non si dovrebbe più credere nulla di quanto è stato detto. Ma se il mondo è stato organizzato con sapienza e conoscenza ed è stato riempito di ogni bellezza, allora si deve dire che il creatore e l’artista è il Verbo di Dio.

Io penso al Dio vivente e operante, al Verbo del Dio buono, del Dio dell’universo, al Dio che è distinto e differente da tutte le cose create e da tutta la creazione. È lui il solo e proprio Verbo del Padre, lui che ha ordinato l’universo e lo ha illuminato con la sua provvidenza.

È lui il Verbo buono del Padre buono. È lui che ha dato ordine a tutto il creato, conciliando fra loro gli opposti elementi e componendo ogni cosa armonicamente.

Egli è l’unico, l’Unigenito, il Dio buono, che procede dal Padre come da fonte di bontà e ordina e contiene l’universo.

Dopo aver fatto tutte le cose per mezzo del Verbo eterno e aver dato esistenza alla creazione, Dio Padre non lascia andare ciò che ha fatto alla deriva, né lo abbandona a un cieco impulso naturale che lo faccia ricadere nel nulla.

Ma, buono com’è, con il suo Verbo, che è anche Dio, guida e sostenta il mondo intero, perché la creazione, illuminata dalla sua guida, dalla sua provvidenza e dal suo ordine, possa persistere nell’essere.

Anzi il mondo diviene partecipe del Verbo del Padre, per essere da questi sostenuto e non cessare di esistere. Ciò certamente accadrebbe se non fosse conservato dal Verbo, perché egli è «immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura» (Col 1, 15); poiché per mezzo di lui e in lui hanno consistenza tutte le cose sia quelle visibili che quelle invisibili, poiché egli è il capo della Chiesa, come nelle Sacre Scritture insegnano i ministri della verità (cfr. Col 1, 16-18).

L’onnipotente e santissimo Verbo del Padre, penetrando tutte le cose, e arrivando ovunque con la sua forza, dà luce ad ogni realtà e tutto contiene e abbraccia in se stesso.

Non c’è essere alcuno che si sottragga al suo dominio. Tutte le cose da lui ricevono interamente la vita e da lui in essa vengono mantenute: le creature singole nella loro individualità e l’universo creato nella sua globalità.

Responsorio

In principio, quando non esistevano la terra e gli abissi, e non erano sgorgate le sorgenti d’acqua, * prima delle montagne e delle colline, Dio mi ha generata.

Quando formava i cieli, io ero presente; come architetto ero con lui: prima delle montagne e delle colline, Dio mi ha generata.

La preghiera finale

Ispìra nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore.

Benediciamo il Signore. Rendiamo grazie a Dio.

Versione del Gloria in forma cantata

Gloria a Dio nell’alto dei cieli E pace in terra agli uomini Di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, Ti adoriamo, ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie Per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; Tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.

Perché tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, Con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

Il testo liturgico è indicato come «Dalla liturgia». La musica è attribuita a Nancy L. Uelmen, M. Thérèse Henderson e Jocelyn K. Belamide.

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